{"id":43105,"date":"2022-03-07T00:00:00","date_gmt":"2022-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43105"},"modified":"2022-03-07T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-06T23:00:00","slug":"siamo-fuggiti-per-salvare-i-bambini-dalle-bombe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/siamo-fuggiti-per-salvare-i-bambini-dalle-bombe\/","title":{"rendered":"&#8220;Siamo fuggiti per salvare i bambini dalle bombe&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> \tIn questi giorni difficili e incerti con le notizie che provengono dal fronte di guerra della disputa tra Ucraina e Russia per scappare da morte e distruzione, ecco che anche a <strong>Cervignano del Friuli<\/strong> arrivano i primi profughi.<\/p>\n<p> \tSono appartenenti a nuclei familiari diversi, ma accomunati dallo stesso grado di parentela: si tratta di Olena, figlia di Ludmilla, con suo figlio; Irina, sua nuora, e Anna, una nipote, accompagnate dai loro figli Veronica, Anton, Polina, Solomia e Ivanna, che Maurizio e Ludmilla (di origine ucraina ma residente da anni a Cervignano) hanno accolto nella loro casa.<\/p>\n<p> \tIl bar di Maurizio \u00e8 diventato punto di riferimento per coloro che, e sono molti, chiedono informazioni e lasciano qualcosa (prodotti alimentari, vestiti, coperte) affinch\u00e9 venga inviata alle zone di guerra attraverso i corridoi disponibili. C&#39;\u00e8 un continuo via vai di persone nel bar.<\/p>\n<p> \t<em>iMagazine<\/em> ha voluto incontrare questi primi profughi, assieme Ludmilla che ci ha fatto da interprete, per un incontro emozionante. Assieme bambini che con i loro sguardi, a momenti persi nel vuoto, dicevano tutto, e di fronte ai quali \u00e8 difficile non farsi prendere dalla commozione.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Da quale citt\u00e0 dell&#39;Ucraina provenite?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cArriviamo dalla citt\u00e0 di Chmelnizkj (citt\u00e0 dell&#39;Ucraina occidentale di 274 mila abitanti). Siamo arrivate in 8 persone tra adulte e bambini\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Quando avete deciso di andarvene?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cLa cosa \u00e8 nata spontaneamente, soprattutto per tutelare i bambini che erano spaventati dal suono delle sirene e dal fatto che continuamente, specialmente di notte (due tre volte a notte), si dovevano alzare per andare nei rifugi a nascondersi perch\u00e9 hanno bombardato anche la citt\u00e0 vicina alla nostra. Dormivamo sempre con l&#39;incubo delle sirene. Un\u2019amica ci ha avvertito che dalla nostra citt\u00e0 era possibile andarsene con un autobus che ci avrebbe portato fino in Polonia, allora abbiamo deciso di andarcene per salvaguardare i nostri bambini che erano sotto stress, piangevano e non erano tranquilli. In pochissimo tempo abbiamo raccolto le poche cose che ci potevamo portare dietro, la fortuna ha voluto che c&#39;erano dei posti disponibili\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Com&#39;\u00e8 stato il viaggio fino in Italia?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cNon \u00e8 stato facile, l&#39;autobus era pieno di bambini accompagnati dalle loro mamme: gli uomini non possono abbandonare il Paese perch\u00e8 devono combattere e difendere la nostra patria. Abbiamo avuto fortuna a prendere la corriera perch\u00e9 chi ha tentato di lasciare il paese in macchina \u00e8 rimasto intrappolato in una lunghissima coda e ha impiegato alcuni giorni per raggiungere la Polonia per gli opportuni controlli. Non ci abbiamo impiegato circa 16 ore con i bambini sotto un forte stress. Una volta giunti in Polonia abbiamo trovato un\u2019accoglienza che ci ha stupito: mai avremmo pensato di essere accolti e aiutati in maniera cos\u00ec speciale. Siamo grati al popolo polacco per la precisa organizzazione nell&#39;accoglienza. Abbiamo quindi raggiunto Varsavia da dove un corriere si \u00e8 offerto di accompagnarci in Italia. E dopo 40 ore di viaggio siamo giunti a Cervignano\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Chi avete lasciato in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cI nostri uomini: mariti, figli, padri, nonni. Tutti gli uomini fino a 60 anni di et\u00e0 sono precettati. Ma abbiamo lasciato anche i nonni e le nonne e tanti parenti, anche i nostri cani che piangono la partenza dei bambini con cui giocavano. Chi \u00e8 rimasto a casa ci manda dei video strazianti, noi siamo fortunate a essere qui ma il nostro pensiero \u00e8 rivolto agli affetti che abbiamo lasciato a casa (gli occhi luccicano e trattengono a stento una lacrima gli sguardi si abbassano quanti pensieri passano per la mente, ndr)\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Con chi state mantenendo i contatti nella vostra terra?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cGrazie a internet per fortuna \u00e8 possibile collegarci con la nostra citt\u00e0 che finora non ha subito la distruzione avvenuta in altre citt\u00e0 dell&#39;Ucraina. Anche oggi abbiamo potuto parlare con i nostri cari e rassicurarli sul fatto che stiamo bene, per\u00f2 siamo molto preoccupati per loro perch\u00e9 vivono poco distanti dalle centrali nucleari\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>In base alle notizie che ricevete, qual \u00e8 la situazione attuale in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cAbbiamo sentito che sarebbe stato istituito un corridoio per allontanarsi dalle zone che vengono bombardate, ma da nostre fonti tutto ci\u00f2 non risulta essere vero. Anzi, si spara su chi tenta di fuggire, si parla di pace per\u00f2 si spara sulla povera gente che scappa, speriamo che Putin si ravveda\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Secondo voi, come evolver\u00e0 la situazione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u201cNoi speriamo che il mondo intero ci aiuti a far s\u00ec che questa guerra e questo massacro di gente inerme possa finire al pi\u00f9 presto e che la pace si ristabilisca nonostante la propaganda russa dica che i soldati vengono a liberare l&#39;Ucraina, noi non vogliamo consegnare la nostra Patria a nessuno. In questo crediamo e per questo combattiamo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I drammi del conflitto ucraino<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":43106,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-43105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1-300x123.webp",300,123,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",640,262,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",300,123,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",500,205,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",474,194,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",391,160,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",300,123,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",744,305,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1-720x305.webp",720,305,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1.webp",250,102,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46384-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"I drammi del conflitto ucraino","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43105\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}