{"id":44617,"date":"2022-09-15T00:00:00","date_gmt":"2022-09-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=44617"},"modified":"2022-09-15T00:00:00","modified_gmt":"2022-09-14T23:00:00","slug":"la-posta-in-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-posta-in-gioco\/","title":{"rendered":"La posta in gioco"},"content":{"rendered":"<p> \tIl 25 settembre si voter\u00e0 per le elezioni politiche. Questa volta si voter\u00e0 con il sistema elettorale sancito dalla legge cosiddetta <em>Rosatellum <\/em>in vigore dal 2017, ultima arrivata delle sei succedutesi dal secondo dopoguerra.<\/p>\n<p> \tPer chi come me non \u00e8 addentro ai concetti della politologia, capire i tecnicismi di un listino bloccato, dei collegi plurinominali, della differenza tra uninominale e proporzionale, e cos\u00ec via, non \u00e8 cosa scontata.<\/p>\n<p> \tIl sistema elettorale \u00e8 costituito dall\u2019insieme delle regole che si adottano in una democrazia rappresentativa per trasformare le preferenze degli elettori in voti e i voti in posti in Parlamento. Un sistema elettorale \u00e8 composto da due elementi fondamentali: il <strong>sistema di votazione <\/strong>e il <strong>metodo per l\u2019attribuzione dei seggi<\/strong>.<\/p>\n<p> \tLa legge elettorale da sempre \u00e8 chiamata a mediare tra due bisogni della democrazia: quello della <strong>rappresentativit\u00e0<\/strong>, per rappresentare in Parlamento il maggior numero di partiti e quindi di elettori. E quello della <strong>governabilit\u00e0<\/strong>, per far s\u00ec che il partito pi\u00f9 votato abbia la maggioranza e possa governare. Nel ricordare che la riforma costituzionale approvata in questa legislatura ha ridotto il numero dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori, provo a descrivere le regole di massima delle elezioni politiche di quest\u2019anno per cercare di fornire ai lettori una sintesi, evitando il pi\u00f9 possibile i tecnicismi.<\/p>\n<p> \t<strong>Che cosa si elegge<\/strong>. Le due parti del Parlamento, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Camera e Senato sono eletti con una legge elettorale simile, in parte maggioritaria-uninominale (un terzo) e in parte proporzionale-plurinominale (due terzi). Pertanto, per semplicit\u00e0 nel seguito si fa riferimento alle regole per l\u2019elezione dei deputati.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si scelgono i 400 deputati<\/strong>. L\u2019Italia viene divisa in <strong>147 zone <\/strong>(chiamati collegi). In ciascuno di questi collegi ci sar\u00e0 un numero definito di candidati indicati con nome e cognome e saranno associati ai partiti che li sostengono. Nel proprio collegio i cittadini che andranno a votare sceglieranno il candidato contrassegnando il nome oppure il simbolo di una delle liste che lo sostengono (barrare il nome o il simbolo \u00e8 identico). Nelle liste ci sono per\u00f2 anche altri nomi, quelli dei candidati del cosiddetto \u201clistino bloccato\u201d che vedremo in seguito.<\/p>\n<p> \t<strong>Chi viene eletto<\/strong>. Viene eletto il candidato che ottiene pi\u00f9 voti nel collegio. Basta anche un voto in pi\u00f9 degli avversari per essere eletto. Questo \u00e8 il sistema maggioritario.<\/p>\n<p> \t<strong>Come operano il sistema \u201cmaggioritario\u201d e l\u2019\u201cuninominale\u201d<\/strong>. Sono complementari nel senso che ogni partito o ogni coalizione presentano un solo nome (uninominale) e vince solo uno (quello che ha la maggioranza relativa nel collegio). Per mettere insieme i voti di pi\u00f9 partiti dietro a un singolo candidato si formano le coalizioni. Il primo risultato: si elegge cos\u00ec un deputato per ognuna delle 147 zone in cui \u00e8 divisa l\u2019Italia. Dei restanti 253, otto sono eletti all\u2019estero e rimangono quindi 245 deputati da eleggere.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si eleggono gli altri due terzi dei deputati<\/strong>. Con il sistema proporzionale: si sommano tutti i voti di tutti i partiti in tutta Italia e i 245 deputati restanti vengono eletti in proporzione ai voti ricevuti dai singoli partiti.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si individuano i singoli deputati che si attribuiscono al singolo partito con il proporzionale<\/strong>. Con un complicato sistema di ripartizione territoriale, si torna sul territorio che a questo scopo \u00e8 diviso in zone pi\u00f9 ampie dei collegi uninominali (in molti casi corrispondono a intere regioni). Anche questi si chiamano collegi, ma sono plurinominali. Plurinominale vuol dire che si presentano pi\u00f9 candidati. E qui torniamo agli altri nomi presenti accanto al simbolo dei partiti: \u00e8 il cosiddetto listino bloccato.<\/p>\n<p> \t<strong>Come funziona il listino bloccato<\/strong>. Ultimo passaggio. Per scegliere i deputati eletti in un collegio plurinominale si considera la lista dei nomi e si prendono i primi tre. L\u2019ordine della lista definisce l\u2019ordine di elezione: per questo si dice \u201cbloccato\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Il secondo risultato<\/strong>. A questo punto abbiamo anche gli altri 245 deputati eletti, che si sommano ai 147 uninominali e agli 8 eletti all\u2019estero. La nuova Camera \u00e8 cos\u00ec formata. Al Senato il meccanismo \u00e8 molto simile, con numeri dimezzati: 74 senatori eletti nei collegi uninominali, 122 nei collegi plurinominali e 4 all\u2019estero. In pi\u00f9, al Senato la distribuzione dei seggi non avviene a livello nazionale, perch\u00e9 la Costituzione prevede che il Senato sia eletto su base regionale.<\/p>\n<p> \t<strong>Soglie di sbarramento<\/strong>. C\u2019\u00e8 una ulteriore regola per ottenere dei seggi, ovvero i partiti devono superare un certo numero di voti minimi, altrimenti avranno zero posti in Parlamento. Un partito deve avere almeno il 3% dei voti oppure presentarsi in una coalizione di partiti che ottengono insieme il 10% (con delle eccezioni che tralasciamo).<\/p>\n<p> \tPer tutto quanto detto sopra, scontando qualche semplificazione che per\u00f2 nulla toglie alla comprensione della logica del metodo elettorale in vigore, si comprende:<\/p>\n<p> \t&#8211; che tale sistema elettorale prevede una sola scheda con un solo voto; l\u2019elettore esprime un solo voto, a partire dal quale gli algoritmi elettorali definiscono la ripartizione dei seggi;<\/p>\n<p> \t&#8211; che 147 deputati e 74 senatori sono eletti in collegio uninominale e che il voto che ricevono si riparte esclusivamente sulla coalizione che li presenta. Una coalizione nazionale, senza possibilit\u00e0 di versioni \u201clocali\u201d;<\/p>\n<p> \t&#8211; che questo aumenta di molto le possibilit\u00e0 di aver votato un\u2019alleanza elettorale non affine rispetto ai propri orientamenti in tema di politiche sociali, economiche, ecc.<\/p>\n<p> \t&#8211; che chi non \u00e8 candidato in una coalizione ampia rischia di non partecipare al gioco, di non entrare in partita, dovendo far conto solo sulla quota proporzionale, sempre che superi il 3% dei voti validi espressi, soglia di sbarramento per il riparto dei voti nel proporzionale.<\/p>\n<p> \tLa disputa tra sistemi elettorali \u00e8 questione troppo complessa per potersi schierare in maniera definitiva pro o contro l\u2019uno o l\u2019altro metodo, ma resta un fatto ineludibile: i sistemi elettorali non sono altro che degli strumenti per tradurre i voti in seggi e che un sistema politico pi\u00f9 o meno frammentato dipende da una societ\u00e0 politica e civile pi\u00f9 o meno frammentata e non solo dal sistema elettorale che pu\u00f2 introdurre delle correzioni spesso con conseguenze perniciose (instabilit\u00e0 strutturale dei governi, rappresentativit\u00e0 a scapito della governabilit\u00e0 e viceversa, ecc.).<\/p>\n<p> \tIl <em>Rosatellum<\/em>, combinato con due Camere inedite, dimagrite di circa il 30% dei parlamentari (riforma costituzionale varata nel 2020), incorpora diverse potenziali conseguenze perniciose. Il rischio che una parte politica abbia i numeri, da sola, c\u2019\u00e8 tutto: per decidere il cambio della Costituzione o l\u2019elezione dei membri parlamentari di Corte costituzionale, parte del Csm e delle Agenzie nazionali, minando i delicati equilibri dei poteri della nostra Repubblica parlamentare.<\/p>\n<p> \tI nostri sistemi politici sono stati costruiti su una struttura di base che \u00e8 il liberalismo, l\u2019<em>hardware <\/em>su cui girano i diversi <em>software <\/em>delle diverse dottrine politiche.<\/p>\n<p> \tChe sono tutte legittime, finch\u00e9 non si pongono l\u2019obiettivo di stravolgere le fondamenta, il codice sorgente che consente a tutti di esprimere liberamente le proprie diverse idee. La nostra \u00e8 una democrazia di tipo liberale, dove la volont\u00e0 popolare non pu\u00f2 tutto, visto che non pu\u00f2 stravolgere le leggi e i principi su cui si fondano i diritti e le libert\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p> \tFrammentazioni socio-politiche e leggi elettorali frutti di compromessi al ribasso che sbilanciano tali equilibri possono far emergere e premiare partiti e coalizioni che mirano a intaccare le fondamenta liberali su cui si fonda tutta l\u2019architettura istituzionale, con il rischio di trovarci di fronte a partiti antisistema, che non accettano di giocare la loro partita all\u2019interno del sistema liberale.<\/p>\n<p> \tIn conclusione, e il ragionamento non \u00e8 diretto al caso italiano contingente, la posta in gioco dei sistemi elettorali consiste nel creare pesi e contrappesi di logiche e metodi che consentano di tutelare le strutture di fondo del nostro sistema e il sistema di alleanza con altri Paesi con istituzioni simili.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sistemi elettorali<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":44618,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-44617","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1-300x181.webp",300,181,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",640,387,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",300,181,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",500,302,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",474,286,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",391,236,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",300,181,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",1000,604,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1.webp",250,151,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/49670-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Sistemi elettorali","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44617\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}