{"id":40744,"date":"2021-11-04T00:00:00","date_gmt":"2021-11-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40744"},"modified":"2021-11-04T00:00:00","modified_gmt":"2021-11-03T23:00:00","slug":"trieste-riscopre-la-fotografia-chimica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/trieste-riscopre-la-fotografia-chimica\/","title":{"rendered":"Trieste riscopre la fotografia chimica"},"content":{"rendered":"<p> \tInaugura <strong>venerd\u00ec 5 novembre alle 18<\/strong>, al <strong>Magazzino 26<\/strong>, con il vernissage di <strong>sei esposizioni collettive internazionali<\/strong>, il festival internazionale <strong>Fotografia Zeropixel<\/strong>, dedicato in questa sua ottava edizione al tema <strong>\u201cBody\/Corpo\u201d. <\/strong><\/p>\n<p> \tIl festival, che proporr\u00e0 <strong>23 eventi<\/strong>, 13 mostre internazionali, 7 conferenze e 6 laboratori, dedicati alla ricerca in fotografia e alle sue contaminazioni creative, vedr\u00e0 la partecipazione di oltre un <strong>centinaio di fotografi <\/strong>e presenter\u00e0 pi\u00f9 di <strong>250 immagini. <\/strong>In questa sua ottava edizione esplorer\u00e0 il termine <strong>\u201cBody\/Corpo\u201d <\/strong>presentando una panoramica d\u2019immagini e interpretazioni che andranno ben oltre la fisicit\u00e0 umana e racconteranno modi diversi di concepirlo, in un viaggio tra <strong>Italia, Slovenia, Croazia, Germania, Messico, Giappone e Stati Uniti. <\/strong><\/p>\n<p> \tSi partir\u00e0 come da tradizione con la <strong>collettiva tematica \u201cBody\/Corpo\u201d<\/strong>, curata da<strong> Fabio Rinaldi <\/strong>e <strong>Giacomo Frullani<\/strong>, che offrir\u00e0 le visioni personali e inedite di <strong>65 fotografi <\/strong>di diverse nazionalit\u00e0, tra cui spiccano i nomi di <strong>Letizia Battaglia, Francesco Cito, Shobha<\/strong>, <strong>Roberto Kusterle<\/strong> e <strong>Sergio Scabar<\/strong>, realizzate con le tecniche pi\u00f9 svariate della fotografia chimica e istantanea. Rispetto alla scorsa edizione \u00e8 raddoppiato il numero dei fotografi che si potranno apprezzare in mostra e grazie al tema, che si presta alle pi\u00f9 varie interpretazioni, e alla sempre presente soggettivit\u00e0 del fotografo, \u00e8 sorprendente la diversit\u00e0 degli scatti che i visitatori potranno visionare. Il modello scelto dai pi\u00f9 \u00e8 stato fatalmente quello del corpo umano, ma anche in questo caso i temi trattati sono stati molto diversi, tra maschile e femminile, onirico o diretto, materico o evanescente. Ci sono poi riferimenti al pop, al corpo come reiterazione, come oggetto fisico o come astrazione, elaborazione, manipolazione, insinuazione, come incontro casuale di forme e, non ultima, come rappresentazione sociale dello stato dell\u2019uomo.<\/p>\n<p> \tNello stesso luogo sar\u00e0 inaugurata e si potr\u00e0 visitare la collettiva di autori messicani <strong>\u201c<\/strong><strong>Descifrar los lenguajes del cuerpo<\/strong><strong>\u201d (Decifrare i linguaggi del corpo)<\/strong>, a cura di Angela Arzignaga Gonz\u00e1les, dell\u2019Associazione Gabinete Fotogr\u00e1fico di Puebla, di Giacomo Frullani e Annamaria Castellan. La mostra raccoglie gli scatti di dieci fotografi parte del gruppo &#8220;Plateros 1839\u201d: Angela Arziniaga, Elizabeth Castro, Arturo Fuentes, Rafael Galv\u00e1n, Javier Gonz\u00e1lez, Loreto Morales, Paulina Pasos, Balam Ponce, Everardo Rivera e Arturo Talavera. Le immagini proposte provocano riflessioni sulle idee e sui concetti legati al corpo. Con pi\u00f9 di un decennio di studio e pratica delle tecniche fotografiche storiche del XIX secolo, il gruppo &#8220;Plateros 1839&#8221; invita a un viaggio tra varie interpretazioni del corpo e della sua rappresentazione nell\u2019arte, attraverso alcune delle tecniche utilizzate dai fotografi del XIX secolo. \u201cDecifrare i linguaggi del corpo\u201d, evidenza il critico Luan Galmilar, riunisce questi fotografi per produrre stampe all&#39;albumina, un processo che d\u00e0 origine all&#39;industrializzazione della straordinaria invenzione e del meraviglioso fenomeno fotografico. Ogni autore ci regala uno sguardo diverso e particolare sul corpo e un modo di interpretare le caratteristiche di ogni tecnica.<\/p>\n<p> \tVengono dal Giappone invece i cinque fotografi riuniti nella collettiva dal titolo \u201c<strong>I<\/strong><strong>shi no ue nimo san nen<\/strong>\u201d (<strong>Seduto su una roccia per tre anni),<\/strong> a cura di Paul del Rosario dell\u2019Associazione Love120 di Tokyo, Giacomo Frullani e Annamaria Castellan. Il titolo della mostra \u00e8 quello di un celebre proverbio giapponese, (\u77f3\u306e\u4e0a\u306b\u3082\u4e09\u5e74), che si traduce letteralmente in &#8220;sedersi su una roccia per tre anni\u201d. Il riferimento \u00e8 al fatto che a dicembre saranno passati tre anni da quando il Sars-COV-2 \u00e8 stato identificato per la prima volta e non siamo ancora tornati alla normalit\u00e0. Ma se ci sedessimo su una fredda roccia per tre anni alla fine questa diventerebbe calda e forse un po\u2019 pi\u00f9 sopportabile: \u00e8 un inno alla resilienza, allo sforzo paziente che pu\u00f2 trasformarsi in qualcosa di positivo. La mostra presenta i lavori sul corpo di Junko Sakamoto, Katsuhi Yamamoto, Rui Hosono, Ryuki Akagawa e Shino Ozaku. Quanto della pandemia abbia influenzato le loro opere \u00e8 difficile da determinare, tuttavia possiamo dire con certezza che il modo in cui hanno interpretato il fisico ed esplorato il tema \u00e8 un eco della loro resistenza artistica in questi tempi difficili.<\/p>\n<p> \tUn\u2019altra collettiva dedicata al tema, <strong>\u201cThe body as a point of view\u201d (Il corpo come punto di vista)<\/strong>, proviene dalla <strong>Slovenia <\/strong>\u00e8 curata da Barbara e Hana \u010ceferin della Gallerija Fotografija di Lubiana e presenta gli scatti di sei fotografi: Uro\u0161 Abram, Boris Gaber\u0161\u010dik, Andrej Lamut, Tilyen Mucik, Janez Puk\u0161i\u010d, Bla\u017e Rojs. \u201cQuando esaminiamo la selezione degli artisti sloveni che oggi si occupano del corpo sembra che non si occupino pi\u00f9 dei suoi significati; il tema centrale del loro lavoro sembra risiedere altrove &#8211; sostiene Hana \u010ceferin -. Il corpo maschile e femminile nelle fotografie esposte sono agenti di forma piuttosto che di significato, sono porte d&#39;ingresso nell&#39;esplorazione del mezzo stesso. Sebbene gran parte delle opere presenti nudi, soggetto spesso connesso all&#39;oggettivazione del corpo femminile, le opere si avvicinano all&#39;erotico in un modo che non ha nulla a che fare con il pornografico e l&#39;osceno. Come afferma Audre Lorde nel suo saggio \u201cUses of the Erotic: The Erotic as Power\u201d, l&#39;erotico personifica il potere creativo e l\u2019armonia\u201d. L\u2019esposizione slovena mira a mostrare i molteplici modi di avvicinarsi al corpo umano, attraverso una selezione di fotografie differenti per periodo di produzione, background, et\u00e0, genere e interessi: il denominatore comune dei fotografi selezionati \u00e8 la passione per la fotografia analogica e il mezzo come una forma d&#39;arte. La selezione mira a presentare curiosit\u00e0, creativit\u00e0 e diversit\u00e0, interrogando anche il rapporto tra artista e soggetto.<\/p>\n<p> \tQuattro sono invece i fotografi della collettiva croata <strong>\u201cLe Muse\u201d<\/strong>, curata da Robert Sironi e dedicata alla bellezza del corpo femminile: oltre a Sironi stesso, Miroslav Arbutina, Rino Gropuzzo e Zaneto Paulin. Fin dalla antica Venere di Willendorf, le donne e il corpo femminile sono stati il motivo nelle belle arti. Il dipinto che in molti considerano il pi\u00f9 famoso e bello al mondo \u00e8 un ritratto di una donna &#8211; la Gioconda, di Leonardo da Vinci. Poi la \u201cRagazza con l\u2019orecchino di perla\u201d di Vermeer, la \u201cBallerina\u201d di Degas, la Marilyn Monroe dalle immagini di Andy Warhol. Le donne, a causa del ruolo e della posizione nella societ\u00e0, erano meno spesso artiste famose, e molto pi\u00f9 spesso un motivo, un oggetto, o meglio, un\u2019ispirazione: una musa.<\/p>\n<p> \tInfine al Magazzino 26 si potr\u00e0 visionare la mostra \u201c<strong>Corpo in fotografia<\/strong>\u201d, a cura del <strong>Circolo Culturale Fotografico Carnico<\/strong> e realizzata in collaborazione con autori marchigiani. A esporre sono Ivano Quintavalle, Riccardo Toffoletti, Igor Francesco Tullio, Daniele Sandri e Dino Zanier. \u201cLa fotografia &#8211; scrive Zanier &#8211; a buon diritto pu\u00f2 essere considerata la carta d\u2019identit\u00e0 della cultura dell\u2019epoca e il corpo la rappresentazione pi\u00f9 completa\u201d. Nell\u2019esposizione sono visibili due serie fotografiche di due autori che hanno fotografato il corpo in manifestazioni opposte. Da una parte il reportage di Daniele Papa su un residuo medioevale della cultura popolare, ma anche sull\u2019identit\u00e0 locale dove il corpo \u00e8 luogo di autoflagellazione durante le processioni penitenziali del venerd\u00ec e sabato santo a Nocera Terinese, in Calabria, in provincia di Catanzaro. Dall\u2019altra Gigliola Di Piazza e la messa in posa attraverso la ricostruzione minuziosa, ma anche fantasiosa ed elegantemente erotica, di un ambiente e un atteggiamento sempre esistito, che si \u00e8 consolidato fino al parossismo durante il fascismo. Riccardo Toffoletti elabora il suo personale, poetico linguaggio sul corpo, mentre Ivano Quintavalle, con <em>Il corpo in scena<\/em> proietta la sua indagine sulla \u201cdoppia finzione: della messa in posa e della messa in scena\u201d del corpo che si trasforma nel teatro. Nell\u2019altra breve serie fotografica, <em>Tratti del resistere<\/em>, che si rifanno all\u2019iperrealismo degli anni Cinquanta, Quintavalle mette in scena il suo sdegno per le \u201cdisuguaglianze sociali, i disastri provocati dalle guerriglie e conflitti sparsi nel mondo\u201d. Tullio Igor Francesco infine ci riporta alla materialit\u00e0 del fisico con i suoi negativi-calco della sua pelle.\u00a0<\/p>\n<p> \tLe sei esposizioni collettive internazionali ospitate al Magazzino 26 saranno visitabili gratuitamente fino all\u20198 dicembre il venerd\u00ec, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.<br \/> \t\u00a0<\/p>\n<p> \tIl calendario completo e aggiornato con tutte le iniziative del festival \u00e8 disponibile sul sito <u><a href=\"http:\/\/www.fotografiazeropixel.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\">www.fotografiazeropixel.it<\/span><\/a><\/u><a href=\"http:\/\/www.fotografiazeropixel.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">.<\/a> L\u2019accesso agli spazi \u00e8 consentito, come da normativa vigente, previa presentazione del Green pass.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al via &#8220;Zeropixel&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":40745,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-40744","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",1000,754,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",1000,754,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",1000,754,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1-300x226.webp",300,226,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",640,483,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",300,226,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",500,377,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",430,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",345,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",300,226,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",1000,754,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",1000,754,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",1000,754,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1.webp",250,189,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/44290-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Al via \"Zeropixel\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40744"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40744\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}