{"id":43708,"date":"2022-05-16T00:00:00","date_gmt":"2022-05-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43708"},"modified":"2022-05-16T00:00:00","modified_gmt":"2022-05-15T23:00:00","slug":"la-forza-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-forza-dellamore\/","title":{"rendered":"La forza dell&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p> \tAnno 2009. <strong>Giuseppina Maccari<\/strong>, per tutti Giusi, non vede l\u2019ora di raggiungere il Brasile per una vacanza con sua figlia. Un viaggio che attende con trepidazione da tempo, ignara che invece il destino stia per rivoluzionarle la vita. L\u2019agenzia di viaggio comunica infatti che, a causa di un disguido tecnico, tutto \u00e8 saltato e che per il periodo prefissato possono proporre in alternativa solo una vacanza a Malindi, in Kenya. Giusi non \u00e8 entusiasta, preferirebbe le spiagge brasiliane a quelle africane, ma la sorte ha gi\u00e0 deciso per tutti.<\/p>\n<p> \tE cos\u00ec, dopo due giorni in Kenya, il mare diventa l\u2019ultimo dei posti da frequentare.<\/p>\n<p> \t\u00abLa visita ad alcuni orfanotrofi ha provocato dentro di me un vero terremoto. Tornata in Italia, il pensiero di quei bambini ha cominciato a farmi male. Non riuscivo a pensare ad altro. Non so se quella fosse la classica malattia africana per me, so solo che continuavo a pensare a quei bambini\u00bb, confida Giusi al telefono da Malindi.<\/p>\n<p> \t<strong>Questi pensieri dove la portarono?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDecisi di tornare in Africa per fare qualcosa. Non \u00e8 stato facile, ho dovuto superare anche la diffidenza dei miei figli, che erano contrari a questo progetto perch\u00e9, essendo io ipovedente, pensavano che fosse troppo per me. Ma non mi sono arresa perch\u00e9 sentivo di non poter fare nient\u2019altro. Sono tornata in Kenya in altre occasioni, visitando i villaggi interni, percorrendo migliaia di chilometri, arrivando anche in Somalia e Uganda. Ho portato con me riso, farina e fagioli cercando di aiutare quelle popolazioni. Ma la sensazione che tutto questo non bastasse non mi abbandonava. C\u2019erano miriadi di bambini che vivevano in condizioni indicibili, abbandonati e, spesso, lasciati morire di qualche malattia oltre che di fame\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Cos\u00ec decise per un passo ulteriore\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel 2013 affittai una casa per accogliere alcuni di questi bambini. Attualmente sono ospitati in sedici, pi\u00f9 altri tre che vengono seguiti a distanza. Faccio tutto il possibile per loro, li tolgo dalla strada e li iscrivo regolarmente a scuola. Ho creato quasi tutto questo attingendo solo dalla mia pensione di invalidit\u00e0 e grazie alle donazioni di persone generose. I miei figli e i miei amici mi aiutano come possono, viste le difficolt\u00e0 lavorative che devono affrontare. Non posso arrendermi, altrimenti i bambini devono tornare a vivere in strada. L\u2019impegno inizia alle 5.30 del mattino e dura fino alle 21.30 la sera\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un impegno totalizzante<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCi sono due persone che mi aiutano e spesso accogliamo volontari provenienti da tutto il mondo, che per un determinato periodo ospitiamo nella casa famiglia garantendo vitto e alloggio in cambio del loro prezioso servizio in favore di questi bambini. Io cucino ogni giorno polenta e altri prodotti della terra: cibi \u201cpoveri\u201d ma che consentono di sfamare tutti nonostante le nostre risorse molto limitate\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>La popolazione e le autorit\u00e0 locali come vedono il suo progetto?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDopo i primi dubbi, la popolazione ci \u00e8 vicina, anche perch\u00e9 cerchiamo di aiutare pi\u00f9 bambini possibile, anche se non residenti all\u2019interno della casa famiglia. Per quanto concerne le autorit\u00e0, invece, posso solo dire che il livello di corruzione \u00e8 altissimo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come giungono da voi i bambini che ospitate?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIn modi diversi. Alcuni vengono portati qui dalle loro famiglie perch\u00e9 queste non riescono pi\u00f9 a sfamarli o non possono pagare i loro studi. Altre storie, invece, sono pi\u00f9 dolorose: una bambina, ad esempio, l\u2019ho trovata abbandonata in mezzo alla spazzatura; un\u2019altra viveva da settimane sola in un bosco\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Per quanto tempo possono restare all\u2019interno della casa famiglia?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019obiettivo \u00e8 quello di consentire loro di completare il percorso di studi per poter imparare un mestiere e vivere in autonomia. Io non mando via nessuno: una volta trovato un lavoro i ragazzi, se lo desiderano, possono continuare a restare con noi, contribuendo alle spese e aiutando gli altri ospiti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono i sogni delle bambine e dei bambini ospitati?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNei loro desideri c\u2019\u00e8 un\u2019unica destinazione: l\u2019Italia. La vedono come una terra promessa, inconsapevoli che da noi la realt\u00e0 \u00e8 diversa. Una delle ospiti, Emily, trascorrer\u00e0 alcuni anni in Friuli Venezia Giulia per frequentare l\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Tutti purtroppo vogliono abbandonare il Kenya, perch\u00e9 non vedono futuro. La grande sfida \u00e8 far capire loro l\u2019importanza di poter cambiare il proprio Paese\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il futuro della casa famiglia invece quale sar\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019et\u00e0 avanza anche per me, per questo sto formando una nuova persona affinch\u00e9 possa prendere in mano questa realt\u00e0 e proseguire nel portarla avanti nel tempo. Io, ovviamente, continuer\u00f2 a dare il mio contributo finch\u00e9 avr\u00f2 forza. E spero che sempre pi\u00f9 persone contribuiscano a sostenere questo progetto. Lo possono fare proponendosi come volontari, sottoscrivendo un\u2019adozione a distanza o semplicemente effettuando una donazione, grande o piccola che sia. Perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 davvero bisogno di tutto\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \tDalle semplici donazioni alle vere e proprie adozioni a distanza. Sul sito <u><a href=\"http:\/\/www.angels-onlus.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\">www.angels-onlus.com<\/span><\/a><\/u> sono indicate tutte le modalit\u00e0 per sostenere l\u2019attivit\u00e0 di Angel\u2019s Onlus e dei suoi giovani ospiti.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giusi Maccari<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":43709,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-43708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",1000,750,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",1000,750,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",1000,750,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",1000,750,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",1000,750,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",1000,750,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47742-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Giusi Maccari","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43708"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43708\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}