{"id":41263,"date":"2021-12-31T00:00:00","date_gmt":"2021-12-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=41263"},"modified":"2021-12-31T00:00:00","modified_gmt":"2021-12-30T23:00:00","slug":"lillusione-della-parita-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lillusione-della-parita-di-genere\/","title":{"rendered":"L&#8217;illusione della parit\u00e0 di genere"},"content":{"rendered":"<p> \tIl 2021 sta per volgere al termine e il fronte della parit\u00e0 di genere si chiude con un divario tra gli inediti auspici normativi (tanti) e la realt\u00e0 (negativa): se da un lato infatti si affacciano le novit\u00e0 introdotte dalla Legge 162\/2021 (in primis le certificazioni di genere che dal 2022 interesseranno le Imprese) e ampi spazi sui testi principali (Pnrr e Agenda 2030), dall\u2019altro vi \u00e8 lo stato di fatto della Regione Friuli Venezia Giulia (fotografato in sinergia con l\u2019Ispettorato Interregionale del Lavoro <u><a href=\"http:\/\/www.regione.fvg\/Consiglieradiparita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\">nell\u2019ultimo \u201cRapporto sull\u2019occupazione in Regione \u2013 anno 2021<\/span><\/a><\/u>\u201d) che, seppur in linea con il resto del Paese, mostra la permanenza di gravi trend problematici quali, ad esempio, i cosiddetti \u201csoffitti di cristallo\u201d, il \u201c<em>gender pay gap<\/em>\u201d, il poco investimento formativo femminile, in altre parole il grave disequilibrio fra uomini e donne nei posti di comando.<\/p>\n<p> \tSe a questi dati poi sommiamo quelli provenienti dall\u2019ultima tornata delle Amministrative in Regione, ove le candidature a sindaco sono rimaste appannaggio prevalente dei maschi, e la voce delle imprenditrici provenienti dall\u2019evento di Confindustria \u201c<em>TOP 100 La Forza delle Donne<\/em>\u201d volte a esortare misure per superare tali ostacoli, comprendiamo che siamo di fronte a un problema non pi\u00f9 procrastinabile n\u00e9 tollerabile.<\/p>\n<p> \tA oggi tante sono e sono state le iniziative per arginare tale deriva, in primis promosse dalla Rete delle Consigliere di Parit\u00e0 all\u2019unisono con gli Assessorati competenti, le Commissioni per le Pari Opportunit\u00e0, il mondo tutto dell\u2019associazionismo e qualunque altra organizzazione sensibile al problema ma ci\u00f2 nonostante i numeri sono <em>tranchant<\/em>: se non fosse per la Legge 120\/2011 (la cosiddetta Golfo-Mosca che ha imposto le quote rosa) l\u2019Italia si vedrebbe declassata agli ultimi posti per parit\u00e0 di genere in Europa.<\/p>\n<p> \tAlla base del nostro mediano posizionamento non v\u2019\u00e8 dunque un\u2019attestazione culturale generale, ma una legge che ha imposto una quota minima: amara presa d\u2019atto che comunque ha il pregio di rispondere a coloro che criticano pure questa percentuale di riserva.<\/p>\n<p> \tVi \u00e8 da chiedersi dunque dove stiamo sbagliando, o meglio, dove stiamo perseverando visto che \u00e8 da oltre un decennio che si susseguono tali iniziative: forse non \u00e8 stato fatto abbastanza? Forse investiamo troppo poco in promozione della parit\u00e0 o forse senza quello fatto saremmo stati addirittura peggio?<\/p>\n<p> \tCercare una risposta \u00e8 operazione complessa perch\u00e9 non solo richiederebbe il coinvolgimento di differenti sapienze (sociali e giuslavoriste) ma l\u2019indagine si intricherebbe probabilmente nella natura eterogenea del problema che non si pu\u00f2 accontentare di essere studiato \u201cdi per s\u00e9\u201d (con risposte banali o non strutturate) ma dovrebbe essere calato nelle esperienze del tempo e dello spazio (il cosiddetto studio fenomenologico, E. Husserl).<\/p>\n<p> \tNonostante non vi sia cura senza diagnosi precisa, oggi nuovamente il Legislatore prende le redini del problema imponendo un 2022 di novit\u00e0 e obiettivi che, cos\u00ec come gi\u00e0 accaduto nel 2011, non cureranno ma almeno aiuteranno a colmare il divario.<\/p>\n<p> \tTentando in ogni caso di esplorare il problema, si pu\u00f2 partire dal presupposto univoco che il nemico della parit\u00e0 non \u00e8 il genere maschile dato che anche lui dall\u2019assenza di parit\u00e0 ha da perderci per l\u2019arretratezza del sistema che nuoce anche ai padri e per quelle competenze inespresse che invece andrebbero a favore di tutti.<\/p>\n<p> \tIl genere maschile non solo non \u00e8 la controparte ma \u00e8 anzi la via, il percorso che, insieme al genere femminile, pu\u00f2 e deve ricostruire le regole del lavoro perch\u00e9 certe dinamiche di vita (la maternit\u00e0 ad esempio) non siano pi\u00f9 considerate un peso o un limite, ma un investimento, un arricchimento singolo e sociale.<\/p>\n<p> \tSe le donne infatti (nelle riunioni fra donne a parlare di donne) lamentano la propria marginalit\u00e0 non \u00e8 credibile che gli uomini (negli incontri di vertice fra uomini alla presenza di soli uomini) non si accorgano che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, che c\u2019\u00e8 stata una mor\u00eca di professionalit\u00e0 femminili tutt\u2019intorno a loro.<\/p>\n<p> \tAllora la mancanza di parit\u00e0 di genere diventer\u00e0 uno dei pi\u00f9 importanti campanelli d\u2019allarme di un ambiente di lavoro malato, viziato da ostacoli (mentali, culturali e con fatica arginati dal diritto) che pregiudicano la qualit\u00e0 del lavoro stesso.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<em>L&#39;avvocata Anna Limpido \u00e8 Consigliera di Parit\u00e0 della Regione Friuli Venezia Giulia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;oggettivit\u00e0 dei 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