{"id":43300,"date":"2022-03-25T00:00:00","date_gmt":"2022-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43300"},"modified":"2022-03-25T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-24T23:00:00","slug":"musica-di-resilienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/musica-di-resilienza\/","title":{"rendered":"Musica di resilienza"},"content":{"rendered":"<p> \t\u00c8 l\u2019unica della ex provincia di Gorizia ad avere la denominazione di Filarmonica. Stiamo parlando della <strong>Societ\u00e0 Filarmonica di Turriaco <\/strong>che si avvia a festeggiare i 152 anni dalla fondazione.<\/p>\n<p> \tIl 5 maggio del 1870 la zona era sotto il dominio Asburgico e arriv\u00f2 da Grado il <strong>maestro Guglielmo Czubert <\/strong>che, con un gruppo di appassionati del paese, \u201cimpiant\u00f2\u201d la prima banda. Fu proprio un antesignano, cap\u00ec che qui c\u2019era il \u201cseme\u201d della musica e che non sarebbe andato disperso. E i fatti gli hanno dato ragione, visto che dopo oltre 150 anni si parla ancora di musica a Turriaco.<\/p>\n<p> \tLa storia continua con i due conflitti mondiali, nonostante i componenti della banda musicale fossero stati mandati al fronte a combattere. Alcuni di loro, infatti, avevano avuto la possibilit\u00e0 di suonare ed esibirsi. Nell\u2019estate del 1915 il maestro <strong>Rodolfo Clemente <\/strong>assieme all\u2019amico <strong>Augusto Cesare Seghizzi<\/strong>, internati nel campo profughi di \u201c<em>Fl\u00fcchtlingslager<\/em>\u201d nei pressi di Wagna, mise in piedi un coro di 150 ragazzi e un\u2019orchestra.<\/p>\n<p> \tIl lavoro dei due maestri port\u00f2 molto lustro e successo al punto che furono invitati a esibirsi a Wagna e a Vienna. Dopo la fine della disastrosa Seconda guerra mondiale, con il ritorno dal fronte molti giovani musicisti \u2013 purtroppo dalle due guerre tanti non ritornarono pi\u00f9 a casa \u2013 si ritrovarono con la mai dimenticata passione per la musica. Lo stimolo era grande tanto che si ricostitu\u00ec il gruppo bandistico, che comunque non era mai \u201cmorto\u201d, con pochi strumenti ma con tanta volont\u00e0 di ricominciare. Verso la fine degli anni \u201840 si ritrov\u00f2 la via, mai persa, di far sentire la bella musica: iniziarono a seguire le processioni e i riti sacri che venivano proposti in paese e in quelli limitrofi.<\/p>\n<p> \tLa vera svolta arriv\u00f2 nel 1970, l\u2019anno del centenario; l\u2019allora presidente <strong>Silvio Cosolo <\/strong>volle acquistare per i componenti del gruppo il cappello, ma per lui non era sufficiente. Perci\u00f2, per la prima volta, i bandisti indossarono la divisa, che divent\u00f2 il simbolo, l\u2019emblema della banda di Turriaco. L\u2019esplosivo presidente ebbe l\u2019idea di iniziare lo studio degli strumenti creando una scuola musicale dalla quale in seguito gli allievi, una volta pronti, sarebbero passati nella Filarmonica. Ancora oggi la maggior parte dei componenti proviene da questa illuminazione del presidente Cosolo.<\/p>\n<p> \tFu un periodo d\u2019oro per la filarmonica: tantissime furono le uscite, quasi una a settimana, le principali a Muggia per il Carnevale, a Giassico, a Gorizia per il Festival del Folklore e a eventi organizzati in molti campeggi del litorale adriatico. Con il presidente <strong>Giuseppe Buttignon<\/strong>, per valorizzare maggiormente i giovani, arriv\u00f2 un maestro di \u201cpeso\u201d, <strong>Lidiano Azzopardo <\/strong>(al quale venne data anche la cittadinanza onoraria), ex maestro della Banda Cittadina di Trieste, il quale diede una spinta tecnica incredibile. La banda miglior\u00f2 in modo esponenziale, i musicisti di quel tempo ebbero nuovi impulsi per studiare e impegnarsi ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p> \tCon il nuovo maestro <strong>Maurizio Zaccaria <\/strong>i concerti si arricchirono in variet\u00e0, si pass\u00f2 dalla sola musica bandistica anche a musica pi\u00f9 impegnata, si arriv\u00f2 a suonare l\u2019operetta e persino l\u2019opera.<\/p>\n<p> \tAttualmente il presidente \u00e8 <strong>Andrea Baldo<\/strong>, nato come musicista proprio nella scuola di musica, un grande appassionato, un messaggero di note tanto \u00e8 inserito in questo mondo. Nella sua presidenza, Baldo sta creando una banda versatile, in grado di adattarsi a suonare a seconda del pubblico che incontra.<\/p>\n<p> \tProprio ad Andrea Baldo rivolgiamo qualche domanda in merito a questo momento.<\/p>\n<p> \t<strong>Presidente, siete ormai prossimi al 150 + 2 dalla fondazione; come ricorderete questo evento?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl covid-19 ci ha \u201crovinato\u201d il nostro anniversario; abbiamo recuperato nel periodo natalizio con un grande concerto e ricordando e premiando i nostri colleghi musicisti che in questi anni si sono impegnati con noi nella crescita della nostra filarmonica\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono i vostri obiettivi futuri, anche se di breve durata vista l\u2019incertezza pandemica?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abI nostri obiettivi sono mantenere e ritornare alle vecchie tradizioni che hanno sempre sostenuto i valori primari della nostra banda, le nostre tradizioni, quelle che potrebbero essere dimenticate se non le riproponiamo, come ad esempio il primo gennaio il concerto del primo dell\u2019anno. Il nostro obiettivo \u00e8 fare musica, la musica ha una grande potenzialit\u00e0, unisce le persone\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un desiderio che vorrebbe venisse esaudito?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDesideri ne abbiamo molti, ma uno che vorrei caldamente si esaudisse \u00e8 poter portare i musicisti in giro all\u2019estero, portare la nostra musica, le nostre esperienze anche fuori dai confini e di conseguenza acquisire ulteriori competenze: dagli altri si impara sempre. La filarmonica \u00e8 composta da musicisti che si impegnano, si danno molto da fare e meriterebbero di viaggiare\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Un\u2019ultima domanda, come vede il dopo Covid-19?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abStiamo aspettando che questa pandemia scemi, e pian pianino scompaia, sicuramente si ritornerebbe a suonare in vicinanza, con nuovo entusiasmo e nuova voglia di proporre progetti musicali innovativi. Sono quasi due anni che ci vediamo saltuariamente, le prove dobbiamo farle distanziati, con la mascherina quando non si suona. Avremmo grande piacere di ritornare alla normalit\u00e0, progetti ne abbiamo molti nel cassetto e sarebbe ora di togliere un po\u2019 di polvere che si \u00e8 depositata su di loro\u00bb.<\/p>\n<p> \tLa Filarmonica di Turriaco ha come direttore <strong>Fulvio Dose<\/strong>, \u00e8 composta da 40 elementi che suonano la maggior parte strumenti a fiato e percussioni, alcuni musicisti sono diplomati al Conservatorio Tomadini di Udine, altri al Conservatorio Tartini di Trieste. Nella scuola di musica, diretta da <strong>Gabriele Zimolo, <\/strong>si parte dai bambini molto giovani: c\u2019\u00e8 una fase propedeutica a indirizzo bandistico, nella quale si insegna loro a suonare clarinetto, sassofono, tromba, tromboni, bassotuba, flauto e percussioni. Inoltre negli ultimi anni \u00e8 stato avviato un corso di alfabetizzazione musicale, rivolto a un pubblico adulto, con discreti risultati. Si punta molto sui giovani investendo tempo ed energie nella speranza che diversi di loro acquisiscano i valori di questa arte che \u00e8 stata tramandata.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Societ\u00e0 Filarmonica di Turriaco<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":43301,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-43300","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1-300x195.webp",300,195,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",640,417,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",300,195,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",500,326,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",474,309,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",391,255,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",300,195,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",1000,651,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1.webp",250,163,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46803-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Societ\u00e0 Filarmonica di Turriaco","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43300","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43300"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43300\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}