{"id":43302,"date":"2022-03-25T00:00:00","date_gmt":"2022-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43302"},"modified":"2022-03-25T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-24T23:00:00","slug":"non-e-mai-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/non-e-mai-notte\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 mai notte"},"content":{"rendered":"<p> \t\u201cNon \u00e8 mai notte\u201d \u00e8 il titolo di una tela dell\u2019artista udinese <strong>Alessandra Spizzo<\/strong>.<\/p>\n<p> \tOpera astratta che emana luce, amore per la vita, riflessione ed enunciato artistico. Il quadro \u00e8 anche la sintesi dell\u2019approccio positivo della pittrice con l\u2019esistenza, il quotidiano la cui trama \u00e8 fatta di ombre e di luce, difficolt\u00e0 ed entusiasmo, belle sorprese e inaspettate cadute.<\/p>\n<p> \tArtista versatile, sempre in ricerca, abile utilizzatrice di linguaggi diversi, dalla pittura alla scultura, dal restauro alla creazione di oggetti artigianali di design, appassionata di scrittura come di colori, forme e materie, Alessandra Spizzo vive come imprescindibile il legame fra personale e arte.<\/p>\n<p> \tUna connessione stretta e profonda fra sentimenti, emozioni e l\u2019impegno sociale nella cultura ma anche nel dialogo creativo con persone fragili, in particolare con adulti autistici. La sua coscienza di donna e artista nasce da un approfondimento e messa in ordine della conoscenza, punto di partenza per agire in libert\u00e0.<\/p>\n<p> \tSe dal quotidiano scaturiscono le scintille evocative, fonte di ispirazione per le sue opere, siano esse visive, performative, tridimensionali o letterarie, le sue mani diventano intelligenti e sicure nell\u2019affondo nella materia, sapientemente modellata, resa duttile e docile per diventare forma contemporanea, o far rivivere antiche pratiche.<\/p>\n<p> \t<strong>Alessandra, artista a tutto tondo, curatrice di mostre, artigiana, docente, una vita fra arte e impegno civile il suo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPer me \u00e8 imprescindibile l\u2019arte dalla vita pubblica e sociale. Sia che io possa lavorare in libert\u00e0 sia che vi sia un tema da sviluppare. Due mondi creativi che si fondono\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quanto il vissuto personale \u00e8 leggibile e traspare dai suoi lavori?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl mio essere pi\u00f9 intimo, momento per momento, \u00e8 sempre in primo piano da quando ho preso coscienza di cosa volevo fare. Negli anni ho fatto un rigoroso e costante lavoro di introspezione, ricerca, comprensione di me per arrivare a capire i miei linguaggi. Ho attraversato momenti che mi hanno imposto la necessit\u00e0 di fare un lavoro di pulizia interna\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Che ruolo giocano le diverse modalit\u00e0 espressive utilizzate con grande disinvoltura e dominio perfetto?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLe diverse forme, visive, performative o scritte, sono state il medium per raccontare il mio vissuto in un\u2019operazione di scavo, emersione, taglio e rimozione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Lei disegna da sempre e il suo percorso formativo e accademico, dall\u2019Istituto d\u2019Arte all\u2019Universit\u00e0, \u00e8 coerente. Quando ha deciso di essere artista?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon l\u2019ho mai deciso, \u00e8 una maniera di vivere, le cose si sono aggiunte nel tempo. Da bambina sognavo di diventare illustratrice, di vivere in una casa fuori dal mondo dove incontrare gli amici. Ci sono poi stati tanti passaggi e viaggi, infiniti incontri. Un ruolo determinante lo ebbe il mio primo marito, regista, fotografo, intellettuale, incontrato all\u2019Istituto d\u2019Arte di Udine. Una persona che mi ha aiutato a capire che cosa volevo essere e dove volevo andare\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Che cosa lega le diverse forme espressive che lei utilizza?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl voler proporre un linguaggio culturale il pi\u00f9 ampio e libero possibile. Ma sono anche il frutto della mia curiosit\u00e0 per la sperimentazione e del fattore di casualit\u00e0 negli incontri. Faccio un esempio: la passione per il restauro e l\u2019utilizzo di tecniche antiche come la foglia d\u2019oro e la tempera d\u2019uovo nella preparazione dei colori sono nati casualmente, frequentando laboratori in una rete di contatti e amicizie\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Lei ha pubblicato anche dei libri. Che rapporto esiste fra pittura, espressione visiva e scrittura?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abTutto parte dalla scrittura, anche le opere che sono prettamente visive. \u00c8 una maniera di procedere nel lavoro. Prima di tutto mi chiedo che cosa voglio comunicare, quali tematiche desidero inserire. Ritorno alla pagina per mettere nero su bianco e quindi mi dedico a realizzare dei bozzetti. La scrittura \u00e8 dunque lo strumento di partenza, primigenio\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Lei ha conosciuto e frequentato la pittrice e scrittrice udinese Dora Bassi e oggi, fra le tante collaborazioni, c\u2019\u00e8 quella con l\u2019associazione DARS \u201cDonne, Arte, Ricerca, Sperimentazione\u201d fondata dalla Bassi nel 1979 e tutt\u2019ora attiva\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl rapporto con Dora per me \u00e8 stato fondamentale. L\u2019ho ammirata tantissimo, io pendevo dalle sue labbra, dalle sue parole e dai suoi pensieri, cos\u00ec profondi, incisivi, ironici e pregnanti nella loro leggerezza. Erano gli anni della mia crescita come donna e artista e le sue critiche erano una scossa per procedere nella maniera giusta. Era un riferimento, anche umano, nell\u2019amore per la libert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il suo impegno civile come artista si esplica anche in attivit\u00e0 con persone, soprattutto adulti autistici. Come lavora, quali risultati raggiunge e che linguaggi utilizza?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUno dei miei doni di natura \u00e8 la facilit\u00e0 di comunicazione che ho indirizzato con studi approfonditi e presa di coscienza della volont\u00e0 di impegnarmi con persone che hanno una visione diversa della realt\u00e0 e che, fino a 15 anni fa, sarebbero state ricoverate. Ho iniziato nel 2013 a seguire persone autistiche cercando prima linguaggi e livelli di comunicazione adatti e pensati singolarmente per gruppi o in un rapporto individuale. Il lavoro \u00e8 lungo e impegnativo, soprattutto per adattare i miei strumenti alle personalit\u00e0 dei singoli. Abbiamo per\u00f2 raggiunto ottimi risultati, concretizzatisi in mostre nelle quali questi artisti speciali sono stati protagonisti, al centro con le loro opere. Abbiamo creato un mondo nuovo ed \u00e8 stato meraviglioso utilizzare l\u2019arte terapia, in Italia ancora poco apprezzata nelle sue potenzialit\u00e0, per una crescita di tutti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come ama definirsi o essere definita?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi considero un\u2019artista di frontiera in territori di linguaggi meno esplorati, alla ricerca di pozzi profondi di creativit\u00e0, entusiasmo e conoscenza di vita\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Essere nata in una terra multiculturale e multilinguistica ha favorito questo suo sentire?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono nata a Collerumiz, una piccola frazione di Tarcento, eravamo 80 anime, una comunit\u00e0 dove le porte delle case erano sempre aperte. Non c\u2019erano barriere fra di noi e tutti erano accettati anche nelle loro diversit\u00e0. Questo ha inciso molto nella mia formazione. Poi sono partita per Parigi, dove ho vissuto, per poi ritornare in Friuli. Nonostante gli sbagli e le cose andate male non ho mai perso la fiducia nel prossimo, anche oggi in questi tempi difficili, nei quali ci si mescola con maggior difficolt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Abbiamo parlato fin qui della sua attivit\u00e0 creativa, ma lei svolge anche un lavoro di curatela di mostre, promuovendo artisti professionisti o agli esordi. Una dualit\u00e0 assai rara da trovare; di solito l\u2019ego creativo non lascia molto spazio agli altri\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abQuesto aspetto fa parte della mia voglia di confronto e scambio. Oltre all\u2019esperienza DARS ho avuto la fortuna di incontrare a Gorizia il maestro Italo Montiglio, direttore di coro ma anche presidente dell\u2019Associazione \u201cSeghizzi\u201d, e l\u2019artista Daniele Bianchi con i quali abbiamo ideato e realizzato vari appuntamenti espositivi. Adesso attendiamo di ripartire per continuare questo viaggio affascinante e sempre arricchente. Essere aperti ai linguaggi altrui, capirli, accettarli senza chiusura mi fa riflettere sul fatto che in rapporto con persone autistiche io fornisco strumenti espressivi ma ricevo sguardi diversi sulla vita\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Accanto all\u2019impegno sociale delle sue opere, emerge anche un originale senso del mistico e del divino. Cosa rivela?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUna mia idea sincretica del divino nella quale tutti gli uomini sono uguali e uno \u00e8 il divino che ricerchiamo e al quale ci rivolgiamo. L\u2019espressione della preghiera nelle diverse religioni \u00e8 per me una questione di linguaggio, un tendere dell\u2019essere umano a un\u2019essenza oltre la sua finitezza. In momenti diversi della mia vita ho pregato con fedeli di confessioni diverse. Una universalit\u00e0 religiosa\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Se dico arte e vita, come prosegue?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAmore\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<em><strong>Alessandra Spizzo <\/strong>\u00e8 laureata in storia dell\u2019arte, ha frequentato l\u2019Istituto d\u2019arte Sello di Udine, la Scuola d\u2019arte Giovanni da Udine e la Scuola internazionale di grafica di Venezia. Sensibile al sociale, ha condotto laboratori artistici animati da persone autistiche e psichiatriche, da ragazzi outsiders e da bambini. Operatrice culturale, cura eventi e mostre. Artista per DARS e AURA, collabora con varie associazioni fra le quali \u201cSeghizzi\u201d di Gorizia, cooperativa Duemilauno all\u2019ex manicomio di Udine, LAM, Atthirtiseven, Gente Adriatica di Trieste e con diverse istituzioni pubbliche e private.<\/em> <u><a href=\"https:\/\/alespizzo.wixsite.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\"><strong>https:\/\/alespizzo.wixsite.com<\/strong><\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandra Spizzo<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":43303,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-43302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",1000,788,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",1000,788,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",1000,788,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1-300x236.webp",300,236,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",640,504,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",300,236,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",500,394,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",411,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",330,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",300,236,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",1000,788,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",1000,788,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",1000,788,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1.webp",250,197,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46805-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Alessandra Spizzo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}