{"id":48463,"date":"2023-02-13T00:00:00","date_gmt":"2023-02-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/la-manager-dellarte\/"},"modified":"2023-02-13T00:00:00","modified_gmt":"2023-02-12T23:00:00","slug":"la-manager-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-manager-dellarte\/","title":{"rendered":"La manager dell&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p> \tVarie e numerose sono le raccolte dei <strong>Musei Civici di Udine <\/strong>che possono essere ammirate nelle tre sedi aperte al pubblico del <strong>Castello<\/strong>, di <strong>Casa Cavazzini <\/strong>e del <strong>Museo Etnografico del Friuli<\/strong>. A queste si aggiungono le <strong>Gallerie del Progetto \u2013 Archivi di Architettura<\/strong>, attualmente ospitate a Palazzo Valvason Morpurgo, visitabili su richiesta.<\/p>\n<p> \tDal 2011 <strong>Vania Gransinigh <\/strong>guida le attivit\u00e0 espositive, di promozione e valorizzazione di Casa Cavazzini, tempio cittadino dell\u2019arte moderna e contemporanea, scrigno che conserva importanti donazioni di collezionisti del territorio. Laureata in Storia dell\u2019arte a Trieste, con successivo dottorato di ricerca in Storia dell\u2019Arte contemporanea, la studiosa ed esperta friulana vanta, accanto al curriculum accademico, anche un <em>background <\/em>manageriale di tutto rispetto.<\/p>\n<p> \t\u00c8 stata infatti in precedenza conservatore, tra l\u2019altro, della Galleria d\u2019Arte Antica, delle Gallerie del Progetto e ha collaborato con realt\u00e0 espositive di tutta la regione e non solo ed \u00e8 autrice di testi e saggi che spaziano negli stili e secoli.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono le peculiarit\u00e0 e i punti di forza dei Musei udinesi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCertamente il fatto di essere un autentico giacimento culturale che rappresenta l\u2019identit\u00e0 e la storia della citt\u00e0 e testimonia anche il suo legame con l\u2019intera regione. In alcuni casi \u2013 mi riferisco alle collezioni Astaldi e FRIAM di Casa Cavazzini \u2013 le opere d\u2019arte raccontano storie di passioni personali trasformate generosamente in dono per la collettivit\u00e0, oppure testimoniano la solidariet\u00e0 internazionale per il Friuli dopo il terremoto nel 1976\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il 18 febbraio sar\u00e0 inaugurata a Casa Cavazzini la mostra \u201c<\/strong><strong><em>Insieme<\/em><\/strong><strong>\u201d, con opere di grandi del \u2019900 fra i quali Dal\u00ec, Guttuso e Pistoletto: quali le altre proposte?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abGli impegni sono molteplici, fra questi una novit\u00e0 assoluta: la prima collaborazione fra i Civici Musei e l\u2019Erpac &#8211; Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, con protagonisti il nostro Castello e Palazzo Attems a Gorizia. Il tema del progetto sar\u00e0 la cultura figurativa tra XVIII e XIX secolo in una regione che all\u2019epoca era posizionata sui due opposti fronti \u2013 quello asburgico e quello veneto \u2013 a cui non mancavano punti di contatto ma che sostanzialmente afferivano a due differenti contesti artistici\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Una mostra ambiziosa, quali i suoi obiettivi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPuntiamo a obiettivi diversi. Certamente riflettere sulla diversit\u00e0 e similitudine tra i due territori, entrambi periferie di centri lontani tra loro. Al contempo per\u00f2 ci sar\u00e0 una valorizzazione di opere e di artisti meno noti e conservate nei depositi, cos\u00ec come la messa in luce di recenti acquisizioni. L\u2019obiettivo \u00e8 anche quello di raggiungere un pubblico transfrontaliero con cui, storicamente, si sono condivisi destini e interessi e che oggi \u00e8 alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 comune come dimostra il progetto <em>GO Borderless <\/em>che ha permesso a Nova Gorica e Gorizia di vincere unite la nomina a Capitale Europea della Cultura per il 2025\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Nel suo ormai consolidato ruolo di conservatore museale, oltre che studiosa e autrice, quali sono le linee guida alle quali si attiene nel suo impegno?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa vera sfida \u00e8 conservare e valorizzare adeguatamente il nostro patrimonio, farlo conoscere e comunicarne il valore al grande pubblico, attraverso un costante lavoro di approfondimento e ricerca delle collezioni. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile creare nuove relazioni e ricostruirne il contesto di appartenenza, visualizzandolo attraverso il percorso espositivo: il punto di mediazione tra il patrimonio museale e i visitatori. Governare bene un museo richiede sempre pi\u00f9 capacit\u00e0 manageriali e previsionali, ma anche una conoscenza perfetta del funzionamento di un ente pubblico e delle sue regole\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un bilancio del 2022 appena concluso?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 stato un anno ancora penalizzato dal protrarsi dell\u2019emergenza pandemica. Una volta cadute le restrizioni igienico-sanitarie, per\u00f2, il pubblico ha ripreso di nuovo con slancio a visitare i musei. Da giugno anche i flussi turistici si sono riattivati prolungandosi fino ad autunno inoltrato: l\u2019impressione \u00e8 che la gente abbia riscoperto i centri minori, al di fuori delle grandi rotte. Grazie alla mostra \u201c<em>La forma dell\u2019infinito<\/em>\u201d chiusa lo scorso aprile, a \u201c<em>Contrappunto 02. Dieci artisti, il museo, l\u2019opera<\/em>\u201d allestite a Casa Cavazzini e alla mostra \u201c<em>Un architetto cosmopolita in patria. Raimondo D\u2019Aronco in Friuli<\/em>\u201d, organizzata in Castello, abbiamo superato di gran lunga i 100.000 visitatori in un anno, andando oltre i numeri pre-Covid\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come sono cambiati i visitatori dei musei in questi anni?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl pubblico si \u00e8 ampliato ed \u00e8 davvero molto cambiato, ma soprattutto si \u00e8 differenziato. C\u2019\u00e8 chi entra in un museo per accrescere le proprie conoscenze, chi \u00e8 curioso e viene trascinato dal <em>trend <\/em>del momento, chi invece \u00e8 alla ricerca di un momento di relax e desidera trarre dalla visita un beneficio psico-fisico. In generale il visitatore medio cerca soprattutto un\u2019esperienza di godimento estetico, non chiede particolari approfondimenti e spesso \u00e8 privo di strumenti critici e interpretativi adeguati\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Al museo cosa viene richiesto?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abResponsabilit\u00e0 rispetto ai contenuti che si vogliono comunicare. I messaggi devono essere chiari, scientificamente corretti ma anche proposti in maniera semplice e diretta, che non significa semplicistica o superficiale. Se questo vale in generale, vale ancora di pi\u00f9 in rapporto all\u2019arte contemporanea nei confronti della quale permane ancora una grande diffidenza. Per le sue componenti concettuali, l\u2019arte del nostro tempo richiede competenze e conoscenze diversificate, la sua scoperta pertanto andrebbe sempre accompagnata e guidata. Questa almeno \u00e8 la mia esperienza\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Oltre alla proposta espositiva quali sono le attivit\u00e0 che rendono attraente e contemporanea nell\u2019evoluzione una sede museale?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLe attivit\u00e0 didattiche per diverse fasce di visitatori sono una carta vincente: ognuno ha specifiche esigenze ed \u00e8 essenziale che il museo le rilevi, le faccia proprie e sappia dare loro risposte soddisfacenti. Nel presentare le raccolte e la loro storia \u00e8 doveroso tenere presenti le differenze di et\u00e0, culture, lingue e preparazione dei fruitori. Smessa la veste di tempio delle muse, realt\u00e0 elitaria per pochi, il museo deve vincere la sfida dell\u2019inclusione e per questo deve dotarsi di strumenti all\u2019avanguardia. In questo la tecnologia pu\u00f2 essere un ottimo supporto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali le vostre proposte in questa direzione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLe audioguide scaricabili sul proprio <em>smartphone <\/em>hanno aperto possibilit\u00e0 inimmaginabili fino a poco tempo fa: le nostre sedi ne sono dotate e oltre alle classiche versioni multilingue, esse sono strutturate per raccontare le collezioni in LIS (Lingua Internazionale dei Segni) per non udenti e sono pensate anche per chi ha difficolt\u00e0 visive. Ma raggiungere quante pi\u00f9 persone possibili significa dispiegare anche i pi\u00f9 diversi canali di comunicazione. Un esempio la <em>web tv <\/em><u><a href=\"http:\/\/www.udimus.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\">www.udimus.it<\/span><\/a><\/u> che veicola contenuti culturali dei musei attraverso internet cos\u00ec come il laboratorio per i bambini che vogliono imparare l\u2019inglese partendo dalla scoperta delle opere e degli oggetti conservati nel museo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali i tre aggettivi che riassumono i Musei Civici di Udine?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAttrattivi, accessibili e inclusivi\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un decennio guida le attivit\u00e0 espositive dei Musei Civici di Udine, con sguardo sempre proiettato al futuro. Prossima tappa la mostra con le opere di Dal\u00ec, Guttuso e Pistoletto<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":48464,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-48463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",1000,861,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",1000,861,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",1000,861,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-300x258.webp",300,258,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",640,551,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",1000,861,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",1000,861,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",1000,861,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",244,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/51984-1.webp",211,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Da un decennio guida le attivit\u00e0 espositive dei Musei Civici di Udine, con sguardo sempre proiettato al futuro. 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