{"id":41191,"date":"2021-12-22T00:00:00","date_gmt":"2021-12-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=41191"},"modified":"2021-12-22T00:00:00","modified_gmt":"2021-12-21T23:00:00","slug":"salvare-le-piante-autoctone-italiane-dallestinzione-udine-in-prima-linea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/salvare-le-piante-autoctone-italiane-dallestinzione-udine-in-prima-linea\/","title":{"rendered":"Salvare le piante autoctone italiane dall\u2019estinzione, Udine in prima linea"},"content":{"rendered":"<p> \tAnche l\u2019<strong>Universit\u00e0<\/strong> <strong>di Udine<\/strong>, attraverso il suo dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A), partecipa al <strong>progetto \u201c<em>Life Seedforce<\/em><\/strong>, <em>Using SEED banks to restore and reinFORCE the endangered native plants of Italy\u201d<\/em>, che mira a <strong>recuperare e rafforzare le popolazioni di piante autoctone italiane in via d\u2019estinzione grazie a banche dei semi<\/strong>.<\/p>\n<p> \tIl progetto, finanziato per 7.790.685 euro dalla Commissione europea attraverso il programma LIFE, \u00e8 guidato dal Museo delle Scienze (MUSE) di Trento e coinvolge in questa grande operazione di salvataggio e salvaguardia delle piante autoctone italiane 15 partner da 10 regioni italiane, Francia, Slovenia e Malta. Iniziato formalmente il primo ottobre scorso, durer\u00e0 fino alla fine del 2026.<\/p>\n<p> \tL\u2019Italia ospita un numero elevato di piante di interesse comunitario, molte delle quali esclusive delle nostre regioni, con <strong>104 specie vegetali incluse nella Direttiva Habitat<\/strong>, emanata dalla Commissione Europea (n. 92\/43\/CEE del 21 maggio 1992) per promuovere il mantenimento della biodiversit\u00e0 mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo. Di queste specie, secondo l\u2019ultimo report sullo stato di attuazione della Direttiva, <strong>58 <\/strong><strong>sono in cattivo stato di conservazione e a rischio di estinzione<\/strong>.<\/p>\n<p> \tNello specifico, <strong><em>Life Seedforce<\/em><\/strong> condurr\u00e0 <strong>un\u2019operazione di salvataggio su 29 di queste specie<\/strong><strong> particolarmente rare e minacciate<\/strong>, intervenendo concretamente <strong>in 76 aree di biodiversit\u00e0 <\/strong>a copertura delle tre regioni biogeografiche presenti in Italia (alpina, mediterranea e continentale) e nelle regioni confinanti in Francia, Slovenia e Malta. Il rischio di estinzione per queste specie, a parte i fattori intrinseci come la scarsit\u00e0 numerica degli individui delle popolazioni e l\u2019isolamento, \u00e8 causato dalle modifiche dell&#39;habitat prodotte dall&#39;uomo, tra le quali l&#39;abbandono delle pratiche agricole e territoriali tradizionali (come la cessazione della ceduazione e della fienagione negli habitat semi-naturali e il pascolo eccessivo), l&#39;invasione di specie aliene e il cambiamento d\u2019uso causato da attivit\u00e0 ricreative ad alto impatto e dal turismo.<\/p>\n<p> \t\u00abGrazie a un approccio integrato \u2013 spiega <strong>Costantino Bonomi<\/strong>, Conservatore di Botanica del MUSE e coordinatore del progetto \u2013 <strong>verranno rimosse o mitigate le minacce<\/strong> che gravano su 139 siti di intervento, di cui 107 in Italia, dove <strong>verranno trasferiti oltre 25 mila individui di queste specie rare, di cui 20 mila in Italia, propagate massivamente in serra e in laboratorio<\/strong> per spezzare le catene dell\u2019isolamento che oggi le condannano all\u2019estinzione\u00bb.<\/p>\n<p> \tNon solo. Il progetto <em>Life Seedforce<\/em> si avviciner\u00e0 anche al mercato <strong>mettendo in vendita il surplus di produzione per favorire ancora di pi\u00f9 la diffusione<\/strong> di queste specie nelle nostre case e nelle nostre citt\u00e0.<\/p>\n<p> \tOltre al <strong>rafforzamento numerico delle popolazioni originali<\/strong>, le attivit\u00e0 previste riguardano il <strong>controllo della rivegetazione<\/strong> (rimozione di arbusti e alberi, taglio dell&#39;erba), la <strong>protezione dal pascolo eccessivo e dal calpestio<\/strong> con recinzioni pertinenti, <strong>l\u2019eradicazione sostenibile delle specie aliene<\/strong> invasive. Per le minacce intrinseche legate a popolazioni piccole e frammentate, Seedforce aumenter\u00e0 le dimensioni della popolazione con un mix di genotipi accuratamente selezionato che imiter\u00e0 il flusso genico naturale, eliminando l&#39;isolamento delle piante e curando la frammentazione degli habitat.<\/p>\n<p> \tIn particolare, \u00ab<strong>l\u2019Universit\u00e0 di Udine<\/strong> \u2013 spiega il coordinatore scientifico dell\u2019unit\u00e0 locale, <strong>Valentino Casolo<\/strong> \u2013 collaborer\u00e0 al progetto con il gruppo di biologia vegetale e genetica. I primi saranno impegnati nel <strong>rafforzamento delle popolazioni di quattro specie di interesse regionale<\/strong>: <em>Eliocharis carniolica, Liparis loeselii e Marsilea quadrifolia<\/em> <strong>nelle risorgive<\/strong> e <em>Eryngium alpinum<\/em> <strong>nelle Alpi<\/strong>. Il gruppo di genetica sar\u00e0 invece responsabile dell\u2019importante ruolo di <strong>valutazione dell\u2019assetto genetico di tutte le popolazioni delle specie interessate dal progetto<\/strong>. Tra gli enti pubblici coinvolti in qualit\u00e0 di portatori di interesse ci sono anche la Regione Friuli Venezia Giulia e il Parco delle Prealpi Giulie\u00bb.<\/p>\n<p> \tGli obiettivi del progetto saranno raggiunti grazie alle competenze e alla collaborazione di tutti i partner che saranno impegnati nel migliorare la qualit\u00e0 dell&#39;habitat nelle 76 aree hot-spot di biodiversit\u00e0 che coprono complessivamente 450.250 ettari, assicurando che ogni sito possa sostenere una popolazione vitale delle specie scelte. Le azioni previste sono: la raccolta del germoplasma (semi e propaguli) delle piante target, senza intaccare il potenziale riproduttivo naturale delle specie per riprodurlo e conservarlo a lungo termine; la propagazione di queste specie, che mira a produrre un totale di non meno di 50 mila individui, utilizzando tutte le strutture del partenariato compresi i laboratori di germinazione dei semi e i vivai. Saranno reintrodotte e rinforzate 139 popolazioni delle 29 specie target in 76 siti della rete Natura2000, che verranno monitorati costantemente in collaborazione con le autorit\u00e0 di gestione per ottenere risultati ottimali e contribuire a fornire al Paese uno strumento efficace per adempiere all&#39;obbligo contrattuale e alle carenze relative alla procedura d&#39;infrazione (2015\/2163).<\/p>\n<p> \tIl progetto coinvolger\u00e0 <strong>10<\/strong><strong> regioni italiane<\/strong> (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Veneto), Francia (Provence-Alpes-C\u00f4te d&#39; Azur), Malta e Slovenia. Il <strong>ricco partenariato, guidato dal capofila MUSE<\/strong> coinvolge l\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza, il Conservatoire botanique national m\u00e9diterran\u00e9en de Porquerolles, il Parco Monte Barro, Legambiente ONLUS, l\u2019Ente Parco Nazionale della Maiella, l\u2019Universit\u00e0 di Ljubljana, l\u2019Universit\u00e0 di Malta, l\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, l\u2019Universit\u00e0 di Catania, l\u2019Universit\u00e0 di Genova, l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, l&#39;Universit\u00e0 di Padova, l\u2019Universit\u00e0 della Tuscia, l\u2019Universit\u00e0 di Udine. <strong>Il progetto \u00e8 inoltre cofinanziato<\/strong> dal Ministero dell\u2019Ambiente, Cambiamenti climatici e Pianificazione (MECP) e dalla Rete Italiana Banche del germoplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea italiana.<\/p>\n<p> \t<strong>Le specie target del progetto sono<\/strong>: 1. <em>Astragalus verrucosus &#8211; <\/em>2<em>. Bassia saxicola &#8211; <\/em>3.<em> Campanula sabatia &#8211; <\/em>4.<em> Cytisus aeolicus &#8211; <\/em>5.<em> Galium litorale &#8211; <\/em>6.<em> Limonium strictissimum &#8211; <\/em>7.<em> Linum muelleri &#8211; <\/em>8.<em> Ribes sardoum &#8211; <\/em>9.<em> Silene hicesiae &#8211; <\/em>10<em>. Adenophora liliifolia &#8211; 11. <\/em><em>Botrychium simplex &#8211; <\/em>12.<em> Centranthus amazonum &#8211; <\/em>13<em>. Crepis pusilla &#8211; <\/em>14.<em> Dracocephalum austriacum &#8211; <\/em>15.<em> Elatine gussonei &#8211; 16. Eleocharis carniolica &#8211; <\/em>17<em>. Eryngium alpinum &#8211; <\/em>18.<em> Gentiana ligustica &#8211; <\/em>19.<em> Gladiolus palustris &#8211; <\/em>20.<em> Himantoglossum adriaticum &#8211;<\/em>21<em>. Kosteletzkya pentacarpos &#8211; <\/em>22.<em> Leucojum nicaeense &#8211; <\/em>23. <em>Linaria flava &#8211; <\/em>24<em>. Linaria pseudolaxiflora &#8211; <\/em>25.<em> Liparis loeselii &#8211; <\/em>26.<em> Marsilea quadrifolia &#8211; <\/em>27.<em> Primula palinuri &#8211; <\/em>28.<em> Saxifraga tombeanensis &#8211; <\/em>29.<em> Woodwardia radicans.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Life Seedforce&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":41192,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-41191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",960,720,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/45313-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"\"Life Seedforce\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}