{"id":42704,"date":"2022-01-14T00:00:00","date_gmt":"2022-01-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=42704"},"modified":"2022-01-14T00:00:00","modified_gmt":"2022-01-13T23:00:00","slug":"covid-conferma-da-udine-mascherine-fondamentali-per-ridurre-il-contagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/covid-conferma-da-udine-mascherine-fondamentali-per-ridurre-il-contagio\/","title":{"rendered":"Covid, conferma da Udine: mascherine fondamentali per ridurre il contagio"},"content":{"rendered":"<p> \tIl gruppo di ricerca del professor <strong>Francesco Picano<\/strong> del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova &#8211; costituito dai dottori <strong>Federico Dalla Barba<\/strong> e <strong>Jietuo Wang<\/strong>, in collaborazione con il professor <strong>Alfredo Soldati<\/strong>, il dottor <strong>Alessio Roccon<\/strong> \u00a0della Technische Universit\u00e4t Wien e Universit\u00e0 di Udine, e il prof. <strong>Gaetano Sardina<\/strong> della svedese Chalmers University of Technology) &#8211; sul <strong>\u00ab<em>Journal of the Royal Society Interface<\/em>\u00bb<\/strong> propone un <strong><u><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1098\/rsif.2021.0819\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\">modello di quantificazione del rischio di contagio da COVID-19<\/span><\/a><\/u> in funzione della distanza interpersonale, delle condizioni ambientali di temperatura e umidit\u00e0 e del tipo di evento respiratorio considerato (parlare, tossire o starnutire) con o senza l\u2019utilizzo di mascherine<\/strong>.<\/p>\n<p> \tLe strategie per combattere il COVID-19, oltre al fondamentale utilizzo del vaccino, si basano su <em>lockdown<\/em> pi\u00f9 o meno totali, distanziamento interpersonale (1-2 metri, three\/<em>six-feet rule<\/em>), sanificazione di superfici e mani o areazione degli ambienti. La puntuale revisione di queste modalit\u00e0 di profilassi \u00e8 fondamentale per contenere la diffusione di questa e altre future pandemie simili. \u00c8 bene ricordare che la scienza ha fatto sempre tesoro delle esperienze passate: negli anni successivi alla pandemia di influenza spagnola del 1918 la comunit\u00e0 scientifica studi\u00f2 le strategie per evitare la propagazione dei virus tanto che nel 1934 in una ricerca dell\u2019americano William Firth Wells furono definite le basi per lo studio della trasmissione aerea dei virus e del distanziamento sociale.<\/p>\n<p> \tI virus, come il SARS-COV-2, passano da un individuo infetto a uno sano tramite la trasmissione di goccioline salivari emesse parlando, tossendo o starnutendo. Le goccioline in sospensione si possono depositare sulle superfici che diventano quindi il terreno di contagio una volta toccate dall\u2019individuo sano. In questo caso si pu\u00f2 contrastare la catena del contagio sanificando superfici e mani.<\/p>\n<p> \tPi\u00f9 articolata \u00e8 la questione della trasmissione aerea: le regole fin qui usate per evitare la propagazione sono state il distanziamento interpersonale, la capienza ridotta degli ambienti e le mascherine.\u00a0 Wells, come si \u00e8 detto, distinse la trasmissione aerea in <em>droplet<\/em> o <em>airborne\/aerosol<\/em>.<\/p>\n<p> \tL\u2019emissione di goccioline salivari avviene tramite la formazione di uno spray di goccioline spinto dall\u2019aria espirata: le gocce nel loro moto evaporano, si depositano o restano sospese. Quelle pi\u00f9 grandi e pesanti cadono prima di evaporare mostrando un moto balistico (<em>droplet<\/em>), mentre le pi\u00f9 piccole evaporano prima di cadere e tendono a essere trasportate dal fluido (<em>airborne<\/em>).<\/p>\n<p> \tWells, utilizzando le conoscenze dell\u2019epoca sulla dinamica delle goccioline e sull\u2019evaporazione di spray, propose la cosiddetta <em>evaporation-falling curve <\/em>in cui quantific\u00f2 i tempi necessari per l\u2019evaporazione completa o la caduta a terra delle goccioline respiratorie in funzione della loro dimensione iniziale. Dal punto di vista pratico: la distanza di 1,8 metri (<em>six-feet<\/em>) \u00e8 quella in cui le goccioline pi\u00f9 grandi arrivano prima di cadere su terreno (<em>droplet transmission<\/em>), mentre quelle pi\u00f9 piccole, una volta evaporate, diventano minuscoli residui di materiale non-volatile capaci di rimanere sospesi nell\u2019aria ed essere infettivi a lungo in ambienti chiusi non ventilati (<em>aerosol\/droplet-nuclei<\/em>).<\/p>\n<p> \tNel tempo la comunit\u00e0 scientifica ha approfondito nuovamente la caratterizzazione degli spray respiratori, le distanze raggiunte dalle goccioline salivari e l\u2019efficacia del distanziamento. \u00c8 assodato che: le goccioline mostrano tempi di evaporazione molto pi\u00f9 lunghi rispetto a quanto atteso dal modello del 1934 e che parte delle goccioline pi\u00f9 grandi (<em>airborne-droplet<\/em>) sono trasportate dal getto d\u2019aria emesso durante gli atti respiratori, raggiungendo distanze maggiori di quanto si pensasse.<\/p>\n<p> \t<strong>La ricerca<\/strong><\/p>\n<p> \tDallo studio pubblicato sul \u00ab<em>Journal of the Royal Society Interface<\/em>\u00bb emerge che <strong>senza mascherina le goccioline infette emesse quando si parla possono raggiungere la distanza di poco pi\u00f9 d\u2019un metro mentre starnutendo arrivano fino 7 metri in condizioni di elevata umidit\u00e0<\/strong>. Tali distanze, stimate dal modello, mostrano un pieno accordo con le pi\u00f9 recenti evidenze sperimentali.<\/p>\n<p> \tDall\u2019applicazione del modello per la stima del rischio di contagio si capisce che non esiste una distanza di sicurezza \u201cuniversale\u201d in quanto essa dipende dalle condizioni ambientali, dalla carica virale e dal tipo di evento respiratorio. Ad esempio, considerando <strong>un colpo di tosse<\/strong> (con media carica virale) si pu\u00f2 avere un alto rischio di contagio entro i 2 metri in condizioni di umidit\u00e0 relativa media mentre diventano 3 con alta umidit\u00e0 relativa, sempre senza mascherina.<\/p>\n<p> \t\u00abLa pandemia di COVID-19 ha evidenziato l&#39;importanza di modellare accuratamente la trasmissione virale operata da goccioline salivari emesse da individui infetti durante eventi respiratori come parlare, tossire e starnutire. Le regole del distanziamento interpersonale usualmente utilizzate si basano principalmente sullo studio proposto da Wells nel 1934. Nel nostro lavoro &#8211; afferma <strong>Francesco Picano<\/strong> &#8211; abbiamo revisionato tale teoria utilizzando le pi\u00f9 recenti conoscenze sugli spray respiratori arrivando a definire un nuovo modello per quantificare il rischio di contagio respiratorio diretto. L\u2019applicazione del modello fornisce una valutazione sistematica degli effetti del distanziamento e delle mascherine sul rischio d\u2019infezione. I risultati indicano che il rischio \u00e8 fortemente influenzato dalle condizioni ambientali come l\u2019umidit\u00e0, dalla carica virale e dal tipo di attivit\u00e0 respiratoria, suggerendo l&#39;inesistenza di una distanza di sicurezza \u201cuniversale\u201d. Di contro &#8211; sottolinea Picano &#8211; <strong>indossare le mascherine fornisce un&#39;eccellente protezione<\/strong>, limitando efficacemente la trasmissione di agenti patogeni anche a brevi distanze interpersonali e in ogni condizione ambientale\u00bb.<\/p>\n<p> \tLa ricerca, utilizzando i pi\u00f9 recenti dati sperimentali sulla riduzione dell\u2019emissione di goccioline ad opera delle mascherine, ha testato il modello per quantificare come i dispositivi di protezione individuale abbattano il rischio di contagio: l\u2019<strong>utilizzo<\/strong> <strong>della mascherina<\/strong>, chirurgica e ancor di pi\u00f9 se FFP2, si dimostra essere un <strong>eccellente strumento di protezione<\/strong> abbattendo il rischio di contagio che diventa trascurabile <strong>gi\u00e0 a brevi distanze<\/strong> (circa 1m), indipendentemente dalle condizioni ambientali o dall\u2019evento respiratorio considerato.<\/p>\n<p> \t\u00abSappiamo che il Virus richiede un vettore per essere trasmesso da una persona a un&#39;altra. Sappiamo anche che il vettore sono le goccioline di saliva emesse mentre respiriamo, parliamo, starnutiamo, cantiamo. Le indicazioni mediche che stiamo seguendo sono basate su studi di fluidodinamica del 1940: Noi stiamo chiudendo le scuole, limitando le capienze dei locali, limitando le distanze tra le persone sulla base di studi del 1940. \u00c8 importante &#8211; conclude <strong>Alfredo Soldati<\/strong> ordinario di fluidodinamica dell\u2019Universit\u00e0 di Udine e direttore dell&#39;Institute of Fluid Mechanics and Heat Transfer della Technische Universit\u00e4t di Vienna &#8211; che ingegneri e fisici si cimentino nello studio di questi fenomeni insieme a biologi e virologi per fornire indicazioni precise che consentano di rilassare le norme quando si pu\u00f2 e di rinforzarle quando si deve. Dall&#39;inizio della pandemia la comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 messa al lavoro e ha prodotto in soli due anni un bagaglio di conoscenze basate su sofisticati esperimenti e accurate simulazioni sui moderni supercomputer. La gestione di questa pandemia richiede un continuo e razionale impegno da parte delle amministrazioni pubbliche, della comunit\u00e0 medica e di quella scientifica al fine di identificare misure sostenibili e accettabili dalla societ\u00e0. Il mio auspicio \u00e8 che la comunit\u00e0 sanitaria che identifica le misure di sicurezza accolga volentieri i nostri suggerimenti e il nostro aiuto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio internazionale dell&#8217;Ateneo friulano<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":42705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-42704","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1-300x254.webp",300,254,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",640,542,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",300,254,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",500,423,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",383,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",307,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",300,254,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",750,635,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1.webp",248,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45684-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Studio internazionale dell'Ateneo friulano","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42704"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42704\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}