{"id":38745,"date":"2021-04-27T00:00:00","date_gmt":"2021-04-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=38745"},"modified":"2021-04-27T00:00:00","modified_gmt":"2021-04-26T23:00:00","slug":"a-gorizia-e-nova-gorica-il-primo-pride-transfrontaliero-ditalia-ziberna-manifestazione-inutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/a-gorizia-e-nova-gorica-il-primo-pride-transfrontaliero-ditalia-ziberna-manifestazione-inutile\/","title":{"rendered":"A Gorizia e Nova Gorica il primo Pride transfrontaliero d&#8217;Italia. Ziberna: &#8220;Manifestazione inutile&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> \tDopo la prima edizione di Udine nel 2017 e quella di Trieste nel 2019, il FVG Pride torna ponendo al centro le citt\u00e0 di <strong>Gorizia<\/strong> e <strong>Nova Gorica<\/strong>: l&#39;appuntamento \u00e8 per settembre 2021.<\/p>\n<p> \tLa parata finale \u00e8 ancora un grosso punto interrogativo: \u00e8 prevista per <strong>sabato 4 settembre<\/strong> e coinvolger\u00e0 sia Gorizia che Nova Gorica. Per\u00a0<strong>minimizzare il rischio di contagi<\/strong>, tuttavia, non \u00e8 certo che il corteo si svolga nelle stesse modalit\u00e0 delle edizioni precedenti. Nell&#39;attesa di avere la situazione pi\u00f9 chiara, l&#39;organizzazione tenter\u00e0 il possibile per portare fisicamente i corpi nelle strade e nelle piazze.<\/p>\n<p> \tIl motto scelto per questa edizione \u00e8<strong>\u00a0#sconfiniamoidiritti #odmejimopravice<\/strong>.<\/p>\n<p> \tScegliendo come luogo della parata finale la citt\u00e0 tagliata in due da un confine, gli organizzatori vogliono esprimere come anche i diritti delle persone LGBTQIA+ (<em>Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersessuali, Asessuali; + indica inoltre tutte quelle identit\u00e0 di genere e orientamenti sessuali non eterosessuali e non binarie che non rientrano nelle lettere dell\u2019acronimo<\/em>) siano stati \u201cconfinati\u201d da anni, relegati allo status di problemi a bassa priorit\u00e0, resi ostaggio delle guerre politiche combattute a suon di emendamenti.<\/p>\n<p> \tCome per le scorse edizioni, gli eventi in programma saranno di contenuto prettamente culturale e avranno il duplice scopo di far conoscere e di approfondire le istanze politiche della manifestazione, istanze che sono messe per iscritto all\u2019interno del manifesto politico.<\/p>\n<p> \tIl calendario eventi verr\u00e0 reso noto di mese in mese: il primo evento in calendario sar\u00e0 una conferenza dal titolo \u201c<em>Chi ha paura dello schwa<\/em>\u201d, un confronto sul linguaggio ampio, con le relatrici <strong>Vera Gheno<\/strong> e <strong>Patrizia Fiore<\/strong>. Si svolger\u00e0 marted\u00ec 11 maggio alle 18.<\/p>\n<p> \t\u201cDiversi &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; sono stati i motivi che ci hanno spinto a eleggere Gorizia e Nova Gorica a capitali del FVG Pride 2021. Innanzitutto le due citt\u00e0 stanno godendo di un rigoglioso fermento culturale nell\u2019ultimo periodo: ricordiamo infatti che esse sono state elette come capitali europee della cultura per il 2025 e sono state teatro dello storico incontro fra i Presidenti della Repubblica italiano e sloveno. In un certo senso, vogliamo rimettere in scena questo incontro eleggendo le due Gorizie come luogo di commistione della comunit\u00e0 LGBTQIA+ slovena con quella italiana. Diversi aspetti legano il lavoro delle associazioni LGBTQIA+ al territorio di Gorizia. Dall\u2019iniziale gestione delle richieste di protezione internazionale avanzate dai migranti LGBTQIA+ alla tanto discussa sperimentazione della \u201csezione gay\u201d nel carcere goriziano, o ancora per la clinica di prevenzione delle IST che da decenni funge da riferimento per la comunit\u00e0 grazie alla sua eccellente accoglienza\u201d.<\/p>\n<p> \tA livello organizzativo, infine, \u201cnelle prossime ore &#8211; concludono gli organizzatori &#8211; partir\u00e0 la richiesta di una riunione congiunta con le amministrazioni comunali sia di Gorizia che di Nova Gorica per cominciare a imbastire un discorso sulle modalit\u00e0 di coinvolgimento delle citt\u00e0 e siamo aperti a dialogare con tutte le altre istituzioni che vorranno confrontarsi con noi. Da oggi partiremo anche con le richieste di patrocinio che sicuramente chiederemo alla Regione, ai Comuni, alle Universit\u00e0 degli Studi di Udine e Trieste e alle Repubbliche Italiana e Slovena. Riteniamo che tutte le istituzioni abbiano l\u2019obbligo morale di supportare la nostra manifestazione, data la loro funzione di garanzia e tutela delle pari opportunit\u00e0 e del benessere di tutti i cittadini. Il Pride \u00e8, infatti, una mobilitazione che coinvolge tutte le componenti della societ\u00e0 civile, individuali e collettive, nella rivendicazione e celebrazione pacifica di valori universali, che sono alla base dell\u2019Articolo 3 della nostra Costituzione e sono ribaditi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani\u201d.<\/p>\n<p> \tMa il sindaco di Gorizia, <strong>Rodolfo Ziberna<\/strong>, ha gi\u00e0 manifestato il proprio disappunto in merito all\u2019evento.<\/p>\n<p> \t\u201cQualche anno fa &#8211; la presa di posizione del primo cittadino attraverso un comunicato stampa &#8211; lo scrittore Aldo Busi, parlando del <em>Gay pride<\/em> disse che al posto delle <em>paillettes<\/em> avrebbe voluto che i dimostranti sfilassero con le tute da lavoro e oggi ancora di pi\u00f9 tale affermazione mi sembra azzeccata. Condanno risolutamente l\u2019omofobia e tutto ci\u00f2 che \u00e8 discriminazione e violenza, perch\u00e9 libert\u00e0 significa anche poter amare chi si desidera, indipendentemente dal sesso, e proprio per questo ritengo che\u00a0l\u2019ostentazione provocatoria e superficiale tipica dei <em>Gay pride<\/em> rappresenti una mancanza di rispetto verso chi vive quotidianamente questa realt\u00e0, anche pubblicamente, senza sentire il bisogno di scendere in piazza con atteggiamenti che, a volte, rasentano il ridicolo e tendono a rimarcare una diversit\u00e0 che, per il sottoscritto e per la stragrande maggioranza degli italiani, non esiste. Tanto pi\u00f9 oggi, di fronte a una situazione drammatica, in cui i diritti al lavoro di tantissime persone non vengono rispettati e ci si ritrova di fronte a migliaia di aziende a rischio chiusura, con ripercussioni occupazionali che toccheranno indistintamente etero e gay, preferirei manifestazioni in cui non ci siano divisioni basate sulle preferenze sessuali bens\u00ec unitarie e caratterizzate da obiettivi che riguardano i diritti di tutti i cittadini. Cos\u00ec si abbattono veramente i confini mentali\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201cLe precariet\u00e0 del mondo del lavoro, ora acuita, \u00e8 una nostra battaglia,\u00a0siamo anche noi lavoratori e la sentiamo sulle nostre pelli. Questo per\u00f2 unisce e si salda alle discriminazioni che dobbiamo affrontare ogni giorno in quanto persone Lgbti+, anche nei luoghi di lavoro\u201d. Questa la reazione del presidente di Fvg pride ODV <strong>Nacho Quintana<\/strong> <strong>Vergara<\/strong> alle affermazioni del primo cittadino di Gorizia.<\/p>\n<p> \t\u201cCogliamo con entusiasmo &#8211; ha aggiunto &#8211; la sua posizione netta contro le discriminazioni sulla base dell\u2019identit\u00e0 sessuale e quindi ci aspettiamo di approfondire queste tematiche insieme\u00a0quando ci conceder\u00e0 un incontro organizzativo successivo al patrocinio del Comune di Gorizia, che in seguito alle sue parole non pu\u00f2 evidentemente mancare. Le persone LGBTQIA+ del territorio\u00a0sono abituate a partecipare assiduamente anche alle manifestazioni del 1 maggio, come a tutte quelle per la parit\u00e0 dei diritti e la dignit\u00e0 delle persone. Inoltre\u00a0&#8211; continua Quintana Vergara &#8211;\u00a0il primo cittadino goriziano dovrebbe riflettere anche sul fatto che portare migliaia di persone a Gorizia \u00e8<strong>\u00a0<\/strong>per le e gli esercenti del territorio una ricca opportunit\u00e0 di ripresa\u201d.\u00a0<\/p>\n<p> \t\u201cCon le paliettes, in doppiopetto o in tuta &#8211; conclude &#8211; le nostre istanze di uguale dignit\u00e0 e diritti sono le stesse e interessano tanto le persone attente quanto le persone che credono che esista una reale uguaglianza delle persone Lgbti+ che, invece, non esiste ancora\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;annuncio degli organizzatori<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":38746,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-38745","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",1280,853,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",1280,853,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",1280,853,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-1024x682.webp",640,426,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",1280,853,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",1280,853,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-1024x682.webp",1024,682,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39489-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"L'annuncio degli organizzatori","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38745\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}