{"id":43063,"date":"2022-03-02T00:00:00","date_gmt":"2022-03-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43063"},"modified":"2022-03-02T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-01T23:00:00","slug":"porcia-90-anni-nel-segno-del-cuoio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/porcia-90-anni-nel-segno-del-cuoio\/","title":{"rendered":"Porcia, 90 anni nel segno del cuoio"},"content":{"rendered":"<p> \t\u201c<em>HA FUTURA MEMORIA<\/em>\u201d \u00e8 l\u2019opera galleggiante che campeggia nel laghetto di propriet\u00e0 dell\u2019azienda del cuoio <strong>Pietro Presot<\/strong> di <strong>Porcia<\/strong>, un\u2019installazione riflettente lunga 16,80 metri per 3 metri in altezza dove l\u2019artista di origine pordenonese <strong>Matteo Attruia<\/strong> ha giocato con le parole, come \u00e8 proprio della sua cifra stilistica.<\/p>\n<p> \t<strong>Passato presente e futuro<\/strong> sono, cos\u00ec, sintetizzati in una frase che scardina un noto modo di dire per dispiegare il senso di un anniversario che guarda indietro, si nutre di presente e gi\u00e0 precorre il futuro.<\/p>\n<p> \tCompie novant\u2019anni la storica <strong>Conceria Pietro Presot<\/strong>, nata il 1\u00b0 marzo 1932 per mano del suo fondatore Pietro, tra le<strong> imprese a conduzione famigliare<\/strong> <strong>pi\u00f9 antiche <\/strong>del panorama italiano ed europeo, vero fiore all\u2019occhiello dell\u2019imprenditoria artigianale del nostro territorio. L\u2019azienda &#8211; guidata adesso da <strong>Achille<\/strong> <strong>Presot <\/strong>con <strong>Eugenia <\/strong>e <strong>Federico Presot<\/strong>, 4^ generazione di una lunga storia famigliare &#8211; produce un <strong>cuoio tutto naturale<\/strong>, conciato senza l\u2019utilizzo di sostanze chimiche ma esclusivamente tramite una miscela di tannini vegetali che conferiscono al cuoio friulano caratteristiche uniche, per profumo, struttura e per colore, la ben nota \u201c<strong><em>tinta Presot<\/em><\/strong>\u201d. Si tratta di un modello di azienda che ha ormai raggiunto un <strong>sistema circolare di sostenibilit\u00e0 al 100% <\/strong>e si pu\u00f2 fregiare di una <strong>produzione a rifiuto zero<\/strong>.<\/p>\n<p> \t\u00abLa conceria produce ancora oggi un cuoio seguendo gli stessi processi lavorativi dei suoi esordi \u2013 spiega <strong>Eugenia Presot<\/strong> \u2013 e inseguire l\u2019eccellenza \u00e8 sempre stato l&#39;obiettivo della nostra azienda\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Nel 1954 la conceria ha sostenuto la spedizione italiana impegnata nella scalata al K2<\/strong> fornendo il cuoio per gli scarponi degli 11 alpinisti che componevano la spedizione e degli oltre 800 portatori sherpa coinvolti al seguito.<\/p>\n<p> \t\u00abAver partecipato alla spedizione ha permesso alla conceria di utilizzare il marchio K2 con cui ancora oggi insigniamo le pelli a cui riconosciamo quelle caratteristiche di impermeabilit\u00e0, flessibilit\u00e0 e leggerezza che gli avevano valso la scelta da parte della commissione nazionale delle ricerche\u00bb, prosegue ancora Eugenia.<\/p>\n<p> \tDalla vetta del K2 degli anni Cinquanta, al cuoio da suola che oggi l\u2019azienda fornisce ad alcune delle principali <em>maison<\/em> dell\u2019alta moda italiana (<strong>Gucci, Hermes, Prada, Maison Margiela<\/strong>, solo per citarne alcune): la lunga storia della conceria friulana pu\u00f2 essere racchiusa in quest\u2019arco di evoluzione della sua avventura tutta artigianale.<\/p>\n<p> \tIl grande valore aggiunto della sua produzione \u00e8 la <strong>totale sostenibilit\u00e0 ambientale del ciclo produttivo<\/strong>. L\u2019energia utilizzata dalla conceria viene, infatti, prodotta da un salto d\u2019acqua che alimenta una centrale idroelettrica da sempre parte integrante dell&#39;azienda. L\u2019energia prodotta rende la conceria per gran parte autonoma nel processo di concia delle pelli. Il 50% di quest\u2019acqua viene poi recuperata e destinata ad attivit\u00e0 secondarie, come la pulizia dei locali. Nella <strong>Conceria Pietro Presot<\/strong> si lavorano <strong>pelli grezze derivate dall&#39;industria alimentare<\/strong>: si tratta di pelli bovine provenienti da allevamenti di titolata sostenibilit\u00e0 nel trattamento degli animali (perlopi\u00f9 dal Sud Germania e dalla Norvegia). Il processo di concia avviene in vasca e impiega <strong>solo tannini vegetali<\/strong>: si utilizzano prevalentemente tannino di castagno ma anche di mimosa e quebracho secondo una precisa combinazione. L\u2019asciugatura dei gropponi avviene al riparo dai raggi solari per evitare l&#39;ossidazione dei tannini: ogni groppone \u00e8 diverso ed \u00e8 il risultato di un processo naturale che preserva l&#39;unicit\u00e0 della pelle d\u2019origine. Ci\u00f2 che l\u2019azienda pu\u00f2 vantare oggi come primato assoluto, \u00e8 un <strong>cuoio totalmente \u201cno waste\u201d<\/strong>, in cui ogni prodotto scartato dal ciclo di lavorazione principale viene riutilizzato in ulteriori lavorazioni di recupero.<\/p>\n<p> \t\u00abLa Conceria ha una produzione artigiana, per cui ogni lavoratore segue pi\u00f9 parti del processo produttivo\u00bb, <strong>spiega ancora Eugenia Presot<\/strong>: \u00abCi\u00f2 li rende partecipi e responsabili del prodotto. Per questo riteniamo che <strong>il capitale pi\u00f9 alto dell&#39;azienda sia quello umano<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p> \tAlla sostenibilit\u00e0 ambientale della conceria si unisce, infatti il valore della \u201c<strong>sostenibilit\u00e0 sociale<\/strong>\u201d. I lavoratori dello stabilimento di Porcia sono in gran parte cittadini stranieri giunti in Italia da situazioni di instabilit\u00e0, da zone di guerra e dopo aver vissuto numerose traversie. Nel comprensorio che ospita l\u2019azienda si \u00e8 voluto trovare spazio anche per un <strong>orto aziendale<\/strong> gestito dal personale durante le pause e nel tempo libero: un\u2019occasione di socialit\u00e0 e incontro, oltre che una modalit\u00e0 che li riavvicina alle consuetudini che avevano nei luoghi di origine.<\/p>\n<p> \tLa <strong>Conceria Presot<\/strong> ha voluto festeggiare <strong>l\u2019anniversario dei suoi primi 90 anni di vita <\/strong>nel segno dell\u2019arte commissionando a <strong>Matteo Attruia<\/strong> l\u2019opera galleggiante che per i prossimi mesi rester\u00e0 visibile da tutti direttamente dalla strada che costeggia lo stabilimento e il suo parco, quale ideale segno di ringraziamento a tutta la Comunit\u00e0 che da 90 anni condivide il territorio con l\u2019Azienda di Porcia.<\/p>\n<p> \tNata da un pensiero annotato sull\u2019inseparabile taccuino Moleskine dell\u2019artista, \u201c<strong>HA FUTURA MEMORIA\u201d <\/strong>rappresenta la pi\u00f9 grande opera all\u2019aperto mai realizzata prima da Matteo Attruia. \u00abIo lavoro con le parole \u2013 racconta l\u2019artista pordenonese attivo nella <em>Marina Bastianello Gallery<\/em> di Venezia-Mestre \u2013 operando con interventi di sottrazione o modifiche che sono all\u2019origine di nuovi significati. La mia \u00e8 un\u2019arte popolare, accessibile a tutti, perch\u00e9 l\u2019arte \u00e8 di chi vive le parole\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Le lettere dell\u2019opera di Attruia sono realizzate in materiale riflettente<\/strong> <strong>per integrare l\u2019opera al contesto naturalistico nel quale si colloca<\/strong>. L\u2019installazione diventa cos\u00ec elemento imprescindibile dell\u2019ambiente di cui documenta il succedersi delle stagioni, l\u2019imprevedibilit\u00e0 delle condizioni metereologiche, fungendo anche da <strong>posatoio per gli uccelli<\/strong> di cui il laghetto \u00e8 abituale area di sosta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anniersario della Conceria Pietro Presot<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":43064,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-43063","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1-300x247.webp",300,247,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",640,527,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",300,247,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",500,411,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",394,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",316,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",300,247,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",750,617,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1.webp",250,206,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46299-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"L'anniersario della Conceria Pietro Presot","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43063"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43063\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43064"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}