{"id":43001,"date":"2022-02-24T00:00:00","date_gmt":"2022-02-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=43001"},"modified":"2022-02-24T00:00:00","modified_gmt":"2022-02-23T23:00:00","slug":"premio-terzani-svelati-i-finalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/premio-terzani-svelati-i-finalisti\/","title":{"rendered":"Premio Terzani, svelati i finalisti"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>Fabio Deotto<\/strong> per <strong><em>L\u2019altro mondo. La vita in un pianeta che cambia <\/em><\/strong>(Bompiani), <strong>Erika Fatland <\/strong>per <strong><em>La vita in alto. Una stagione sull\u2019Himalaya <\/em><\/strong>(Marsilio), <strong>Gulbahar Haitiwaji<\/strong> con Rozenn Morgat per <strong>Sopravvissuta a un gulag cinese. La prima testimonianza di una donna uigura <\/strong>(add editore),<strong> Colum McCann <\/strong>per <strong><em>Apeirogon <\/em><\/strong>(Feltrinelli) ed <strong>Ece Temelkuran <\/strong>per <strong><em>La fiducia e la dignit\u00e0. Dieci scelte urgenti per un presente migliore <\/em><\/strong>(Bollati Boringhieri) sono i<strong> cinque finalisti <\/strong>della diciottesima edizione del<strong> Premio letterario internazionale Tiziano Terzani<\/strong>, riconoscimento istituito e <strong>promosso dall\u2019associazione culturale vicino\/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani<\/strong>, nel segno del giornalista e scrittore fiorentino.<\/p>\n<p> \tLo ha annunciato la giuria, costretta anche quest\u2019anno dalla pandemia a riunirsi online e non, come sempre, nella casa della famiglia Terzani.<\/p>\n<p> \t\u00abAncora una volta \u2013 commenta<strong> Angela Terzani<\/strong>, presidente della giuria \u2013 abbiamo cercato di candidare al Premio opere che aiutino a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualit\u00e0 nel mondo. Questo, per restare fedeli allo spirito di Tiziano &#8211; alla cui memoria il premio \u00e8 dedicato &#8211; che ha sempre voluto tentare di capire, e far capire, ci\u00f2 che avveniva di l\u00e0 dai nostri orizzonti\u00bb.<\/p>\n<p> \tI giurati \u2013<strong> Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi <\/strong>\u2013 si sono ora riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale. Il vincitore sar\u00e0 annunciato a fine aprile e<strong> sabato 14 maggio <\/strong>(ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) sar\u00e0 protagonista della <strong>serata-evento per la consegna del Premio<\/strong>, appuntamento centrale della 18esima edizione del <strong>Festival vicino\/lontano<\/strong>, in programma <strong>a Udine dal 12 al 15 maggio.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>I FINALISTI<\/strong><\/p>\n<p> \t<strong>Fabio Deotto <\/strong>(1982) \u00e8 scrittore e giornalista. Laureato in biotecnologie, scrive articoli e approfondimenti per riviste nazionali e internazionali, concentrandosi in particolare sull\u2019intersezione tra scienza e cultura. Per Einaudi ha pubblicato i romanzi <em>Condominio R39<\/em> (2014) e <em>Un attimo prima<\/em> (2017). Vive e lavora a Milano e insegna scrittura creativa alla Scuola Holden di Torino. <strong><em>L\u2019altro mondo. La vita in un pianeta che cambia, <\/em><\/strong>pubblicato da Bompiani, \u00e8 un lungo viaggio nei luoghi dove il cambiamento climatico \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 visibile: le Maldive, Miami, la Louisiana, il Texas, la Lapponia, il Delta del Po e Venezia. Alle Maldive le spiagge spariscono, a Miami si ricostruiscono le strade sollevate di un metro, la Louisiana sprofonda a vista d\u2019occhio, in Franciacorta il vino diventa ogni anno pi\u00f9 difficile da produrre, e mentre a Venezia l\u2019acqua salata consuma un patrimonio artistico inestimabile, altre citt\u00e0 si svuotano di automobili e si riempiono di animali. Negli ultimi dieci anni la crisi climatica \u00e8 passata da essere un problema delle generazioni future a costituire una vera e propria emergenza del presente. Eppure, nonostante il mondo in cui viviamo sia cambiato in modo inequivocabile e sia ormai molto diverso da quello in cui siamo cresciuti, noi continuiamo a vederlo inalterato. La colpa \u00e8 dei tanti angoli ciechi che intralciano la nostra percezione della realt\u00e0. <em>L\u2019altro mondo <\/em>va a cercare un nuovo sguardo nelle storie reali di persone gi\u00e0 oggi costrette a misurarsi con un pianeta pi\u00f9 caldo, esplorando allo stesso tempo le zavorre cognitive e culturali che rendono cos\u00ec difficile accettare il cambiamento in atto. Il risultato \u00e8 un reportage narrativo che ci aiuta a vedere il nuovo mondo in cui stiamo imparando a vivere.<\/p>\n<p> \t<strong>Erika Fatland<\/strong> (1983) \u00e8 scrittrice e antropologa. Vive a Oslo. Collabora con diverse testate e si \u00e8 imposta sulla scena culturale internazionale gi\u00e0 con il suo primo libro, <em>Sovietistan<\/em>, tradotto in ventiquattro paesi, in Italia da Marsilio nel 2017. Il suo secondo lavoro, <em>La frontiera<\/em> (Marsilio 2019), \u00e8 stato finalista al Premio Terzani 2020. Lo scorso anno le \u00e8 stato conferito a Roma il Premio Kapu\u015bci\u0144ski per il reportage. Dopo aver raccontato le repubbliche ex sovietiche dell\u2019Asia centrale e gli sterminati confini della Russia, con il suo terzo libro, <strong><em>La vita in alto <\/em><\/strong>\u2013 sempre edito da Marsilio (traduzione di Sara Culeddu e Alessandra Scali) \u2013, Erika Fatland ci porta sulla catena montuosa pi\u00f9 alta del pianeta facendoci scoprire la sua gente, le mille culture, lo splendore dei paesaggi, ma anche la storia poco nota che \u00e8 all\u2019origine di alcuni tra i conflitti pi\u00f9 sanguinosi di oggi e di ieri. Partendo dalla Cina e attraversando Pakistan, India, Bhutan, Nepal e Tibet, la scrittrice norvegese, uno dei pi\u00f9 apprezzati talenti della letteratura di viaggio, percorre un nuovo itinerario, affascinante e pieno di sorprese, dove a dominare la scena non sono solo vette maestose e orizzonti infiniti, ma uomini e donne in carne e ossa, di cui raccoglie le testimonianze e descrive le piccole vite che brulicano tra quelle montagne alte come giganti. Cinque paesi abitati da centinaia di etnie dalle innumerevoli lingue e tradizioni, e tre grandi religioni che si mescolano ad antichi riti sciamanici e credenze primitive: combinando il rigore dell\u2019antropologa con la curiosit\u00e0 dell\u2019esploratrice, la nuova voce del reportage internazionale, pi\u00f9 volte paragonata a Bruce Chatwin, ci consegna un racconto che fonde storia e politica, geografia ed ecologia; il diario di un\u2019avventura durata otto mesi tra cime vertiginose e valli remote, comunit\u00e0 arcaiche e superpotenze economiche che convivono sul tetto del mondo.<\/p>\n<p> \tNato a Dublino nel 1965, <strong>Colum McCann<\/strong> \u00e8 uno scrittore irlandese naturalizzato statunitense. Vive con la famiglia a New York e insegna scrittura creativa all&#39;Hunter College. \u00c8 riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi romanzieri di lingua inglese degli ultimi decenni. Nel 2009 si \u00e8 aggiudicato il National Book Award con <em>Questo bacio vada al mondo intero<\/em>, tradotto in 35 lingue e insignito dei pi\u00f9 prestigiosi riconoscimenti letterari mondiali. La sua narrativa ha riscosso unanimi apprezzamenti per la sensibilit\u00e0 nel raccontare le complesse geografie del mondo globalizzato, privilegiando talora lo sguardo di personaggi che vivono ai margini della storia. In Italia sono usciti in passato alcuni suoi romanzi ora fuori catalogo. <strong><em>Apeirogon<\/em><\/strong> (traduzione di Marinella Magr\u00ec) \u00e8 edito da Feltrinelli, che sta pubblicando tutte le sue opere. Sono gi\u00e0 in libreria <em>TransAtlantico <\/em>(2021) e <em>Lascia che il mondo giri<\/em> (2022). Il romanzo prende il nome \u2013 sconosciuto ai pi\u00f9 \u2013 del poligono con un numero indefinito di lati e ne assume anche la forma, scardinando ogni impianto narrativo tradizionale. Attraversa i secoli e i continenti, cucendo insieme il tempo, l\u2019arte, la natura e la politica, per raccontare la storia vera di due uomini divisi dal conflitto e riuniti dalla perdita. Bassam Aramin \u00e8 palestinese. Rami Elhanan \u00e8 israeliano. Il conflitto colora ogni aspetto della loro vita quotidiana, dalle strade che sono autorizzati a percorrere, alle scuole che le loro figlie, Abir e Smadar, frequentano, ai checkpoint. Sono costretti senza sosta a confrontarsi fisicamente ed emotivamente con la violenza circostante. Come l\u2019Apeirogon del titolo, infiniti sono gli aspetti, i livelli, gli elementi di scontro che vedono contrapposti due popoli e due esistenze su un\u2019unica terra. Ma il mondo di Bassam e di Rami cambia irrimediabilmente quando Abir, dieci anni, \u00e8 uccisa da un proiettile di gomma e la tredicenne Smadar rimane vittima di un attentato suicida. Quando Bassam e Rami vengono a conoscenza delle rispettive tragedie, si riconoscono, diventano amici intimi e decidono di usare il loro comune dolore in un\u2019arma per la pace.<\/p>\n<p> \tNata nel 1966 nella provincia autonoma dello Xinjiang, nella Cina occidentale, <strong>Gulbahar Haitiwaji<\/strong> ha lavorato come ingegnera in una compagnia petrolifera. Nel 2006, dopo il peggioramento delle persecuzioni cinesi verso la minoranza turcofona di religione islamica cui appartiene, ha raggiunto con le figlie il marito, gi\u00e0 esule in Francia. Dopo dieci anni, una mattina del novembre 2016, \u00e8 stata richiamata in Cina con il pretesto di chiudere alcune pratiche amministrative. Accusata di dissimulare posizioni indipendentiste e attivit\u00e0 terroristiche dietro il suo esilio in Francia, sparisce nelle viscere del terrificante sistema dei campi di concentramento ideati dal Partito comunista cinese per annientare il popolo uiguro. Per quel che ne sappiamo, pi\u00f9 di un milione di uiguri sono stati deportati nei \u201ccampi di rieducazione\u201d sulla base di infondate accuse di terrorismo, infiltrazione e separatismo. Gli \u201cXinjiang Papers\u201d, pubblicati dal <em>New York Times<\/em> nel novembre 2019, hanno rivelato al mondo e provato la sistematica repressione della minoranza musulmana degli uiguri attraverso la detenzione di massa, la pi\u00f9 devastante dall\u2019era di Mao. Per quasi tre anni, Gulbahar Haitiwaji \u00e8 stata privata della libert\u00e0 e ha sub\u00ecto ogni sorta di violenza dalla polizia, centinaia di ore di interrogatori, fame, freddo, torture, sterilizzazione forzata e dodici ore al giorno di propaganda cinese. Salvata grazie alle disperate trattative della figlia e all\u2019ostinazione del ministero degli Affari esteri francese, Gulbahar Haitiwaji \u00e8 la prima testimone del genocidio culturale in atto. Ha scritto il libro con una giornalista del <em>Figaro <\/em>esperta della questione uigura, Rozenn Morgat, nel corso di un lungo anno di incontri. La pubblicazione di <strong><em>Sopravvissuta a un gulag cinese<\/em><\/strong>, best seller internazionale edito in Italia da add editore (traduzione di Sara Prencipe), comporta un terribile rischio, che lei e la sua famiglia hanno deciso di assumersi perch\u00e9 la sua voce essenziale raggiunga l\u2019Occidente e ne scuota l\u2019indifferenza.<\/p>\n<p> \t<strong>Ece Temelkuran<\/strong> (1973) \u00e8 una scrittrice, giornalista e commentatrice politica turca, per anni firma delle testate pi\u00f9 importanti del suo paese. Nel 2012 \u00e8 stata licenziata dal suo giornale, l\u2019<em>Habertu\u0308rk<\/em>, per aver scritto un reportage sul massacro dei curdi al confine tra Turchia e Iraq. Vive ora in Croazia e collabora con autorevoli testate internazionali. Autrice di numerosi saggi e opere narrative \u2013 dei suoi romanzi in italiano sono apparsi <em>Turchia folle e malinconica<\/em> e <em>Soffiano sui nodi<\/em> &#8211; ha vinto l\u2019Edinburgh International Book Festival First Book Award e l\u2019Ambassador of New Europe Award ed \u00e8 stata per due volte classificata tra le dieci persone pi\u00f9 influenti dei social media. \u00c8 seguita su Twitter da quasi tre milioni di persone. Il saggio <em>Come sfasciare un paese in sette mosse. La via che porta dal populismo alla dittatura<\/em> (Bollati Boringhieri) \u00e8 stato finalista del Premio Terzani 2020. \u00a0Il suo nuovo, agile saggio <strong><em>La fiducia e la dignit\u00e0. Dieci scelte urgenti per un presente migliore,<\/em><\/strong> pubblicato in italiano sempre da Bollati Boringhieri (traduzione di Giuliana Olivero), vuole proporre un nuovo linguaggio, che vada oltre il discorso politico, per ripristinare la fede nel genere umano. Nell\u2019epoca della polarizzazione estrema e dell\u2019odio, Temelkuran costruisce in pagine appassionate un vocabolario fatto di parole di cui riappropriarsi, parole accoglienti come \u00abdignit\u00e0\u00bb, \u00abattenzione\u00bb, \u00abpartecipazione\u00bb, \u00abgesto umano\u00bb. \u00c8 necessario che sempre pi\u00f9 persone sostengano l\u2019idea di un mondo giusto e dignitoso, recuperando la parola \u00abfede\u00bb, riscattandola dal suo contesto religioso. Perch\u00e9 da decenni, ormai, proprio la fede \u00e8 stata distrutta, soprattutto da una frase che \u00e8 diventata inattaccabile a forza di ripeterla: \u00abNon c\u2019\u00e8 alternativa\u00bb. Invece, per Temelkuran, un\u2019alternativa deve esserci: non possiamo accettare di essere a un punto morto della storia umana. Ma l\u2019emergenza climatica e la stessa pandemia sono segnali incontestabili: il tempo sta scadendo. Tutto quello che possiamo fare va fatto subito, senza pi\u00f9 esitazioni. Dobbiamo imparare ad agire insieme, a prenderci cura gli uni degli altri. Dobbiamo farlo adesso, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 maggio la premiazione a Udine<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":43002,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-43001","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1-300x171.webp",300,171,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",640,366,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",300,171,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",500,286,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",474,271,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",391,223,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",300,171,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",709,405,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1-709x380.webp",709,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1.webp",250,143,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46190-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Il 14 maggio la premiazione a Udine","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43001\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}