{"id":40324,"date":"2021-09-20T00:00:00","date_gmt":"2021-09-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40324"},"modified":"2021-09-20T00:00:00","modified_gmt":"2021-09-19T23:00:00","slug":"il-cinema-muto-torna-in-scena-a-pordenone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-cinema-muto-torna-in-scena-a-pordenone\/","title":{"rendered":"Il Cinema Muto torna in scena a Pordenone"},"content":{"rendered":"<p> \tLe<strong> Giornate del Cinema Muto<\/strong> celebrano la <strong>40<sup>a<\/sup> edizione<\/strong> tornando in presenza e con una selezione di film e altri appuntamenti anche online.<\/p>\n<p> \tIl festival si svolger\u00e0 al <strong>Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone<\/strong>, <strong>dal 2 al 9 ottobre<\/strong>, preceduto da un evento speciale di pre-apertura la sera di venerd\u00ec 1\u00b0 ottobre e con la replica dell\u2019evento orchestrale di chiusura il pomeriggio di domenica 10 ottobre. Per la programmazione online, che lo scorso anno con la 39<sup>a<\/sup> \u201cLimited Edition\u201d ha riscosso un enorme successo, ci si affider\u00e0 nuovamente alla professionalit\u00e0 del partner MYmovies.<\/p>\n<p> \tAlla conferenza stampa di presentazione dell\u2019evento sono intervenuti l\u2019assessore alla cultura della Regione Friuli Venezia Giulia <strong>Tiziana Gibelli<\/strong>, l&#39;assessore alla cultura di Pordenone <strong>Pietro Tropeano<\/strong>, il sindaco di Sacile <strong>Carlo Spagnol<\/strong>,\u00a0il direttore della Fondazione Friuli <strong>Luciano Nonis<\/strong> e il presidente di Cinemazero e del Teatro Comunale Giuseppe Verdi <strong>Giovanni Lessio<\/strong>.<\/p>\n<p> \tA causa dei limiti imposti dalla pandemia soprattutto negli spostamenti internazionali, e delle necessarie norme anti-contagio, non potr\u00e0 essere neanche quest\u2019anno un\u2019edizione come le altre.<\/p>\n<p> \tCon il programma in presenza e online il festival raddoppia e se il numero di film, suddivisi a Teatro in quattro sessioni di proiezioni giornaliere, sar\u00e0 inferiore al solito, la proposta resta ricca e la prospettiva molto ampia. Come rimarca il direttore <strong>Jay Weissberg<\/strong> \u201canche quest\u2019anno attraverseremo il mondo: assisteremo al funerale dell\u2019ultimo imperatore di Corea e voleremo in India con Ellen Richter, stella della cultura di Weimar. Cecil B. DeMille ci trasporter\u00e0 magicamente dal Texas al Siam, e l\u2019atleta olimpico Snowy Baker mostrer\u00e0 la sua abilit\u00e0 e il suo bel fisico nell\u2019entroterra australiano. Vedremo Marlene Dietrich e Myrna Loy come non le abbiamo mai immaginate, e Douglas Fairbanks come lo immaginiamo sempre, mentre si lancia gioiosamente per aria per salvare la donna che ama. Avremo la rara possibilit\u00e0 di vedere la diva, troppo trascurata, Soava Gallone in uno dei suoi grandi ruoli, e vivremo gli orrori della guerra con i soldati italiani sul fronte del Piave. Questo \u00e8 quello che proponiamo, perch\u00e9 il cinema \u00e8 pi\u00f9 di un diversivo, pi\u00f9 di un hobby. \u00c8 un modo per aprirsi al mondo, per capire da dove veniamo, e per sapere meglio dove stiamo andando.\u201d<\/p>\n<p> \tIl cinema come apertura a una maggiore consapevolezza trova certamente riscontro in un programma che, come gi\u00e0 in passato, mette in risalto il ruolo delle donne nella storia del cinema, davanti e dietro la macchina da presa.<\/p>\n<p> \tDi assoluta riscoperta \u00e8 la sezione principale del programma 2021, dedicata all\u2019attrice e produttrice <strong>Ellen Richter<\/strong>, star del cinema di Weimar dalla forte personalit\u00e0, all\u2019epoca popolarissima in molti Paesi, inclusa l\u2019Italia, ma il cui nome \u00e8 stato poi dimenticato insieme agli oltre 70 lungometraggi (la met\u00e0 prodotti da lei stessa) di cui \u00e8 stata versatile protagonista, quasi sempre con la regia del marito Willi Wolff. Solo grazie alle ricerche degli studiosi Oliver Hanley e Philipp Stiasny diversi titoli sono riemersi negli archivi di Germania, Russia, Paesi Bassi e Francia. Fra questi, <strong><em>Lola Montez, die T\u00e4nzerin des K\u00f6nigs<\/em><\/strong> (Lola Montez, la danzatrice del re), del 1922, in cui Richter interpreta l\u2019accattivante cortigiana; <strong><em>Die Frau mit den Millionen<\/em><\/strong> (La signora dei milioni) del 1923, un film d\u2019avventura orientalista in tre parti scoperto al Gosfilmofond di Mosca; e la deliziosa commedia <strong><em>Moral<\/em> <\/strong>[Moralit\u00e0 (1928), in cui la star di una compagnia di rivista si diverte a smascherare l\u2019ipocrisia del perbenismo provinciale. La retrospettiva include anche <strong><em>Der Juxbaron<\/em><\/strong> [Il barone immaginario (1927), affascinante commedia degli errori, prodotta ma non interpretata da Ellen Richter e che ci permette invece di apprezzare l\u2019avvio di carriera della futura diva <strong>Marlene Dietrich<\/strong>, qui nel suo primo significativo ruolo di contorno accanto al protagonista Reinhold Sch\u00fcnzel.<\/p>\n<p> \tUn\u2019altra corposa retrospettiva \u00e8 dedicata alle <strong>sceneggiatrici americane<\/strong>, dominatrici assolute nel campo e capaci di esprimere il proprio talento in ogni genere cinematografico. Si celebrano alcune personalit\u00e0 all\u2019epoca molto note come <strong>Agnes Christine Johnston<\/strong> e <strong>Anita Loos<\/strong>. Autrice del romanzo <em>Gentlemen Prefer Blondes<\/em> (<em>I signori preferiscono le bionde<\/em>), da cui il film di Howard Hawks con Marilyn Monroe e Jane Russell, Loos era gi\u00e0 famosa negli anni Dieci e Venti e il suo nome era legato a tanti film successo con star come <strong>Douglas Fairbanks<\/strong> e <strong>Constance Talmadge<\/strong>, due dei quali, <em>American Aristocracy<\/em> e <em>A Temperamental Wife<\/em>, si vedranno a Pordenone. Il talento immaginifico di <strong>Sada Cowan<\/strong> e <strong>Beulah Marie Dix<\/strong> si espresse, fra gli altri, nel film di <strong>Cecil B. DeMille <\/strong><em>Fool\u2019s Paradise (Paradiso folle<\/em>, 1921), che pure fa parte del programma, cos\u00ec come <strong><em>Galoppo di gloria<\/em><\/strong> (<em>Kentucky Pride<\/em>, 1925) diretto da <strong>John Ford<\/strong>. A scrivere quest\u2019ultimo fu <strong>Dorothy Yost<\/strong>, pi\u00f9 tardi sceneggiatrice di tanti film di Fred Astaire e Ginger Rogers. Uno dei motivi di interesse del film, ambientato nel mondo dell\u2019equitazione, \u00e8 che adotta il punto di vista dei cavalli e il cast animale include alcuni dei pi\u00f9 famosi cavalli da corsa dell&#39;epoca, in particolare Man o\u2019 War, la cui fama e le cui vittorie gli hanno guadagnato, nel 1999, il titolo di pi\u00f9 grande cavallo da corsa del XX secolo.<\/p>\n<p> \tAncora donne protagoniste nella nuova rassegna, la terza dopo quelle del 2017 e del 2019, di <strong>Nasty Women<\/strong>, le comiche ostili alle convenzioni e ai ruoli di genere, capaci di rivoluzionare il modo in cui si guarda alle origini della commedia cinematografica e ormai amatissime dal pubblico delle Giornate. Sempre a cura di Maggie Hennefeld e Laura Horak, la nuova serie comprende soprattutto cortometraggi francesi e americani girati fra il 1899 e il 1914, cui si aggiunge il lungometraggio <strong><em>Phil-for-Short<\/em><\/strong>, con <strong>Evelyn Greeley<\/strong> nei panni di una maschietta che si rifiuta di conformarsi alle aspettative degli uomini che la circondano. A scrivere questa deliziosa commedia fu <strong>Clara Beranger<\/strong>, presente anche nella sezione dedicata alle sceneggiatrici americane con <em>Miss Lulu Bett<\/em>.<\/p>\n<p> \tLa magia delle Giornate del Cinema Muto \u00e8 nella fusione perfetta fra le immagini del passato e la musica dal vivo che rende unica ogni proiezione, e accanto alle performance dei pianisti del festival non mancano mai <strong>eventi speciali <\/strong>con ensemble e con l\u2019orchestra.<\/p>\n<p> \tNella serata di pre-apertura, venerd\u00ec 1\u00b0 ottobre al Teatro Zancanaro di Sacile sar\u00e0 proiettato, in occasione del settecentenario dantesco, <strong><em>Maciste all\u2019inferno<\/em><\/strong> (1926) di <strong>Guido Brignone<\/strong>, con Bartolomeo Pagano, accompagnato dal vivo con la musica composta da <strong>Teho Teardo<\/strong> in stretta collaborazione con <strong>Zerorchestra<\/strong>. Anche per la presenza di alcune immagini \u201cos\u00e9\u201d, all\u2019epoca il film ebbe problemi di censura che ne ritardarono l\u2019uscita ma ottenne un notevole successo. La copia restaurata proviene dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.<\/p>\n<p> \tA inaugurare ufficialmente il festival, sabato 2 ottobre al Teatro Verdi, sar\u00e0 il capolavoro <strong><em>Lady Windermere&#39;s Fan<\/em><\/strong> (<em>Il ventaglio di Lady Windermere<\/em>) (1925), che <strong>Ernst Lubitsch<\/strong> ha tratto, cogliendone ogni sfumatura, dall\u2019omonima commedia teatrale di Oscar Wilde. Presentato nel nuovissimo restauro del Museum of Modern Art di New York e con la musica per trio (violoncello, violino, pianoforte) composta da <strong>Carl Davis<\/strong>, oltre che alla maestria e alla sensibilit\u00e0 del regista il film deve molto all\u2019interpretazione di Irene Rich nei panni della \u201cscandalosa\u201d Mrs. Erlynne.<\/p>\n<p> \tAll\u2019insegna della sensualit\u00e0 anche l&#39;evento musicale di met\u00e0 settimana (mercoled\u00ec 6 ottobre), realizzato in collaborazione con la Slovenska kinoteka. Il dramma ceco <strong><em>Erotikon<\/em><\/strong> (1929) di Gustav Machat\u00fd, con l&#39;attrice slovena Ita Rina, \u00e8 accompagnato con la partitura del compositore <strong>Andrej Gori\u010dar<\/strong> eseguita da un ensemble di sette musicisti.<\/p>\n<p> \tGrande spettacolo nell\u2019evento finale di sabato 9 ottobre, in replica domenica 10, quando <strong>l\u2019Orchestra San Marco di Pordenone<\/strong> eseguir\u00e0 <strong>in prima mondiale<\/strong> l\u2019accompagnamento di <strong>G\u00fcnter Buchwald<\/strong> per <strong><em>Casanova<\/em><\/strong> (1927) di <strong>Alexandre Volkoff<\/strong>, nella copia restaurata dalla Cin\u00e9math\u00e8que fran\u00e7aise. Basato sulle memorie del grande avventuriero e libertino Giacomo Casanova, interpretato dal divo Ivan Mosjoukine, il film \u00e8 una sontuosa rievocazione di un mondo scomparso alla fine del Settecento e grazie anche alle magiche architetture di Venezia, dove \u00e8 stato in parte girato, contiene immagini di straordinaria bellezza.<\/p>\n<p> \tSorprenderanno il pubblico anche alcune rarit\u00e0 provenienti dalla cineteca di Seoul. Oggi il cinema sudcoreano vanta numerosi autori famosi nel mondo ma del <strong>cinema coreano<\/strong> del passato si conosce e sopravvive pochissimo. Sar\u00e0 dunque un privilegio poter scoprire le bellezze e alcuni momenti e aspetti della vita del Paese documentati in diari di viaggio e cronache dal 1899 fino ai primi anni \u201930, e vedere qualcuno dei pochissimi titoli di fiction superstiti. \u00c8 una vera curiosit\u00e0 il melodramma criminale <em>A Public Prosecutor and a Teacher<\/em> [Il pubblico ministero e l\u2019insegnante], un film muto realizzato nel 1948, quando dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale l\u2019industria che da tempo era passata al sonoro torn\u00f2 in parte a girare film muti in 16 mm, accompagnati da un <em>byeonsa<\/em>, l\u2019equivalente coreano del narratore <em>benshi<\/em> giapponese.<\/p>\n<p> \tDal National Film &#038; Sound Archive of Australia, che li ha restaurati, arrivano tre film \u2013 <em>The Man From Kangaroo<\/em> (1919), <em>The Empire Builders<\/em> (1924) e <em>The Sword of Valor<\/em> (1924) \u2013 con l\u2019atleta australiano Reginald Leslie Baker, conosciuto nel mondo come <strong>Snowy Baker<\/strong>. Capace di eccellere in numerose discipline sportive, dal rugby al pugilato, dal nuoto all&#39;equitazione, e vincitore di una medaglia d&#39;argento alle Olimpiadi di Londra del 1908, Baker seppe sfruttare le sue doti anche nel cinema, prima in Australia e poi negli Stati Uniti, lavorando in film che ne mettevano in risalto l\u2019agilit\u00e0 e la temerariet\u00e0 fisica.<\/p>\n<p> \tLa sezione dedicata ai nuovi ritrovamenti e restauri riserva quest\u2019anno tante sorprese, fra cui la commedia \u201cblackface\u201d con <strong>Myrna Loy<\/strong>, <strong><em>Ham and Eggs at the Front<\/em><\/strong> (<em>Due negri al fronte<\/em>, 1927), riscoperto in una copia con didascalie italiane alla Cineteca Italiana di Milano; <strong><em>Jokeren<\/em><\/strong> [Il Jolly] (1928), bellissimo film danese firmato dal regista tedesco Georg Jacoby, con un cast internazionale, ambientato durante lo spettacolare Carnevale di Nizza; e <strong><em>La battaglia dall\u2019Astico al Piave<\/em><\/strong> (1918), resoconto illuminante delle condizioni strazianti sul fronte italiano durante la campagna che segn\u00f2 la caduta dell\u2019Impero austro-ungarico. Il film \u00e8 appena stato restaurato dall\u2019Universit\u00e0 di Udine in collaborazione con altri archivi italiani fra cui la Cineteca del Friuli, che presenta anche una serie di cortometraggi degli anni \u201910 che testimoniano la grande creativit\u00e0 del cinema italiano nel periodo precedente la guerra. Altra rarit\u00e0 italiana, ma proveniente dall\u2019archivio di Praga, \u00e8 <strong><em>All\u2019ombra d\u2019un trono<\/em><\/strong> di <strong>Carmine Gallone<\/strong>, con la diva <strong>Soava Gallone<\/strong>: un piccolo assaggio dell\u2019attesa retrospettiva \u201cRuritania\u201d, fissata per il 2022.<\/p>\n<p> \tUna fra le pi\u00f9 complesse operazioni di restauro \u00e8 stata realizzata dalla Lobster Films di Parigi, che utilizzando copie provenienti da numerose cineteche ha riportato in vita l&#39;ultimo film di <strong>Max Linder,<\/strong> <em>Max, der Zirkusk\u00f6nig <\/em>(<em>Le Roi du cirque<\/em> \/ <em>Il domatore dell\u2019amore<\/em>, 1924) per un\u2019emozionante prima assoluta alle Giornate, nate nel 1982 con una rassegna dedicata al grande comico francese. Anche il poster della 40<sup>a<\/sup> edizione rende omaggio a Linder, che vi appare con Vilma B\u00e1nky, sua partner nel film.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2 al 9 ottobre<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":40325,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-40324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",1000,748,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",1000,748,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",1000,748,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1-300x224.webp",300,224,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",640,479,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",300,224,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",500,374,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",433,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",348,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",300,224,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",1000,748,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",1000,748,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",1000,748,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1.webp",250,187,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/43211-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Dal 2 al 9 ottobre","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40324\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}