{"id":44635,"date":"2022-09-16T00:00:00","date_gmt":"2022-09-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=44635"},"modified":"2022-09-16T00:00:00","modified_gmt":"2022-09-15T23:00:00","slug":"i-volti-di-una-passione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/i-volti-di-una-passione\/","title":{"rendered":"I volti di una passione"},"content":{"rendered":"<p> \tSono un museo di ricordi quelle due grandi stanze di <strong>Claudio Di Blas <\/strong>che racchiudono un\u2019epoca del calcio giocato.<\/p>\n<p> \tSi trova un po\u2019 di tutto, pi\u00f9 di 500.000 figurine di calciatori di tutte le nazionalit\u00e0, molte anche di pregio, senza contare le oltre 700 maglie di campioni, la maggior parte autografate, appartenute non solo ai giocatori di oggi, ma anche del passato. Si possono ammirare inoltre 100 paia di scarpe: si passa da scarpini o scarponi con la punta irrigidita da strisce di cuoio bagnato, realizzati nei primi anni del secolo scorso, fino a quelli usati nei mondiali del 2006.<\/p>\n<p> \tLo stesso discorso vale per i palloni datati anche loro inizi del \u2019900, con le \u201ccamere d\u2019aria\u201d che venivano inserite all\u2019interno per poi, dopo essere stati gonfiati, venire chiusi con lacci artigianali. Fino ai tecnologici palloni attuali che non sembrano neanche lontani parenti di quelli di un secolo fa.<\/p>\n<p> \tChi osserva questi cimeli pu\u00f2 farsi un\u2019idea di come si sono evoluti i materiali, a partire dalle stesse magliette con tessuti completamente diversi da renderle persino antistrappo. Tutto questo si trova nell\u2019abitazione di Claudio Di Blas a <strong>Gonars<\/strong>. Un collezionista che ha militato come calciatore tra i semi-professionisti e tra i dilettanti fino ai primi anni \u201990, giocando in 22 squadre, compresa l\u2019Udinese, in diverse regioni italiane e in molte squadre dilettantistiche in Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p> \tAgli inizi degli anni \u201980, incalzato dall\u2019amico e portiere <strong>Valerio Zorzin<\/strong>, ha rispolverato le sue vecchie collezioni di figurine, che negli anni aveva accumulato, riscoprendone tutto il loro fascino e quindi ripartendo nella sua passione da collezionista. Negli anni la sua enorme collezione si \u00e8 abbellita di altri materiali ottenuti tramite scambi o grazie alla conoscenza diretta dei giocatori incontrati durante i loro ritiri o dopo le gare giocate a Udine. Consapevole di avere un buon rapporto di stima e di fiducia con i campioni, riceveva maglie, scarpe e figurine autografate e autenticate.<\/p>\n<p> \tClaudio in questi anni ha allestito e organizzato molte mostre personali: la prima \u00e8 stata la \u201c<em>Storia dell\u2019Udinese Calcio\u201d<\/em>, nell\u2019ambito della 17\u00aa mostra filatelica \u201c<em>Friulphila sport \u201895<\/em>\u201d a Mortegliano nel 1995; la seconda \u201c<em>L\u2019Udinese<\/em>\u201d, presso il palazzo \u201cArti Plastiche\u201d a Udine nel 1996, in occasione dei primi 100 anni della fondazione della squadra. Nel 1997 ha esposto \u201c<em>La Sampdoria di Mancini<\/em>\u201d presso l\u2019Hotel L\u00e0 di Moret a Udine; nel 1998 \u201c<em>La Juventus<\/em>\u201d all\u2019Astoria Hotel sempre a Udine, e infine nel 1999, al Green Hotel di Magnano in Riviera, \u201c<em>La Nazionale italiana<\/em>\u201d, in occasione della partita Italia \u2013 Svizzera giocata a Udine con gli azzurri allenati in panchina da Dino Zoff.<\/p>\n<p> \tLa sua mostra allestita a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, \u00e8 stata visitata da oltre 270.000 persone. Molte le collezioni presentate di giocatori regionali come Bearzot, Zoff, Grop, Zanutta, Zanolla, Burgnich, Colautti.<\/p>\n<p> \tSfogliando gli album \u00e8 impressionante osservare le immagini dei campioni, dalle prime fotografie da giovanissimi all\u2019evoluzione della loro maturit\u00e0 non solo calcistica ma anche umana.<\/p>\n<p> \tUn effetto che balza all\u2019occhio confrontando le foto di <strong>Francesco Totti <\/strong>e di <strong>Dino Zoff<\/strong>: vederli giovanissimi, quando erano nelle riserve delle proprie squadre, e osservarli nel pieno della loro carriera quando sono diventati campioni del mondo.<\/p>\n<p> \t<strong>Claudio, come ha fatto a procurarsi tutto questo immenso materiale?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 un lavoro molto impegnativo o lo fai direttamente con i giocatori, quando hai conquistato la loro stima e amicizia, o tramite dirigenti o, infine, con collezionisti per lo scambio di materiale. Sicuramente un grande impegno e ci vuole molta perseveranza\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ha conosciuto personalmente i numerosi campioni che appaiono nelle figurine o di cui possiede le maglie autografate?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo avuto modo di conoscere tantissimi personaggi, tutti molto disponibili. Ricordo Roberto Baggio, quando era nel Brescia allenato da Mazzone: riuscii a farmi autografare ben 140 figurine, come pure fece Francesco Totti. Ma ho avuto modo di conoscere anche Dino Baggio, Materazzi, Galante, Bergomi, Pagliuca e, grazie a Felice Tofful, il mitico Dino Zoff\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Tra i personaggi che ha conosciuto a chi si \u00e8 pi\u00f9 affezionato?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPer la sua semplicit\u00e0, affabilit\u00e0, per la sua gentilezza, non posso che dire proprio il portierone della nazionale campione del mondo del 1982, Dino Zoff. Ricordo che quando una mattina siamo andati, con Felice Tofful, a trovarlo, lui mi chiese in friulano di dargli le foto da firmare, io gli risposi che poteva prima fare la colazione che non c\u2019era fretta. Lui alla fine mi ha accontentato. Un altro aneddoto, simpatico, quando sempre Felice (Tofful) ha trovato il padre di Zoff a spaccare la legna con i guanti da \u201cportiere della nazionale\u201d, al che Felice li ha requisiti subito e ora fanno parte della mia collezione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Invece ha avuto una piccola delusione con Enzo Bearzot.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abEnzo Bearzot era gi\u00e0 Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, nel 1977. Io giocavo in quel periodo a Palmanova; avevamo saputo che sarebbe venuto in visita proprio nella citt\u00e0 stellata: al termine del nostro allenamento, dopo la doccia, uscii dagli spogliatoi ma purtroppo per qualche secondo persi la possibilit\u00e0 di conoscerlo personalmente. Una vera disdetta, un\u2019occasione che purtroppo non si \u00e8 pi\u00f9 ripresentata\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quando dir\u00e0 basta, cosa far\u00e0 di questo immenso patrimonio di ricordi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo due nipoti, Noah e Natalia, sono ancora piccolini, ma il pi\u00f9 grande, Noah, sta gi\u00e0 imparando. Comincia a riconoscere i campioni di adesso, e pian pianino gli spiegher\u00f2 tutto sul calcio, da come si giocava un tempo, i palloni, le scarpe, a come invece sono ora, quanto adesso sia pi\u00f9 facile colpire e dar di testa rispetto agli albori di questo gioco\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claudio Di Blas<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":44636,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-44635","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",1000,750,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",1000,750,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",1000,750,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",1000,750,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",1000,750,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",1000,750,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49693-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Claudio Di Blas","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44635"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44635\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}