{"id":44153,"date":"2022-07-18T00:00:00","date_gmt":"2022-07-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=44153"},"modified":"2022-07-18T00:00:00","modified_gmt":"2022-07-17T23:00:00","slug":"la-scatola-del-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-scatola-del-te\/","title":{"rendered":"La scatola del t\u00e8"},"content":{"rendered":"<p> \tIl connubio tra analogico e digitale. Una sintesi estrema ma che rende l\u2019idea delle innumerevoli peculiarit\u00e0 che contraddistinguono il cervignanese <strong>Giuliano Pellizzari<\/strong>, direttore marketing del gruppo <em>Sinesy <\/em>ma anche scrittore in rampa di lancio dopo il successo del suo primo romanzo \u201c<strong><em>La scatola del t\u00e8<\/em><\/strong>\u201d, edito da <strong>Corvino<\/strong>.<\/p>\n<p> \tLa sua \u00e8 una storia di evoluzioni ed elaborazioni continue, destinata anche per questo motivo a offrire nuovi ed entusiasmanti capitoli.<\/p>\n<p> \t<strong>Giuliano Pellizzari, lei da subito, 1996, \u00e8 entrato nel mondo digitale: quasi tre decenni dopo qual \u00e8 il suo bilancio personale e sociale?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abOggi siamo tutti un po\u2019 digitali. Cerchiamo informazioni specifiche, a volte solo curiosit\u00e0, ora che sappiamo di avere a disposizione una mappa mondiale della conoscenza pi\u00f9 o meno approfondita. Spesso siamo distratti dall\u2019impegno che la comunicazione richiede a ciascuno di noi, scivolata dal tempo relativo, dedicato all\u2019informazione, a quello reale, fatto di continue interruzioni del nostro quotidiano, con sciami di messaggi, vocali, telefonate, ricerche. E in questo turbinio di stimoli cognitivi, abbiamo bisogno di elevare la visione, quasi astrarci, per renderci conto di cosa accada. Insomma ci manteniamo analogici per comprendere il senso del mondo digitale\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Digital transformation <\/em><\/strong><strong>e antica arte della narrazione in forma scritta. Direttore marketing di una grande azienda: come convive questa dualit\u00e0 in lei? Collabora o confligge? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCollabora. Narrazione \u00e8 la parola che accomuna marketing e scrittura. Il marketing richiede di valorizzare ci\u00f2 che esiste. La scrittura richiede di trovare una via per trasmettere un messaggio. Entrambi possono usare la parola come mezzo espressivo, ma alla base di tutto c\u2019\u00e8 una ricerca da fare e una storia da raccontare. Cambiano gli obiettivi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Una rassicurante e tradizionale scatola di t\u00e8 per un delitto della porta accanto: la banalit\u00e0 e vicinanza della violenza in un contesto insospettabile, un titolo rassicurante per il suo primo giallo dopo tanta scrittura, circa 20 anni di onorata pratica, fra letteratura e testi specialistici. Come \u00e8 arrivato a questa narrazione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA fine 2019 un fermo di alcune settimane mi costrinse a cercare rifugio nella fantasia e da questa alla creativit\u00e0, il passo fu breve. Tutto ruota intorno alla definizione e costruzione dei personaggi, dotati di veri e propri profili, con descrizione, interessi, note caratteriali e qualche disegno. Poi c\u2019\u00e8 la stesura, la revisione, l\u2019editing, la pubblicazione. E ti domandi cosa volessi dire con le tue pagine. Cos\u00ec scopri i messaggi che albergavano la mente e la guidarono a quella storia, di quel romanzo. \u00c8 un percorso alla scoperta di s\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Scrivere noir quale libert\u00e0 offre nel mescolare creativit\u00e0 e verosimiglianza?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl noir ingabbia e libera. Da un lato ti costringe nei suoi schemi narrativi, dove l\u2019attenzione deve essere mantenuta costante, magari con un crescendo che incalzi nella ricerca di una risposta. Dall\u2019altro libera l\u2019autore dalla necessit\u00e0 di inventare tutto, pu\u00f2 ricorrere ad ambientazioni realistiche, a descrizioni credibili e accessibili. Strassoldo e un\u2019immaginaria Costracco. Una questura di Udine esistente e un commissariato di Palmanova frutto della fantasia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quale la contemporaneit\u00e0 intrecciata nella trama ad alto tasso di <\/strong><strong><em>suspense<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRuota intorno al concetto del non noto, di ci\u00f2 che intuiamo, ma non conosciamo. Di ci\u00f2 che viene celato per ragioni ignote. Molti parlano di <em>blockchain<\/em>, ma quanti hanno davvero capito cosa implichi nella pratica? Ogni giorno ci attende una variazione, lontana o vicina a noi, e ogni giorno possiamo viverla con paura o curiosit\u00e0. La <em>suspense <\/em>\u00e8 una proiezione dell\u2019inatteso. E non vi \u00e8 <em>suspense <\/em>senza contemporaneit\u00e0. Quindi la struttura di un romanzo acquisisce mistero con la contemporaneit\u00e0, ma avvolge solo quando la scrittura diventa \u00a0immersiva, quando si indossano i panni di un solo punto di vista\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il successo di \u201c<\/strong><strong><em>La scatola del t\u00e8<\/em><\/strong><strong>\u201d potrebbe condurre addirittura a una fiction\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abS\u00ec, c\u2019\u00e8 questa opportunit\u00e0 della serie tv. Si presta per l\u2019intreccio di storie personali che permettono di generare una serie di episodi collegati tra loro. Non sono io a occuparmene e sono coinvolto in minima misura, al momento. Non so ancora dire il quando e il con chi, \u00e8 in discussione. Di certo so che la <em>location <\/em>sar\u00e0 in Friuli, soprattutto per gli esterni: Palmanova, il Monte Lussari, Udine e Strassoldo sono luoghi che definirei gi\u00e0 pronti per le riprese\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Nella fluidit\u00e0 dei generi, la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 stimolante della fantasia? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa realt\u00e0 \u00e8 la fonte, la fantasia il torrente. La creativit\u00e0 dello scritto \u00e8 il fiume. Penso porti al mare di libri cui tutti attingiamo, vivendo comunque nella realt\u00e0, da cui ripartiamo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Scerbanenco e non solo ha seminato \u201cgiallo\u201d in Friuli Venezia Giulia. Come valuta il panorama del genere in regione: possiamo parlare di giallo friulano?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abForse s\u00ec, anche se il giallo \u00e8 un genere con molte sfaccettature. Non amo la violenza narrata per scioccare il lettore, tantomeno la volgarit\u00e0 per destarne l\u2019attenzione. Non mi appartengono. Preferisco la traccia che si delinea dal carattere dei personaggi al loro interagire. Ecco in questo trovo dei punti di congiunzione con gli autori friulani\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Pubblicare con Corvino, un editore friulano attento al rispetto della natura, \u00e8 stata una scelta di appartenenza?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abS\u00ec, Corvino Edizioni \u00e8 una realt\u00e0 di Fagagna con una storia in divenire e molta attenzione all\u2019ambiente che ci circonda. La qualit\u00e0 \u00e8 una loro mania, \u00e8 assodato. Ma c\u2019\u00e8 questo legame di rispetto per la natura, per il territorio cui apparteniamo, che ci ha trovato da subito in sintonia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Tre aggettivi per descrivere l\u2019amore palesato per il Friuli nella sua scrittura.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIntimo, autentico, sfacciatamente romantico\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Giuliano Pellizzari testimonial di un territorio non ancora abbastanza conosciuto e valorizzato in Italia e all\u2019estero?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abTestimonial inconsapevole. Non mi sono mai definito friulano, ma mi sono scoperto tale. L\u2019aver vissuto a Cervignano, Trieste, Udine e Pordenone mi ha dato modo di conoscerne i diversi aspetti, ciascuno portatore di valori e bellezze un po\u2019 timide. Il Friuli \u00e8 l\u2019Europa in piccolo. Un gioiello da mostrare, con parsimonia, certo, ma assolutamente da condividere. Magari attraverso strade non prettamente didascaliche, ma anche evocative\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Cosa significa friulanit\u00e0, nel comportamento e nel pensiero?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 un gradino di fiducia, nemmeno poi cos\u00ec alto, basato per\u00f2 sull\u2019autenticit\u00e0. Penso che di fondo la friulanit\u00e0 sia basata su un desiderio di autenticit\u00e0 in se stessi e negli altri. Non solo la mera spontaneit\u00e0 emotiva, ma la pi\u00f9 elevata autenticit\u00e0 di pensiero, portatrice di quel \u201cin pi\u00f9\u201d in grado di portare fiducia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Essere consapevole e saper affrontare per risolvere: quali strumenti mentali ed emotivi servono?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa consapevolezza \u00e8 un percorso, non un traguardo. \u00c8 di certo un elemento che si accresce con il nostro esperito, nutrendosi spesso delle testimonianze di quello altrui. \u00c8 l\u2019Altro, maiuscolo perch\u00e9 come diceva Lacan \u00e8 l\u2019Assoluto, la richiesta dell\u2019abilit\u00e0 di rispondere, della responsabilit\u00e0. Quindi la ricerca, l\u2019analisi che ciascuno di noi porta avanti. Uno strumento forse \u00e8 la meditazione, che seguo da ormai molti anni sulle linee tracciate da Yogananda e che permette di districare il pensiero tra le trame del ragionamento non inferenziale. Un altro \u00e8 quel tentativo di distacco emotivo dagli accadimenti quotidiani, che spesso determinano il nostro incedere. Abbiamo una forte tendenza a lasciarci coinvolgere da ci\u00f2 che si muove nella nostra sfera di interesse, diceva Covey, mentre la sfera di influenza viene messa in disparte. Noi per\u00f2 agiamo sulla sfera di influenza. Ecco, facendo, vivendo nel gerundio, possiamo affrontare per dare soluzione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Se avesse la possibilit\u00e0 cosa cambierebbe di s\u00e9 e cosa avrebbe fatto che non ha fatto?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDi certo vorrei essere meno dispersivo, ragione per cui devo impormi ritmi e orari. Sarei capace di nuotare nella lettura per ore, o di navigare con la fantasia durante le mie camminate. Certo \u00e8 che, con il trascorrere degli anni, pi\u00f9 studio, leggo, ricerco, scopro e pi\u00f9 mi sento piccolo, incantato, inconsapevole. C\u2019\u00e8 questo senso di mancanza, di sacche vuote che porto in spalla, come avessi intrapreso un viaggio e le mie valige fossero vuote. Avrei voluto studiare di pi\u00f9. Leggere e conoscere di pi\u00f9, viaggiare di pi\u00f9 e conoscere molte pi\u00f9 culture\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Prossimo lavoro di narrazione? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono impegnato nella stesura del secondo romanzo, che prosegue le avventure di Leandro Arcani, con una storia che si dipaner\u00e0 tra Aquileia, Istanbul e Trieste: ha un dinamismo che mi sta coinvolgendo, forse \u00e8 un po\u2019 meno giallo e un po\u2019 pi\u00f9 thriller. Sto lavorando a un\u2019opera teatrale con Romana Maiori e Dario Ponissi, ambientata nei giorni antecedenti l\u2019inizio della storia de <em>La scatola del t\u00e8<\/em>. Infine ci sono dei racconti dedicati al Commissario Corba, che ho iniziato a scrivere lo scorso anno e che penso vedranno un\u2019unica pubblicazione dopo il secondo romanzo\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<em><strong>Giuliano Pellizzari<\/strong><\/em><\/p>\n<p> \t<em>Classe 1972, residente a Cervignano del Friuli, dopo la laurea in sociologia, affascinato dagli aspetti tecnici ed etici della comunicazione umana, si specializza in marketing strategico. Attualmente \u00e8 CMO e board member del gruppo <\/em>Sinesy<em>. Ha pubblicato diversi libri di narrativa, spaziando dai racconti (tra cui <\/em>L\u2019alba del parco<em> e <\/em>Untitled<em>, premiati a livello nazionale) alle monografie (\u00e8 del 2004 il volume 50 a Nord Est) alle novelle (<\/em>Il miglior Natale di sempre<em>, 2016), oltre a diverse pubblicazioni professionali (tra cui <\/em>Il dettaglio nel Dettaglio<em>, 2015, un saggio dedicato al marketing nel commercio). <\/em>La scatola del t\u00e8<em>, edito da Corvino e giunto alla sua seconda ristampa nel 2022, segna il suo esordio nel romanzo giallo.<\/em><\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuliano Pellizzari<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":44154,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-44153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",640,426,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",1000,666,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48776-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Giuliano Pellizzari","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44153"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44153\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}