{"id":39827,"date":"2021-07-20T00:00:00","date_gmt":"2021-07-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=39827"},"modified":"2021-07-20T00:00:00","modified_gmt":"2021-07-19T23:00:00","slug":"bellezza-e-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/bellezza-e-tradizione\/","title":{"rendered":"Bellezza e tradizione"},"content":{"rendered":"<p> \tUna fatina che racconta le tradizioni popolari cristiane e pagane della sua amata <strong>Slovenia<\/strong>: \u00e8 <strong>Sara Terpin<\/strong>, giovane professoressa e traduttrice di <strong>San Floriano del Collio<\/strong>.<\/p>\n<p> \tAscoltarla mentre mi racconta dell\u2019intaglio delle zucche come momento di preghiera, delle corone di margherite gialle e bianche per festeggiare il giorno di San Giovanni, dei riti propiziatori del Carnevale mi rapisce in un\u2019atmosfera magica. Com\u2019\u00e8 possibile che tutto questo sia intorno a me in un territorio che mescola storie, lingue ed eredit\u00e0 passate, senza che io ne sappia nulla?<\/p>\n<p> \tA offrire rimedio c\u2019\u00e8 Sara: raccontare, diffondere, aiutare la custodia di quei riti popolari appartenenti non solo alla Slovenia, ma anche ai comuni della minoranza slovena in Italia. Senza tralasciare altri aspetti: il rapporto fra Stati, l\u2019anima intrecciata delle due Gorizie, l\u2019aiuto linguistico, la visibilit\u00e0 dei territori meno conosciuti, le paure del passato, gli effetti del <em>lockdown<\/em>, il comunismo e il fascismo, gli strascichi della diffidenza e le luci nelle nuove generazioni.<\/p>\n<p> \tSara \u00e8 una moderna guida culturale-turistica che si \u00e8 distinta con il suo blog <u><a href=\"https:\/\/www.slovely.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\"><strong><em>SLOvely.eu <\/em><\/strong><\/span><\/a><\/u>fra migliaia di altri siti nazionali e internazionali che parlano di viaggi e di cultura. Le visualizzazioni dei suoi video su facebook sfiorano quota 50.000 e, da sette anni, il suo \u00e8 tra i blog pi\u00f9 visitati in Internet per conoscere la Slovenia e i vicini territori. Non male per essere partita da zero armata solo di passione e costanza.<\/p>\n<p> \tLe sue parole sanno di buono: di sagre popolari, di canti intorno al fal\u00f2 e di quel vino rosso un po\u2019 pastoso offerto alle sagre. Sara coniuga le tradizioni, l\u2019importanza del ponte fra le culture e una studiata tecnologia nella consapevolezza che oggi non basta fare (e fare bene), bisogna diffonderlo e farlo sapere.<\/p>\n<p> \t<strong>Sara, riviviamo il percorso che ti ha portata a fondare il blog <\/strong><u><a href=\"https:\/\/www.slovely.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\"><strong>SLOvely.eu<\/strong><\/span><\/a><\/u><strong>.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abFin da piccola ho nutrito due grandi passioni: i viaggi e le lingue straniere. Dalla mia laurea in lingue ho proseguito con un dottorato di ricerca in germanistica e comparatistica a Monaco di Baviera, e da l\u00ec all\u2019insegnamento il passo \u00e8 stato breve. Proprio durante l\u2019insegnamento delle lingue \u00e8 nata la mia idea di <u><a href=\"https:\/\/www.slovely.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\"><em>SLOvely.eu<\/em><\/span><\/a><\/u>: desideravo arricchire le lezioni di sloveno, non limitandomi alle sole nozioni di grammatica e ortografia, con informazioni che raccontassero anche la cultura e le tradizioni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il passo successivo quale fu?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCercando su internet vari contenuti gi\u00e0 tradotti in lingua italiana da ritagliare per offrirli ai miei studenti, mi accorsi che non ce n\u2019erano: incredibilmente se una persona voleva approfondire \u2013 al di l\u00e0 delle solite impersonali guide turistiche \u2013 fatti, eventi o percorsi della Slovenia o dei territori della minoranza slovena in Italia, questi non esistevano gi\u00e0 tradotti. Cos\u00ec iniziai io a scrivere brevi testi sulle tradizioni slovene, sugli scrittori e poeti pi\u00f9 importanti, sulle bellezze naturalistiche e artistiche; questi articoletti riscossero fin da subito molto interesse nelle mie classi. Per praticit\u00e0 didattica poi li raccolsi in un sito pubblico ed ecco che nacque \u201c<em>SLOvely<\/em>\u201d, che poi \u00e8 un gioco di parole tra le lettere \u201c<em>Slove<\/em>\u201d come \u201cSlovenia\u201d e \u201c<em>lovely<\/em>\u201d nel senso della parola inglese per \u201cbello, carino\u201d. Il blog lo inaugurai ufficialmente nel 2012 e da allora si \u00e8 molto modificato nella forma e nel contenuto, ampliandosi con nuove rubriche. Successivamente unii anche un profilo Instagram, una pagina Facebook e un canale su YouTube per pubblicare i video reportage\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>E cos\u00ec un\u2019iniziativa isolata \u00e8 diventata il cuore di un grande network comunicativo\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDall\u2019obiettivo iniziale, <em>SLOvely.eu <\/em>\u00e8 molto cresciuto, arricchendosi non solo di rubriche ma anche di una nuova <em>mission<\/em>: fungere da ponte tra la cultura slovena e quella italiana, promuovendo la conoscenza della lingua, dei luoghi e delle tradizioni slovene in modo fresco e accattivante, facendo uso dei social media e dei moderni strumenti di comunicazione in genere. Ambizioso se si considera che questo \u00e8 un progetto completamente autofinanziato e senza scopo di lucro\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Qual \u00e8 il tuo pubblico medio?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abData la variet\u00e0 degli argomenti trattati, il blog attrae visitatori diversi, da chi cerca idee per un viaggio in Slovenia (approfittando del fatto che nel blog tratto soprattutto luoghi particolari al di fuori delle classiche mete turistiche) a chi \u00e8 interessato alla sola gastronomia o \u00e8 incuriosito dalla lingua e dalle tradizioni popolari cristiane o pagane. La pagina Facebook rappresenta poi un ulteriore strumento di divulgazione dei contenuti e di contatto con i lettori che ci scrivono per consigli, informazioni o anche solo per condividere le proprie foto e impressioni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Parlare di viaggi e di scambi culturali oggi, con le limitazioni imposte dalla pandemia, non \u00e8 semplice. Queste novit\u00e0 come hanno trasformato il tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl <em>lockdown <\/em>e la chiusura dei confini tra Italia e Slovenia \u00e8 stato un duro colpo per me, non potendo pi\u00f9 viaggiare liberamente, incontrare e raccontare le persone di confine. Ho quindi deciso di promuovere viaggi virtuali: fra i tanti voglio ricordare quello organizzato tramite la pagina Facebook e grazie alla RAI regionale slovena che invitavano le persone a inviare video in cui la gente intonava (in sloveno o in italiano) la canzone \u201c<em>Tisti ljudje<\/em>\u201d del cantante sloveno Rudi Bu\u010dar, che trasmette energia positiva e ottimismo. Al progetto hanno partecipato 40 persone da 10 Paesi del mondo, tra cui anche nomi noti dello spettacolo dal Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Cosa pensi della rete che fu messa di nuovo sul confine a separare le due Gorizie, seppur per ragioni di sicurezza sanitaria?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abInizialmente mi ero limitata a osservare cosa stava accadendo: ho cos\u00ec scoperto storie di famiglie che a causa delle restrizioni non potevano pi\u00f9 incontrarsi ed erano \u201ctagliate a met\u00e0\u201d, storie di coppie e amici che avevano trovato come unico punto d\u2019incontro possibile la piazza della Transalpina, storie di piccolo contrabbando, di difficolt\u00e0 degli imprenditori e agricoltori locali ma anche di speranza e di iniziative volte a riunire anzich\u00e9 dividere. Sono stata promotrice di diverse iniziative, tra cui il documentario \u201c<em>GO-VID Quando riappare il confine<\/em>\u201d. Si tratta di un filmato di mezz\u2019ora circa, realizzato con Carlo Ghio che ne ha firmato la regia, che cerca di catturare gli eventi e l\u2019atmosfera di quel periodo attraverso i racconti e le emozioni delle persone che vivono lungo il confine. Si presenta quindi come un\u2019istantanea di un momento storico non facile, da cui emerge un forte desiderio di stare insieme e superare le divisioni, nella speranza che nessun confine separi pi\u00f9 le due comunit\u00e0. Ci\u00f2 che mi rende orgogliosa \u00e8 che il documentario era in gara al Festival del Cinema Sloveno di Lubiana ed \u00e8 stato proiettato in una delle pi\u00f9 importanti sale cinematografiche slovene, portando cos\u00ec la storia del nostro territorio transfrontaliero fino alla capitale slovena e quindi a un pubblico ancora pi\u00f9 vasto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Qual \u00e8 secondo te lo stato di salute del rapporto tra Gorizia e Nova Gorica e, pi\u00f9 in generale, della comunit\u00e0 italiana con quella slovena?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNegli ultimi 15 anni c\u2019\u00e8 stata un\u2019enorme apertura all\u2019incontro da parte di entrambe le comunit\u00e0, italiana e slovena; penso soprattutto alle scuole di lingua slovena che oggi accolgono sempre pi\u00f9 bambini non appartenenti alla minoranza. Questo \u00e8 un segnale importantissimo, una volta impensabile sia per chi poteva iscrivere sia per chi doveva accogliere e fa ben sperare nel futuro perch\u00e9, attraverso la lingua e la crescita scolastica, la comunit\u00e0 italiana viene a conoscenza del mondo culturale sloveno, delle tradizioni, dello stile di vita, una conoscenza che \u00e8 mezzo di reale integrazione. Di questo me ne accorgo anche oltre all\u2019et\u00e0 scolare, ad esempio nei corsi di lingua per adulti. Per\u00f2, se da un lato riconosco tutto questo, dall\u2019altro mi dispiaccio che esista ancora uno zoccolo duro di persone che alimentano, tentando di perpetrare antichi asti, un\u2019accesa contrapposizione. Per fortuna sono stati fatti passi da gigante: mi auguro che la nomina congiunta di Gorizia e di Nova Gorica a Capitale Europea della cultura apra un percorso nuovo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Attraverso il blog, sveli l\u2019animo pi\u00f9 autentico della tua Slovenia: i riti, le tradizioni e le usanze. Quali sono quelle che un abitante del confine goriziano dovrebbe conoscere?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abConfesso la mia enorme passione per l\u2019etnografia e per tutto ci\u00f2 che riguarda le feste tradizionali e le usanze collegate. Tra queste voglio ricordare, ad esempio, il giorno di San Martino che celebra l\u2019arrivo dell\u2019autunno con feste per la ricchezza del raccolto maturato. Poi Ognissanti, \u201c<em>Vsi sveti<\/em>\u201d in sloveno, al posto dell\u2019Halloween americano, quando in famiglia si intagliano le zucche per riporci dentro una candela. Poi c\u2019\u00e8 la festa del Primo maggio (<em>prvi maj <\/em>in sloveno): in Slovenia ci sono ben due giorni di vacanza, l\u20191 e il 2 maggio. Una delle usanze pi\u00f9 diffuse per questa festivit\u00e0 \u00e8 l\u2019accensione di un grande fal\u00f2, di solito sulla sommit\u00e0 di una collina, intorno al quale si radunano persone di ogni et\u00e0 che cantano, bevono e condividono il cibo. Fal\u00f2 e buon cibo vengono accesi anche nella notte di San Giovanni, il 24 giugno, giorno legato al culto del fuoco e del sole. La particolarit\u00e0 di tutte queste usanze \u00e8 che alla base si cela un\u2019anima molto pi\u00f9 antica, arrivata fino ai giorni nostri \u201ctravestita\u201d da gesti e usanze legate alle festivit\u00e0 cristiane. Scavare nel loro significato pi\u00f9 profondo \u00e8 in un certo senso un tentativo per risalire a un passato lontanissimo dove si adorava quello che era considerato essenziale nella sua semplicit\u00e0: la natura, la fertilit\u00e0 delle donne e il susseguirsi prospero delle stagioni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Rivelare il passato di certi riti ha un senso quasi intimo e privato. Come li hai vissuti tu in prima persona?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono legata con profonda riconoscenza a questi racconti perch\u00e9 rappresentano un momento di sincera condivisione con il senso pi\u00f9 puro e autentico della nostra terra e della gente che, ad esempio nelle Valli del Natisone e a San Floriano del Collio, hanno custodito, e molto gelosamente, riti e usanze, tramandandoli con amore e dedizione e onorandomi di essere parte della loro comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sara Terpin<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":39828,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-39827","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",1000,750,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",1000,750,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",1000,750,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",1000,750,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",1000,750,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",1000,750,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41770-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Anna Limpido","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/limpido\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Sara Terpin","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39827"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39827\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}