{"id":40475,"date":"2021-10-05T00:00:00","date_gmt":"2021-10-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40475"},"modified":"2021-10-05T00:00:00","modified_gmt":"2021-10-04T23:00:00","slug":"la-battaglia-dallastico-al-piave-restaurato-e-ricostruito-il-film-dal-vero-del-1918","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-battaglia-dallastico-al-piave-restaurato-e-ricostruito-il-film-dal-vero-del-1918\/","title":{"rendered":"La battaglia dall\u2019Astico al Piave: restaurato  e ricostruito il film dal vero del 1918"},"content":{"rendered":"<p> \tL\u2019Universit\u00e0 di Udine ha restaurato e ricostruito la prima edizione italiana del film dal vero \u201c<em>La Battaglia dall\u2019Astico al Piave<\/em>\u201d, testimonianza della fase finale della Prima guerra mondiale sul fronte italiano.<\/p>\n<p> \tRealizzata dal Regio Esercito Italiano nel 1918, l\u2019opera, un documentario di montaggio di 57 minuti, testimonia gli eventi tra il 14 e il 30 giugno 1918 che decisero l\u2019esito della seconda battaglia sul Piave. Tra gli altri, si pu\u00f2 vedere il volo su Vienna guidato da Gabriele D\u2019Annunzio, la resa degli Austro-Ungarici e l&#39;annuncio della vittoria da parte del generale Armando Diaz. Il progetto di recupero \u00e8 stato finanziato al Ministero della cultura che lo ha scelto come secondo fra i 14 beneficiari di sostegno prescelti fra 122 progetti su iniziative di tutela del patrimonio storico della Grande guerra.<\/p>\n<p> \t<strong>Anteprima a Pordenone<\/strong><\/p>\n<p> \tIl film sar\u00e0 proiettato in anteprima europea mercoled\u00ec 6 ottobre, alle 17.30, al teatro Verdi di Pordenone, nell\u2019ambito delle Giornate del cinema muto. Il film sar\u00e0 inoltre mostrato a Roma, Udine, Torino e in altre citt\u00e0 italiane in occasione delle celebrazioni del Milite ignoto.<\/p>\n<p> \t<strong>Gli artefici<\/strong><\/p>\n<p> \tL\u2019opera \u00e8 stato oggetto di un complesso lavoro per la ricostruzione filologica e il restauro dei materiali collazionati presso pi\u00f9 archivi europei da parte di un gruppo di ricerca del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019Ateneo friulano, sotto la direzione scientifica di Simone Venturini. All\u2019impresa hanno collaborato Archivio storico Luce (<strong>Patrizia Cacciani<\/strong>, <strong>Fabrizio Micarelli<\/strong>), Cineteca del Friuli (<strong>Livio Jacob<\/strong>, <strong>Elena Beltrami<\/strong>, <strong>Andrea Tessitore<\/strong>), Cineteca Milano (<strong>Roberto Della Torre<\/strong>), Kinoatelje (<strong>Martina Humar<\/strong>), Lobsters Films (<strong>Serge Bromberg<\/strong>) e Museo nazionale del cinema (<strong>Gabriele Perrone<\/strong>).<\/p>\n<p> \tOltre a Venturini, l\u2019equipe dell\u2019Universit\u00e0 di Udine \u00e8 composta dal direttore tecnico <strong>Gianandrea Sasso<\/strong>, dalla capo-restauratrice <strong>Daniela Pera<\/strong> e dai restauratori <strong>Serena Bellotti<\/strong>, <strong>Anna Donati<\/strong>, <strong>Petra Marlazzi<\/strong> e <strong>Giacomo Vidoni<\/strong>. Importante \u00e8 stato il contributo di esperti del cinema della grande guerra e del periodo storico, tra cui <strong>Livio Jacob, Alessandro Faccioli, Elena Nepoti e Camillo Zadra<\/strong> (ai quali si devono pi\u00f9 identificazioni e intuizioni di ricerca).<\/p>\n<p> \t<strong>Genesi di un restauro <\/strong><\/p>\n<p> \tDel film fino ad oggi sono state documentate quattro versioni. Le versioni italiana e francese del 1918; una versione ridotta \u201cscozzese\u201d del 1918 \u201cda 2000 piedi\u201d di lunghezza e una riedizione del 1927. Il restauro ha ricostruito l&#39;edizione italiana del 1918 avvalendosi di pi\u00f9 materiali filmici conservati presso collezioni e archivi europei. La copia conservata dall\u2019Associazione Kinoatelje si \u00e8 rivelata l\u2019elemento chiave per la ricostruzione della versione italiana del 1918 (una copia nitrato di prima generazione, imbibita e virata, con didascalie italiane e informazioni autografe sul montaggio e le colorazioni). Diverse altre sequenze sono state rintracciate nei materiali provenienti da Cineteca del Friuli e Lobster (copie d\u2019epoca e master che testimoniano la versione francese del 1918) e nei materiali dell&#39;Istituto Luce (un duplicato negativo, in quattro rulli, con didascalie flash che testimoniano sia la versione del 1918 che quella del 1927). La sequenza finale del film proviene dall\u2019Archivio storico del film di Cineteca Milano (copia positiva nitrato, digitalizzata da MIC Lab e risalente alla riedizione del 1927). Un\u2019altra scena mancante \u00e8 stata trovata in \u201cDio segn\u00f2 i confini d&#39;Italia\u201d (1918), conservato dal Museo nazionale del Cinema di Torino (digitalizzato dal Museo). Attualmente i ricercatori dell\u2019ateneo friulano stanno analizzando, su intuizione del direttore della Cineteca del Friuli, pi\u00f9 materiali conservati dalla Library of Congress di Washington, la biblioteca nazionale degli Stati Uniti e la pi\u00f9 grande del mondo, in cui sono state individuate alcune riprese mancanti.<\/p>\n<p> \t<strong>Un lavoro interdisciplinare<\/strong><\/p>\n<p> \tNumerosi materiali non filmici hanno sostenuto e convalidato il restauro e la ricostruzione. Bollettini (Gazzetta Ufficiale del Regno d&#39;Italia) e riviste (The Bioscope, Kinema, Il mattino illustrato, Giornale del Mattino, Il Resto del Carlino) attestano la circolazione del film tra il 1918 e il 1933 in diversi paesi e citt\u00e0. Ma anche e soprattutto documenti da archivi militari, musei (Museo centrale del Risorgimento); libri, diari (come i diari del capitano <strong>Maurizio Rava<\/strong> e del tenente <strong>Luigi Marzocchi<\/strong>) e fotografie degli stessi eventi scattate dai fotografi del Regio Esercito Italiano. In questo modo \u00e8 stato possibile datare e localizzare la maggior parte delle sequenze del film.<\/p>\n<p> \t\u00abConfrontando tra loro documenti, diari, immagini in movimento e fotografie \u2013 spiega Venturini \u2013 abbiamo potuto osservare i momenti chiave da un punto di vista storico prismatico, poich\u00e9 la battaglia \u00e8 stata testimoniata e raccontata da diverse angolazioni. Pi\u00f9 studiosi e specialisti hanno fornito un aiuto fondamentale per localizzare e datare le sequenze e identificare altri testimoni e fonti, quali i materiali di Torino e della Biblioteca del Congresso\u00bb.<\/p>\n<p> \tAttualmente, la ricostruzione attesta pi\u00f9 del 90% dell&#39;edizione italiana, circa 1170 metri sui 1255 registrati dal visto di censura. \u00abQuesto eccezionale risultato \u2013 sottolinea Venturini \u2013 ha permesso di recuperare una fetta importante del patrimonio cinematografico italiano della prima guerra mondiale e di chiarire le relazioni e le contaminazioni tra diversi film e documenti d\u2019epoca\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impresa realizzata dall\u2019Universit\u00e0 di Udine<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":40476,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-40475","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",960,727,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",960,727,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",960,727,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1-300x227.webp",300,227,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",640,485,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",300,227,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",500,379,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",428,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",343,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",300,227,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",960,727,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",960,727,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1-960x720.webp",960,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",960,727,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1.webp",250,189,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43496-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Impresa realizzata dall\u2019Universit\u00e0 di Udine","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40475"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40475\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}