{"id":42656,"date":"2022-01-10T00:00:00","date_gmt":"2022-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=42656"},"modified":"2022-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2022-01-09T23:00:00","slug":"il-legno-come-luce-e-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-legno-come-luce-e-rinascita\/","title":{"rendered":"Il legno come luce e rinascita"},"content":{"rendered":"<p> \tIl legno va ascoltato, amato, assecondato. Perch\u00e9 parla di noi, del nostro tempo, delle storie che l&#39;uomo porta con s\u00e9. Come quel tronco di tiglio abbattuto dal vento e scaraventato sull&#39;<strong>Isola dei Morti di Moriago <\/strong>che la scultrice <u><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/5707\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\"><strong>Arianna Gasperina (leggi la sua intervista)<\/strong><\/span><\/a><\/u>, con la sua motosega-scalpello, ha trasformato in simbolo di vita e rinascita, di luce e fiducia. Ecco la mostra \u201c<strong>E mi rialzo<\/strong>\u201d che il <strong>15 gennaio alle 18<\/strong>, nella <strong>rinnovata Sala Carlo Conte alla Casa del Musichiere,<\/strong> apre la stagione 2022 del<strong> Festival della Cultura di Moriago<\/strong> diretto dalla docente e critica <strong>Lorena Gava<\/strong>.<\/p>\n<p> \tDa un pezzo di legno che la natura ha \u201cdimenticato\u201d in un luogo cos\u00ec carico di storia, Gasperina ha modellato una scultura particolare, donata dalle Associazioni di Moriago al Comune, che verr\u00e0 \u201crivelata\u201d durante l&#39;inaugurazione della mostra (orari: sabato 16 -19, domenica e festivi 10-12 e 15-19, visite guidate su prenotazione 0438.890834, info@moriagoracconta.it, fino al 30 gennaio).<\/p>\n<p> \t\u201cE mi rialzo\u201d, programmata inizialmente nel 2020 e rimandata causa covid, propone anche una decina di altre opere lignee della celebre artista friulana che ama lavorare il legno con la motosega, \u201cstrumento brutale che lascia incisioni sbrecciate, sporche, con cui creo i pieni e i vuoti\u201d. Poi le figure vengono definite con scalpelli e raspe solo in alcuni punti, \u201ccome se fossero delle messe a fuoco, per dare finezza e creare un maggior contrasto con le parti grezze, quasi a voler catturare l&#39;attenzione dello sguardo su un punto specifico \u2013 spiega l&#39;artista &#8211; il resto \u00e8 importante per il suo esserci nel non esserci\u201d.<\/p>\n<p> \tLa mostra diventa cos\u00ec un appassionante <strong>percorso tra le sue creature<\/strong> vigorose ed energiche che contengono la tensione e la forza del legno, e che si muovono \u201ccome <strong>figure angeliche<\/strong> tra terra e cielo \u2013 spiega la curatrice Lorena Gava &#8211; , esibendo pose a volte enigmatiche e misteriose, simili a divinit\u00e0 altere che non esitano a mostrare note di velata dolcezza e pacata sensualit\u00e0. Il soggetto prediletto \u00e8 la figura femminile ma non mancano i gruppi in cui compaiono uomo e donna oppure tenerissimi bambini con occhi vivi e spalancati sul mondo\u201d.<\/p>\n<p> \tUn\u2019artista sicuramente singolare, Arianna Gasperina, a partire dall\u2019utilizzo della motosega che muove intorno al blocco di legno con un\u2019eleganza inaspettata: \u201cVederla mentre si alza, si abbassa con l\u2019imponente strumento metallico \u00e8 come assistere ad una <strong>danza sul posto<\/strong>, tanta \u00e8 l\u2019innata leggerezza, o meglio, naturalezza esibita \u2013 aggiunge Gava &#8211; Riconoscibilissima \u00e8 sempre la <strong>tensione verso l\u2019alto<\/strong>, quel suo lavorare la materia per realizzare figure che ambiscono a liberarsi dai lacci della materia per assurgere a vita nuova, per conquistare una dimensione \u201caltra\u201d. Il succedersi di parti concave e convesse, di pieni e di vuoti, di zone sovraesposte e altre incavate, documenta una prassi scultorea attenta e nello stesso tempo una logica compositiva dinamica e fortemente espressiva\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p> \tPer la scultrice di <strong>Pordenone<\/strong>, <strong>classe 1978<\/strong>, studi al Liceo Artistico di Oderzo e perfezionamento con i maestri trevigiani <strong>Gaetano Brugnano ed Elena Ortica<\/strong> e nel laboratorio di <strong>Giovanni Padovan<\/strong> a Frisanco e di <strong>Kurt Wierer <\/strong>in Val Pusteria, l&#39;arte ha il dovere di \u201ctrasmettere emozioni e domande, toccando il profondo di ciascuno\u201d.\u00a0 Pur lavorando anche marmo, terracotta e bronzo &#8211; \u201camo sporcarmi le mani e <strong>sentire le forme<\/strong> che prendono vita sotto i polpastrelli\u201d &#8211; Gasperina predilige il <strong>legno<\/strong> che per lei \u00e8 <strong>materia viva<\/strong>, sempre diversa nella struttura, tanto da rappresentare una sorta di sfida per la variet\u00e0 e le caratteristiche. Un materiale profumato, non sempre duttile, che la costringe ad \u201cascoltarne\u201d la fibra, a capirne la risposta, come se stesse instaurando un dialogo \u201cche non \u00e8 solo tra me e la scultura \u2013 racconta -, ma con la pianta per ridarle vita in una forma eterna. Il legno, negli anni, si modifica e ogni segno racconta la sua esistenza. Come per l&#39;essere umano, lo scorrere degli anni impreziosice il racconto di s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p> \tPadre originario di Tarvisio con radici cadorine e mamma triestina con rimandi piranesi, Gasperina\u00a0\u00a0 sembra racchiudere in s\u00e9 le tensioni dei mondi di confine, sensibile ai rimbalzi dell&#39;\u201desterno\u201d ma profondamente radicata nella propria sensibilit\u00e0 e nel proprio sguardo. Non a caso, ammette, \u201cmi cerco in ogni volume, mi perdo dentro\u201d. Nelle opere esposte a Moriago, l&#39;artista racconta anche parte di s\u00e9: \u201cMolti dei miei lavori sono legati ai miei <strong>passaggi di vita<\/strong>. Sono sculture che parlano cos\u00ec tanto di me che il distacco e difficoltoso. Ogni volume che creo porta con s\u00e9 tutto quello che provo e sono. \u00c8 un po&#39; vivere la scultura nella scultura. Ho potuto capire molto di me grazie alla scultura. Istintivamente, trasferisco le parti pi\u00f9 intime dentro la materia e spesso, finita l&#39;opera, sedendomi per terra a osservarla, vedo chi sono in quel momento. Ed \u00e8 emozione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovo progetto dell&#8217;artista pordenonese Arianna Gasperina<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":42657,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-42656","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1-300x232.webp",300,232,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",640,495,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",300,232,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",500,387,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",419,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",336,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",300,232,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",800,619,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1.webp",250,193,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45584-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Nuovo progetto dell'artista pordenonese Arianna Gasperina","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42656","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42656"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42656\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}