{"id":39050,"date":"2021-05-13T00:00:00","date_gmt":"2021-05-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=39050"},"modified":"2021-05-13T00:00:00","modified_gmt":"2021-05-12T23:00:00","slug":"udine-scoperto-linterruttore-che-pensiona-le-cellule-anzitempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-scoperto-linterruttore-che-pensiona-le-cellule-anzitempo\/","title":{"rendered":"Udine, scoperto l&#8217;interruttore che &#8220;pensiona&#8221; le cellule anzitempo"},"content":{"rendered":"<p> \tChe le cellule del nostro corpo a un certo punto invecchino e vadano \u201cin pensione\u201d, smettendo di fare quello che hanno sempre fatto e cessando quindi la loro attivit\u00e0 di replicazione, \u00e8 una legge gi\u00e0 scritta in partenza; un processo irreversibile e altamente complesso di cui ancora oggi, tuttavia, sfuggono molti aspetti e su cui ricercatori di ogni parte del globo continuano ad interrogarsi.<\/p>\n<p> \tE se \u00e8 vero che si tratta di una condizione fisiologica legata in parte all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, la \u201csenescenza cellulare\u201d \u00e8 anche un vero e proprio salva-vita: di fronte a mutazioni del DNA, capaci per esempio di provocare malattie come il cancro, il fatto di mandare una cellula in arresto proliferativo anzi tempo, interrompendone il ciclo vitale, consente di scongiurarne la proliferazione incontrollata permettendo cos\u00ec all\u2019organismo di difendersi con efficacia da attacchi potenzialmente mortali.<\/p>\n<p> \tEd \u00e8 proprio sui meccanismi di modulazione e di controllo di questo complesso programma genetico, altamente regolato, che la ricerca sta facendo promettenti passi in avanti. A partire da quelli messi nero su bianco, dopo oltre 4 anni di sofisticate sperimentazioni, dal <strong>Gruppo di Biologia cellulare del Dipartimento di Area Medica UniUD<\/strong> <u><a href=\"https:\/\/rdcu.be\/ckizN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\">sulla <strong>rivista scientifica <em>Genome Biology<\/em><\/strong><\/span><\/a><\/u>, del gruppo editoriale Springer-Nature, <strong>tra le pi\u00f9 importanti nel settore<\/strong><strong>. <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAcquisire conoscenze sulla regolazione epigenetica della senescenza \u00e8 fondamentale per poter sviluppare, in futuro, promettenti approcci terapeutici destinati a colpire malattie come il cancro o patologie legate all\u2019et\u00e0 \u2013 spiega <strong>Claudio Brancolini, coordinatore del Gruppo di ricerca del DAME<\/strong>, mentre ricorda il prezioso contributo, allo studio, degli <strong>scienziati dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma <\/strong>nonch\u00e9 i finanziamenti di <strong>Sarcoma Foundation of America e del progetto EPIC INTERREG Italia-Austria <\/strong>che hanno cos\u00ec permesso il successo della ricerca \u2013. Attraverso questo lavoro abbiamo dunque individuato un nuovo regolatore epigenetico, oltre a quelli che gi\u00e0 erano noti da tempo, e che risponde al nome di HDAC4, responsabile per la ri-organizzazione del genoma nella cellula senescente\u00bb.<\/p>\n<p> \tUtilizzando tecniche di modificazione del genoma, conosciute come CRISPR-Cas9 (Premio Nobel 2020) ed eseguendo mappature epigenomiche molto raffinate, il team ha dimostrato dunque che \u00abproprio la proteina HDAC4 viene degradata durante la senescenza \u2013 continua Brancolini, sottolineando la coralit\u00e0 di un lavoro di squadra altamente innovativo e firmato anche dai ricercatori <strong>Eros di Giorgio,<\/strong> <strong>Hari Paluvai, Emiliano Dalla, Raffaella Picco, Martina Minisini e Liliana Ranzino<\/strong> \u2013 e questo permette l\u2019attivazione di particolari regioni del genoma, definite enhancer e super-enhancer, che funzionano come direttori d\u2019orchestra per attivare il programma di senescenza. In sintesi, <strong>spegnere questo regolatore epigenetico, permette alla cellula di invecchiare mettendo fine al ciclo vitale e alla sua capacit\u00e0 di replicazione<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p> \tUn check point di cui nessuno, sino a oggi, aveva scorto il ruolo di controllo all\u2019interno di questo sofisticato processo, con importanti implicazioni nell\u2019invecchiamento e nel cancro; una sorta di \u00absveglia al contrario che dev\u2019essere dunque disattivata affinch\u00e9 la senescenza abbia inizio \u2013 sintetizza <strong>Eros Di Giorgio, ricercatore AIRC<\/strong>, Fondazione da sempre impegnata nel forte sostegno e nel potenziamento della ricerca oncologica nel nostro Paese \u2013. Di strada da fare ce n\u2019\u00e8 ancora moltissima; dal punto di vista pratico, attraverso il nostro lavoro, siamo comunque riusciti a richiamare l\u2019attenzione sull\u2019esistenza di questi meccanismi epigenetici molto sofisticati che influenzano l\u2019invecchiamento cellulare. Fino a questo momento \u2013 continua <strong>Di Giorgio<\/strong>, ripercorrendo gli sforzi e il quotidiano impegno profuso in oltre 50 mesi dal motivato team di giovani ricercatori \u2013 si pensava che questo processo fosse soltanto un meccanismo di allarme, per spronare il sistema immunitario a riconoscere le cellule invecchiate e ad eliminarle cos\u00ec da promuoverne il ricambio. Oggi sappiamo invece che, oltre a questo, c\u2019\u00e8 soprattutto la necessit\u00e0 di mantenere la cellula il pi\u00f9 possibile integra ed in buona salute bloccando cos\u00ec l\u2019accumularsi di alterazioni che alla lunga sono responsabili del cancro\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricerca del Dipartimento di Area Medica UniUD<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":39051,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-39050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",1280,640,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",1280,640,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",1280,640,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1-300x150.webp",300,150,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1-1024x512.webp",640,320,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",300,150,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",500,250,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",474,237,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",391,196,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",300,150,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",1280,640,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",1280,640,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",1280,640,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1-1024x512.webp",1024,512,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1.webp",250,125,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39995-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Ricerca del Dipartimento di Area Medica UniUD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39050\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}