{"id":40405,"date":"2021-09-28T00:00:00","date_gmt":"2021-09-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40405"},"modified":"2021-09-28T00:00:00","modified_gmt":"2021-09-27T23:00:00","slug":"vinicio-capossela-a-sacile-trentanni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/vinicio-capossela-a-sacile-trentanni-dopo\/","title":{"rendered":"Vinicio Capossela a Sacile&#8230; trent&#8217;anni dopo"},"content":{"rendered":"<p> \tTorna l\u2019appuntamento con <strong>Il Volo del Jazz<\/strong>, il festival organizzato dal <strong>Circolo Controtempo, <\/strong>giunto alla sua diciassettesima edizione, curato per la direzione artistica da Loris Nadal, realizzato grazie al sostegno di Comune di Sacile, Regione Friuli Venezia\u00a0Giulia, MIC\u00a0&#8211; Ministero della Cultura e Fondazione Friuli, con\u00a0il supporto di\u00a0Connessioni Circolo Mario Fain Aps.<\/p>\n<p> \tSei i concerti in cartellone, <strong>da sabato 30 ottobre a sabato 4 dicembre<\/strong>, che si terranno nel<strong> Teatro Zancanaro <\/strong>di<strong> Sacile<\/strong>. Protagoniste le grandi stelle del jazz, com\u2019\u00e8 nel DNA del festival, il cui obiettivo \u00e8 portare la musica dei pi\u00f9 grandi jazzisti internazionali in Friuli Venezia Giulia, spesso declinata in progetti esclusivi e proposte nate appositamente per la rassegna.<\/p>\n<p> \tScorrendo il programma in ordine cronologico, quest\u2019anno sono attesi i concerti di big quali il trombettista statunitense <strong>Theo Croker<\/strong> (sabato 30 ottobre) che a Sacile presenta il suo ultimo disco, \u201cBlk2life || A Future Past\u201d; il cantante jazz statunitense <strong>Kurt Elling<\/strong> che si esibisce con la Symphony Orchestra dell\u2019<strong>Accademia Musicale Naonis <\/strong>(venerd\u00ec 5 novembre); il trio guidato dal pianista, compositore e arrangiatore londinese, premiato ai Grammy, <strong>Bill Laurance <\/strong>(sabato 13 novembre); la band\u00a0 del batterista tedesco <strong>Wolfgang Haffner<\/strong> (sabato 27 novembre) che presenta il suo ultimo album, \u201cHaffner plays Haffner\u201d.<\/p>\n<p> \tDai ritmi jazz made in USA e UK, passando per le atmosfere del Nord Europa, fino alla serata conclusiva dai ritmi caldi e avvolgenti, con il pianista cubano <strong>Omar Sosa<\/strong> e il maestro di kora e cantante senegalese <strong>Seckou Keita<\/strong> (sabato 4 dicembre).<\/p>\n<p> \tE, infine, un ospite davvero speciale, <strong>Vinicio Capossela<\/strong> (domenica 21 novembre), che ripropone, in esclusiva per il Nordest, e unica data insieme a quella del Jazz Mi di Milano, il suo primo disco, \u201cAll\u2019una e trentacinque circa\u201d, a trent\u2019anni dall\u2019uscita.<\/p>\n<p> \tSi comincia<strong> sabato 30 ottobre<\/strong>, <strong>alle 21<\/strong>, con il concerto di <strong>Theo Croker<\/strong>, sul palco con <strong>Mike King<\/strong> alle tastiere, <strong>Eric Wheeler<\/strong> al basso e <strong>Shekwaga Ode<\/strong> alla batteria. Theo Croker \u00e8 un cantastorie che parla attraverso la sua tromba. Un creativo che rifiuta ogni confine: un artista, compositore, produttore e influencer nominato ai Grammy Award, che proietta la sua voce attraverso la musica. Dopo il successo di \u201cEscape Velocity\u201d nel 2016, \u00e8 salito a una nuova stratosfera con \u201cStar People Nation\u201d nel 2019, ottenendo una nomination nella categoria \u201cBest Contemporary Instrumental Album\u201d ai 62\u00b0 Grammy Awards. Nel 2020, a causa della pandemia si rifugia nella sua casa di infanzia in Florida, dove crea il suo sesto e ultimo album <em>Blk2life || A Future Past<\/em>, che nasce da un vecchio e moribondo piano <em>Fender Rhodes<\/em>, la tromba e il suo magico talento.<\/p>\n<p> \t<strong>Venerd\u00ec 5 novembre<\/strong>,<strong> alle 21<\/strong>, appuntamento con la stella del jazz internazionale, <strong>Kurt Elling<\/strong> che si esibisce con la Symphony Orchestra dell\u2019<strong>Accademia Musicale Naonis<\/strong>; al pianoforte, <strong>Glauco Venier<\/strong> mentre, a dirigere l\u2019orchestra, \u00e8 <strong>Valter Sivilotti<\/strong>. Una collaborazione preziosa quella tra l\u2019Accademia Musicale Naonis e Kurt Elling, che vede i migliori musicisti del Friuli Venezia Giulia sul palco con il crooner di fama mondiale, per eseguire insieme un programma di canzoni e standard jazz. Vincitore del Grammy, Kurt Elling \u00e8 tra i pi\u00f9 importanti cantanti jazz viventi; ha vinto il sondaggio della critica <em>Down Beat<\/em> per quattordici anni consecutivi ed \u00e8 stato nominato, per otto volte nello stesso arco di tempo,<em> Male Singer Of The Year<\/em> dalla Jazz Journalists Associations. Tutti gli album di Elling sono stati nominati per un Grammy.<\/p>\n<p> \t<strong>Sabato 13 novembre<\/strong>, <strong>alle 21,<\/strong> appuntamento con il sound londinese del <strong>Bill Laurance Trio<\/strong>. Protagonista il pianista, compositore e arrangiatore inglese, <strong>Bill Laurance<\/strong>, che ha intrapreso una fiorente carriera solista in seguito al successo mondiale del gruppo <em>Snarky Puppy<\/em>. Con lui in formazione, il bassista <strong>Jonathan Harvey<\/strong> e il batterista <strong>Marijus Aleks<\/strong>. Laurance ha pubblicato il suo album di debutto da solista, <em>Flint<\/em>, nel 2014, seguito poco dopo da <em>Swift<\/em>. Il 2016 ha visto la pubblicazione della sua terza fatica da solista, <em>Aftersun<\/em>, seguito dal primo album dal vivo registrato alla Union Chapel di Londra. Del 2019 \u00e8 il suo quinto album, <em>Cables<\/em>, in concomitanza con il lancio della sua etichetta discografica, <em>Flint Music<\/em>. Il suo primo concept album trae ispirazione dalla crescita esponenziale della tecnologia: una registrazione interamente solista in cui Laurance suona ogni strumento. Laurance ha recentemente contribuito al documentario, <em>David Crosby: Remember My Name<\/em>, e ha scritto la sua prima colonna sonora da lungometraggio per <em>Un Traductor<\/em>: entrambi i lavori hanno ricevuto una nomination al Sundance Film Festival.<\/p>\n<p> \tGrande attesa, poi, per il concerto di<strong> Vinicio Capossela, domenica 21 novembre<\/strong>, <strong>alle 21:<\/strong><strong> \u201cRound One Thirty Five<\/strong>\u201d evento speciale che il cantautore porter\u00e0 soltanto al Jazz Mi di Milano e al festival Il Volo del jazz. Riproporr\u00e0 a distanza di trent\u2019anni (ormai 31 in realt\u00e0, ma l\u2019anno scorso la pandemia ha impedito la celebrazione dell\u2019anniversario) quel disco che diede inizio alla sua carriera &#8211; <em>All\u2019una e trentacinque circa<\/em> &#8211; album di debutto che gli valse la Targa Tenco, successivamente attribuitagli altre quattro volte negli anni successivi. Un capolavoro di trepidazione e sincerit\u00e0, pubblicato grazie al produttore Renzo Fantini, la cui title track \u00e8 una parodia jazz dell\u2019umanit\u00e0 di sognatori e delusi che popola la notte e i suoi bar. Canzoni suonate con gli stessi ingredienti, la stessa giovinezza piena di speranza, castelli di sabbia che sono durati nel tempo. Dopo quel disco Vinicio ha avuto la carriera che ha avuto, incommensurabile, ma quegli anni, quelle canzoni, quel disco, li ha sempre portati con s\u00e9 in una confezione salva-freschezza che ha del miracoloso. Ed \u00e8 uscito a settembre, edito da Feltrinelli, l\u2019ultimo libro dell\u2019artista, <em>Eclissica<\/em>, un lunario, un abecedario, un diario di bordo, una narrazione del visibile e dell\u2019invisibile: un viaggio nell\u2019opera di un autore, e un viaggio dell\u2019autore nelle opere della vita. \u00c8 un libro nato dall\u2019oscuramento generale di una eclissi, che procede per lampi.<\/p>\n<p> \tIn collaborazione con Connessioni \u2013 Circolo Mario Fain APS nell\u2019ambito di \u201cRiflessi\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>Sabato 27 novembre<\/strong>,<strong> alle 21,<\/strong> il Teatro Zancanaro ospita il grande batterista tedesco, <strong>Wolfgang Haffner<\/strong>, in trio con <strong>Simon Oslender<\/strong> alle tastiere e <strong>Thomas Stieger<\/strong> al basso. Il due volte vincitore dell&#39;Echo Jazz Award \u00e8 senza dubbio il batterista tedesco pi\u00f9 conosciuto, e allo stesso tempo, uno dei pochi musicisti tedeschi che hanno anche successo a livello mondiale. Ha suonato in 3500 concerti in 100 paesi, in tutti i continenti. La lista dei musicisti con cui Haffner ha fatto tour e registrato \u00e8 quasi infinita: Al Jarreau, Chaka Khan, Pat Metheny, Gregory Porter, Jan Garbarek, Nils Landgren, Till Br\u00f6nner, Esbj\u00f6rn Svensson, The Brecker Brothers, Bill Evans, Bob James, Die Fantastischen Vier, Thomas Quasthoff, Albert Mangelsdorff, Konstantin Wecker, Klaus Doldinger, per nominarne solo alcuni. Come molti tra i migliori musicisti, per\u00f2, Wolfgang Haffner non si \u00e8 accontentato di suonare solo la batteria; fin dagli inizi della sua carriera ha iniziato a comporre e produrre. Ha prodotto artisti come Max Mutzke e la band fusion islandese Mezzoforte. Haffner ha pubblicato finora 18 album con il suo nome.<\/p>\n<p> \t<strong>Sabato 4 dicembre alle 21<\/strong>, gran finale con due miti del jazz, il pianista <strong>Omar Sosa<\/strong> e il maestro della kora e cantante <strong>Seckou<\/strong> <strong>Keita<\/strong>, accompagnati dalla batteria di <strong>Gustavo Ovalles<\/strong>. Il leggendario duo, a Sacile, presenta <em>SUBA<\/em>, loro secondo album. Scritto e registrato nel 2020 durante il lockdown globale, il disco \u00e8 un inno alla speranza, a una nuova alba di compassione e di cambiamento reale del mondo dopo la pandemia, nonch\u00e9 un richiamo viscerale ad una preghiera perenne per la pace e l\u2019unione tra le persone. L\u2019Oceano Atlantico separa Cuba e Senegal, paesi d\u2019origine rispettivamente di Omar Sosa e Seckou Keita, una distanza temperata dalla loro comune e ancestrale connessione con l\u2019Africa. SUBA significa \u2018alba\u2019 in Mandinka, la lingua nativa di Seckou, e l\u2019alba \u00e8 anche il suo momento preferito della giornata, un\u2019ora di energia e speranza. Per Omar, l\u2019album \u00e8 una sentita reiterazione delle pi\u00f9 antiche preghiere dell\u2019umanit\u00e0. \u201cIl progetto \u00e8 l\u2019Africa, fatta a modo nostro. Presentiamo le nostre tradizioni, ma sempre nel rispetto e nell\u2019ascolto dell\u2019altro, con molta umilt\u00e0. Nessuno al commando, al comando c\u2019\u00e8 la musica, al comando c\u2019\u00e8 il messaggio. Ci\u00f2 che l\u2019Africa pu\u00f2 insegnare al mondo \u00e8 la spiritualit\u00e0 che si nasconde dietro ogni cosa\u201d &#8211; dice Omar &#8211; \u201cSiamo spesso schiavi della nostra pazza e umiliante societ\u00e0, dove tutti hanno bisogno di avere successo\u201d.<\/p>\n<p> \tIl concerto \u00e8 realizzato in collaborazione con Caritas Diocesana Concordia-Pordenone e Cinemazero nell\u2019ambito della rassegna \u201cGli occhi dell\u2019Africa\u201d.<\/p>\n<p> \tDa sempre la rassegna \u00e8 completata e arricchita da alcuni eventi, che quest\u2019anno ruotano attorno a una figura leggendaria, il geniale Charles Mingus, del quale nel 2022 ricorrer\u00e0 il centenario della nascita. Un progetto realizzato in <strong>collaborazione fra Circolo Controtempo e Paff! Palazzo Arti Fumetto Friuli,<\/strong> che si esprime in pi\u00f9 iniziative e che anticipa le celebrazioni di cui sar\u00e0 costellato l\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p> \t<strong>Il centenario di Charles Mingus, un libro e una mostra.<\/strong><\/p>\n<p> \tScritta da Flavio Massarutto e disegnata da Pasquale Todisco \u201cSquaz\u201d, la graphic novel <strong>\u201cMingus\u201d,<\/strong> pubblicata da Coconino Press (Fandango), \u00e8 il ritratto di un musicista che \u00e8 lo specchio di un\u2019epoca, di un compositore geniale che \u00e8 stato anche uno degli artisti pi\u00f9 limpidamente impegnati a denunciare il razzismo. Nelle parole di Massarutto e nelle suggestive tavole di Squaz, che reinterpretano anche alcune celebri copertine dei dischi di Mingus, rivive la parabola bruciante di un uomo inquieto, sempre alla ricerca della perfezione, in perenne lotta con se stesso e col mondo: un maestro capace di lasciare un segno indelebile nel panorama musicale.<\/p>\n<p> \tE proprio al PAFF! di Pordenone, inaugurata durante Pordenonelegge, sar\u00e0 aperta fino al 19 dicembre la mostra \u201c<strong>MINGUS \u2013 Master of Jazz\u201d<\/strong>, che vede in esposizione le tavole originali di Squaz<\/p>\n<p> \t\u00c8 curata da Pasquale Todisco-Squaz anche la grafica della diciassettesima edizione de Il Volo del Jazz, che come ogni anno si affida a un grande artista per rappresentare il festival. Nato a Taranto nel 1970, Squaz ha esordito su riviste indipendenti del panorama nazionale e internazionale. In seguito ha pubblicato illustrazioni e fumetti sulle maggiori riviste italiane (Rolling Stone, Internazionale, Linus, La Lettura del Corriere della Sera). \u00c8 autore di diversi graphic-novels tra i quali \u201cPandemonio\u201d, \u201cMinus Habens\u201d, \u201cLe 5 fasi\u201d, \u201cL\u2019Eredit\u00e0\u201d, \u201cTutte Le Ossessioni di Victor\u201d e \u201cSaro Breve\u201d. Il suo ultimo volume a fumetti \u00e8 \u201cMingus\u201d, su testi di Flavio Massarutto (Coconino Press\/Ass.Cult.Controptempo). Attualmente \u00e8 docente presso la Scuola Internazionale di Comics di Milano.<\/p>\n<p> \tNel corso della rassegna, quest\u2019anno, il pittore e illustratore <strong>Andrea Venerus<\/strong>, insieme alla sua classe-laboratorio di disegno e pittura del PAFF! ritrarr\u00e0 le protagoniste e i protagonisti de Il Volo del Jazz durante le loro esibizioni. Queste sessioni di disegno libero dal vivo saranno precedute da quattro incontri preparatori per imparare come &#8220;guardare&#8221; la musica, fermandone su carta movimenti e colori grazie ai pastelli ad olio in quella che potremmo definire una sinestesia &#8220;concreta\u201d.<\/p>\n<p> \tLa rassegna \u00e8 stata presentata oggi nell\u2019ex chiesa di San Gregorio a Sacile, con interventi di <strong>Loris Nadal<\/strong>, direttore artistico della rassegna; <strong>Paola Martini<\/strong>, presidente di Circolo Controtempo; <strong>Carlo Spagnol<\/strong>, sindaco di Sacile; <strong>Ruggero Spagnol<\/strong> e <strong>Roberta Lot<\/strong>, assessori alla cultura e al turismo Comune di Sacile, e <strong>Valter Sivilotti<\/strong>, direttore dell\u2019Orchestra Naonis.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per &#8220;Il Volo del Jazz&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":40406,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-40405","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1-300x176.webp",300,176,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",640,376,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",300,176,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",500,294,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",474,278,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",391,230,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",300,176,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",1000,587,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1.webp",250,147,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43364-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Per \"Il Volo del Jazz\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40405"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40405\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}