{"id":43882,"date":"2022-06-06T00:00:00","date_gmt":"2022-06-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43882"},"modified":"2022-06-06T00:00:00","modified_gmt":"2022-06-05T23:00:00","slug":"dalla-lana-al-pellet-a-pagnacco-il-primo-impianto-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dalla-lana-al-pellet-a-pagnacco-il-primo-impianto-in-italia\/","title":{"rendered":"Dalla lana al pellet, a Pagnacco il primo impianto in Italia"},"content":{"rendered":"<p> \tUn<strong> impianto autorizzato, unico in Italia<\/strong>, di <strong>trasformazione della lana di pecora in fertilizzante organico<\/strong> (pellet) con una capacit\u00e0 di produzione di circa 30-40 chilogrammi all\u2019ora. Un macchinario <strong>destinato agli allevatori di ovini del Friuli Venezia Giulia<\/strong>, prevalentemente dell\u2019area montana, nell\u2019ottica dell\u2019economia circolare. \u00c8 uno dei primi risultati del <strong>progetto<\/strong> <strong>\u201c<em>Agrilana in pellet<\/em>\u201d<\/strong>, nato nell\u2019ambito di una pi\u00f9 ampia collaborazione tra l\u2019<strong>Universit\u00e0 di Udine <\/strong>e l\u2019<strong>Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale <\/strong>(Asufc), sostenuta dalla <strong>Fondazione Friuli<\/strong>.<\/p>\n<p> \t<strong>Obiettivo<\/strong> <strong>della collaborazione <\/strong>\u00e8 contribuire a sostenere le imprese locali per lo sviluppo e la valorizzazione della multifunzionalit\u00e0 nel settore dell\u2019agricoltura sociale, per attivit\u00e0 e ricerche nell\u2019ambito agroecologico e delle filiere zootecniche di piccola scala. In questo senso, l\u2019Ateneo \u00e8 impegnato con il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (Di4a) e l\u2019Azienda agraria universitaria \u201cAntonio Servadei\u201d (Azia).<\/p>\n<p> \tAttivit\u00e0 e sperimentazioni della <strong>partnership<\/strong> sono stati <strong>presentati oggi <\/strong>nella sede di Pagnacco dell\u2019Azienda agraria dell\u2019Ateneo friulano. All\u2019incontro hanno partecipato, fra gli altri: il rettore, <strong>Roberto Pinton<\/strong>; il direttore generale dell\u2019Asufc, <strong>Denis Caporale<\/strong>; il presidente della Fondazione, <strong>Giuseppe Morandini<\/strong>; e i direttori del Dipartimento, <strong>Edi Piasentier<\/strong>, e dell\u2019Azienda agraria, <strong>Piergiorgio Comuzzo<\/strong>.<\/p>\n<p> \t<strong>LA COLLABORAZIONE ATENEO \u2013 AZIENDA SANITARIA <\/strong><\/p>\n<p> \t<strong>Oltre al progetto \u201cAgrilana\u201d<\/strong>, <strong>la collaborazione<\/strong> tra Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali e Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, nata nel 2018, <strong>prevede altre<\/strong> <strong>tre attivit\u00e0 mirate<\/strong>.<\/p>\n<p> \t<strong>Azioni di sostegno alle imprese locali:<\/strong> per identificare le potenzialit\u00e0 di sviluppo della multifunzionalit\u00e0 aziendale, soprattutto nel campo dell\u2019agricoltura sociale e del benessere in natura.<\/p>\n<p> \t<strong>Programmazione di attivit\u00e0 formative:<\/strong> rivolte a produttori, studenti e persone svantaggiate indicate dai servizi sociosanitari. Nel 2021 all\u2019Azienda agraria \u201cServadei\u201d \u00e8 stata riconosciuta la qualifica di \u201cFattoria Sociale\u201d e, con essa, quella di operatore dell\u2019agricoltura sociale.<\/p>\n<p> \t<strong>Una scuola estiva (field school):<\/strong> indirizzata a progettare e sperimentare nuovi modelli di sviluppo nell\u2019interdipendenza uomo-animale-ambiente, ponendo attenzione alla agroecologia, alla inclusione sociale, al territorio e alla comunit\u00e0. La scuola si terr\u00e0 nel mese di settembre, in due tempi: il primo, dal 1\u00b0 al 4 settembre, nella Val Tramontina; il secondo, dal 15 al 18 settembre, avr\u00e0 come centro la sede di Pagnacco dell\u2019Azienda agraria dell\u2019Universit\u00e0 di Udine.<\/p>\n<p> \t<strong>AGRILANA IN PELLET<\/strong><\/p>\n<p> \tNato tre anni fa dalle ricerche dell\u2019Ateneo friulano, il <strong>progetto, sostenuto dalla Fondazione Friuli<\/strong>, punta a dar corpo a una realt\u00e0 aziendale, <strong>la startup Agrivello<\/strong>, che <strong>ha concorso a realizzare e gestir\u00e0 l\u2019impianto<\/strong> di trasformazione in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0. Il fine \u00e8 quello di produrre fertilizzante organico su scala regionale, almeno inizialmente. La responsabile di Agrivello \u00e8 <strong>Chiara Spigarelli<\/strong>, dottore di ricerca in Scienze e biotecnologie agrarie dell\u2019Ateno udinese. Attualmente \u00e8 in fase di brevettazione la filiera produttiva.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019impianto <\/strong><\/p>\n<p> \tTrasforma il 100% della lana con un rapporto uno a uno, cio\u00e8 un chilogrammo di lana viene convertito in uno di pellet. La produzione oraria pu\u00f2 variare per la disomogeneit\u00e0 della lana, proveniente da razze diverse e da contesti diversi. Questa non standardizzazione \u00e8 un fattore positivo in quanto permette di recuperare qualsiasi tipo di lana.<\/p>\n<p> \t<strong>Lana come fertilizzante<\/strong><\/p>\n<p> \tL\u2019impiego nel settore agricolo costituisce una innovativa alternativa rispetto alle classiche destinazioni della lana, perch\u00e9 \u00e8 in grado di valorizzare al meglio le sue molteplici propriet\u00e0. La lana, trasformata in pellet, pu\u00f2 essere utilizzata come fertilizzante organico, perch\u00e9 \u00e8 una sostanza ammendante, a lento rilascio di elementi nutritivi per le piante, con forti capacit\u00e0 di imbibizione e ritenzione dell\u2019acqua. Il pellet pu\u00f2 essere utilizzato su vaso o terreno libero, per qualsiasi tipo di piante: orticole, da frutto o da balcone. Si presenta come un concime organico che rilascia gradualmente azoto (N 9-10%) e migliora la qualit\u00e0 del terreno. Sono inoltre in corso delle attivit\u00e0 sperimentali volte alla valorizzazione della lana come fertilizzante in pellet. Vi collaborano le docenti Luisa Dalla Costa, Maria De Nobili e Lucia Piani, con le loro competenze, rispettivamente, in orticoltura, chimica del suolo ed economia agraria.<\/p>\n<p> \t<strong>La rete del progetto Agrilana<\/strong><\/p>\n<p> \tLe aziende con pecore in Friuli Venezia Giulia continuano a essere numerose: oltre 650 allevamenti con circa 20 mila capi. Questa condizione favorisce la permanenza della popolazione, soprattutto in area montana. Oggi il ruolo chiave della pastorizia non e\u0300 pi\u00f9 solo quello di produrre alimenti di qualit\u00e0, ma anche quello di generare servizi eco-sistemici a favore delle comunit\u00e0 locali, assicurando la diversit\u00e0 biologica, la conservazione di prati e pascoli e la tutela del paesaggio. Tuttavia, queste funzioni del settore primario, specie nei territori montani, oggi sono scarsamente riconosciute e vanno recuperare e rivalorizzate per sostenere le piccole produzioni, ancora oggi significative per il \u201cpaesaggio\u201d e per la sua potenzialit\u00e0 inclusiva. Il mestiere di tosatore come quello di pastore, ad esempio, sono attivit\u00e0 sempre meno praticate, con conseguente difficolt\u00e0 di trasmissione generazionale delle competenze.<\/p>\n<p> \t\u00abLa collaborazione tra il nostro Ateneo e l\u2019Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale \u2013 ha affermato il rettore <strong>Roberto Pinton<\/strong> \u2013 naturalmente incentrata sui temi della sanit\u00e0 \u00e8 molto proficua anche per quanto riguarda attivit\u00e0 di ricerca, formazione interdisciplinare e sperimentazione in ambito agroecologico e sistemico-relazionale. L\u2019obiettivo comune \u00e8 sviluppare strategie di valorizzazione del settore agro-zootecnico e di risoluzione delle criticit\u00e0 con il coinvolgimento delle comunit\u00e0 locali, con particolare attenzione all\u2019inclusione sociale in un\u2019ottica di welfare generativo\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00abQuesto \u00e8 un progetto di punta che unisce le nostre tre istituzioni \u2013 ha detto il direttore generale dell\u2019Asufc, <strong>Denis Caporale<\/strong> \u2013. Grazie all\u2019Universit\u00e0 di Udine, alla quale ci lega un rapporto costante di collaborazione, e alla Fondazione Friuli che vi ha creduto fortemente, abbiamo pensato in maniera univoca a questa iniziativa di One Welfare. Un progetto che racchiude una parte importante di integrazione sociosanitaria alla quale lavorano tutti i dipartimenti dell\u2019Azienda con, fra gli altri, assistenti sociali, psicologi e veterinari\u00bb.<\/p>\n<p> \tIl presidente della Fondazione Friuli, <strong>Giuseppe Morandini<\/strong>, ha sottolineato come \u00abl\u2019intensa e gratificante collaborazione progettuale con l\u2019Universit\u00e0, si arricchisce, grazie alla startup Agrivello, di un\u2019ulteriore innovativa esperienza che oltre a mettere a sistema le competenze necessarie, realizza un intervento di economia circolare e welfare generativo di grande interesse non solo per il comparto agricolo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>IL CONTESTO DEL PROGETTO AGRILANA<\/strong><\/p>\n<p> \t<strong>Non tutte le pecore sono uguali<\/strong><\/p>\n<p> \tLa lana \u00e8 una fibra nobile. Tuttavia, le pecore non sono tutte uguali e i tipi genetici pi\u00f9 diffusi in Italia non sono specializzati nella produzione di lana per uso tessile industriale. Per essi si devono prevedere forme di utilizzo alternative. Perch\u00e9 tutte le pecore devono essere tosate regolarmente, almeno una volta all\u2019anno, per garantire il benessere animale. Questa esigenza pu\u00f2 determinare, e nei fatti frequentemente determina, un problema ambientale connesso allo smaltimento della lana che, quando non ha un suo canale di utilizzo, si configura come materiale di scarto, che dovrebbe essere raccolto da ditte specializzate nella gestione dei sottoprodotti di origine animale.<\/p>\n<p> \t<strong>Lana non per uso tessile<\/strong><\/p>\n<p> \tI processi di tosatura e di smaltimento della lana costituiscono in questo caso un costo significativo per gli allevatori, pari a circa 6 euro\/capo\/anno. La lana oggi si pu\u00f2 quindi presentare non come una risorsa, ma come un problema serio, soprattutto per l\u2019allevatore di piccole dimensioni. Questo tipo di allevatore, infatti, anche se vuole sostenere i costi di tosatura e trasporto, non ha, di fatto, n\u00e9 la possibilit\u00e0 di conferire la fibra naturale all\u2019industria tessile, edile o per altri impieghi, n\u00e9 un facile accesso al servizio di smaltimento della lana di scarto. Ne deriva il conseguente rischio di una dispersione incontrollata nell\u2019ambiente per interramento, pratica inquinante, o insacchettamento improprio per l\u2019invio in discarica o, peggio, l\u2019abbandono in discariche abusive.<\/p>\n<p> \t<strong>Economia circolare <\/strong><\/p>\n<p> \tIl riutilizzo del sottoprodotto lana per produrre fertilizzante organico in forma di pellet \u00e8 un progetto di economia circolare per la valorizzazione della lana. Allo stesso tempo per\u00f2 costituisce un esempio concreto di organizzazione e riorganizzazione delle poche risorse produttive del territorio delle aree interne. In particolare di quello montano e pedemontano, al quale \u00e8 prioritariamente rivolto, secondo una visione multi-attoriale e multifunzionale capace di creare nuovo valore economico e sociale, attraverso la costruzione di sistemi a rete nei quali siano inclusi non solo i produttori, ma anche gli stessi residenti. Una rete che prende le mosse dal settore primario ma che ha una visione intersettoriale, che si propone di integrare agricoltura, turismo, innovazione, servizi alla persona, filiere produttive fortemente collegate al territorio. Una rete per gestire il paesaggio, riattivare la simbolica dei luoghi, proporre turismo esperienziale, custodire i saperi locali, porre attenzione alla genuinit\u00e0 del prodotto e al benessere delle persone, condividere e cooperare.<\/p>\n<p> \t<strong>Un\u2019opportunit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p> \tIl rapporto con l&#39;animale e l&#39;ambiente, i ritmi non incalzanti dell\u2019attivit\u00e0 agricola, la partecipazione alla produzione di un bene o di un servizio di indubbio valore \u2013 quali il cibo o la trasformazione di un prodotto naturale come la lana \u2013 possono rappresentare, invece, un\u2019interessante opportunit\u00e0 formativa e inclusiva per giovani, anche con fragilit\u00e0, se adeguatamente formati e supportati. Molteplici gli esempi che testimoniano il ritorno alla pastorizia, che avviene in forme nuove e che \u00e8 sostenuta soprattutto dai giovani, spesso laureati.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurato nella sede della \u201cServadei\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":43883,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-43882","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",960,640,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/48159-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Inaugurato nella sede della \u201cServadei\u201d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43882\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}