{"id":45208,"date":"2022-11-11T00:00:00","date_gmt":"2022-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=45208"},"modified":"2022-11-11T00:00:00","modified_gmt":"2022-11-10T23:00:00","slug":"un-secolo-di-biancoazzurro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/un-secolo-di-biancoazzurro\/","title":{"rendered":"Un secolo di biancoazzurro"},"content":{"rendered":"<p> \tNel 1920 i soldati italiani disputarono a <strong>Turriaco <\/strong>una partita di calcio \u201cfanti contro artiglieri\u201d in un campo ricavato alla fine dell\u2019attuale viale Gramsci. I ragazzi del paese, come sempre accade dopo i grandi eventi dei quali sono stati entusiasti spettatori, per imitazione iniziarono a creare pure loro i primi campetti di gioco nei prati e sulle strade.<\/p>\n<p> \tLa palla non poteva che essere di stracci, ma si conoscevano gi\u00e0 le regole del calcio moderno che inizi\u00f2 subito ad appassionare i giovani. In un\u2019intervista registrata nel 1990, Leonardo Caneva ricordava: <em>All\u2019inizio zugavisi tuti discolsi, de marzo fin a la Cunzizi\u00f2n co i ne conprava i zocui novi <\/em>(all\u2019inizio si giocava tutti scalzi da marzo fino alla Concezione quando ci compravano gli zoccoli nuovi).<\/p>\n<p> \tPoi arrivarono le \u201c<em>papuze<\/em>\u201d, qualche zoccolo e infine le scarpe militari con le suole rinforzate da stringhe.<\/p>\n<p> \tNel paese si formarono le prime squadrette e si organizzarono i primi incontri \u201crionali\u201d fra le squadre del \u201cSantonego\u201d, degli \u201cSpangari\u201d e quella della \u201cCossara\u201d che era la squadra dei contadini e dei cestai, la quale aveva come portiere un ragazzo gigantesco di San Piero, soprannominato \u201cKing Kong\u201d. Probabilmente le squadre nacquero all\u2019interno di gruppi o bande preesistenti: la Piazza, via Aquileia, i Casoni, le Marcite, i Mureti, al borgo de Dodo, quello de le Tartare e al logo Vec\u2019, che spostarono il campo della competizione-scontro dalle guerre a sassate alle partite di calcio.<\/p>\n<p> \tGli uomini solevano trovarsi la sera sotto il \u201c<em>bobolar<\/em>\u201d per raccontarsela mentre i ragazzi di tutte le et\u00e0 giocavano attorno alla chiesa o facevano capannello sugli scalini della porta del campanile. Naturalmente le discussioni cadevano sul nuovo gioco e, allora come oggi, dal calcio parlato si passava a quello litigato. Una sera che la discussione stava degenerando, il parroco don Eugenio, che stava ad ascoltare, credette opportuno intervenire e dire la sua: \u201c<em>Mi piace che facciate dello sport invece di andare in giro a fare malegrazie<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \tRassicurati nel cuore e nell\u2019animo dall\u2019insperata approvazione del parroco nei confronti del nuovo gioco nel quale invece molti genitori vedevano una perdita di tempo e un allontanamento dal lavoro nei campi, sotto il campanile della chiesa venne presa la decisione di fondare una societ\u00e0 di calcio.<\/p>\n<p> \tNel giugno 1922 si decise all\u2019unanimit\u00e0 di battezzare la neo costituita societ\u00e0 con il nome di <strong>Unione Sportiva Isonzo Turriaco<\/strong>. Includendo la parola Isonzo attribuito alla societ\u00e0, i fondatori vollero sottolineare l\u2019intensit\u00e0 del rapporto affettivo che da sempre ha congiunto al fiume la \u201cnostra\u201d gente.<\/p>\n<p> \tRaccolte le adesioni, la prima assemblea dei soci venne fatta sotto il campanile i primi giorni di luglio del 1922. Si procedette all\u2019elezione delle cariche tramite votazione palese con il seguente esito: all\u2019unanimit\u00e0 venne eletto primo presidente dell\u2019USIT <strong>Anselmo Gregorin<\/strong>, consiglieri <strong>Marino Perco, Giuseppe Taddeo, Ottavio Spanghero, Ferrante Mulattieri e Massimo Masat<\/strong>. Il direttivo era composto da ragazzi giovanissimi, basti pensare che Anselmo, il presidente, aveva sedici anni. Al momento della fondazione della Societ\u00e0 nel luglio del 1922, <strong>Nicol\u00f2 Tomasella<\/strong>, detto \u201cColeto\u201d, oste di Turriaco, lasci\u00f2 in eredit\u00e0 alla societ\u00e0 1.000 lire.<\/p>\n<p> \tLa prima spesa fatta con i contributi volontari, due lire al mese, fu quella di procurarsi le maglie e il pallone<\/p>\n<p> \tcon la \u201cspigheta\u201d, che furono comperati a Gradisca: grande emporio della zona dove si trovava di tutto. Il colore delle maglie prescelto fu bianco-azzurro a strisce verticali, ovvero i colori del Comune. L\u2019allenamento veniva fatto senza ginnastica preparatoria. Si chiedeva il pallone ad Anselmo e si tirava subito in porta. All\u2019inizio le partite venivano disputate dai giocatori della stessa squadra alla sera, allo scopo di divertirsi dopo la fine del lavoro. Non esisteva la figura dell\u2019allenatore e all\u2019inizio la tattica di gioco era solo una: i terzini facevano rimandi lunghissimi e tutti correvano l\u00e0.<\/p>\n<p> \tSi iniziarono a giocare partite amichevoli contro i paesi vicini, perch\u00e9 non esistevano ancora i campionati minori. Alla fine degli anni Venti, quando la squadra riportava una vittoria, calciatori e ragazzi per le strade cantavano: \u201c<em>Turriaco \u00e8 forte davvero, batte il San Piero per due a zero e batte il Pieris per tre a uno come il Turriaco non c\u2019\u00e8 nessuno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \tNel 1922 non esistevano ancora campionati dilettanti organizzati in categorie, ma gli incontri di calcio si svolgevano solo all\u2019interno di festeggiamenti di tipo locale o di beneficenza. I primi gironi organizzati, se cos\u00ec si possono definire, portano la data 1926 e sono: il <strong>girone monfalconese<\/strong>, composto da quattro squadre (Audax Monfalcone, Cantiere, Ronchi dei Legionari e Turriaco); il <strong>girone cervignanese<\/strong>, composto da sei squadre: Cervignano, San Vito al Torre, Aiello, Aquileia, Grado e Fiumicello.<\/p>\n<p> \tNel 1928 la Societ\u00e0 di calcio turriachese era formata da 50 soci, di cui 12 donne. Ma durante il fascismo tutte le forme associative preesistenti vengono sciolte di forza, snaturate nella loro identit\u00e0 a statuto e i loro nomi cambiati. La U.S.I.T. subisce la stessa sorte, passando a quella pi\u00f9 generica di <strong>Dopo Lavoro Turriaco<\/strong>. Anselmo Gregorin, primo presidente del calcio turriachese, dal carattere buono e semplice, viene sostituito d\u2019ufficio dal veterinario <strong>Mario Malagutti<\/strong>, originario di Ferrara. La radio diffonde i suoi programmi e la gente ascolta i discorsi del Duce e le cronache sportive.<\/p>\n<p> \tIn questo clima lo sport in genere e il calcio in particolare vivono un momento di particolare euforia. Le vittorie dei campionati mondiali di calcio del 1934, la vittoria olimpica del 1936 e la vittoria dei campionati mondiali del 1938 coincidono con il periodo di massimo splendore dell\u2019idea fascista. Sotto la presidenza Malagutti tutte le cariche cessarono il loro mandato istituzionale passando sotto il controllo del Partito Nazionale Fascista.<\/p>\n<p> \tLa squadra negli anni Trenta partecipa a moltissime partite nei vari tornei e gironi dove vengono realizzate una infinit\u00e0 di reti di cui si sono persi ormai gli autori e le trame. Alla fine di quel decennio la canzone cantata in caso di vittoria sull\u2019aria di \u201c<em>macchinista, macchinista daghe oio&#8230;<\/em>\u201d era: \u201c<em>E la mamma, e la mamma mi ha detto chi ha vinto al pallone \u00e8 Turriaco lo squadrone che nessuno batter\u00e0&#8230;<\/em>\u201d<\/p>\n<p> \tIl 10 giugno del 1940 scoppia la Seconda guerra mondiale che di fatto mette fine alla generale euforia imperial-proletaria. Nuove parole entrano nei discorsi della gente: carta annonaria, mercato nero, rifugio antiaereo, rastrellamento, deportazione, campo di concentramento. Appena scende il buio e le strade sono deserte per il coprifuoco, milioni di italiani smarriti ascoltano alla radio il \u201c<em>ta-ta-ta-ta<\/em>\u201d dell\u2019immortale Quinta di Beethoven, conosciuta come la \u201c<em>Sinfonia del destino<\/em>\u201d: \u00e8 il segnale di Radio Londra. Nell\u2019estate del 1944 l\u2019U.S.I.T. aveva una squadra composta da <strong>Francesco Cergoli, Ugo Gregorin, Ottavio Dreossi, Antonio Nonis, Lino Clama, Orlando Fabbro, Angelo Spanghero, Mario Furioso e Marino Minin <\/strong>che milit\u00f2 con il Siena in Serie B e che mor\u00ec come partigiano nella Guerra di Liberazione.<\/p>\n<p> \tL\u2019angoscia dell\u2019attesa dura, per la gente bisiaca, fino al 1\u00b0 maggio del 1945 con l\u2019arrivo nel territorio di Monfalcone delle truppe Anglo-Americane. Alla fine degli anni Quaranta venne eletto presidente dell\u2019U.S.I.T. <strong>Giovanni Reatti<\/strong>. Con segretario <strong>Lino Farfoglia <\/strong>e <strong>Angelo Tomasella <\/strong>tesoriere, che rimasero in carica per pi\u00f9 di vent\u2019anni.<\/p>\n<p> \tDa allora l\u2019U.S.I.T. \u00e8 stata per Turriaco un punto di riferimento per intere generazioni di giovani, ma soprattutto ha regalato una intensa vita sportiva fatta non solo da grandi gioie, ma anche da cocenti delusioni.<\/p>\n<p> \tL\u2019U.S.I.T. inoltre \u00e8 stata una fucina di talenti sportivi che per un secolo ha sfornato calciatori che hanno militato nelle serie nazionali di A, B e C dando lustro, conoscenza e onore a tutta la comunit\u00e0 turriachese in generale e quella bianco celeste in particolare.<\/p>\n<p> \tIn tutto questo, molti meriti e un sincero ringraziamento deve essere reso pubblicamente non solo ai dirigenti attuali ma anche a quelli del passato che sacrificarono affetti e risorse personali, offrendo \u201c<em>un raro esempio di passione sportiva, di oculata gestione economica, di generosa abnegazione, di ricchezza di sentimenti semplici, forse ai nostri giorni non facilmente ripetibili<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \tQuesta breve ricerca \u00e8 stata resa possibile grazie ai contributi di <strong>Mario Furioso, Livio Tonca e Raffaele Zorzi<\/strong>.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Turriaco Calcio 1922-2022<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":45209,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-45208","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1-300x183.webp",300,183,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",640,390,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",300,183,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",500,305,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",474,289,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",391,239,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",300,183,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",1000,610,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1.webp",250,153,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50779-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Alberto Vittorio Spanghero","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/spanghero\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Turriaco Calcio 1922-2022","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45208","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45208"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45208\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}