{"id":38525,"date":"2021-04-12T00:00:00","date_gmt":"2021-04-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=38525"},"modified":"2021-04-12T00:00:00","modified_gmt":"2021-04-11T23:00:00","slug":"cancro-al-seno-triplo-negativo-dal-friuli-una-svolta-nella-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/cancro-al-seno-triplo-negativo-dal-friuli-una-svolta-nella-cura\/","title":{"rendered":"Cancro al seno triplo negativo, dal Friuli una svolta nella cura"},"content":{"rendered":"<p> \t\u00c8 una terapia cellulare autologa, basata quindi sull\u2019impiego di cellule prelevate dalla stessa paziente, la promettente risposta che il <strong>progetto di ricerca transfrontaliero Immuno-Cluster<\/strong> intende mettere nero su bianco per il trattamento del <strong>carcinoma mammario triplo negativo<\/strong> (NTBC), una delle forme pi\u00f9 aggressive di cancro al seno e pi\u00f9 difficili da trattare.<\/p>\n<p> \tA confermarne l\u2019aggressivit\u00e0 \u00e8 il nome stesso del tumore che rappresenta il 10-20% delle diagnosi totali di cancro alla mammella, che colpisce prevalentemente donne giovani, con alta incidenza nel Nord Est d\u2019Italia e in Slovenia (oltre 160 e 120 casi per 100.000 donne), e per cui la possibilit\u00e0 di recidive, pur con chemioterapia, \u00e8 estremamente elevata.<\/p>\n<p> \t\u00abTriplo negativo \u2013 chiarisce <strong>Francesco Curcio<\/strong>, ordinario di Patologia Clinica e responsabile scientifico per il Dipartimento di Area Medica UniUD, insieme all&#39;Ospedale Ortopedico Valdoltra (SLO) \u2013 deriva dal fatto che, a differenza degli altri tumori mammari, si caratterizza per l\u2019assenza di recettori estrogenici e progestinici e per la mancata sovraespressione del recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2), rendendo quindi molto difficile il trattamento della malattia con gli approcci standard. L\u2019immunoterapia, che sfrutta lo stesso sistema immunitario del paziente per combattere la patologia, e che \u00e8 in fase sperimentale da decenni in associazione con i\u00a0protocolli tradizionali, ha sicuramente aperto la strada a nuove promettenti possibilit\u00e0 di cura. \u00c8 adesso indispensabile creare una massa critica comune di competenze, sia cliniche sia produttive, che possano lavorare insieme come sistema anche utilizzando nuovi approcci cellulari e molecolari\u00bb.<\/p>\n<p> \tParte dunque da qui la sfida del progetto di ricerca portata avanti da un network di eccellenza di universit\u00e0, ospedali all&#39;avanguardia, aziende farmaceutiche e biotecnologiche gi\u00e0 molto attive nelle terapie avanzate per il trattamento del cancro e nell&#39;immunoterapia. A loro dunque il compito di definire \u00a0un protocollo condiviso che permetta di arrivare, entro la fine dell\u2019anno, alla produzione del medicinale cellulare autologo da sperimentare infine sulle pazienti con TNBC, che saranno opportunamente reclutate dall\u2019<strong>Istituto di Oncologia di Ljubljana <\/strong>sulla base di specfici parametri.<\/p>\n<p> \tA fare da promettente base di partenza, lo studio clinico HybriCureR sviluppato dal Lead Partner di progetto, <strong>Celica Biomedical<\/strong>, e gi\u00e0 clinicamente testato su un numero ridotto di pazienti con cancro alla prostata resistente alla terapia ormonale. Sicuro, non tossico e in grado di prolungare di oltre 4 volte il tempo alla terapia secondaria, come confermato dal direttore<strong> Robert Zorec<\/strong>, si \u00e8 dimostrato il candidato ideale anche per il trattamento del TNBC.<\/p>\n<p> \tUn trattamento che mira dunque alla produzione, attraverso un articolato processo e un\u2019integrazione di competenze diversificate, di quelle cellule del sistema immunitario, cosiddette \u201cdendritiche\u201d, che sono specializzate proprio nel riconoscimento e nella cattura di proteine antigeniche (estranee) e nello stimolo di una risposta immunitaria da parte dell\u2019organismo.<\/p>\n<p> \t\u00abPer ottenerle dobbiamo partire da campioni di sangue che ci vengono inviati dall\u2019<strong>Ospedale dell\u2019Angelo, Hub di riferimento della provincia di Venezia<\/strong>, e che, in questa fase della ricerca, provengono da donatori sani. In futuro, quando il protocollo sar\u00e0 stato messo a punto in via definitiva, verranno prelevati direttamente dalle donne con TNBC \u2013 precisa <strong>Flavia Mazzarol<\/strong>, Business Development Specialist di VivaBioCell \u2013; alla struttura friulana il compito, al momento, di sperimentare la procedura in \u201csistema chiuso\u201d, tramite il bioreattore automatico NANT, per ridurre sensibilmente i costi dei prodotti per la terapia cellulare rendendola accessibile, un domani, a sempre pi\u00f9 persone &#8211; Una volta ottenute queste cellule dendritiche autologhe, differenziate dai monociti, dovremo ibridarle, tramite elettrofusione, con quelle tumorali, rimosse chirurgicamente dalla stessa paziente. In questo modo, <strike>e<\/strike> una volta re-iniettate, saranno in grado di attivare il sistema immunitario aiutandolo a combattere il cancro, avendogli permesso prima di riconoscerlo\u00bb.<\/p>\n<p> \tE se la strada per il trasferimento della procedura \u201cal letto del paziente\u201d necessita ancora di qualche step, appare chiaro sin d\u2019ora che i risultati attesi avranno un impatto decisamente positivo anche sulle imprese e sui sistemi sanitari transnazionali, con minori costi per le terapie e l&#39;assistenza; indubbi infine i vantaggi per le pazienti, che potranno cos\u00ec beneficiare di una migliore qualit\u00e0 di vita e di una speranza di guarigione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei tumori pi\u00f9 aggressivi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":38526,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-38525","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",1280,853,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",1280,853,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",1280,853,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-1024x682.webp",640,426,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",1280,853,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",1280,853,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-1024x682.webp",1024,682,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39207-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Uno dei tumori pi\u00f9 aggressivi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38525"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38525\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}