{"id":43298,"date":"2022-03-25T00:00:00","date_gmt":"2022-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43298"},"modified":"2022-03-25T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-24T23:00:00","slug":"la-perfezione-del-suono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-perfezione-del-suono\/","title":{"rendered":"La perfezione del suono"},"content":{"rendered":"<p> \tC\u2019\u00e8 molto Friuli Venezia Giulia nel progetto \u201c<em>Prima Verdi<\/em>\u201d, primo album solistico del tenore genovese di fama mondiale <strong>Francesco Meli<\/strong>, uscito per <strong>Warner<\/strong>. Un debutto nel quale l\u2019artista \u00e8 stato accompagnato dall\u2019<strong>Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino <\/strong>diretta da <strong>Marco Armiliato <\/strong>e dai friulani <strong>Nico Odorico e Monica Zinutti<\/strong>, anime degli studi di registrazione <strong>Angel\u2019s Wings Recording Studio di Pantianicco<\/strong>, ormai riconosciuti come eccellenza nazionale in questo settore.<\/p>\n<p> \tUn\u2019esperienza professionale di livello assoluto, come raccontano i protagonisti.<\/p>\n<p> \t<strong>Monica e Nico, quando e come \u00e8 nata la collaborazione con il tenore Francesco Meli?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA inizio 2020, quando il suo <em>project manager <\/em>ci ha contattati chiedendoci informazioni per una registrazione pianoforte e voce. Purtroppo nel mese di marzo \u00e8 arrivato il <em>lockdown <\/em>e quel progetto \u00e8 rimasto in <em>standby<\/em>. Dopo i tre mesi di chiusura forzata, dovuta alla situazione Covid, il <em>project manager <\/em>ci ha ricontattati per proporci un nuovo progetto, pi\u00f9 impegnativo, nato dalla grande voglia di riprendere la vita musicale dopo il lungo stop. E cos\u00ec all\u2019inizio di giugno siamo partiti verso Firenze, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, per registrare il nuovo progetto del tenore assieme all\u2019orchestra del Maggio Musicale e al direttore, il Maestro Marco Armiliato\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In cosa \u00e8 consistito il vostro lavoro?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCi siamo occupati di tutta la parte di produzione sonora del lavoro discografico. La produzione discografica inizia con l\u2019elaborazione di un vero e proprio progetto di registrazione, editing e missaggio, in cui si organizzano e strutturano tutte le varie fasi del lavoro. Per una registrazione che coinvolge un teatro di tale dimensione e un organico orchestrale di circa 80 musicisti \u00e8 stato necessario predisporre fin nei minimi dettagli l\u2019allestimento di un <em>setup <\/em>microfonico molto complesso. Sull\u2019orchestra sono stati posizionati circa 40 microfoni che hanno \u201cfotografato\u201d il suono di ogni sezione strumentale. Abbiamo utilizzato inoltre un sistema di microfonaggio d\u2019insieme, chiamato <em>Decca Tree <\/em>e ideato dagli ingegneri della <em>Decca <\/em>negli anni \u201950. Questo sistema di ripresa ha permesso di valorizzare le riprese d\u2019insieme in spazi ampi donando una ricchezza e un equilibrio sonoro di altissimo livello. Si sono svolte 5 giornate di sessioni di registrazione a Firenze, in cui sono state registrate moltissime versioni delle opere. \u00c9 stato necessario tenere traccia e catalogare all\u2019istante, seguendo la partitura, tutto il materiale audio (circa 200 Gbyte). Successivamente il materiale \u00e8 stato elaborato presso i nostri studi a Pantianicco dove abbiamo mixato sulla nostra <em>console <\/em>analogica <em>SoldiStateLogic <\/em>tutte le parti audio fino a ottenere il master finale: un suono che ha emozionato tutti fin dal primo ascolto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Com\u2019\u00e8 stato lavorare al di fuori dei vostri studi di Pantianicco?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c9 stata un\u2019esperienza grandiosa. In ogni caso questo \u00e8 l\u2019iter normale per le registrazioni di musica classica orchestrale di questa portata. La nostra azienda dopo anni di esperienza sul campo \u00e8 strutturata e attrezzata per la realizzazione di progetti del genere. Poi il fatto di trovarsi in una citt\u00e0 magnifica come Firenze non ha fatto che aumentare la bellezza dell\u2019evento\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ci sono state difficolt\u00e0 particolari che avete dovuto superare?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSinceramente no. Quando ti commissionano un lavoro del genere sai gi\u00e0 che sar\u00e0 complesso e che richieder\u00e0 uno sforzo di concentrazione e organizzazione veramente intenso. Devi prevedere qualsiasi tipo di contrattempo e problematica che possa intercorrere. Devi pianificare tutto e per qualsiasi evento avere il piano B pronto. Con 80 orchestrali sul palco, un direttore fantastico come il M\u00b0 Marco Armiliato e un artista del calibro di Francesco Meli, devi seguire e ascoltare qualsiasi esigenza ed essere pronto a registrare sempre. Il tutto mantenendo un clima di serenit\u00e0 nonostante la tensione sia parecchio elevata\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dalla registrazione alla post produzione presso i vostri studi: quali sono stati i momenti pi\u00f9 complessi di queste operazioni?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSicuramente la registrazione sonora. Questo perch\u00e9 lavori con una quantit\u00e0 enorme di materiale tecnico (microfoni, cavi, aste, mixer e registratore), una grossa quantit\u00e0 di persone e hai una tempistica che non lascia spazio a errori e attese. Hai un\u2019enorme responsabilit\u00e0 nel fare in modo che non ci siano difficolt\u00e0 tecniche o errori nel momento in cui tutto l\u2019<em>ensemble <\/em>orchestrale inizia a suonare. Quando il direttore alza la bacchetta per dare il via all\u2019orchestra tutto deve funzionare perfettamente\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In attesa di quello del pubblico, qual \u00e8 stato invece il primo riscontro di Francesco Meli una volta ascoltata la registrazione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abFrancesco \u00e8 sempre stato super entusiasta del lavoro. Essendo anche un esperto audiofilo (a casa sua ha un impianto valvolare spettacolare della AYON) ha fin da subito abbracciato la nostra proposta di utilizzare una tecnica microfonica di registrazione della Decca. Con Francesco c\u2019\u00e8 stato un continuo confronto nell\u2019ultimazione del lavoro anche con varie sessioni di ascolto presso i nostri studi. Questo per confezionare un prodotto che fosse rispettoso e conforme a quello che l\u2019artista aveva in mente\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il disco \u00e8 uscito per l\u2019etichetta Warner, appartenente all\u2019omonima corporazione statunitense: che significato ha per il vostro studio di registrazione una collaborazione di questo livello?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abQuando abbiamo saputo che il disco sarebbe uscito per Warner per noi \u00e8 stata un\u2019enorme soddisfazione e gratificazione, oltre che un\u2019ulteriore conferma dell\u2019ottima riuscita della produzione discografica\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono i prossimi progetti in programma per Angel\u2019s Wings Recording Studios?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRimanendo sempre nel genere della musica classica, in programma c\u2019\u00e8 l\u2019uscita del disco della <em>Messa di Mercadante <\/em>registrato al Teatro Carlo Felice di Genova. Nonostante le tante restrizioni, dovute alle norme covid, sul palco c\u2019erano settanta musicisti, quaranta coristi, che hanno cantato con la mascherina, quattro solisti e un direttore. Questo lavoro vuole essere una memoria che ricorder\u00e0 ai posteri le molte difficolt\u00e0 del settore musicale durante il periodo della pandemia. Ma che, nonostante la grande fatica nella gestione, la voglia di proseguire con le attivit\u00e0 culturali e artistiche \u00e8 sempre stata tanta. Anche in studio siamo stati molto indaffarati con artisti solisti e band che stanno producendo i loro nuovi progetti musicali. Il lavoro si \u00e8 diretto verso il genere pop\/rock, con le registrazioni delle storica band friulana Empatia, che conosciamo ormai da un ventennio, e con i pi\u00f9 giovani Rue de Paradis, alle prese con la produzione di un primo album molto complesso, composto da ben 15 brani. Per l\u2019uscita di questi progetti non c\u2019\u00e8 al momento una data precisa, ma seguiteci sui nostri social per conoscere gli aggiornamenti e le novit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nico Odorico e Monica Zinutti<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":43299,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-43298","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",1000,734,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",1000,734,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",1000,734,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1-300x220.webp",300,220,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",640,470,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",300,220,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",500,367,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",441,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",354,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",300,220,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",1000,734,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",1000,734,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",1000,734,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1.webp",250,184,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46798-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Nico Odorico e Monica Zinutti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43298"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43298\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43299"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}