{"id":44056,"date":"2022-06-27T00:00:00","date_gmt":"2022-06-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=44056"},"modified":"2022-06-27T00:00:00","modified_gmt":"2022-06-26T23:00:00","slug":"musica-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/musica-di-famiglia\/","title":{"rendered":"Musica di famiglia"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>G<\/strong><strong>iancarlo <\/strong>e <strong>Alessio Velliscig<\/strong>, padre e figlio, in Friuli Venezia Giulia sono sinonimo di musica di qualit\u00e0. Giancarlo da oltre 50 anni \u00e8 il deus ex machina di rassegne importanti, che spaziano dal jazz alle nuove tendenze senza dimenticare le radici della musica popolare.<\/p>\n<p> \tAlessio, dopo la maturit\u00e0 scientifica, ha proseguito gli studi in conservatorio. Compositore, arrangiatore,cantante e chitarrista, si sente un autore in \u201cviaggio continuo\u201d, con tratti di strada percorsi accanto al padre. <em>iMagazine <\/em>ve li propone perch\u00e9, in un periodo di cesure fra le generazioni, rappresentano un positivo esempio di continuit\u00e0 nella diversit\u00e0.<\/p>\n<p> \t<strong>Giancarlo Velliscig, oltre 50 anni di passione e professione fra musica, poesia e intrattenimento. Come sono cambiati i gusti dei friulani?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPenso che, come un po\u2019 ovunque, anche tra i friulani sia in atto una omologazione nei gusti e nelle scelte musicali che, come tra le pi\u00f9 deteriori conseguenze della globalizzazione in cui viviamo, tende a far perdere originalit\u00e0 e specificit\u00e0, senza indagare pi\u00f9 aspetti legati a problematiche sociali condivise, ma limitandosi invece a esaltare microcosmi immaginari in uno scenario che espone, quotidianamente, soprattutto i giovani, a una progressiva frustrante solitudine individuale. L\u2019omologazione globale determinata dai media e dai social sta appiattendo tutto, anche i gusti della gente, e l\u2019uscire dal coro \u00e8 diventato un difetto, non pi\u00f9 una valorizzazione della persona o dell\u2019artista, ma la sua autoesclusione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Conoscenze culturali e delle dinamiche diplomatiche nelle relazioni con gli enti pubblici che sempre sono coinvolti nelle grandi manifestazioni. Quali i saperi e i segreti della sua duratura carriera? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNessun segreto, se non una curiosit\u00e0 verso quanto di bello e valido si muova nel mondo e il volerlo cogliere e riportare nella nostra comunit\u00e0, cercando sempre di mantenere autonomia e libert\u00e0 di pensiero anche di fronte alle pi\u00f9 condizionanti autorit\u00e0, mutevoli peraltro nel corso del tempo. Voglio pensare che quanto sono riuscito a fare sia frutto di una qualit\u00e0 nella progettualit\u00e0 che ho cercato di mantenere nel tempo; questo ha dato i suoi frutti come riscontro di pubblico che ci ha sempre premiato, e talvolta anche di critica, per quanto condizionata dal potere politico sempre pi\u00f9 invadente\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un incontro che ha dato una svolta alla sua vita professionale e personale?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019approccio con questo mondo ebbe un primo impulso quando, una vita fa, nel mio paese cercammo, con un circolo culturale locale, di portare ad Aiello un concerto degli Area, quelli di Demetrio Stratos\u2026 Fu un disastro per colpa di un temporale devastante, ma accese per me una luce forte su quel mondo. Erano gli anni dei grandi concerti prog e rock al Carnera, ma anche della musica popolare in friulano e politica, in cui mi detti da fare con il <em>Canzoniere di Aiello<\/em>. Nel tempo per\u00f2 fu determinante l\u2019esperienza di organizzatore musicale di un club udinese, il mitico <em>Cadillac <\/em>che nei primi anni Ottanta rappresent\u00f2 il riferimento di un nuovo modo di incontrare la musica, soprattutto il jazz. E da l\u00ec, pur tra enormi difficolt\u00e0, part\u00ec una lunga attivit\u00e0 che ancora prosegue\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Lei ha iniziato la sua attivit\u00e0 di manager, organizzatore di eventi culturali quando non esistevano agenzie, fondazioni e professionisti dal cartellone \u201cchiavi in mano\u201d. Come si sente oggi circondato da un proliferare di \u201cofferta\u201d?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abChe l\u2019offerta sia enormemente cresciuta \u00e8 di certo una realt\u00e0, ma spesso non corrisponde a una crescita di qualit\u00e0 e di livello artistico; \u00e8 di certo un bene che molta gente si dedichi all\u2019arte, alla musica, e cerchi di esprimere s\u00e9 stessa in un percorso creativo; i problemi secondo me nascono dalla mancanza di filtri e di criteri di valutazione autorevoli, in grado di determinare il valore di un progetto o di un artista. Questo determina un proliferare di <em>management<\/em>, agenzie di <em>booking<\/em>, uffici stampa, che molte volte perdono completamente il legame con l\u2019oggetto del loro lavoro, che dovrebbe rimanere un prodotto culturale e artistico, ma viene invece trattato come un qualsiasi articolo di mercato. Io cerco di ascoltare tutto quello che mi arriva e che mi viene proposto in mille modi, ogni giorno, ma alla fine mi soffermo su quanto davvero mi ha colpito e ritengo abbia valore. In questo modo \u00e8 accaduto spesso che le mie scelte abbiano anticipato il \u201csuccesso\u201d di giovani artisti che poi hanno avuto riscontri nazionali e internazionali\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Musica jazz, poesia, canzoni popolari friulane, pop e canzoni d\u2019autore italiane: dove batte il suo cuore? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSe posso, rispondo tutte. In realt\u00e0 la musica mi ha sempre coinvolto in tutti i suoi modi e generi espressivi; amo anche la lirica. Di certo comunque posso dire che ritengo insostituibili nella storia dell\u2019umanit\u00e0 la musi ca prog, dai King Crimson ai Genesis, agli Area, ai Pink Floyd\u2026 e poi, proprio per la valenza e l\u2019impatto sociale che ha rappresentato e per certi versi anche determinato, la canzone d\u2019autore francese e italiana. Sono due generi che secondo me hanno saputo esprimere livelli irraggiungibili di ricchezza compositiva e testuale, tant\u2019\u00e8 che ritengo debbano essere destinati a rappresentare quella che si potrebbe definire una \u201cnuova classicit\u00e0\u201d. Il jazz \u00e8 diventato un amore successivamente, avendogli dedicato tempo e attenzione solo dopo gli ascolti pi\u00f9 giovanili; in questo caso si tratta di un rapporto pi\u00f9 intellettuale che di cuore. \u00c8 per questo che detesto il jazz eseguito come \u201csottofondo pastorizzato\u201d o come abbinamento a vini o salumi piccanti e via degradando. Non semplice da descrivere\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come immagina il futuro dello spettacolo dal vivo, in teatro e nelle arene\/piazze\/parchi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRitengo che lo spettacolo, e i concerti in primis, trovino la loro vera essenza nel potersi proporre dal vivo, con un pubblico con cui \u00e8 fondamentale rapportarsi e connettersi; il pubblico rappresenta il giustificativo dell\u2019impegno creativo di un artista o di una band ed \u00e8 funzionale alla qualit\u00e0 della performance; in termini mercantili certo pu\u00f2 viaggiare tutto on line e nell\u2019etere, ma il coinvolgimento emozionale che si stabilisce tra il musicista e il suo pubblico \u00e8 insostituibile. Ci\u00f2 premesso, temo in verit\u00e0 che, in nome dell\u2019omologazione dei consumi che molti vogliono imporci, si vada sempre pi\u00f9 verso una fruizione \u201ca distanza\u201d, digitalizzata e gestibile dalle <em>major <\/em>del pianeta che in ogni settore vorranno sempre meno imbattersi con capacit\u00e0 di originalit\u00e0 e diversit\u00e0, troppo rischiose per i loro business\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quale talento di suo figlio vorrebbe avere?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDi Alessio vorrei aver avuto la voce, che rappresenta la vera sintesi tra quelle dei genitori. Rappresenta quanto di pi\u00f9 espressivo e blues, vorrei dire \u201cinternazionale\u201d, si possa ascoltare tra le nostre contrade friulane. Spero possa trovare modo di esprimersi e imporsi anche per le sue davvero straordinarie capacit\u00e0 compositive che meriterebbero platee ben pi\u00f9 attente\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Alessio Velliscig, vantaggi e svantaggi dell\u2019essere figlio d\u2019arte?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abTra i vantaggi c\u2019\u00e8 il fatto di essere cresciuto in un\u2019ottica di rispetto e apprezzamento per arte e cultura in senso lato: la mia famiglia ha sempre guardato alle possibilit\u00e0 tanto dell\u2019arte affermata quanto di quella emergente. Abbiamo sempre creduto nelle qualit\u00e0 artistiche ed espressive delle \u201cminoranze\u201d e questo a mio avviso ha nutrito la mia creativit\u00e0 in maniera significativa; in secondo luogo l\u2019opportunit\u00e0 di crescere nella vicinanza e amicizia di artisti straordinari. Grossi svantaggi non ne trovo, se non quelli che possono conseguire dall\u2019essere (ed essere circondati da) sognatori, visionari e idealisti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si immagina fra 10 anni? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi piacerebbe far parte di una scena musicale rinvigorita ed eterogenea, riconosciuta e supportata dalla comunit\u00e0, e con un pubblico forte e responsabilizzato, che si voglia prendere il tempo di ascoltare e interpretare quello che sente e non voglia solo essere intrattenuto, possibilmente con un minor monopolio mediatico dei \u201c<em>talent show<\/em>\u201d. Io in ogni caso sar\u00f2 a dare il mio contributo preferendo le <em>performance <\/em>dal vivo, sperando di aver scritto qualcosa di significativo e riprendendo a esplorare questo pianeta meraviglioso in lungo e in largo. Sento questa necessit\u00e0 in particolare dopo le restrizioni causate dalla pandemia, per cui so bene che cosa far\u00f2 ma non esattamente dove\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come definisce la sua anima musicale?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa mia anima musicale direi che \u00e8 proprio quella di un cantante-autore in viaggio continuo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Musica e lettura di testi in teatro: una modalit\u00e0 di spettacoli che sta ritrovando un forte appeal. O \u00e8 solo questione di contenimento dei costi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono fiducioso nel potenziale di questo tipo di rappresentazioni: sono stimolanti tanto per gli artisti che peril pubblico, una buona occasione per conoscere argomenti, storie e personaggi davvero curiosi e per affinare la relazione tra ambiti espressivi diversi. Spesso sono progetti a cui collaboro con mio fratello Giuliano, anche lui musicista (ed editore), e con cui ho un\u2019intesa speciale, fatto che in questo ambito artistico \u00e8 davvero importante, date le strutture e i ritmi spesso liberi e dinamici\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un suo sogno da realizzare nella professione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUn sogno nel cassetto che avevo era quello di proporre una collaborazione a Franco Battiato (che non molto tempo fa ci ha lasciati), ho sempre pensato che una mia canzone (<em>Apnea<\/em>) sarebbe stata magnifica insieme al Maestro&#8230; Quindi, tolta questa possibilit\u00e0, sogno semplicemente di tornare a esibirmi anche fuori dall\u2019Europa con la mia musica originale, in festival carichi di energia e umanit\u00e0 straordinaria. Vorrei che il mio prossimo album potesse rappresentare con profondit\u00e0 ed energia il mio spirito \u201cnomade\u201d\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>La marginalit\u00e0 geografica del FVG ha pi\u00f9 punti di forza o di debolezza?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUna forza sta ovviamente nella variet\u00e0 linguistica e culturale del nostro territorio e la sua possibilit\u00e0\/necessit\u00e0 di essere ancora scoperto e rappresentato artisticamente, oltre che il diffuso talento dei nostri artisti. Le debolezze credo stiano solo nel cuore di chi non crede in questi punti di forza e a volte nel provincialismo di un certo pubblico e di certi promotori\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quanto contano le radici per lei?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLe radici possono essere geografiche o culturali e, sebbene entrambe siano importanti, preferisco dare pi\u00f9 valore alle seconde. In questo senso direi sicuramente la tradizione di musica popolare tramandatami dai miei genitori e dal <em>Canzoniere di Aiello<\/em>, la poesia di Leonardo Zanier ma anche il sound degli Inti Illimani, di Jimi Hendrix e del <em>progressive rock <\/em>che ho ascoltato fin dall\u2019infanzia e che considero seminali per la mia crescita artistica. A livello geografico la mia famiglia ha origini da quasi ogni provincia della regione, in particolare dalle Valli del Natisone (ricordo con emozione la voce di mia nonna paterna che a volte intonava canti tradizionali nel suo dialetto beneciano) e dalla \u201cbisiacaria\u201d. E dove non ci sono le origini sono arrivate sicuramente tante amicizie e collaborazioni artistiche. Mi piace pensare di avere delle radici in continua espansione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In cosa si sente diverso, professionalmente, da suo padre?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMio padre oltre a essere un abile cantautore \u00e8 sempre stato devoto alla causa di promuovere la cultura con le sue capacit\u00e0 organizzative. Non posso negare di aver appreso parte del mestiere anch\u2019io e di avere a cuore lo sviluppo culturale del territorio, ma a me appassiona di pi\u00f9 stare dall\u2019altra parte della \u201cbarricata\u201d, voglio essere un musicista e le due attivit\u00e0 (organizzativa e performativa) non sempre convivono facilmente. Se parliamo invece di come differiamo sotto il punto di vista artistico, ammesso che gli devo molto e lo stimo tantissimo come autore, personalmente credo di essere attratto pi\u00f9 dalle questioni metafisiche e lui pi\u00f9 da argomenti pragmatici, per quanto ci siano tanti elementi di continuit\u00e0 spero, per mia fortuna\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giancarlo e Alessio Velliscig<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":44057,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-44056","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1-300x146.webp",300,146,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",640,312,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",300,146,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",500,244,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",474,231,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",391,191,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",300,146,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",1000,488,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1.webp",250,122,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48547-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Giancarlo e Alessio Velliscig","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44056"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44056\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}