{"id":40907,"date":"2021-11-23T00:00:00","date_gmt":"2021-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40907"},"modified":"2021-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2021-11-22T23:00:00","slug":"quello-non-e-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/quello-non-e-amore\/","title":{"rendered":"Quello non \u00e8 amore"},"content":{"rendered":"<p> \tNel mio tour nelle scuole della Regione per parlare di \u201ceducazione e parit\u00e0 di genere\u201d ho ascoltato il racconto dei genitori di Nadia Orlando, la giovane originaria di un paesino nell\u2019Udinese uccisa dal suo fidanzato che non accettava la fine della loro relazione.<\/p>\n<p> \tAvevo paura di questo racconto, paura di vedere in faccia un dolore che ha un peso specifico enorme, che non \u00e8 angoscia e non \u00e8 ansia, non ambisce al riscatto e n\u00e9 ha via d\u2019uscita: \u00e8 il baratro nero dell\u2019anima in cui, sprofondati, ci pu\u00f2 essere solo la consolazione che tutto ci\u00f2 possa servire a qualcuno, che possa essere d\u2019aiuto per salvare altri genitori dallo stesso precipizio.<\/p>\n<p> \tCi vuole una forza enorme a sostenere, vivere e condividere tutto questo.<\/p>\n<p> \tHo osservato la compostezza e la loro grande dignit\u00e0, intravvisto come la mente umana ha il primario bisogno di dare un senso sia alla vita che alla morte e cos\u00ec ogni segnale, parola, foglia cadente o fondo del caff\u00e8 pu\u00f2 diventare testimonianza di quel senso.<\/p>\n<p> \tIl racconto parlava di una coppia di giovani qualunque, una ragazza ventenne normale e un fidanzato geloso: nulla che non sia riscontrabile in altre migliaia di altre storie di coppia, forse non l\u2019incastro perfetto ma niente di nuovo in un panorama di cuori non sempre felici.<\/p>\n<p> \tI genitori hanno ripercorso tutte le tappe che contraddistinguevano la gelosia di questo giovane: momenti che, guardati dalla fine, avevano netti la luce macabra di un problema enorme alle porte mentre all\u2019opposto, guardati dall\u2019inizio, sembravano normali incomprensioni di due giovani diversi. Una doppia faccia della realt\u00e0 come in quelle prove ottiche dove, in base a dove si concentra l\u2019attenzione, si possono vedere figure diverse.<\/p>\n<p> \tMi sono chiesta e mi continuo a chiedere, da madre, come salvare una figlia da un mostro che potr\u00e0 avvicinarsi a lei e non con le mani sporche di sangue ma con l\u2019abito buono della domenica e non ho trovato altra risposta se non educarla al rispetto di s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p> \tMa le parole si fanno parlare e il quotidiano \u00e8 un puzzle complesso dove la violenza \u00e8 un processo che non nasce con uno schiaffo (quando avviene siamo gi\u00e0 in una fase conclamata) ma molto prima con un \u201ctu non puoi\u201d, \u201cle tue amiche non mi piacciono\u201d, \u201csenza di me non puoi stare\u201d: \u00e8 un plagio continuo e quotidiano che offusca la mente di una donna che piano piano consegna s\u00e9 stessa nelle mani di un carnefice a sua volta convinto che quello che fa sia il giusto. La violenza \u00e8 difatti una sopraffazione prima strisciante e silente e poi via via sempre pi\u00f9 prepotente di uno sull\u2019altro dove, in questo percorso, la vittima perde gradualmente il principio del rispetto di s\u00e9, la propria identit\u00e0, come inconsapevole pegno d\u2019amore a colui che poi ne riconfezioner\u00e0 una nuova a suo piacimento. Ne spiegher\u00e0 lui come lei deve essere la \u201csua\u201d donna.<\/p>\n<p> \tGi\u00e0 questo percorso dovrebbe farci correre ai ripari: una madre, un\u2019amica, un fratello non possono essere ciechi innanzi a questo plagio ritenuto troppo spesso giustificabile in nome dell\u2019asserito amore. Del pari il carnefice \u00e8 persona incapace di sopportare l\u2019onda d\u2019urto emotiva che si sprigiona dall\u2019essere lasciati, dall\u2019abbandono, incapace di relazionarsi alle incertezze della vita che lui invece ha bisogno di controllare, possederle e dominarle. Neppure in questo caso una madre, un amico o un fratello possono essere ciechi di fronte a un disagio che evidentemente, a loro volta, ritengono anche loro giustificabile sempre in nome di quell\u2019asserito amore.<\/p>\n<p> \tIn entrambi i casi un uso e abuso del termine \u201camore\u201d che non attinge nulla di sano da quel sentimento, brancolando invece all\u2019ombra di una relazione di reciproca stretta, viziata, tossica dipendenza.<\/p>\n<p> \tTerribile ascoltare che tutto questo era ben chiaro ai genitori di Nadia Orlando che con intelligenza ed estrema sensibilit\u00e0 sono stati vicino alla propria figlia salvandola da quel rapporto (lei aveva trovato il coraggio di lasciarlo).<\/p>\n<p> \tPurtroppo la roulette russa che contraddistingue le relazioni tossiche non l\u2019ha risparmiata nell\u2019ultimo appuntamento, quello famoso chiarificatore, quello che le donne concedono forse pensando di alleviare il dolore dell\u2019ex amato.<\/p>\n<p> \tUna forma alta e nobile di una cura, non pi\u00f9 neppure dovuta, ripagata col pi\u00f9 vile, osceno, disumano dei gesti.<\/p>\n<p> \t\u201c<em>Come si fa ad uccidere la persona che ami?<\/em>\u201d \u2013 Paolo (<em>nome di fantasia<\/em>), classe 3, della scuola Media Ascoli di Gorizia, progetto <em>#giornatedigenere<\/em>, AS. 2020\/2021.<\/p>\n<p> \tPerch\u00e9 quello non \u00e8 amore.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<em>Anna Limpido \u00e8 Consigliera Regionale di Parit\u00e0 del Friuli Venezia Giulia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornata contro la violenza di 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