{"id":39773,"date":"2021-07-08T00:00:00","date_gmt":"2021-07-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=39773"},"modified":"2021-07-08T00:00:00","modified_gmt":"2021-07-07T23:00:00","slug":"sorelle-darte-friulane-alla-conquista-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sorelle-darte-friulane-alla-conquista-deuropa\/","title":{"rendered":"Sorelle d&#8217;arte friulane alla conquista d&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>A<\/strong><strong>lice <\/strong>e <strong>Margherita Gruden<\/strong>, da <strong>Udine <\/strong>ai palcoscenici e sale di concerto di <strong>Londra <\/strong>e <strong>Parigi <\/strong>ma non solo. Una frase che riassume e giocoforza riduce quella che \u00e8 un\u2019esperienza di preparazione, studio e tanto impegno di queste due sorelle artiste friulane per le quali la musica \u00e8 vita, famiglia, passione e professione. Mamma Daniela Bonitatibus, apprezzata arpista e docente, \u00e8 portatrice dei geni classici. Pap\u00e0 Paolo, autore e musicista, rappresenta l\u2019anima pop-rock. Un mix cos\u00ec completo e potente ha creato due figlie belle e talentuose, determinate nel sapere \u201cche cosa far\u00f2 da grande\u201d, forgiate per affrontare anche le difficolt\u00e0 di nuotare nel mare grande dello <em>show business <\/em>mondiale.<\/p>\n<p> \tAlice (15 giugno 1994), dopo il liceo scientifico a Udine, ha scelto nel 2013 di trasferirsi in Gran Bretagna, entrando nella prestigiosa <em>Guildford School of Acting <\/em>per studiare <em>Musical Theatre. <\/em>Nel 2016 si \u00e8 laureata, unica italiana, a pieni voti e con lode. Da allora ha fatto parte di cast importanti di grandi compagnie, esibendosi come cantante solista e ballerina negli spettacoli a bordo della <em>Carnival Sensation <\/em>sulle rotte caraibiche. Il suo ultimo impegno al Cairo, in Egitto, prima della chiusura dei teatri a causa della pandemia.<\/p>\n<p> \tMargherita (29 agosto 1995) si \u00e8 diplomata in pianoforte e specializzata in piano jazz al Conservatorio \u201cTomadini\u201d del capoluogo friulano. Dopo un anno di perfezionamento a Siviglia, nel 2017 si \u00e8 trasferita a Parigi. Qui ha conseguito il diploma al conservatorio. Attualmente prosegue gli studi in piano jazz in un istituto di alta formazione e insegna in conservatorio. In contemporanea calca i palcoscenici europei dedicandosi a progetti diversi: dal jazz al rock.<\/p>\n<p> \tDisponibili e cordiali ci hanno cos\u00ec raccontato la loro vita, oggi in attesa di ritornare a fare ci\u00f2 che un artista desidera pi\u00f9 di tutto: esibirsi davanti al pubblico.<\/p>\n<p> \t<strong>Dopo mesi duri di lockdown, grazie alla politica di vaccinazione di massa, la Gran Bretagna si appresta a un ritorno alla normalit\u00e0. Alice ci racconta quali sono i pregi e i difetti del vivere a Londra oggi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIn tempi normali, Londra ha il classico fascino della grande citt\u00e0: multietnica, ricca di eventi, trasporti e cibo disponibili a tutte le ore, imprevedibile e mai satura di sorprese anche dopo 7 anni qui. I musei sono gratis, ha la scena teatrale pi\u00f9 vasta e fiorente d\u2019Europa, e non sai mai quale personaggio famoso potresti incrociare. Detto questo, la qualit\u00e0 della vita \u00e8 notevolmente pi\u00f9 bassa di quella che possiamo sperare di vivere in Italia. Il sistema sanitario \u00e8 in crisi da anni e la cultura generale delle persone fa rimpiangere il tanto criticato sistema di istruzione italiano. Come in tutte le grandi citt\u00e0, manca inoltre quel calore ospitale che contraddistingue noi italiani\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Perch\u00e9 ha scelto di studiare prima e poi di vivere nella terra di Albione? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDurante l\u2019ultimo anno del liceo ho avuto la fortuna di passare i tre <em>round <\/em>di audizioni per entrare nel corso triennale di <em>Musical Theatre <\/em>della <em>Guildford School of Acting<\/em>, uno dei pi\u00f9 ambiti in tutta Europa: era dunque un\u2019opportunit\u00e0 da non lasciarsi scappare. Dopo la laurea ho voluto far fruttare le conoscenze acquisite e vedere dove mi avrebbero portata. Inoltre, avendo ormai visto da vicino il funzionamento dei <em>casting <\/em>britannici, sarebbe stato difficile decifrare quello italiano\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quanto le mancano il sole, i profumi e i colori del Friuli?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi mancano la mia famiglia, le passeggiate per il centro, l\u2019aria buona, il fatto che sia tutto cos\u00ec vicino. Poi il cibo, ovviamente. Per essere precisi il prosciutto crudo di Sauris e il San Daniele. La possibilit\u00e0 di andare in montagna o al mare pur restando in regione. Qui a Londra non hanno davvero nessuna delle due cose. Prima della pandemia non mi annoiavo, andavo a teatro e al cinema regolarmente, a lezione di danza, fuori a cena, sempre e comunque bramando la mia prossima bella vacanza in Italia. Il sole e il mare mi mancano sempre, e il Friuli mi mancava persino quando lavoravo in nave ai Caraibi. Sembra una sdolcinatezza, ma pi\u00f9 a lungo si sta fuori dalla propria terra, pi\u00f9 aumenta la nostalgia e si godono i momenti del ritorno. Udine non \u00e8 mai stata cos\u00ec bella come ora che non ci vivo pi\u00f9: Schopenhauer avrebbe qualcosa da dire a riguardo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>A quanti anni ha capito che voleva fare l\u2019artista?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCanto da sempre. La recitazione \u00e8 entrata nella mia vita in ritardo, rispetto al canto e alla danza: \u00e8 la passione che ci ha messo pi\u00f9 tempo ad arrivare. All\u2019inizio mi terrorizzava. Decisi di voler diventare performer il 26 luglio 2008, a 14 anni, al mio primo stage estivo di musical in Umbria, la mitica <em>Musical Week<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Londra capitale cosmopolita per antonomasia: che significato ha l\u2019integrazione per un\u2019artista?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDal punto di vista lavorativo venire dall\u2019estero \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio nell\u2019ambiente della recitazione. Da un lato essere italiana mi ha aiutato ad avere una mia peculiarit\u00e0 e a uscire dal coro di migliaia di aspiranti <em>performer <\/em>britannici. \u00c8 sicuramente anche grazie alla mia mediterraneit\u00e0 che ho ottenuto ruoli da latino-americana in <em>Amor Cubano <\/em>(a bordo della <em>Carnival Sensation<\/em>), o da italiana in <em>Squad Goals <\/em>(allo stadio <em>Dagenham &#038; Redbridge <\/em>a Londra). Dall\u2019altro, per\u00f2, mi ha messo in secondo piano per tutti quei ruoli anglo-americani che magari sarei anche stata in grado di interpretare, ma con la vastissima scelta che i <em>casting director <\/em>hanno qui perch\u00e9 scegliere un attore non del luogo da cui proviene il personaggio in questione? D\u2019altronde queste sono le regole del gioco: se cos\u00ec non fosse, la qualit\u00e0 delle produzioni teatrali, cinematografiche e televisive britanniche non godrebbe della sua fama mondiale\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono gli ambienti che frequenta, covid permettendo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSolitamente cerco di risparmiare per poter andare a teatro a vedere le ultime produzioni di musical o di prosa che Londra propone. In tempi normali frequento lezioni di danza ai <em>Pineapple Dance Studios<\/em>, lo \u00a0\u00a0stesso palazzo in cui spesso si tengono diverse audizioni. Tempo permettendo una passeggiata in uno dei parchi \u00e8 sempre una buona idea\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quando le chiedono da dove viene come presenta Udine?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRispondo \u201c<em>near Venice<\/em>\u201d, e con la conoscenza geografica media degli inglesi \u00e8 gi\u00e0 bene se sanno dov\u2019\u00e8. Ho portato diverse amiche a visitare il Friuli e se ne sono immediatamente innamorate. Il fascino di un centro storico italiano \u00e8 irresistibile per chiunque venga dall\u2019estero. Il mio account Instagram si trasforma a volte in un piccolo spot pubblicitario del Friuli. Il lago di Fusine d\u2019estate, la neve a Valbruna d\u2019inverno, il panorama dal Castello di Udine, Piazza Unit\u00e0 a Trieste\u2026\u00bb<\/p>\n<p> \t<strong>Lei ha gi\u00e0 calcato palcoscenici di produzioni importanti: avrebbe avuto le stesse opportunit\u00e0 in Italia?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abProbabilmente no. I palcoscenici importanti in Italia non mancano, ma il musical \u00e8 molto giovane e deve ancora trovare un pubblico affezionato. In Inghilterra si studia teatro fin dalle elementari e mandare i piccoli a lezione di tip tap nel pomeriggio \u00e8 normale. La scuola dove mi sono laureata \u00e8 stata fondata nel 1935. Non si possono mettere a confronto due realt\u00e0 cos\u00ec diverse. Spero davvero che in futuro ci siano pi\u00f9 lavoro, pi\u00f9 tutela e pi\u00f9 opportunit\u00e0 per i <em>performer <\/em>italiani, anche perch\u00e9 prima o poi vorrei tornare a mangiare gli gnocchi di Godia con regolarit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un sogno?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDare la voce originale a un personaggio animato Disney\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Musicalmente: qual \u00e8 il ritmo della sua vita oggi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl lockdown ha dato spazio a moltissima nuova musica, creata anche da miei amici, colleghi e stimati conoscenti. Questo mi ha portata a creare una playlist su Spotify di tutti i loro nuovi brani inediti, e l\u2019ho chiamata \u201c<em>Emerging friends<\/em>\u201d. La loro musica, il loro talento e dedizione mi ispira a mantenermi creativa anche quando il nostro mondo \u00e8 in freezer da un anno a questa parte\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Margherita, come si vive a Parigi al tempo del Covid?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa chiusura dei vari centri culturali sta impoverendo la citt\u00e0, gli artisti sono tanti e siamo sempre pi\u00f9 determinati a ricominciare a mille. Per il resto, i parigini sono una razza particolarmente strana: mai in citt\u00e0 c\u2019\u00e8 stata una vera paura per la pandemia, le capitali sono motori difficili da fermare, anche a costo di infrangere le regole\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Perch\u00e9 ha scelto la Francia per vivere e lavorare?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abParigi era un sogno gi\u00e0 al liceo, nonostante non conoscessi la lingua. Ho deciso comunque di fare il grande salto e la scommessa di vita con i risparmi guadagnati lavorando in Italia. Inoltre questo paese \u00e8 estremamente interessante per un musicista anche dal punto di vista economico: c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di avere uno statuto (<em>intermittence du spectacle<\/em>) per il quale si \u00e8 ufficialmente riconosciuti come artisti dello spettacolo, e si riceve una copertura finanziaria non da poco. Ho dovuto lavorare tanto, ma \u00e8 stata una grande emozione ottenerlo ed essere quindi riconosciuta come concertista a tutti gli effetti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Si pu\u00f2 diventare parigine: quali le porte facili e quali quelle anguste?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPenso che porte facili non ce ne siano, ma le soddisfazioni che possono regalare le difficolt\u00e0 superate meritano tutti i sacrifici. Bisogna sapersi mettere in gioco, buttarsi anche se non si \u00e8 sicuri di se stessi, non farsi intimidire dalla numerosissima concorrenza. Sono partita a rilento proprio per questo: forse perch\u00e9 mi creavo pi\u00f9 problemi di quelli che effettivamente si presentavano davanti alle opportunit\u00e0. Se proprio dovessi pensare alla pi\u00f9 grande difficolt\u00e0 della citt\u00e0, direi trovare casa\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come sono le giornate fra insegnamento e attivit\u00e0 di pianista, prima e durante la pandemia?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPrima della pandemia vivevo due vite: quella di giorno, fatta di lezioni, sia come allieva che come insegnante, studio, prove, e quella di sera con esibizioni in ristoranti di lusso o in seminterrati rock. Poi c\u2019erano i concerti, i tour in giro per l\u2019Europa, ma anche &#8211; attivit\u00e0 importantissima &#8211; andare ad ascoltare i musicisti della scena internazionale. Con la pandemia naturalmente quasi tutto \u00e8 in <em>stand-by<\/em>, soprattutto i concerti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Pap\u00e0 rock e mamma classica: due modi diversi di fare musica, due sensibilit\u00e0 e formazioni. Una sintesi possibile? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abProprio questa \u00e8 stata la forza di crescere con loro: non ho mai considerato i generi musicali come mondi diversi, ho sempre respirato tante sonorit\u00e0 e ho sempre cercato di mettere la stessa quantit\u00e0 di entusiasmo e volont\u00e0 in tutti i modi di fare musica\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>A proposito, che cos\u2019\u00e8 per lei la musica?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 un modus vivendi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono le differenze fra gli istituti musicali italiani e francesi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUna grande differenza \u00e8 il continuo scambio culturale tra allievi, la voglia di creare qualcosa insieme e non, al contrario, prevalere sugli altri, un rapporto meno accademico, pi\u00f9 \u201cnaturale\u201d nelle scelte extra scolastiche degli alunni delle elementari o medie. Anche l\u2019approccio \u00e8 diverso: ad esempio, fare jazz a 11-12 anni (i miei allievi hanno addirittura dai 7 ai 10) \u00e8 considerato assolutamente normale, e vi sono molti meno stereotipi sessisti per quanto riguarda la scelta dello strumento\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>I musicisti che frequenta che cosa pensano del panorama musicale italiano?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono tutti consapevoli delle grandi doti artistiche degli italiani, non sarebbero tuttavia disposti a trasferirsi nel Belpaese per gli studi: siamo ahim\u00e8 famosi per essere piuttosto razzisti. Cambier\u00e0?\u00bb<\/p>\n<p> \t<strong>Cosa le manca di Udine? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa natura: poter essere in poco tempo al mare o in montagna. Ho anche una certa nostalgia del lento scorrere della vita di provincia, senza correre dietro a una metropolitana che passer\u00e0 di nuovo due minuti dopo, senza trovarmi in auto nel traffico incomprensibile di <em>place de la Concorde<\/em>. E mi manca l\u2019aperitivo delle 11 in Paolo Sarpi. Ma devo dire che a 25 anni il caos parigino mi calza a pennello\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un sogno?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abVivere della mia musica\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Musicalmente qual \u00e8 il ritmo della sua vita oggi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPreciso e libero\u00bb.<\/p>\n<p> \tAlice e Margherita Gruden, due artiste da seguire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alice e Margherita Gruden<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":39774,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-39773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1-300x168.webp",300,168,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",640,359,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",300,168,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",500,281,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",474,266,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",391,219,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",300,168,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",1000,561,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1.webp",250,140,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/41597-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Alice e Margherita Gruden","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39773"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39773\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}