{"id":44740,"date":"2022-09-25T00:00:00","date_gmt":"2022-09-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=44740"},"modified":"2022-09-25T00:00:00","modified_gmt":"2022-09-24T23:00:00","slug":"lenergia-delle-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lenergia-delle-parole\/","title":{"rendered":"L&#8217;energia delle parole"},"content":{"rendered":"<p> \tIn libreria con la raccolta poetica &#8220;<em>Out of the blue &#8211; (ri)flessioni<\/em>&#8220;, <strong>Renato Sclaunich<\/strong> propone una raccolta poetica all&#39;insegna della brevit\u00e0 unita alla densit\u00e0 interpretativa. \u00c8 un volume snello, di tutte liriche brevi, perlopi\u00f9 di tre versi (la pi\u00f9 lunga ne ha otto). Ogni componimento si conclude con alcune parole in lingua inglese, che rappresentano la sintesi estrema e il sigillo apposto in chiusura alla poesia, indicando anche una chiave di lettura. La forma stilistica prescelta \u00e8 quella che si avvicina alla riflessione, richiamata nel titolo; una annotazione che nasce di getto, all&#39;improvviso, di punto in bianco come ci suggerisce la traduzione dall&#39;inglese delle parole &#8220;Out of the blue&#8221;. Ma dietro alla loro nascita c&#39;\u00e8 un gravoso quanto incessante e vitale lavoro di conoscenza di s\u00e9 e del mondo.<\/p>\n<p> \tCome avverte nella prefazione del libro lo stesso <strong>Hafez Haidar<\/strong>, intellettuale libanese tra i pi\u00f9 importanti traduttori di Gibran in italiano e di Oriana Fallaci in lingua araba: \u00abRenato Sclaunich dimostra di essere alla costante ricerca della verit\u00e0 e di essere determinato a svelare i misteri della vita, a conoscere i sentimenti delle persone e a contemplare da vicino le meraviglie del creato\u00bb. Continua Haidar con parole di apprezzamento, fino alla conclusione felice: \u00abIl poeta incarna nelle sue poesie l&#39;anima di un filosofo assetato di luce e di verit\u00e0, adoperando uno stile talora enigmatico, ma al contempo ricco di contenuti\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \tNato a Gorizia nel 1967, Renato \u00e8 poeta, poeta visivo, poeta sonoro e musicista. \u00c8 un artista dinamico ed eclettico, alle spalle la pubblicazione di libri di poesia, aforismi, favole e la partecipazione a mostre personali e collettive in Italia e all&#39;estero. Poi, ancora, \u00e8 il fondatore nel 2004 del collettivo instabile Zwiebeltruppen e nel 2012 delle Edizioni Scarabocchio.<\/p>\n<p> \tCon questa nuova opera, l&#39;autore porge il suo inno alla verit\u00e0, alla vita consapevole, alla poesia e alle parole, forse le uniche in grado davvero di poter cambiare il mondo. Le sue sono centellinate, scelte con cura, e sono un campo aperto su cui il lettore potr\u00e0 incamminarsi confrontandole con la propria esperienza di vita. Temi vari, prospettive nuove scandagliano il vivere moderno alla luce di molteplici elementi, sollecitando un pensiero critico sulle cose del mondo. L&#39;imperativo \u00e8 restare connessi con se stessi, a costo di andare controtempo: \u00abContro tempo \/ Non mi sono arreso! Testimone oculare \/ Protecting authenticity\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00abImprovvisamente la parola non \u00e8 solo una sequenza ordinata di lettere, inaspettatamente la parola diventa segno e forma, di punto in bianco ogni singola lettera vibra come dentro ad un disegno di emozioni incorporando lo spazio e il tempo &#8211; confida il poeta nell&#39;introduzione scritta di suo pugno -. Le parole fluttuano come i sogni e i violinisti sui tetti&#8230; sono sculture sospese nel bianco. Rappresentano contenitori di conoscenza, e richiedono rispetto\u00bb.<\/p>\n<p> \tIn queste pagine, Sclaunich ne collauda tutta la maestosa potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Renato Sclaunich<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":44741,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-44740","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1-300x251.webp",300,251,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",640,536,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",300,251,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",500,419,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",387,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",311,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",300,251,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",750,628,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1.webp",250,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49864-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Renato Sclaunich","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44740"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44740\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}