{"id":44215,"date":"2022-07-22T00:00:00","date_gmt":"2022-07-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=44215"},"modified":"2022-07-22T00:00:00","modified_gmt":"2022-07-21T23:00:00","slug":"il-fascino-discreto-dei-manoscritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-fascino-discreto-dei-manoscritti\/","title":{"rendered":"Il fascino discreto dei manoscritti"},"content":{"rendered":"<p> \tTra fine Trecento e met\u00e0 Quattrocento l\u2019Europa fu attraversata da due opere identiche, entrambe attribuite a Francesco Petrarca ma scritte in lingue diverse: una ebbe un successo straordinario, l\u2019altra cadde nell\u2019oblio, ma entrambe furono oggetto di fraintendimenti inimmaginabili. A fare ordine provvede ora il cervignanese <strong>Vanni Veronesi<\/strong>, assegnista di ricerca all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre e collaboratore di <em>iMagazine<\/em>, con la sua monografia intitolata <em>Il <\/em>De viris illustribus <em>di Petrarca volgarizzato da Donato degli Albanzani: catalogo dei manoscritti e appunti per una nuova edizione <\/em>(EUT 2021).<\/p>\n<p> \t<strong>Due opere identiche: una, il <\/strong><strong><em>De viris illustribus<\/em><\/strong><strong>, in latino; l\u2019altra, il <\/strong><strong><em>Libro degli homini famosi<\/em><\/strong><strong>, in volgare. Chi ha scritto cosa?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel caso del <em>De viris illustribus <\/em>ci troviamo di fronte a un\u2019opera che di fatto non \u00e8 mai esistita: Francesco Petrarca lavor\u00f2 per tutta la vita a questa \u2018enciclopedia\u2019 storiografica, ma non riusc\u00ec a concluderla. A disposizione degli eruditi rimasero comunque i suoi materiali preparatori: fra questo mare magnum di carte, l\u2019amico Donato degli Albanzani selezion\u00f2 35 biografie, da Romolo all\u2019imperatore Traiano, e le tradusse in volgare. I copisti, tuttavia, omisero quasi sempre il suo nome e a quel punto l\u2019equivoco era inevitabile: il <em>Libro degli homini famosi <\/em>fu considerato testo \u2018definitivo\u2019 di Petrarca, mentre il <em>De viris illustribus <\/em>fu derubricato a bozza preparatoria in latino\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un errore che, paradossalmente, ha garantito il successo del <\/strong><strong><em>Libro<\/em><\/strong><strong>. <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abS\u00ec, e questo l\u2019aveva gi\u00e0 capito Domenico Rossetti nel 1828, che per primo svel\u00f2 lo sbaglio e cont\u00f2 21 manoscritti. Nel mio censimento, invece, arrivo a 45, sparsi fra Italia, Citt\u00e0 del Vaticano, Francia, Spagna, Polonia, Inghilterra, Germania e USA\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si \u00e8 svolta la tua ricerca sull\u2019opera di Albanzani?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAlcuni codici (Madrid e Wroclaw) erano riprodotti online; altri (Parigi, Darmstadt, New York e Chapel Hill) me li sono fatti digitalizzare; per uno, custodito a Stoccolma, ho chiesto l\u2019aiuto di un professore residente in Svezia; tutti gli altri (ben 37) sono riuscito a consultarli dal vivo a Trieste, Firenze, Arezzo, Parma, Cesena, Padova, Treviso, Torino, Roma, Citt\u00e0 del Vaticano, Napoli, Oxford e Siviglia, prima e dopo le pause imposte dalla pandemia. Nel mio volume descrivo tutti questi testimoni: oltre 500 pagine di notizie, in gran parte inedite, a disposizione degli studiosi di tutto il mondo, dato che il libro \u00e8 scaricabile gratis dal sito della casa editrice\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali risultati hai ottenuto?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019analisi mi ha permesso di scoprire nuovi manoscritti, individuare le copie pi\u00f9 importanti sulle quali condurre una nuova edizione dell\u2019opera e retrodatare il <em>Libro <\/em>di oltre dieci anni rispetto alla tesi condivisa dalla critica (1397). Dalla ricerca, inoltre, sono emersi manoscritti che si ritenevano perduti e testi letterari mai recensiti dagli studiosi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Da dove nasce questa passione per i manoscritti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAmo studiare la trasmissione della cultura, quel filo sottile che, ad esempio, ci permettere di leggere Platone dopo duemilaquattrocento anni. Mi \u00e8 capitato di toccare un frammento di papiro risalente al II sec. d.C., sfogliare un vangelo del VI secolo, ammirare un volume copiato da una principessa bizantina: sono grato alla vita per queste esperienze meravigliose, ma tutti noi dovremmo essere grati a quegli eroi silenziosi che per secoli, nei monasteri e nelle universit\u00e0 medievali, hanno salvato le opere dell\u2019antichit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Tanto pi\u00f9 che, prima dei caratteri mobili, realizzare un libro era una vera impresa\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abBisognava scuoiare un gregge di pecore, conciare le pelli, creare i fogli di pergamena da sovrapporre e rilegare, procurarsi una copia da trascrivere, affidare la copiatura a un professionista, miniare il volume con oro e lapislazzulo. Ho avuto fra le mani dei codici che oggi costerebbero pi\u00f9 di una Ferrari, ma sono molto pi\u00f9 interessato alle copie \u2018dimesse\u2019, confezionate da committenti squattrinati che per\u00f2 volevano acculturarsi: il loro desiderio di riscatto sociale me li rende molto simpatici\u00bb.<\/p>\n<p> \tAlla presentazione del libro di Vanni Veronesi, avvenuta a <strong>Trieste<\/strong>, presso la Sala \u2018Bobi Bazlen\u2019 di Palazzo Gopcevich, sono intervenuti il professor <strong>Lucio Cristante<\/strong>, gi\u00e0 ordinario di Letteratura latina all\u2019Universit\u00e0 di Trieste; <strong>Alessandra Sirugo<\/strong>, direttrice del Museo Petrarchesco Piccolomineo di Trieste; <strong>Fabio Romanini<\/strong>, docente di Linguistica italiana all\u2019Universit\u00e0 di Ferrara; l\u2019assessore <strong>Nicole Matteoni<\/strong> in rappresentanza del Comune di Trieste.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vanni Veronesi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":44216,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-44215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",1000,724,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",1000,724,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",1000,724,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1-300x217.webp",300,217,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",640,463,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",300,217,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",500,362,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",448,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",359,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",300,217,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",1000,724,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",1000,724,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",1000,724,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1.webp",250,181,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48878-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Vanni Veronesi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44215"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44215\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}