{"id":39142,"date":"2021-05-20T00:00:00","date_gmt":"2021-05-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=39142"},"modified":"2021-05-20T00:00:00","modified_gmt":"2021-05-19T23:00:00","slug":"gorizia-la-pala-di-caucig-torna-a-palazzo-coronini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gorizia-la-pala-di-caucig-torna-a-palazzo-coronini\/","title":{"rendered":"Gorizia, la pala di Caucig torna a Palazzo Coronini"},"content":{"rendered":"<p> \tConsiderato oggi uno dei protagonisti del Neoclassicismo europeo, <strong>Francesco Caucig<\/strong> \u00e8 strettamente legato alla nostra citt\u00e0 e alla storia della famiglia Coronini Cronberg.<\/p>\n<p> \tIl ritrovamento della pala d\u2019altare dedicata alla <em>Visitazione<\/em> rappresenta per la <strong>Fondazione Coronini <\/strong>non solo il recupero dopo oltre un secolo di uno dei suoi tesori scomparsi, ma assume anche un grandissimo significato simbolico, dal momento che il conte Guglielmo avrebbe voluto dedicare all\u2019artista una mostra.<\/p>\n<p> \t\u201cLa Fondazione Coronini esprime tutta la sua soddisfazione per il recupero del dipinto di Caucig, il cui merito spetta alla grande professionalit\u00e0 delle istituzioni coinvolte, a cominciare dall\u2019efficace e risolutivo intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine a cui va la nostra gratitudine, senza dimenticare il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, con la quale la collaborazione \u00e8 da anni costante e fruttuosa. Il ritorno a Gorizia di una cos\u00ec importante testimonianza artistica si inserisce a pieno titolo nel percorso che la citt\u00e0 sta portando avanti come Capitale della cultura 2025 insieme a Nova Gorica\u201d, il commento del<strong> sindaco di Gorizia e presidente della Fondazione Coronini, Rodolfo Ziberna<\/strong>.<\/p>\n<p> \t\u201cNei prossimi anni &#8211; afferma il direttore della Fondazione, <strong>Enrico Graziano<\/strong> la Fondazione si impegner\u00e0 certamente, nel ricordo dei conti Cobenzl e dei conti Coronini, a promuovere e a valorizzare la figura di questo artista che per tutta la vita si firm\u00f2 \u201cFrancesco Caucig Goriziano\u201d\u201d.<\/p>\n<p> \tLa pala d\u2019altare recuperata pu\u00f2 essere ammirata nella cappella del Palazzo in occasione delle visite guidate, per le quali \u00e8 richiesta la prenotazione. Da mercoled\u00ec a venerd\u00ec si pu\u00f2 accedere dalle 10 alle 13 a ogni ora, con prenotazione obbligatoria per un minimo di due persone. Sempre da mercoled\u00ec a venerd\u00ec \u00e8 consentito l\u2019ingresso dalle 14 alle 18, per gruppi di almeno 5 persone. Sabato e domenica mattina le visite guidate si svolgono alle 10 e alle 11, mentre al pomeriggio alle 16 e alle 17, sempre per gruppi di almeno cinque persone. La prenotazione deve essere effettuata entro le 13 del venerd\u00ec precedente alla mail info@coronini.it o al numero di telefono 0481\/533485.<\/p>\n<p> \tLe visite si svolgeranno solo se sar\u00e0 raggiunto il numero di persone prestabilito. L&#39;ingresso per i visitatori sar\u00e0 esclusivamente da via Coronini 1.<\/p>\n<p> \t<strong>La storia<\/strong><\/p>\n<p> \tNei primi anni del Novecento l\u2019opera, di notevoli dimensioni (213&#215;126,5 cm),\u00a0<strong>apparteneva alla famiglia Coronini.<\/strong>\u00a0In seguito allo scoppio della Grande Guerra, nel 1916 Gorizia fu conquistata dal Regio Esercito, reparto speciale guidato dal giovane Tenente goriziano Emilio Mulitsch, che fu incaricato di\u00a0<strong>recuperare e mettere al sicuro i beni storico-artistici<\/strong>\u00a0e librari rimasti nelle residenze abbandonate dai privati, tra cui quelli che si trovavano all\u2019interno di Palazzo Coronini. I beni furono restituiti nel 1919, a eccezione dei due dipinti di Francesco Caucig. Il conte Carlo Coronini, allora proprietario del Palazzo, si rivolse alla Sezione Belle Arti del Regio Commissariato per la Venezia Giulia di Trieste per<strong>\u00a0denunciarne la scomparsa e chiedere che venissero effettuate ricerche<\/strong>\u00a0a Roma e a Firenze, citt\u00e0 in cui avrebbero potuto trovarsi i beni Coronini dal 1917. Nei mesi successivi, il Commissariato effettu\u00f2 indagini presso le Gallerie di Firenze, Roma e i Musei di Venezia ma &#8211; come venne risposto a Carlo Coronini nel marzo 1920 &#8211;\u00a0senza alcun esito. I due quadri di Francesco Caucig non furono mai restituiti e non se ne ebbe pi\u00f9 alcuna notizia fino a oggi.<\/p>\n<p> \t<strong>Il ritrovamento<\/strong><\/p>\n<p> \tSolo alla fine dello scorso mese di dicembre la dott.ssa Cristina Bragaglia, storica dell\u2019arte della Fondazione Coronini, \u00e8 venuta a conoscenza, grazie a una segnalazione,\u00a0<strong>della comparsa della \u201cVisitazione di Maria\u201d sul mercato antiquario<\/strong>. Avendo gi\u00e0 da tempo ricostruito, grazie ad alcuni documenti dell\u2019Archivio Storico Coronini, la complessa vicenda in cui erano coinvolte le opere scomparse, insieme alla funzionaria e storica dell\u2019arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio FVG di Trieste, Claudia Crosera, \u00e8 stato possibile individuare ulteriori prove documentarie nell\u2019archivio della Soprintendenza. Attraverso l\u2019intervento della Soprintendente,\u00a0<strong>la Fondazione Coronini ha pertanto presentato una richiesta di accertamenti<\/strong>\u00a0e trasmesso la relativa documentazione ai Carabinieri del Nucleo TPC di Udine.<\/p>\n<p> \tI militari del Reparto specializzato dell\u2019Arma, che da aprile 2016 operano in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige a tutela del patrimonio culturale sotto la guida del <strong>maggiore Lorenzo Pella<\/strong>, hanno cos\u00ec individuato la pala d\u2019altare in una galleria d\u2019arte di Roma, in vendita per conto dell\u2019attuale possessore, inconsapevole dell\u2019effettiva propriet\u00e0 della tela.<\/p>\n<p> \t<strong>Le indagini<\/strong><\/p>\n<p> \tL\u2019esito delle indagini,<strong>\u00a0effettuate in collaborazione con il nucleo TPC di Roma\u00a0<\/strong>e con la Soprintendenza speciale ABAP capitolina, \u00e8 stato condiviso con la Procura della Repubblica di Roma, che ha emesso un decreto di sequestro della pala d\u2019altare nell\u2019ambito di un procedimento penale aperto contro ignoti. Il provvedimento \u00e8 stato eseguito lo scorso mese di marzo e il dipinto,\u00a0<strong>a seguito del dissequestro e della restituzione a favore della Fondazione Coronini\u00a0<\/strong>disposti dall\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria, \u00e8 stato trasportato a Gorizia e collocato all\u2019interno della cappella di Palazzo Coronini.<\/p>\n<p> \tLa famiglia Coronini attribuisce all\u2019opera un particolare valore simbolico, oltre che artistico, in virt\u00f9 dei legami con gli antenati Cobenzl:\u00a0<strong>il ritorno del dipinto \u00e8 motivo di orgoglio per la Fondazione Coronini\u00a0<\/strong>e per tutta la citt\u00e0 di Gorizia, che hanno potuto cos\u00ec recuperare, dopo pi\u00f9 di cento anni, la preziosa testimonianza pittorica di uno dei suoi artisti pi\u00f9 famosi e importanti. Il ritrovamento della \u201cVisitazione di Maria\u201d si colora, inoltre, di ulteriore significato alla luce del ruolo di Capitale Europea della Cultura che Gorizia e Nova Gorica ricopriranno nel 2025. Le origini e la vicenda personale di Francesco Caucig, pittore di famiglia slovena ma di cultura e formazione italiane, esemplificano la variet\u00e0 di culture, lingue e nazionalit\u00e0 che per secoli \u00e8 stata un tratto distintivo dei goriziani.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo oltre un secolo<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":39143,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-39142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",1000,667,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/40127-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Dopo oltre un secolo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39142\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}