{"id":48501,"date":"2023-02-16T00:00:00","date_gmt":"2023-02-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/il-successo-della-tradizione\/"},"modified":"2023-02-16T00:00:00","modified_gmt":"2023-02-15T23:00:00","slug":"il-successo-della-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-successo-della-tradizione\/","title":{"rendered":"Il successo della tradizione"},"content":{"rendered":"<p> \tGONARS &#8211; La <em>friulana <\/em>\u2013 o meglio <em>scarpez <\/em>\u2013 \u00e8 stata la calzatura, il pi\u00f9 delle volte l\u2019unica calzatura, di una societ\u00e0 basata prevalentemente su un\u2019economia di autoconsumo, prodotta dalle donne utilizzando pezzi di stoffe di risulta cuciti a mano. Si tratta di una calzatura modesta ma tecnologicamente perfetta, che \u00e8 stata in grado di evolversi nel tempo adottando di volta in volta i materiali di riuso disponibili.<\/p>\n<p> \tNe abbiamo parlato con <strong>Cristina Barbierato<\/strong>, proprietaria di \u201c<em>Lis Furlanis<\/em>\u201d di <strong>Gonars<\/strong>, realt\u00e0 che prosegue in chiave moderna quella antica tradizione.<\/p>\n<p> \t<strong>Cristina, di cosa vi occupavate prima di dedicarvi alla produzione degli <\/strong><strong><em>scarpez<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIo e il mio compagno lavoravamo per una azienda tedesca di base a Berlino, all\u2019inizio producendo direttamente le sue scarpe e, in seguito, come organizzatori di produzione per suo conto presso una rete di calzaturifici italiani\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Poi cos\u2019\u00e8 successo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa crisi economica del 2008 ha rapidamente investito il commercio mondiale, facendo interrompere i nostri rapporti con la ditta berlinese. Abbiamo quindi dovuto pensare un\u2019alternativa a quel lavoro che durava da 20 anni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di riprendere la produzione degli <\/strong><strong><em>scarpez<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDa una analisi del mercato. Avevamo constatato che la produzione di calzature sarebbe stata molto difficoltosa, soprattutto dal punto di vista economico, a causa della situazione di crisi in cui si trovava il settore. D\u2019altra parte sarebbe stato altrettanto difficile allontanarci perch\u00e9 le nostre conoscenze e abilit\u00e0 proprio l\u00ec si focalizzano. Si doveva trovare un prodotto \u201cnuovo\u201d che non rischiasse di perdersi nel mercato oberato delle calzature e cos\u00ec abbiamo riconosciuto negli <em>scarpez <\/em>tradizionali di Gonars diverse potenzialit\u00e0 di sviluppo, pur conservandone le caratteristiche originarie\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si producono gli <\/strong><strong><em>scarpez<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCome in tutti i manufatti artigianali anche le \u201c<em>friulane<\/em>\u201d posseggono una notevole quantit\u00e0 di caratteristiche e tradizioni che le rendono particolarmente attuali e significative: il riutilizzo dei materiali che altrimenti andrebbero smaltiti (tessuti, copertoni di bicicletta, sacchi di juta) con un\u2019evidente funzione ecologica; l\u2019assenza di prodotti chimici (colle, mastici, coloranti) in fase di produzione e l\u2019utilizzo esclusivo di tessuti naturali che offrono salubrit\u00e0 alle calzature stesse; l\u2019artigianalit\u00e0 della produzione che richiede quasi esclusivamente un lavoro manuale; la creativit\u00e0 che si ottiene attraverso la ricerca e l\u2019utilizzo di tessuti sempre in forme diverse pur conservando uno stesso modello; la tradizionalit\u00e0 sia del prodotto che della sua modalit\u00e0 di lavorazione perch\u00e9 abbiamo volutamente ripreso in maniera \u201cfilologica\u201d la tradizione degli <em>scarpez <\/em>come si facevano a Gonars; la friulanit\u00e0 visto che questo \u00e8 un prodotto molto riconosciuto nella nostra regione, che porta con s\u00e9 una interessante narrazione dal punto di vista storico, economico e antropologico\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Focalizziamoci un attimo sui materiali utilizzati.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abI materiali sono quasi completamente riutilizzati, infatti per le tomaie si usano tessuti che provengono da rimanenze o scampoli dall\u2019abbigliamento e dall\u2019arredo o semplicemente dalla ricerca nei mercatini dell\u2019usato e dell\u2019antiquariato. Per le suole si recupera la juta dai sacchi di caff\u00e8, materiale naturale per eccellenza leggero e resistente allo stesso tempo, cartone da imballaggio per facilitare la cucitura e copertoni usati di biciclette (quelli pi\u00f9 adatti allo scopo). Il tutto \u00e8 tenuto insieme solamente dal filo per la cucitura fatta manualmente e con vecchie macchine da cucire particolarmente adatte a questo genere di lavoro\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Avete mai pensato di ampliare la vostra offerta di prodotti, per esempio con borse o altri accessori di abbigliamento?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNo, anche se qualche prova di borse con tessuti usati \u00e8 stata fatta. La lavorazione degli <em>scarpez<\/em>, per il tipo di produzione che ho scelto di seguire, \u00e8 molto lunga e quindi riesco a dedicare il mio tempo solo a loro\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Sul lungo periodo aumenterete la produzione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNo perch\u00e9 una delle caratteristiche del fare artigianale, molto spesso dimenticata, non \u00e8 quella di aumentare la produzione e di incrementare le quantit\u00e0, ma quella di trovare soddisfazione in ci\u00f2 che si fa, nella cura e nella qualit\u00e0 del proprio lavoro. L\u2019aspetto della speculazione economica non \u00e8 quello prevalente\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>C\u2019\u00e8 un paio di <\/strong><strong><em>scarpez <\/em><\/strong><strong>prodotti a cui siete pi\u00f9 affezionati?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 impossibile avere una preferenza per qualcuno degli <em>scarpez <\/em>prodotti, perch\u00e9 praticamente tutti sono pezzi \u201cunici\u201d e le numerose collaborazioni con i clienti, tutte diverse tra loro, sono ugualmente importanti e significative\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come gestite la vostra promozione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPenso di essere abbastanza conosciuta in regione, preferisco sempre uno stile il pi\u00f9 possibile sobrio, come lo era quello della maggioranza degli artigiani in tempi non troppo lontani. Sta all\u2019occhio esperto e al buon gusto dei clienti riconoscere le particolarit\u00e0 della produzione dei miei <em>scarpez<\/em>. Con le nuove tecnologie alla portata dei singoli artigiani la pubblicizzazione del proprio prodotto \u00e8 molto diretta anche se non \u00e8 facile scegliere come collocarsi nel <em>mare magnum <\/em>dell\u2019informazione. Con i clienti mi capita di privilegiare un approccio pi\u00f9 diretto a uno formale ed economicista. Ho la fortuna di poter scegliere con chi collaborare. Passaparola e rapporto diretto sono sempre una bella cosa\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>A proposito, voi usate gli <\/strong><strong><em>scarpez<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSpesso: al lavoro, in casa, quando esco. Penso che una caratteristica importante degli <em>scarpez <\/em>sia quella di essere utili e non superflui come molti oggetti che si vendono oggi. Sono anche una buona alternativa alle calzature in pelle, che pu\u00f2 soddisfare una nuova scelta realmente ecologica\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Tra i vostri clienti c\u2019\u00e8 qualche personaggio famoso?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon sono molto interessata alla logica del personaggio famoso che potrebbe aumentare la visibilit\u00e0. So che diverse personalit\u00e0, anche importanti nei loro settori, hanno apprezzato e usato i miei <em>scarpez <\/em>e questo mi basta. Tutti coloro che portano i miei <em>scarpez <\/em>sono speciali\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha riportato in auge gli \u201cscarpez\u201d, calzature realizzate con materiali di risulta. \u00abI miei prodotti sono molto richiesti, ma non aumenter\u00f2 la produzione: voglio curare la qualit\u00e0 del lavoro\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":48502,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-48501","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",1000,750,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",1000,750,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",1000,750,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",1000,750,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",1000,750,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",1000,750,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52034-1.webp",243,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Ha riportato in auge gli \u201cscarpez\u201d, calzature realizzate con materiali di risulta. \u00abI miei prodotti sono molto richiesti, ma non aumenter\u00f2 la produzione: voglio curare la qualit\u00e0 del lavoro\u00bb","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48501"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48501\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48502"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}