{"id":45202,"date":"2022-11-10T00:00:00","date_gmt":"2022-11-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=45202"},"modified":"2022-11-10T00:00:00","modified_gmt":"2022-11-09T23:00:00","slug":"piccolo-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/piccolo-corpo\/","title":{"rendered":"Piccolo corpo"},"content":{"rendered":"<p> \tDeterminata, cristallina, fisico minuto, forte personalit\u00e0, diretta, ironica, informale: cos\u00ec la percepiamo. \u00c8 <strong>Laura Samani<\/strong>, una vera e propria rivelazione nel panorama delle giovani registe e sceneggiatrici del cinema italiano. Triestina, una millennial in prima fila sulla ribalta nazionale e internazionale con \u201c<em>Piccolo corpo<\/em>\u201d, un\u2019opera prima intima, girata in Friuli, recitata in friulano, gi\u00e0 vincitrice quest\u2019anno di importanti premi tra i quali il David di Donatello.<\/p>\n<p> \tDopo il liceo classico Dante nella sua citt\u00e0, Laura si iscrive alla facolt\u00e0 di lettere e filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa dove consegue la laurea triennale in Discipline della Arti e della Comunicazione. La svolta verso la macchina da presa giunge con il diploma di regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Fra i suoi cortometraggi \u201c<em>La santa che dorme<\/em>\u201d del 2016, premiato a livello internazionale; poi il grande <em>exploit<\/em>.<\/p>\n<p> \tOra, mentre fioccano i premi e la pellicola gira nei pi\u00f9 importanti festival internazionali, sta gi\u00e0 lavorando al prossimo film che sar\u00e0 ambientato nella sua Trieste.<\/p>\n<p> \t<strong>Laura Samani, un\u2019opera prima che sta raccogliendo premi e successo di pubblico, dal David alla candidatura agli Oscar e alla recente assegnazione del Globo d\u2019Oro della stampa estera in Italia. Ti aspettavi un tale successo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel marzo 2020, quando il set si \u00e8 fermato per il lockdown nazionale dopo soli pochi giorni dall\u2019inizio delle riprese, avevo la sensazione che il film non l\u2019avremmo mai finito. Figurarsi tutto il resto. Volevo solo riuscire a terminare le riprese. Ci abbiamo messo un anno intero per completare cinque settimane di set. A ripensarci, mi viene in mente quel bellissimo motto di Rolland, ripreso poi da Gramsci: \u201c<em>pessimismo della ragione, ottimismo della volont\u00e0<\/em>\u201d\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Una storia poco conosciuta del Friuli pi\u00f9 misterioso e riservato, connotata da realismo magico-religioso e slancio alla trascendenza fisica. Un lavoro di un anno per narrare un viaggio di 4 giorni. Come hai incontrato questa leggenda?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel 2016 ho avuto la fortuna di essere presentata ad Aldo Morassutti, un rinomato ristoratore della bassa che \u00e8 venuto a mancare qualche mese fa. Aldo mi ha parlato per la prima volta di Trava e dei miracoli del ritorno temporaneo alla vita dei neonati. Da l\u00ec \u00e8 iniziato tutto. Ho cominciato a documentarmi, a indagare questi misteriosi miracoli del respiro\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come \u00e8 stato lavorare con la luce, \u201craccontare\u201d sentimenti con i colori della natura in condizioni atmosferiche diverse, a volte sorprendenti in positivo o negativo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abFin da subito io e Mitja Licen, il direttore della fotografia, abbiamo concordato sul fatto che una storia cos\u00ec legata al trascendente, all\u2019impalpabile, avesse bisogno di corpo. Il film \u00e8 girato in continuit\u00e0, cio\u00e8 in ordine cronologico, e principalmente in esterni, con luce quasi esclusivamente naturale. Questa decisione ci ha messi nella condizione di vivere il viaggio nella stessa verit\u00e0 dei personaggi. Piove? Giriamo. Nevica? Giriamo. Questa cosa costringe ogni persona della <em>troupe <\/em>a essere in una tensione partecipe, in una <em>suspense <\/em>costante. Alla pari dei personaggi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Rapporti con la gente del posto, il territorio, difficolt\u00e0 logistiche\u2026 <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl film \u00e8 fortemente radicato nel territorio ed \u00e8 quindi popolato di persone che in alcuni casi ci hanno addirittura aiutato a trovare le <em>location<\/em>. Abbiamo girato in zone che non sono facilmente raggiungibili da una <em>troupe <\/em>cinematografica, che solitamente \u00e8 affollatissima e comporta innumerevoli mezzi di supporto e strumenti tecnici. La nostra organizzazione era il pi\u00f9 agile possibile e tutti sapevano che per raggiungere alcuni luoghi speciali, come Pramosio, toccava fare un po\u2019 di fatica in pi\u00f9. Ne \u00e8 valsa la pena. La difficolt\u00e0 pi\u00f9 grande \u00e8 stata girare con una barchetta nel mezzo del Lago del Predil con una bufera di neve in arrivo. Ma anche quando ha iniziato a nevicare a Orias con mezza <em>troupe <\/em>era bloccata l\u00ec e mezza in un\u2019altra <em>location<\/em>, non \u00e8 stata una passeggiata\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un\u2019opera \u00e8 l\u2019autore che si rivela: tu cosa sveli di te in questo film?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abC\u2019\u00e8 tanto di me in Agata. La sua cocciutaggine, la sua difficolt\u00e0 nel separarsi da ci\u00f2 che ama\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un\u2019opera coraggiosa, realizzata da una giovane regista che ama soprattutto sperimentare il suo linguaggio espressivo in modalit\u00e0 spontanea.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPer me fare film \u00e8 un pretesto per condividere con le persone, la <em>troupe <\/em>all\u2019inizio, poi il pubblico, le domande che mi faccio. \u00c8 una pratica di ricerca di senso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Due protagoniste: Agata, archetipo femminile, e Lince, personaggio fluido, mescola di femminile e maschile ma anche di natura animale. \u00c8 stato scelto da subito questo taglio fortemente contemporaneo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAll\u2019inizio del progetto Agata viaggiava da sola. Poi con Elisa Dondi e Marco Borromei, coautori di <em>Piccolo\u00a0 corpo<\/em>, abbiamo deciso di affiancarle un altro personaggio. Cos\u00ec come Agata \u00e8 costruita secondo un archetipo femminile, quello della madre, Lince nasce con l\u2019idea di incarnare quello del guerriero, quindi un archetipo maschile. Negli anni di sviluppo del progetto, si sono aggiunti molti strati. La sua fluidit\u00e0, quindi il mancato rigore dell\u2019archetipo, \u00e8 il motivo per cui riesce a parlare al presente, a rilanciare nuove energie\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Piccolo corpo, grandi temi. Come \u00e8 scaturito il titolo e qual \u00e8 stata la modalit\u00e0 di scrittura in fase di sceneggiatura e di riprese?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl titolo viene da una battuta che \u00e8 stata tagliata gi\u00e0 in fase di scrittura, perch\u00e9 era ridondante. Il marito di Agata, per invitarla a rassegnarsi alla morte della figlia, le diceva appunto \u201c<em>\u00c8 solo un piccolo corpo<\/em>\u201d. Quelle due parole sono quasi un oltraggio per Agata. Sono la molla che la spinge a intraprendere il viaggio verso il santuario, dove spera di far tornare in vita sua figlia, il tempo di battezzarla\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il film sta andando bene nelle sale di tutta Italia, ma anche su <\/strong><strong><em>Sky on Demand <\/em><\/strong><strong>e <\/strong><strong><em>Now Tv <\/em><\/strong><strong>dove la Nefertiti, produttore e distributore del FVG, lo ha reso disponibile oltre che in DVD. Che rimando hai dagli incontri con il pubblico ai quali partecipi prima o dopo la proiezione del film?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abGli incontri con il pubblico sono dei bellissimi momenti di restituzione. Le persone mi spiegano cose che nemmeno io avevo capito. O condividono le proprie storie. \u00c8 un momento di cura collettiva\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Avete lavorato in condizioni non facili con un lungo intermezzo di mesi per Covid: su cosa avete fatto forza per superare le difficolt\u00e0 nel vostro gruppo di lavoro?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIo sono l\u00ec a dirigere i percorsi degli altri, ma il lavoro \u00e8 privato e collettivo al tempo stesso. Ci tengo molto che ogni persona coinvolta abbia una forte motivazione, un\u2019affezione personale al progetto. Cos\u00ec che ognuna, anche egoisticamente, nel senso pi\u00f9 sano del termine, sappia perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec e abbia degli obiettivi durante il percorso. Credo sia l\u2019unico modo per nutrirsi e per imparare a riconoscere il senso di sacro negli occhi degli altri e delle altre e poter cos\u00ec creare insieme. Altrimenti \u00e8 solo un lavoro\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dove sta andando il cinema italiano? Secondo te fra 50 anni come sar\u00e0 classificato per temi e stili questo periodo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMeglio chiederlo a un critico o a una critica cinematografica. Io ti prover\u00f2 a rispondere tra cinquant\u2019anni. \u00c8 difficile calcolare con precisione la distanza dalla riva e dalle boe, mentre stai nuotando\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>C\u2019\u00e8 una scuola di cinema <\/strong><strong><em>made in FVG<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIn FVG siamo pochi, ci conosciamo e con alcune persone capita di confrontarsi e nuotare un pezzetto insieme\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>A cosa stai lavorando ora? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSto scrivendo il secondo film. Sar\u00e0 ambientato a Trieste e non vedo l\u2019ora di cominciare la ricerca delle <em>location <\/em>e il <em>casting<\/em>. \u00c8 la prima volta che ambiento una storia nella mia citt\u00e0 e sono molto emozionata\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laura Samani<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":45203,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-45202","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",1000,667,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/50757-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Laura Samani","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45202","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45202\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}