{"id":43264,"date":"2022-03-23T00:00:00","date_gmt":"2022-03-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43264"},"modified":"2022-03-23T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-22T23:00:00","slug":"il-manager-del-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-manager-del-cinema\/","title":{"rendered":"Il manager del cinema"},"content":{"rendered":"<p> \tNegli ultimi vent\u2019anni il cinema \u00e8 stato attraversato da cambiamenti epocali, dalla pellicola al digitale con un ritorno, per pochi eletti, al triacetato di cellulosa. La pandemia Covid-19 ha fermato le produzioni e desertificato le platee. Molti estimatori della settima arte non hanno resistito agli ammalianti richiami di visione comoda, quando vuoi, dal divano di casa della distribuzione via internet di film e serie televisive.<\/p>\n<p> \tMa, sempre dall\u2019inizio del terzo millennio, scenografi e produttori, hanno scoperto che il territorio del Belpaese valeva la pena di uscire dalla grande madre Roma e dai centri votati al ciak. L\u2019Italia tutta \u00e8 diventata, grazie al lavoro delle Film Commission, un grande set, e ora nei titoli di coda della quasi intera produzione patria e non solo leggiamo dove \u00e8 stata girata e con il contributo di quali enti locali.<\/p>\n<p> \tIn Friuli Venezia Giulia, a cavallo fra il vecchio e nuovo secolo, <strong>Federico Poillucci <\/strong>ha fondato una delle prime film commission regionali, un\u2019eccellenza nata nel 1999 che \u00e8 diventata un modello per bellezza delle location, efficienza dei servizi offerti, alta professionalit\u00e0 delle maestranze ed economicit\u00e0 di costi.<\/p>\n<p> \tPoillucci ne \u00e8 stato presidente e motore fino al dicembre 2021, poi le dimissioni. Ripercorriamo con lui questa bella storia di crescita e conoscenza del mondo che sta attorno a \u201c<em>Ciak si gira!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Federico, come \u00e8 iniziato tutto?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abEra la fine del 1999 e con Gianluca Novel e Guido Cassano, tutti poco pi\u00f9 che ventenni, abbiamo deciso di iniziare questa avventura che in Italia aveva pochi precedenti: la creazione di una film commission regionale. Ne esistevano solo due, una delle quali a Genova, costituita da un mio conoscente. L\u2019idea era nata negli Stati Uniti negli anni \u201960, per arrivare in Europa trent\u2019anni dopo in Francia e in Gran Bretagna\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Rispetto a Genova voi avete puntato per\u00f2 a creare un progetto regionale.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019idea di non limitarci al territorio comunale ci venne data dall\u2019allora sindaco di Trieste, Riccardo Illy, che ci sugger\u00ec di contattare l\u2019assessore al turismo regionale, Sergio Dressi, di area politica opposta alla sua. Fu l\u2019imprinting politicamente trasversale che da sempre ci ha caratterizzato. L\u2019idea di dare gambe e cervello a una societ\u00e0 di impianto privato in un contesto pubblico si basava sulla bellezza, novit\u00e0 ed economicit\u00e0 delle location che avremmo proposto a produttori e registi cinematografici e televisivi. Il nostro territorio bellissimo offre una variet\u00e0 di paesaggi, meno di 150 chilometri dalle Alpi Giulie al Golfo di Trieste e alle spiagge di Grado, di atmosfere, di contesti urbanistici dai borghi medievali all\u2019archeologia industriale, e pluralit\u00e0 linguistiche, stratificazioni storiche e culturali senza eguali. Luoghi che potevano definirsi vergini, mai visti prima sugli schermi. Oltre a ci\u00f2 da subito abbiamo puntato su servizi di alta professionalit\u00e0 a costi concorrenziali. Ecco perch\u00e9 il Friuli Venezia Giulia poteva diventare un set interessante per cinema e televisione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quanto conveniente era ed \u00e8 girare in regione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAll\u2019inizio, rispetto ai poli come Roma, Venezia o Milano, girare da noi costava anche un quinto in meno. Oggi le cose sono cambiate ma l\u2019aspetto economico resta interessante. Possiamo parlare di un terzo in meno sul budget di produzione, garantendo servizi che sono, a detta di chi ci sceglie, d\u2019eccellenza\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Questi gli inizi, ma quando il salto di qualit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa patente di maturit\u00e0 l\u2019abbiamo conquistata nel 2003 quando, primi in Italia, con la Regione abbiamo costituito un fondo di produzione. Siamo diventati quindi finanziatori, non solo fornitori di servizi, per la produzione di film che fino ad allora erano finanziati solo dal Ministero. \u00c8 stato un boom di produzioni; siamo passati dalle 7 alle 20 in un anno. Un\u2019attivit\u00e0 in crescita che dal 2015 fino al 2019, alla pandemia che tutto ha fermato, ha fatto registrare ogni anno 45 produzioni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il film che ha pi\u00f9 amato?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u201c<em>Tutto il mio folle amore<\/em>\u201d del 2018 di Gabriele Salvatores, un film che doveva essere girato negli Stati Uniti e che, grazie anche alla mia intuizione e determinazione, divent\u00f2 un roadmovie friulano-balcanico. Un lavoro che rafforz\u00f2 la mia amicizia con il maestro con il quale avevamo gi\u00e0 collaborato con tre film: \u201c<em>Come Dio comanda<\/em>\u201d a Osoppo e Maniago e due capitoli del \u201c<em>Ragazzo invisibile<\/em>\u201d a Trieste, seguito nel 2021 da \u201c<em>Commedians<\/em>\u201d. Una grande soddisfazione collaborare e diventare amico del mio registra preferito sin da quando ero ragazzino, dai tempi di \u201c<em>Mediterraneo<\/em>\u201d e \u201c<em>Puerto Escondido<\/em>\u201d. Ci siamo conosciuti nel 2007 a Udine davanti a un frico e a un bicchiere di Friulano. L\u2019inizio di una grande amicizia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il film che avrebbe voluto girare qui?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abOvviamente pi\u00f9 di uno, ma mi sarebbe piaciuto girare un film di Paolo Sorrentino. Ma non poniamo limiti alla provvidenza\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il film sul quale ha cambiato opinione in fase di realizzazione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u201c<em>La ragazza del lago<\/em>\u201d di Andrea Molaioli, girato fra Udine, Tarvisio e i laghi di Fusine, con Tony Servillo e Valeria Golino. Un grande successo che nel 2008 ricevette 10 David di Donatello\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Qual \u00e8 il suo genere preferito?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAmo il noir, e ne abbiamo avuti parecchi, ma anche il genere western, che per\u00f2 oggi non va\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Sergio Amidei, Franco Giraldi, Tullio Kezich, Matteo Oleotto, Mario Valdemarin, Giuseppe Battiston, Anita Kravos, Lelio Luttazzi: sono alcuni nomi del nostro cinema, chi aggiungerebbe?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSicuramente Ariella Reggio, una grande attrice e amica. L\u2019ho vista recentemente sul set di \u201c<em>Diabolik<\/em>\u201d perch\u00e9 aveva appena finito di girare in un altro lavoro con Miriam Leone. Considero Matteo Oleotto un amico fraterno e un grande rapporto di amicizia mi lega a Giuseppe Battistion. Tanti film e tanti buoni bicchieri assieme. Anita Kravos \u00e8 un\u2019attrice che abbiamo lanciato noi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Venti anni di successi: un solo momento difficile.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUn episodio surreale nel 2012 quando si arriv\u00f2 a parlare di sopprimerci per aver sostenuto il film di Marco Bellocchio \u201c<em>Bella addormentata<\/em>\u201d, sul caso di Eluana Englaro. Ne siamo usciti bene perch\u00e9 tutte le regole per il finanziamento erano stata rispettate e la politica contraria ha dovuto fare marcia indietro. Una vittoria a sostegno della trasversalit\u00e0 del nostro lavoro\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Imprenditore multitasking, promotore, diplomatico, esperto di logistica o suggeritore-consulente di registi e sceneggiatori: come le piace essere definito?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi sento un imprenditore prestato al pubblico. Un burocrate creativo che prende spunto da una scintilla creativa appunto. Nella mia attivit\u00e0 c\u2019\u00e8 tanta burocrazia, permessi, raccolta di documenti, contabilit\u00e0, bilanci. Ma il tutto prende l\u2019avvio dalla lettura di una sceneggiatura e dall\u2019immaginarmela viva in questo territorio\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il cinema non \u00e8 solo attori e registi; \u00e8 anche tante altre professionalit\u00e0. In regione ci sono?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSi sono create: all\u2019inizio su 60 componenti di una troupe 7 erano locali. Oggi sono 30. Un numero che racconta meglio di tante parole la crescita non solo quantitativa ma anche di qualit\u00e0 e di ruolo. Oggi il territorio offre professionalit\u00e0 non solo di assistenti, ma di sceneggiatori, fonici, direttori di fotografia e bravi registi come Alberto Fasulo, Davide Del Degan e Laura Samani, per citarne alcuni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il cinema costa, cosa rimane sul territorio?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel 2019, anno i cui dati sono attendibili prima della pandemia, a fronte di un investimento della Regione di un milione e settecentomila euro, sono stati spesi e documentati, fatture alla mano, pi\u00f9 di 8 milioni di euro. Dunque un comparto industriale importante al quale aggiungere la formazione professionale che fa impresa nei servizi al cinema, dal noleggio di materiali alla postproduzione, al catering. Faccio un esempio: a Gorizia \u00e8 nata <em>Galaxia<\/em>, una societ\u00e0 di casting che \u00e8 un\u2019eccellenza italiana\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quale sar\u00e0 il futuro della sua creatura Film Commission?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA questa domanda non so rispondere: certo il suo ingresso in PromoturismoFVG la render\u00e0 pi\u00f9 solida anche se meno autonoma. Un rischio calcolato per una realt\u00e0 che si colloca sul podio delle prime tre in Italia per qualit\u00e0 di servizi, originalit\u00e0 delle location, impegno finanziario e alta professionalit\u00e0, assieme a Puglia e Piemonte\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono i suoi progetti che non ha fin qui svelato. Salvo dire che star\u00e0 nei paraggi\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon lo so. Intanto mi prendo una pausa di qualche mese sabbatico, poi si vedr\u00e0. Il cinema \u00e8 il mio mondo, la mia professione e la mia passione, non l\u2019abbandono. Da <em>freelance <\/em>o con qualche altro ruolo, che oggi non riesco proprio a immaginare, resto un imprenditore creativo per il cinema\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federico Poillucci<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":43265,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-43264","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",1000,750,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",1000,750,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",1000,750,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",1000,750,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",1000,750,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",1000,750,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46740-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Federico Poillucci","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43264\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}