{"id":39989,"date":"2021-08-03T00:00:00","date_gmt":"2021-08-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=39989"},"modified":"2021-08-03T00:00:00","modified_gmt":"2021-08-02T23:00:00","slug":"segni-di-libera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/segni-di-libera\/","title":{"rendered":"Segni di liber\u00e0"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>M<\/strong><strong>attia <\/strong><strong>Campo Dall\u2019Orto <\/strong>\u00e8 un artista indipendente originario di <strong>Trieste<\/strong>. Realizza opere principalmente in spazi pubblici, in Italia e all\u2019estero. Si \u00e8 avvicinato al movimento del <em>graffiti\/writing <\/em>nel 1997 e da quel momento l\u2019interesse per il disegno \u00e8 diventata la sua passione per pittura e scrittura, anche nelle sue forme pi\u00f9 contemporanee e ribelli, come l\u2019arte urbana.<\/p>\n<p> \tI graffiti lo hanno trasformato in un insaziabile consumatore di arti visive, alimentando la sua curiosit\u00e0 e offrendo un pretesto per esprimere quello che sente. Negli anni ha sperimentato molte tecniche e linguaggi: ora non dipinge solo muri ma crea opere che spaziano dai dipinti su tela alla calligrafia, dai libri d\u2019artista alle stampe d\u2019arte. La scoperta del metodo di ricerca antropologico all\u2019universit\u00e0 e lo sforzo di adattarlo al suo lavoro hanno affiancato la sensibilit\u00e0 artistica: ora ha strumenti per sviluppare progetti partecipativi e attivare uno scambio con le comunit\u00e0 che lo accolgono.<\/p>\n<p> \t<strong>Mattia, come definisce la pittura e come pu\u00f2 spiegarla alle persone che osservano i suoi dipinti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa pittura \u00e8 un linguaggio straordinario che fortunatamente \u00e8 tanto difficile da definire quanto \u00e8 libero. Quando conduco i workshop di graffiti, faccio notare ai partecipanti (spesso adolescenti) come dipingere o scrivere su grandi superfici sia una sorta di danza: il movimento, il gesto, l\u2019azione sono fondamentali. La pennellata, il segno, la goccia, lo schizzo e il colore hanno la forza di registrare questo ritmo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono le prime fasi di un progetto artistico?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon c\u2019\u00e8 una maniera fissa, unica o giusta per realizzare un\u2019opera. Se si crea in studio, in un ambiente tranquillo e controllato, senza rendere conto a nessuno, l\u2019approccio \u00e8 una questione estremamente individuale ed emotiva. Negli spazi pubblici la musica cambia. Io mi sforzo di essere flessibile e di adattarmi perch\u00e9 ogni muro \u00e8 diverso da un altro. Preferisco quindi conoscere il contesto, conoscere le persone che abitano o frequentano uno spazio, la sua storia. Solo quando ho raccolto abbastanza informazioni provo a riorganizzarle in appunti, schemi e bozzetti. In questa fase preparatoria, la fotografia mi aiuta ad \u201cannotare\u201d visivamente alcuni elementi; successivamente mi \u00e8 utile per sessioni con modelli o modelle, se intendo dipingere qualche figura. Lo studio della composizione poi \u00e8 un lavoro di equilibri, visivi e concettuali\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali tecniche usa per realizzare una grande opera su muro?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl passaggio da un progetto su carta o su file all\u2019opera di grandi dimensioni su muro \u00e8 meno complesso di quanto si possa pensare. Ci sono diversi \u201ctrucchi del mestiere\u201d che aiutano noi <em>urban<\/em> <em>artists <\/em>ma \u00e8 divertente vedere come le persone si stupiscano sempre della naturalezza con cui dipingiamo soggetti enormi, rispettando le dovute proporzioni. La sperimentazione di tecniche e strumenti oggi mi \u00e8 utile per ottenere effetti in modo veloce, con poco sforzo e senza sprechi. Solitamente utilizzo una tecnica mista: pitture all\u2019acqua stese a rullo e pennello per il 90% dell\u2019opera, mentre solo pochi dettagli o sfumature vengono realizzate a spray. Ultimamente impiego anche pigmenti naturali e pitture ecologiche perch\u00e9 credo che anche in questo settore si possa ridurre l\u2019impatto ambientale\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Chi sono i committenti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLe istituzioni pubbliche e private, negli ultimi anni, sono attratte dal messaggio che un\u2019opera di arte urbana pu\u00f2 trasmettere. Ecco che le opere diventano un\u2019opportunit\u00e0 per me di conoscere meglio aspetti critici della nostra societ\u00e0 e rielaborarli graficamente. Vedo il mio ruolo non tanto come quello di messaggero: l\u2019opera \u00e8 pi\u00f9 una specie di specchio nel quale osservarsi e vedersi diversi. Detto questo, ammetto che l\u2019arte (tanto pi\u00f9 quella urbana) non debba essere sempre impegnata, anzi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Tra le opere realizzate a quali \u00e8 pi\u00f9 legato?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abI progetti contro la violenza di genere o contro la discriminazione dei migranti, ad esempio, continuano a entusiasmarmi perch\u00e9 vi sono iniquit\u00e0 e ingiustizie che vale la pena contrastare con ogni mezzo e con il sostegno di persone straordinarie. Parlandone mi rendo conto che non sono proprio le opere a piacermi bens\u00ec la memoria delle persone incontrate per realizzarle: \u00e8 il ricordo di chi mi ha accolto e ospitato a rendere dolce e gradevole quella situazione e a darmi la forza per continuare\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dal punto di vista stilistico, invece, come si evolvono le sue opere?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abTalvolta si pensa che l\u2019ambizione di un pittore sia quella di raggiungere uno stile pittorico ben riconoscibile ma spesso l\u2019artista diventa prigioniero delle sue stesse abitudini. A me piace sperimentare, cambiare e non adagiarmi su routine creative che, alla lunga, smorzano l\u2019inventiva e mi annoiano. Se proprio devo riconoscermi in uno stile, che sia uno stile fluido, liquido, sfuggente. In altre parole, che sia uno stile libero\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mattia Campo Dall&#8217;Orto<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":39990,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-39989","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",1600,1200,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",1600,1200,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",1600,1200,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-1024x768.webp",640,480,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-1536x1152.webp",1536,1152,true],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",1600,1200,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-1024x768.webp",1024,768,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/42135-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mattia Campo Dall'Orto","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39989","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39989\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}