{"id":42921,"date":"2022-02-14T00:00:00","date_gmt":"2022-02-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=42921"},"modified":"2022-02-14T00:00:00","modified_gmt":"2022-02-13T23:00:00","slug":"udine-recupera-lex-ospedale-psichiatrico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-recupera-lex-ospedale-psichiatrico\/","title":{"rendered":"Udine recupera l&#8217;ex Ospedale psichiatrico"},"content":{"rendered":"<p> \tPresentati nel polo scientifico dei Rizzi dell&#39;Universit\u00e0 degli studi di <strong>Udine<\/strong> i tre progetti per la valorizzazione del patrimonio esistente e la rigenerazione dell&#39;<strong>ex<\/strong> <strong>parco di Sant&#39;Osvaldo<\/strong> da parte degli studenti del corso di laurea magistrale in architettura.<\/p>\n<p> \tIl lavoro \u00e8 il risultato di una sperimentazione didattica inserita nell&#39;accordo tra l&#39;Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc) e l&#39;Ateneo udinese, sostenuta dalla Regione che ha destinato al progetto di recupero <strong>25 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p> \t&#8220;Ho creduto fin dall&#39;inizio alla necessit\u00e0 di rigenerare questa parte simbolicamente rilevante per la citt\u00e0 &#8211; ha commentato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, <strong>Riccardo Riccardi<\/strong> ringraziando tutte le parti coinvolte nel progetto -. Con quest&#39;operazione mettiamo insieme le esperienze di diversi soggetti: dall&#39;Ateneo udinese alla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, dall&#39;Azienda sanitaria al Comune di Udine fino all&#39;Azienda regionale di coordinamento per la Salute (Arcs) e alla Direzione sanitaria regionale. Si tratta di uno sforzo importante con un metodo altrettanto rilevante capace di arricchire un progetto complesso per dare risposte alla popolazione, di generare riflessioni anche sul valore della salute mentale e sui cambiamenti intervenuti nel tempo oltre che sugli aspetti sociali e ambientali. Un metodo che consente di stimolare i giovani a individuare soluzioni creative per questa parte importante della citt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p> \tI temi alla base dei tre progetti hanno riguardato la biodiversit\u00e0, la memoria e il benessere. Presenti in aula anche il rettore <strong>Roberto Pinton<\/strong>, i direttori generali di Asufc, <strong>Denis Caporale<\/strong>, e di Arcs <strong>Giuseppe Tonutti<\/strong>, <strong>Giovanni Barillari<\/strong> assessore alla Sanit\u00e0 del Comune di Udine e i professori <strong>Giovanni La Varra<\/strong> e <strong>Christina Conti<\/strong>.<\/p>\n<p> \tGli studenti hanno individuato e sviluppato le tematiche della sostenibilit\u00e0, dell&#39;inclusione, della biodiversit\u00e0 e della conservazione mantenendo costante l&#39;impegno di preservare gli elementi naturali e artificiali della struttura manicomiale originaria.<\/p>\n<p> \tNel primo progetto, <em>Into the wild<\/em>, vi \u00e8 l&#39;attenzione alla biodiversit\u00e0 e al sociale di servizi al cittadino per attivit\u00e0 ricreative e di ospitalit\u00e0 &#8220;con e per&#8221; gli animali domestici. L&#39;ex quartiere psichiatrico di Sant&#39;Osvaldo, secondo la proposta, innestandosi in una posizione periurbana lambita a Nord da tessuti edilizi e circondata a Sud-Est da brani di tessuto agricolo, rappresenta un&#39;occasione interessante per sperimentare forme wild-life di parco urbano.<\/p>\n<p> \tL&#39;idea che anima il secondo progetto, Giardino delle memorie, \u00e8 quella di trasformare l&#39;ex complesso psichiatrico in un giardino per archivi con l&#39;obiettivo di rivitalizzare la cittadella di Sant&#39;Osvaldo occupando le strutture non destinate alla sanit\u00e0 con &#8220;abitanti inanimati&#8221; ossia oggetti da dover conservare, tra di loro eterogenei per consistenza, forma, epoca e spazialit\u00e0. Fotografia, architettura, memoria manicomiale e amministrativa sono le categorie archivistiche individuate, ognuna delle quali si innesta nei padiglioni che nel miglior modo si prestano ad accoglierle.<\/p>\n<p> \tL&#39;ultimo progetto, Citt\u00e0 dello sport e del benessere, mira invece a ricontestualizzare l&#39;ex complesso psichiatrico di Sant&#39;Osvaldo trasformandolo in un centro sportivo multifunzionale anche con funzione medica riabilitativa, per una utenza locale e sportiva internazionale.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>I TRE PROGETTI DEGLI STUDENTI<\/strong><\/p>\n<p> \t<strong>Into the wild: <\/strong>l\u2019ex quartiere psichiatrico di Sant\u2019Osvaldo, innestandosi in una posizione periurbana lambita a nord da tessuti edilizi e circondata a sud-est da brani di tessuto agricolo, rappresenta un\u2019occasione interessante per sperimentare forme <em>wild-life <\/em>di parco urbano<em>.<\/em> Rendere un ambiente &#8220;<em>wildlife friendly<\/em>&#8221; significa arricchirlo in termini di luoghi e modi di uso che possano favorire, o almeno non contrastare, la biodiversit\u00e0 animale e vegetale in risposta alla sempre pi\u00f9 crescente necessit\u00e0 di definire habitat antropizzati coerenti con la valorizzazione ambientale. L&#39;attenzione alla biodiversit\u00e0 indirizza il progetto anche all&#39;obiettivo sociale di servizi al cittadino per attivit\u00e0 ricreative e di ospitalit\u00e0 \u201ccon e per\u201d gli animali domestici. Il progetto \u00e8 stato realizzato dagli studenti Camilla Ceretelli, Daniel Monte, Elisa Redrejo Santiago, Liberata Somma, Piergiorgio Trentin, Giacomo Venier e Filippo Zamparo.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Giardino delle memorie<\/strong>: trasformare l\u2019ex complesso psichiatrico in un giardino per archivi vuole essere un tentativo di rivitalizzazione della cittadella di Sant\u2019Osvaldo occupando le strutture non destinate alla sanit\u00e0 con \u201cabitanti inanimati\u201d ossia oggetti da dover conservare, tra di loro eterogenei per consistenza, forma, epoca e spazialit\u00e0. Oggetti da conservare per essere analizzati, studiati, scomposti, ricomposti e riordinati da ricercatori e professionisti provenienti da tutto il mondo. Fotografia, architettura, memoria manicomiale e amministrativa sono le categorie archivistiche individuate, ognuna delle quali si innesta nei padiglioni che nel miglior modo si prestano ad accoglierle. La nuova comunit\u00e0 di Sant\u2019Osvaldo diviene quindi una realt\u00e0 silenziosa, ma visivamente dinamica e, grazie alla presenza di un percorso artistico e museale, ricca di suggestioni percettive, sensoriali ed esperienziali che vogliono ridare \u201cvita\u201d ad attimi di storia passata. Il progetto \u00e8 stato realizzato dagli <strong>s<\/strong>tudenti Lorenzo De Stasio, Martina Deotto, Loris Favero, Darija Maric, Emily Rieppi e Michele Tomaselli.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Citt\u00e0 dello sport e del benessere<\/strong>: il progetto mira a rifunzionalizzare l\u2019ex complesso psichiatrico di Sant\u2019Osvaldo trasformandolo in un centro sportivo multifunzionale anche con funzione medica riabilitativa, per una utenza locale e sportiva internazionale. La regione Friuli-Venezia Giulia, ha una posizione strategica transfrontaliera e baricentrica rispetto all\u2019Europa con condizioni climatiche che ben si prestano agli allenamenti sportivi: Sant\u2019Osvaldo diventa quindi una cittadella dello sport per il quartiere e la citt\u00e0, e struttura catalizzatrice di eventi sportivi internazionali. La stessa area diviene parte dei percorsi di mobilit\u00e0 lenta connettendosi con il quartiere e con la citt\u00e0 e integrando i percorsi interni nell\u2019articolata rete delle ciclovie del Friuli Venezia Giulia. Permanendo i servizi sanitari esistenti, il valore nell\u2019interazione di questi con l\u2019utilizzo delle strutture dismesse e del parco con servizi per lo sport. Il progetto \u00e8 stato realizzato dagli studenti Mirco Bravin, Gabriele Chivil\u00f2, Letizia Criscuolo, Camilla Del Negro, Massimo Pischiutta e Laura Zanetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guarda il video<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":42922,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-42921","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",1024,768,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",1024,768,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",1024,768,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",1024,768,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",1024,768,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1-1024x720.webp",1024,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",1024,768,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/46053-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Guarda il video","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42921\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}