{"id":43616,"date":"2022-05-04T00:00:00","date_gmt":"2022-05-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43616"},"modified":"2024-03-06T16:22:07","modified_gmt":"2024-03-06T15:22:07","slug":"la-forza-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-forza-delle-donne\/","title":{"rendered":"La forza delle donne"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 10pt;\">Anita Kravos (ph. Gianmarco Chieregato)<\/span><\/em><\/p>\n<p>La Campagna di sensibilizzazione \u201c<em>Pillole di Parit\u00e0<\/em>\u201d nasce dalla condivisione tra tutti i Consiglieri di parit\u00e0 dell\u2019Asse Triveneto della necessit\u00e0 di parlare di parit\u00e0 di genere in modo innovativo, non pi\u00f9 solo per \u201cdenunciare\u201d le evidenti disparit\u00e0 ma per incoraggiare un linguaggio visivo inclusivo che porti alla riflessione di quanto dalla parit\u00e0 abbiamo tutti da guadagnarci o, all\u2019opposto, tutti da perderci.<\/p>\n<p>Tra le testimonial di questa campagna, spicca il nome dell\u2019attrice goriziana <strong>Anita Kravos<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab#PillolediParita con il <em>claim <\/em>\u201cla parit\u00e0 di genere pu\u00f2 cambiare la storia\u201d \u2013 racconta in questa intervista \u2013 \u00e8 una campagna di sensibilizzazione per la parit\u00e0 di genere promossa dalla Consigliera di Parit\u00e0 della Regione Friuli Venezia Giulia, Anna Limpido, condivisa con tutti i consiglieri di Parit\u00e0 del Triveneto e patrocinata dalle Regioni, dal Ministero del Lavoro e dal Ministero per le Pari Opportunit\u00e0. Quando Anna Limpido me ne ha parlato, ho aderito con grande entusiasmo all\u2019iniziativa: c\u2019\u00e8 bisogno, urgente, di pi\u00f9 donne in posizioni apicali. Se ci fossero pi\u00f9 donne in posizioni strategiche, nei ruoli di vertice, ci sarebbero meno guerre. La disparit\u00e0 di genere appartiene a un sistema sociale, quello patriarcale, non pi\u00f9 contemporaneo. Nella disparit\u00e0 di genere si nascondono fenomeni di prevaricazione e violenza e sarebbe tempo di cambiarla, questa storia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anita, in tema di parit\u00e0 di genere a suo avviso qual \u00e8 lo stato dell\u2019arte in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare. Si contano sulle dita di una mano le direttrici di teatro, produttrici, responsabili in posizioni decisionali. Porto un esempio. Nella storia della Repubblica Italiana, Pamela Villoresi \u00e8 la sesta donna direttrice di un teatro stabile tra centinaia di direttori uomini. In pi\u00f9 di 70 anni di Repubblica Italiana, quindi, abbiamo sostanzialmente disatteso l\u2019affermazione del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Oltre a essere la sesta donna, Pamela Villoresi \u00e8 anche la prima attrice a essere stata nominata direttrice di un teatro stabile: le precedenti donne erano organizzatrici e una regista. Ed \u00e8 anche il primo attore (uomo o donna che sia) a essere nel direttivo dei Teatri Nazionali e TRIC (teatri di rilevante interesse culturale). \u00c8 senz\u2019altro un grande esempio per tutti noi, oltre a essere una persona squisita: l\u2019ho conosciuta sul set de \u201c<em>La Grande Bellezza<\/em>\u201d e di \u201c<em>Romanzo Famigliare<\/em>\u201d di Francesca Archibugi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 una attrice di successo: nella sua carriera ha dovuto faticare pi\u00f9 dei colleghi uomini per arrivare dov\u2019\u00e8 giunta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Sicuramente ci sono pi\u00f9 ruoli maschili scritti sia per la tv che per il cinema, sia secondari che principali. E in generale, nell\u2019industria cinematografica la maggior parte delle donne viene pagata di meno e non ricopre ruoli apicali con poteri decisionali: spesso le donne sono impiegate nel reparto costumi, trucco, acconciature. Mentre rimangono maschili ruoli come regista, direttore della fotografia, musicista, produttore: i ruoli dove si guadagna di pi\u00f9 e vengono prese le decisioni. Nel teatro l\u2019occupazione femminile si attesta al 45%: percentuale che scende vertiginosamente nelle posizioni apicali. Nella regia non si supera il 20%. Per quanto riguarda, invece, la direzione la situazione \u00e8 quella che ho descritto sopra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando in famiglia comunic\u00f2 l\u2019intenzione di dedicarsi alla recitazione che reazioni ci furono?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 non ci fu una comunicazione ufficiale: ho studiato contemporaneamente sia recitazione sia lingue, e le due strade si sono intrecciate sempre pi\u00f9. Ho cercato di portare avanti pi\u00f9 scenari possibili. Ancora oggi sono convinta di aver fatto bene, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che si fa per essere un buon attore non basta mai. Un grande attore \u00e8 innanzi tutto un grande essere umano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A suo avviso nel mondo dello spettacolo la parit\u00e0 di genere esiste o lo stereotipo delle donne innanzitutto belle e avvenenti (e solo in secondo luogo brave e competenti) continua a essere presente? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNello specifico del mestiere dell\u2019attrice c\u2019\u00e8 sempre una considerazione della donna come oggetto, con la quale bisogna avere a che fare. Un\u2019attrice bella deve dimostrare di essere brava, un\u2019attrice brava deve dimostrare di essere bella. Per un attore la questione di essere oggettivato non c\u2019\u00e8. Dopo i 35 anni i ruoli femminili scarseggiano. I media propongono spesso un\u2019immagine stereotipata della donna plasmata pi\u00f9 su quello che la societ\u00e0 si aspetta tradizionalmente da loro. I prodotti audiovisivi che contengono ruoli femminili a tutto tondo, lontano dagli stereotipi, sono troppo pochi. Prendiamo l\u2019esempio di Marilyn Monroe: il prototipo di donna bella e avvenente, apprezzata per le sue qualit\u00e0 esteriori. In realt\u00e0 lei era ben altro: basta leggere i suoi scritti per scoprire una donna sensibile e intelligente, ben al di l\u00e0 dello stereotipo in cui \u00e8 stata incasellata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sempre in tema di parit\u00e0 di genere nel mondo dello spettacolo, a suo avviso com\u2019\u00e8 stata l\u2019evoluzione dagli anni in cui lei ha iniziato fino a oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProprio negli ultimi anni qualcosa a proposito di parit\u00e0 di genere inizia a muoversi, soprattutto grazie agli incentivi per le pari opportunit\u00e0 nella Legge Cinema e Audiovisivo. Rimane eclatante il dato di <em>Women in Film TV and Media Italia<\/em>, secondo cui tra il 2008 e il 2018 in Italia solo il 15% di film sono stati girati con uno sguardo femminile. Nell\u2019intrattenimento lavorano moltissime donne, ma solo uno sparuto numero riesce a raggiungere gli stessi livelli salariali e di carriera dei colleghi uomini. Fra gli obiettivi dell\u2019Agenda 2030, al quinto posto c\u2019\u00e8 il raggiungimento della parit\u00e0 di genere e questo sta dando un forte impulso al percorso. Anche con #metoo \u00e8 stato fatto un passo in avanti. Un piccolo passo per la donna, un grande passo per l\u2019umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra i film in cui ha recitato quale a suo avviso \u00e8 pi\u00f9 vicino al messaggio della parit\u00e0 di genere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSenz\u2019altro il film di Marco Tullio Giordana \u201c<em>Nome di Donna<\/em>\u201d del 2018, con protagonista Cristiana Capotondi, dove ho interpretato una sua collega di lavoro. Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, denuncia il tema della molestia sessuale come cultura sul posto di lavoro. La parit\u00e0 di genere \u00e8 un obiettivo sempre pi\u00f9 inseguito anche dagli uomini e dagli artisti in generale, ma il cambiamento definitivo \u00e8 ancora di l\u00e0 da venire\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quella per la parit\u00e0 di genere \u00e8 in primis una sfida culturale: a suo avviso quali sono i passi necessari da compiere per poterla vincere? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019educazione innanzi tutto. L\u2019educazione alla pari dignit\u00e0 e al rispetto dell\u2019altro. Se non riusciamo a riconoscere una nostra compagna di scuola, una nostra collega come nostra pari e uguale, come faremo ad affrontare tutte le altre forme di discriminazione?\u00bb<\/p>\n<p><strong>Anita Kravos nella sua quotidianit\u00e0 quali passi compie per valorizzare la parit\u00e0 di genere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abInsegno al Laboratorio Arte Cinematografica a Roma, dove, come all\u2019Accademia a Mosca (GITIS), in cui ho studiato, allievi attori studiano assieme ad allievi registi. Giovani studenti, uomini e donne, si preparano per diventare attori, registi, ma anche a ricoprire ruoli che storicamente sono maschili, come appunto direttori della fotografia, sceneggiatori, montatori, montatori del suono, fonici. Il mio compito come docente \u00e8 saper riconoscere il talento. Quando una ragazza di venti anni si orienta al corso di fotografia o di regia, la incoraggio a mettersi in gioco da subito e a iniziare a faticare di pi\u00f9 dei colleghi uomini: prendere in mano la RED (la macchina da presa), fare subito esperienza di set. Purtroppo a tutt\u2019oggi in questi reparti \u00e8 difficile acquisire credibilit\u00e0 in quanto donna\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nella campagna \u201cPillole di Parit\u00e0\u201d c\u2019\u00e8 un gioco del paradosso in cui personaggi iconografici maschili appaiono col viso da donna. Ribaltiamo la prospettiva: qual \u00e8 la figura di uomo che Anita Kravos maggiormente apprezza o da cui trae ispirazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 molto semplice, anche perch\u00e9 da sempre rappresento lui, in giro per il mondo, ma senza baffi: mio padre. Guardo lui e vedo me col baffo: stesso naso, stessi occhi, stessa postura. Traggo ispirazione da lui quotidianamente. Ai nostri genitori dobbiamo tutto. E quest\u2019anno ho sentito affermare la stessa cosa anche da un regista che, scherzando, mi ha detto che s\u00ec, dobbiamo tutto ai nostri genitori e che io Anita, per tutto il resto lo devo a lui. Il regista \u00e8 Paolo Sorrentino e il film dedicato ai genitori \u00e8 \u201c<em>\u00c8 stata la mano di Dio<\/em>\u201d\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anita Kravos<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":43617,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-43616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",1000,772,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",1000,772,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",1000,772,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1-300x232.webp",300,232,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",640,494,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",300,232,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",500,386,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",420,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",337,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",300,232,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",1000,772,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",1000,772,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",1000,772,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1.webp",250,193,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47543-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Anna Limpido","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/limpido\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Anita Kravos","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43616"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43616\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}