{"id":43563,"date":"2022-04-27T00:00:00","date_gmt":"2022-04-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43563"},"modified":"2022-04-27T00:00:00","modified_gmt":"2022-04-26T23:00:00","slug":"trieste-don-bosco-e-quel-sogno-sfiorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/trieste-don-bosco-e-quel-sogno-sfiorato\/","title":{"rendered":"Trieste, don Bosco e quel sogno sfiorato"},"content":{"rendered":"<p> \tAccade che opere giovanili di grandi artisti riappaiano dopo molti anni, a volte secoli, sul mercato o nelle collezioni di appassionati e attenti collezionisti che ne sappiano riconoscere la mano e il valore. Nel mondo dell\u2019arte sono svariati i ritrovamenti di quadri o sculture erroneamente attribuiti.<\/p>\n<p> \tE forse qualcuno ancora ricorda quanto avvenuto a Livorno nel 1984, centenario della nascita dello scultore Amedeo Modigliani. In citt\u00e0 e in tutto il Belpaese per giorni la cronaca artistica e non rest\u00f2 sorpresa dal ritrovamento nel Fosso Reale di tre teste di Mod\u00ec. Per svariati giorni esimi critici ed esperti d\u2019arte nazionali si spesero per confermare l\u2019eccezionalit\u00e0 del ritrovamento e dell\u2019attribuzione, senza ombra di dubbio, al maestro livornese. Immensa e imbarazzante fu la reazione degli stessi e dell\u2019opinione pubblica, che aveva seguito ammaliata la vicenda, quando un gruppetto di bontemponi rivel\u00f2, sazi del successo della loro burla, che le sculture ritrovate erano fasulle.<\/p>\n<p> \tOra la storia che stiamo per raccontarvi lambisce questi fatti in quando pu\u00f2 essere definita un sogno sfiorato a <strong>Trieste<\/strong> nel <strong>rione di Valmaura<\/strong>.<\/p>\n<p> \tI protagonisti sono l\u2019altorilievo di grandi dimensioni in legno policromo raffigurante San Giovanni Bosco; il parroco della parrocchia della Beata Vergine Addolorata, nel rione di Valmaura, <strong>don Alessandro Cucuzza<\/strong>; l\u2019esperto d\u2019arte, collezionista di arte moderna e contemporanea nonch\u00e9 amico del parroco, <strong>Antonio Cattaruzza<\/strong>.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019antefatto<\/strong><\/p>\n<p> \tNell\u2019estate 2021 le Suore del Sacro Cuore di Legnaro (PD), subentranti alle Salesiane o meglio alle Figlie della Madre Ausiliatrice, donano il San Giovanni Bosco alla Parrocchia di Valmaura. Il parroco, viste le dimensioni e lo stato di conservazione dell\u2019opera, inizialmente manifest\u00f2 perplessit\u00e0 sulla possibile esposizione. Ma, rappresentando un santo modello per le sue attivit\u00e0 ed essendo un\u2019opera artistica gradevole, decise di chiedere il parere dell\u2019esperto Cattaruzza.<\/p>\n<p> \t<strong>La valutazione<\/strong><\/p>\n<p> \tDopo un\u2019attenta valutazione dei pro e dei contro si decise di collocare l\u2019opera in chiesa, avendo per\u00f2 prima cura di farla restaurare per valorizzarla al meglio. Scegliendo il giorno di domenica 30 gennaio 2022 quale data per la presentazione ai fedeli, visto anche che la festa del santo cade proprio il giorno successivo, 31 gennaio.<\/p>\n<p> \t<strong>Colpo di scena: appare una firma<\/strong><\/p>\n<p> \tDurante i lavori di restauro alla base del Santo appare la dicitura \u201cDitta A. Manzoni e figli \u2013 Bergamo \u2013 1930 A. VIII\u201d. Partono le ricerche di Antonio Cattaruzza e il pensiero va a Bergamo dove l\u2019esperto ricorda viveva Angelo Manzoni, di mestiere ciabattino e sagrestano, padre di 14 figli dei quali il dodicesimo si chiamava Giacomo.<\/p>\n<p> \t<strong>Giacomo in arte \u201cManz\u00f9\u201d<\/strong><\/p>\n<p> \tGiacomo infatti nasce a Bergamo nel 1908 e di tutti i fratelli e sorelle \u00e8 quello che, viste le difficolt\u00e0 economiche della famiglia, si dedica da subito all\u2019attivit\u00e0 di intagliatore e artigiano del legno, dimostrando grandi abilit\u00e0 e sar\u00e0 presto famoso come scultore in Italia e all\u2019Estero con il nome di \u201cManz\u00f9\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Opera di ottima qualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p> \tIl parere della restauratrice <strong>Vanna Settimo<\/strong>, che definisce ottima la qualit\u00e0 dell\u2019altorilievo e la datazione certa, aprono la speranza che possa essere un\u2019opera giovanile del maestro che all\u2019epoca aveva 22 anni e che proprio dal 1930, trasferitosi a Milano, inizi\u00f2 una carriera luminosa e prestigiosa.<\/p>\n<p> \t<strong>Le ricerche negli archivi <\/strong><\/p>\n<p> \tContattata la Fondazione Manz\u00f9 la risposata \u00e8 frettolosamente negativa: l\u2019opera non \u00e8 attribuibile all\u2019artista.<\/p>\n<p> \tA questo punto sembra indispensabile trovare il documento di commessa dell\u2019opera fatta dai Salesiani nel 1930. Storicamente questa data ha una sua importanza in quanto l\u2019opera \u00e8 stata commissionata dopo la beatificazione di don Bosco, avvenuta il 2 giugno 1929 da Pio XI. Infatti la restauratrice trova alla base una vecchia scritta: \u201cBeato don Bosco\u201d, successivamente sostituita da \u201cSan Giov. Bosco\u201d dopo la canonizzazione del 1\u00b0 aprile 1934, sempre sotto il pontificato di Pio XI.<\/p>\n<p> \tIn attesa di poter consultare gli archivi &#8211; denominati \u201cCronache\u201d &#8211; dei Salesiani con lo scopo di trovare il documento di commissione alla famiglia Manzoni, l&#39;ingegner Cattaruzza contatta anche la Camera di Commercio di Bergamo per verificare l\u2019esistenza di altre ditte Manzoni in quel periodo a Bergamo e la loro attivit\u00e0 merceologica.<\/p>\n<p> \t<strong>Il risultato fa svanire un sogno<\/strong><\/p>\n<p> \tEmerge dallo scrupoloso controllo che nello stesso periodo a Bergamo esisteva un \u201claboratorio di intaglio e scultura in legno\u201d di una famiglia omonima Manzoni a partire dal 1903. Si tratta di una dinastia che passa dal nonno Costanzo Manzoni al figlio Achille Manzoni a partire dal 1925 e ai nipoti (figli di Achille) Enrico, Giovanni Battista e Alessandro attivi dal 1939 fino al 1968 con la chiusura definitiva della ditta per raggiunti limiti d\u2019et\u00e0 dei fratelli\/soci.<\/p>\n<p> \t<strong>Alla fine chi ha scolpito il Santo Giovanni Bosco della parrocchiale di Valmaura a Trieste?<\/strong><\/p>\n<p> \tEmerge cos\u00ec che la pregevole opera \u00e8 stata dunque scolpita nella bottega di Achille Manzoni e figli, attivi dal 1925 a Bergamo.<\/p>\n<p> \t<strong>Comunque un lieto fine<\/strong><\/p>\n<p> \tFine pertanto di un sogno che ha movimentato e rallegrato una comunit\u00e0. Per un lasso di alcuni mesi infatti, tanto sono durate le approfondite ricerche del dottor Cattaruzza, nel rione di Trieste \u00e8 stato cullato il sogno di possedere un\u2019opera che, se di Manz\u00f9, avrebbe dato lustro alla parrocchia della Beata Vergine Addolorata.<\/p>\n<p> \tRestano comunque la gioia e l\u2019orgoglio del parroco e dei fedeli di aver accolto nella parrocchiale un\u2019opera di ottima fattura e di grande significato, testimonianza di vita del Santo Giovanni Bosco.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia tra arte e suspense<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":43564,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-43563","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",1151,2048,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",1151,2048,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",1151,2048,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-169x300.webp",169,300,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-576x1024.webp",576,1024,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",169,300,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",281,500,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",182,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",146,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",225,400,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-863x1536.webp",863,1536,true],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",1151,2048,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-1151x720.webp",1151,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-1024x1822.webp",1024,1822,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1.webp",118,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/47412-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Una storia tra arte e suspense","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43563"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43563\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}