{"id":40676,"date":"2021-10-25T00:00:00","date_gmt":"2021-10-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40676"},"modified":"2021-10-25T00:00:00","modified_gmt":"2021-10-24T23:00:00","slug":"tutela-delle-strutture-difensive-sul-confine-orientale-accordo-in-fvg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/tutela-delle-strutture-difensive-sul-confine-orientale-accordo-in-fvg\/","title":{"rendered":"Tutela delle strutture difensive sul confine orientale: accordo in FVG"},"content":{"rendered":"<p> \tCirca 1.550 strutture difensive presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia sono oggetto di una intesa istituzionale e di un piano di interventi volto alla tutela, alla valorizzazione turistica e culturale e al riuso sociale di questo patrimonio storico unico a livello europeo.<\/p>\n<p> \tL\u2019accordo, firmato oggi a <strong>Trieste<\/strong> nel Palazzo della Regione, coinvolge la <strong>Regione Friuli Venezia Giulia<\/strong>, la <strong>Direzione regionale dell\u2019Agenzia<\/strong> <strong>del Demanio<\/strong>, la <strong>Direzione dei lavori e del demanio della Difesa<\/strong>, il <strong>Ministero della Cultura<\/strong> e le <strong>Universit\u00e0 di Trieste e di Udine<\/strong>.<\/p>\n<p> \tAlla firma del protocollo, di durata triennale e rinnovabile, sono intervenuti: per la Regione, l\u2019assessore al patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, <strong>Sebastiano Callari<\/strong>, e il direttore generale, <strong>Franco Milan<\/strong>; il direttore regionale dell\u2019Agenzia del Demanio, <strong>Alessio Casci<\/strong>; per il Ministero della Cultura, il direttore del Segretariato regionale del Friuli Venezia Giulia, <strong>Roberto Cassanelli<\/strong>; per la Difesa il direttore della Direzione dei lavori e del demanio, generale ispettore <strong>Giancarlo Gambardella<\/strong>; per le Universit\u00e0 di Udine e di Trieste, i rettori <strong>Roberto Pinton<\/strong> e <strong>Roberto Di Lenarda<\/strong>.<\/p>\n<p> \tSi tratta del primo passo per la promozione di un ampio lavoro di studio, conservazione e valorizzazione di questo patrimonio pubblico nazionale. L\u2019obiettivo \u00e8 coniugare turismo, cultura, ambiente e mobilit\u00e0 dolce con l\u2019incentivazione del partenariato pubblico-privato, sul modello di pratiche virtuose gi\u00e0 sperimentate in altri contesti dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p> \tLe strutture difensive realizzate sul confine orientale (il cosiddetto Vallo Alpino del Littorio) rappresentano un patrimonio storico unico di valenza internazionale. L\u2019estensione di queste strutture \u00e8 imponente: solo nella zona della Carnia e del Tarvisiano sono collocati 46 sbarramenti (per un totale di circa 400 opere) degli oltre 300 dei quali era originariamente composto il Vallo Alpino del Littorio. A queste opere vanno aggiunte le oltre 1000 strutture militari realizzate sulla linea del Tagliamento, nella piana di Gorizia e sulla linea del Torre. Nel corso della guerra fredda la zona di confine \u00e8 stata tra le pi\u00f9 militarizzate d\u2019Italia: oltre il 50 per cento del territorio regionale \u00e8 stato infatti interessato da servit\u00f9 militari.<\/p>\n<p> \tA partire dai primi anni Novanta gran parte di queste strutture sono state dismesse e la loro propriet\u00e0 trasferita dal Demanio militare al Demanio civile. Per effetto delle modifiche confinarie intervenute a conclusione della Seconda guerra mondiale, inoltre, una parte considerevole delle opere difensive del cosiddetto Vallo Alpino del Littorio si trova oggi in Slovenia e in Croazia.<\/p>\n<p> \tFino a oggi, in assenza di un piano volto alla conservazione e valorizzazione di questo patrimonio storico, la cura e il recupero delle strutture sono stati in capo all\u2019iniziativa delle amministrazioni comunali o di associazioni private. Negli anni sono state recuperate a uso turistico e didattico quattro strutture da parte di altrettante associazioni: una struttura del Vallo alpino del Littorio (opere 2 e 3 dello sbarramento Invillino Ovest in Comune di Villa Santina), due strutture del Vallo Alpino riadattate dalla Nato negli anni \u201950 (opera 4 dello sbarramento di Ugovizza-Nebria in Comune di Malborghetto-Valbruna; opere 1 e 2 dello sbarramento di Passo monte Croce Carnico in comune di Paluzza) e una struttura \u201cparticolare\u201d, il bunker San Michele in Comune di Savogna d&#39;Isonzo.<\/p>\n<p> \tPer l\u2019attuazione dell\u2019intesa \u00e8 stato costituito un Comitato operativo. Lo compongono, il colonnello <strong>Pasqualino Iannotti<\/strong>, della Direzione dei lavori e del demanio della Difesa; per il Ministero della Cultura, la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, <strong>Simonetta Bonomi<\/strong>; per la Regione Friuli Venezia Giulia, <strong>Francesco Forte<\/strong>, direttore centrale Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi; per l\u2019Agenzia del Demanio, il direttore regionale, <strong>Alessio Casci<\/strong>; per le Universit\u00e0 di Trieste e di Udine, rispettivamente, i professori <strong>Elena Marchigiani<\/strong> e <strong>Tommaso Piffer<\/strong>.<\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019intesa \u2013 ha spiegato l\u2019assessore <strong>Callari<\/strong> \u2013 rappresenta un momento di estrema importanza. Oggi le amministrazioni pubbliche sanno operare in modo sinergico per sviluppare il nostro territorio. Grazie a questo protocollo iniziamo un percorso per recuperare delle strutture in disuso che dobbiamo rivitalizzare, trasformandole in una straordinaria occasione di sviluppo. I giovani devono sapere che non si tratta di ruderi da abbandonare, ma testimoni della nostra storia\u00bb.<\/p>\n<p> \tPer il direttore <strong>Gambardella<\/strong>, \u00abla collaborazione, oggi avviata, rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni che mettono a sistema le proprie risorse per studiare e individuare soluzioni a favore della salvaguardia, della tutela, della conservazione, della valorizzazione e del riuso sociale, culturale e turistico delle strutture difensive presenti sul territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. La sottoscrizione dell\u2019Accordo vuole essere solo l\u2019inizio di un lungo percorso, ci auguriamo, ricco di risultati concreti e tangibili, con l\u2019auspicio che l\u2019ambito di applicazione della partnership possa essere esteso anche ad altre infrastrutture militari presenti sul territorio regionale. Ora come non mai anche nel settore infrastrutturale la Difesa \u00e8 al servizio del Paese\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00abDa anni l\u2019Agenzia del Demanio \u2013 ha affermato <strong>Alessio Casci<\/strong> \u2013 \u00e8 impegnata nell\u2019attivit\u00e0 di mappatura e acquisizione al patrimonio disponibile dello Stato di questi beni, con l\u2019obiettivo di recuperarli per destinarli a nuovi usi, anche tramite gli strumenti della concessione e della locazione a Enti pubblici o privati. Oltre allo sviluppo di studi per la completa conoscenza di questi manufatti, e delle loro intrinseche valenze militari e storiche, i percorsi di valorizzazione condivisi con tutte le altre amministrazioni coinvolte mirano a un recupero che ne garantisca la tutela, la salvaguardia e la conservazione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Roberto Cassanelli<\/strong> ha invece sottolineato come \u00abla sottoscrizione del protocollo d\u2019intesa, che vede coinvolti oltre alle Universit\u00e0 di Trieste e Udine e alla Regione, ben tre Ministeri, il Ministero dell\u2019economia e delle finanze attraverso l\u2019Agenzia del Demanio, la Difesa e infine la Cultura, costituisce anche per il Segretariato, che rappresenta il Ministero della cultura a livello regionale, un atto fondamentale in vista dell\u2019avvio di un processo condiviso di tutela e valorizzazione del sistema di strutture difensive lungo il confine orientale della regione. Si tratta di strutture realizzate dal periodo fascista agli anni della Guerra fredda, che in questo territorio determin\u00f2 momenti di alta tensione. Una valenza storica degna quindi di essere conosciuta, preservata e resa fruibile. Il soggetto attuatore individuato dal Ministero per l\u2019applicazione dell\u2019accordo \u00e8 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, responsabile della tutela in ambito regionale\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019Universit\u00e0 di Trieste \u2013 ha sottolineato il rettore, <strong>Roberto Di Lenarda<\/strong> \u2013 contribuir\u00e0 a questo ambizioso progetto con le sue competenze multidisciplinari. La nostra Regione \u00e8 il territorio ideale per realizzare progetti che coniugano in maniera costruttiva e innovativa turismo, cultura e ambiente. Trovo anche particolarmente significativo che si agisca su strutture che sono memoria di un passato difficile e triste della nostra storia, dando loro nuova vita e soprattutto nuovi significati\u00bb.<\/p>\n<p> \tPer il rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, <strong>Roberto Pinton<\/strong>, \u00abgrazie a questo importante protocollo potranno prendere avvio attivit\u00e0 di studio, tutela e valorizzazione di un patrimonio storico unico a livello nazionale ed europeo. La realizzazione di questo progetto rappresenta una straordinaria opportunit\u00e0 di crescita per il territorio, a cui l\u2019Universit\u00e0 di Udine \u00e8 fortemente legata, di proficua collaborazione tra Istituzioni e di coinvolgimento attivo delle Amministrazioni locali\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siglato oggi il protocollo<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":40677,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-40676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",640,426,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",1000,666,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43942-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Siglato oggi il protocollo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40676\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}