{"id":40031,"date":"2021-08-06T00:00:00","date_gmt":"2021-08-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=40031"},"modified":"2021-08-06T00:00:00","modified_gmt":"2021-08-05T23:00:00","slug":"prima-campagna-in-artico-per-la-n-r-laura-bassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/prima-campagna-in-artico-per-la-n-r-laura-bassi\/","title":{"rendered":"Prima campagna in Artico per la N\/R Laura Bassi"},"content":{"rendered":"<p> \tLa <u><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/10556\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\"><strong>nave rompighiaccio N\/R Laura Bassi<\/strong><\/span><\/a><\/u> inizia oggi la sua <strong>prima spedizione scientifica in Artico<\/strong>, che realizzer\u00e0 tre progetti di ricerca proposti da ricercatori dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale \u2013 OGS e del Consiglio Nazionale delle Ricerche &#8211; CNR, finanziati dal Programma di Ricerche in Artico del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca \u2013 MUR e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale \u2013 MAECI.<\/p>\n<p> \tLa spedizione, della durata totale di 40 giorni, inizier\u00e0 e si concluder\u00e0 a Bergen (Norvegia) con un rapido scalo per cambio equipaggio a Longyearbyen (Isole Svalbard, Norvegia). La nave eseguir\u00e0 inoltre altre operazioni di posa e manutenzione di strumentazione oceanografica nelle acque delle Svalbard. Saranno coinvolti circa 40 ricercatori di OGS e CNR.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong><em>La missione<\/em><\/strong><\/p>\n<p> \tLa nave, di propriet\u00e0 dell\u2019OGS e attiva a servizio di tutta la comunit\u00e0 scientifica italiana, \u00e8 partita oggi da Bergen e seguir\u00e0 dapprima una rotta che la porter\u00e0 a ridosso della Groenlandia, da qui si proseguir\u00e0 in avvicinamento alle sole Svalbard e oltre fino al Mare di Barents. Alla fine di agosto la nave far\u00e0 scalo a Longyearbyen e proseguir\u00e0 poi con una seconda fase di ricerca sempre nel Mare di Barents, il tutto tenendosi sempre oltre il Circolo Polare Artico.<\/p>\n<p> \tGeofisica e oceanografia sono al centro delle attivit\u00e0 dei tre grandi progetti della missione, coordinati rispettivamente da <strong>Renata Lucchi<\/strong> di OGS, <strong>Maurizio Azzaro <\/strong>del CNR-ISP e da <strong>Laura Ghigliotti<\/strong> del CNR-IAS, finanziati dal PRA (Programma di Ricerca in Artico) in base alla valutazione di un comitato di esperti internazionale, che avranno lo scopo di indagare sia i mutamenti in atto nella regione causati dai cambiamenti climatici e il ruolo dell\u2019impatto antropico sui processi globali, sia l\u2019evoluzione dell\u2019ambiente marino artico nella storia recente della Terra. La raccolta di campioni di acqua marina a diverse profondit\u00e0, di cui verranno analizzate le propriet\u00e0 fisiche, chimiche e biochimiche attraverso la soglia oceanica che separa l\u2019Oceano Atlantico dall\u2019Oceano Artico, \u00e8 il focus del progetto CASSANDRA.<\/p>\n<p> \tLa risposta delle comunit\u00e0 biologiche di pesci al cambiamento climatico \u00e8 invece l\u2019obiettivo del progetto CHANGE, che si svolger\u00e0 lungo la costa della Groenlandia nord-orientale all\u2019imbocco dello Stretto di Fram. Il progetto IRYDIA investigher\u00e0 infine la risposta degli oceani del passato ai cambiamenti climatici naturali determinati dalle alternanze di epoche glaciali ed interglaciali. Tutti i progetti si svolgeranno in stretta collaborazione con gruppi di ricerca internazionali. L\u2019ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#39;energia e lo sviluppo economico sostenibile) fornir\u00e0 supporto alla gestione dell\u2019infrastruttura ICT e di navigazione e ha curato l\u2019istallazione di una stazione meteorologica automatica.<\/p>\n<p> \tVerranno inoltre realizzate alcune attivit\u00e0 che prevedono la manutenzione di osservatori marini profondi al largo delle Svalbard (attivit\u00e0 cancellata nel 2020 a causa delle restrizioni Covid-19), posizionati nella parte sud-orientale dello Stretto di Fram, dove lo scambio delle masse d\u2019acqua oceanica atlantiche e artiche \u00e8 da molti decenni oggetto di studio della comunit\u00e0 scientifica internazionale. Questi dati, che OGS e CNR raccolgono in maniera continua dal 2014, rappresentano un\u2019opportunit\u00e0 unica per contribuire alla comprensione delle conseguenze indotte dal progressivo riscaldamento globale.<\/p>\n<p> \tUn\u2019ultima attivit\u00e0 vedr\u00e0 anche la collaborazione con due istituti indiani, il National Institute of Ocean Technology &#8211; NIOT e il National Centre for Polar and Ocean Research &#8211; NCPOR, per il recupero della strumentazione nel fiordo di Ny Alesund, Kongsfjorden (Norvegia).<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong><em>La ricerca polare<\/em><\/strong><\/p>\n<p> \tLa ricerca polare oggi riceve a livello globale una sempre maggiore attenzione, vista l\u2019importanza di Artico e Antartico nelle dinamiche climatiche, la crescente pressione antropica e la conseguente necessit\u00e0 di conservare e proteggere le aree maggiormente vulnerabili del pianeta. Il generale aumento della temperatura e la conseguente, progressiva fusione dei ghiacci polari hanno una forte influenza sulla circolazione oceanica globale, sulla capacit\u00e0 della terra di riflettere calore verso lo spazio (albedo) e sull\u2019innalzamento del livello del mare. Pertanto, il futuro delle popolazioni costiere di tutto il pianeta dipende anche dalla capacit\u00e0 del mondo della ricerca di capire e predire i meccanismi di reazione delle calotte glaciali al cambiamento climatico in atto.<\/p>\n<p> \t\u201cQuesta prima missione in Artico della Laura Bassi rappresenta una straordinaria opportunit\u00e0 per la ricerca italiana &#8211; afferma <strong>Nicola Casagli<\/strong>, presidente di OGS -: le ricerche polari costituiscono, inoltre, un pilastro storico dell\u2019attivit\u00e0 di OGS e questa nuova missione, con una nave la cui strumentazione scientifica \u00e8 stata di recente ulteriormente potenziata, conferma le tradizioni polari del nostro Ente e del sistema italiano della ricerca\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201cL\u2019Artico \u00e8 il tallone di Achille del cambiamento climatico globale. Qui avviene la cosiddetta amplificazione artica: il riscaldamento globale causa infatti la fusione del permafrost, che pu\u00f2 portare a triplicare la quantit\u00e0 di gas serra in atmosfera rispetto a quella immessa dall\u2019uomo, mentre la calotta della Groenlandia accelera la sua fusione. contribuendo all\u2019innalzamento del livello marino globale che minaccer\u00e0 anche le nostre coste, e la scomparsa del ghiaccio marino causa il riscaldamento di tutta la regione e avr\u00e0 ripercussioni globali\u201d, ricorda <strong>Maria Chiara Carrozza<\/strong>, presidente del CNR, aggiungendo che \u201cdavanti a questa emergenza la comunit\u00e0 scientifica nazionale deve contribuire sempre pi\u00f9 in modo unitario e collaborativo, come sta avvenendo in questa occasione\u201d.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p> \t\u201cIn questa direzione, il CNR ha riorganizzato i propri gruppi di ricerca nel nuovo Istituto di Scienze Polari e gestisce la base artica di Ny Alesund (Svalbard), a disposizione di tutta la comunit\u00e0 scientifica nazionale\u201d, dichiara <strong>Fabio Trincardi<\/strong>, direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l\u2019Ambiente del CNR.<\/p>\n<p> \t\u201cLa ricerca in aree polari \u00e8 prioritaria per l\u2019Italia, che partecipa al Trattato Antartico ed \u00e8 osservatore del Consiglio Artico\u201d, precisa <strong>Michele Rebesco<\/strong>, ricercatore OGS e membro del Comitato Scientifico per l\u2019Artico, organo del CNR che ha l\u2019obiettivo di elaborare, proporre e gestire il Programma di ricerche in Artico &#8211; PRA istituito dal MAECI e dal MUR. \u201cLa ricerca polare \u00e8 fondamentale per la conoscenza dei meccanismi che regolano l\u2019ambiente globale e che sono legati al cambiamento climatico e le\u00a0caratteristiche della N\/R Laura Bassi ci permettono di\u00a0operare\u00a0in tutte le aree polari,\u00a0potenzialmente tutto l\u2019anno\u201d, conclude Rebesco.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong><em>La N\/R Laura Bassi<\/em><\/strong><\/p>\n<p> \tLa N\/R Laura Bassi, di propriet\u00e0 dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale \u2013 OGS con il supporto del CNR per l\u2019acquisto di strumentazioni per un valore di circa 5 milioni di euro grazie ai fondi residui del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) \u00e8 oggi l\u2019unica nave italiana rompighiaccio per la ricerca oceanografica ed \u00e8 gestita da un Direttivo Tecnico Operativo composto da rappresentanti di OGS, CNR, ENEA e MUR. Al momento \u00e8 anche la prima e unica nave battente bandiera italiana grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico, conforme alle nuove regole internazionali per l\u2019accesso delle navi alle aree polari (il cosiddetto \u2018Polar Code\u2019) che regolano molti aspetti tecnici che possono impattare sulla navigazione in un ambiente remoto, difficile, dalle condizioni meteorologiche particolarmente gravose e molto vulnerabile. Ha gi\u00e0 all\u2019attivo due campagne in Antartide con il PNRA e questa \u00e8 la sua prima missione in Artico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da poco sistemata a Trieste<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":40032,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-40031","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1-300x169.webp",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",640,360,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",300,169,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",500,282,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",474,267,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",391,220,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",300,169,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",1000,563,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1.webp",250,141,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42214-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Da poco sistemata a Trieste","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40031","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40031"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40031\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40031"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40031"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40031"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}