{"id":38483,"date":"2021-04-07T00:00:00","date_gmt":"2021-04-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=38483"},"modified":"2021-04-07T00:00:00","modified_gmt":"2021-04-06T23:00:00","slug":"apre-a-trieste-la-stanza-di-tartini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/apre-a-trieste-la-stanza-di-tartini\/","title":{"rendered":"Apre a Trieste &#8220;La stanza di Tartini&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> \tDue\u00a0<strong>archetti<\/strong>\u00a0del suo violino, testimonianza tangibile dell<strong>&#39;attenzione di Giuseppe Tartini alla tenuta del suono<\/strong>: un\u2019innovazione progettata con lungimiranza, che aprir\u00e0 la strada alle sonorit\u00e0 preromantiche. E ancora:\u00a0<strong>manoscritti<\/strong>\u00a0che testimoniano le rilevanti ricerche teoriche in ambito acustico,\u00a0<strong>spartiti<\/strong>\u00a0tramandati in edizioni a stampa settecentesche,\u00a0<strong>lettere<\/strong>,\u00a0<strong>cimeli<\/strong>, oggetti personali come la\u00a0<strong>parrucca<\/strong>\u00a0e persino la\u00a0<strong>maschera mortuaria<\/strong>\u00a0che ci riporta ai suoi ultimi istanti di vita terrena.\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Giuseppe Tartini<\/strong>,\u00a0poliedrico genio dell\u2019et\u00e0 dei Lumi, insigne violinista e compositore ma anche appassionato didatta, scienziato e sperimentatore di innovazioni tecnologiche sul violino e l\u2019archetto,\u00a0<strong>nei 251 anni dalla scomparsa (26 febbraio 1770)<\/strong>\u00a0rivive attraverso il\u00a0<strong>percorso espositivo allestito nel Conservatorio di Trieste<\/strong>\u00a0che proprio a lui \u00e8 intitolato.\u00a0<\/p>\n<p> \tApre infatti domani, 8 aprile,\u00a0<strong><em>La stanza di Tartini<\/em><\/strong>: sar\u00e0 un omaggio al genetliaco del grande violinista istriano, nato a Pirano proprio l\u20198 aprile 1692.\u00a0<\/p>\n<p> \tConcepita come uno spazio \u201cfisico\u201d e tangibile, una sede museale permanente e interattiva,\u00a0<em>La stanza di Tartini<\/em>\u00a0doveva essere inaugurata in occasione delle celebrazioni tartiniane 2020, sospese a seguito dell\u2019irruzione pandemica.\u00a0Un anno dopo il museo, in attesa di aprire alle visite in presenza negli spazi del Conservatorio Tartini a Trieste (via Ghega 12), si propone al pubblico di qualsiasi latitudine attraverso un percorso digitale accessibile a tutti, una vera e propria visita guidata,\u00a0disponibile in un clic sul sito\u00a0<u><a href=\"http:\/\/discovertartini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\">discovertartini.it<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p> \tL\u2019itinerario virtuale de \u201cLa stanza di Tartini \u00e8 stato illustrato oggi alla stampa e agli operatori dai promotori e curatori: per il\u00a0<strong>Conservatorio Tartini<\/strong>, artefice dell\u2019iniziativa insieme al\u00a0<strong>Centro di documentazione e studi tartiniani Bruno e Mich\u00e8le Polli<\/strong>,\u00a0sono intervenuti il presidente <strong>Lorenzo Capaldo <\/strong>con il direttore<strong> Roberto Turrin<\/strong>, e inoltre i musicologi e docenti\u00a0<strong>Margherita Canale <\/strong>e<strong> Paolo Da Col<\/strong>, curatori del progetto. Hanno portato il loro saluto anche\u00a0<strong>Ugo Poli<\/strong>,\u00a0project manager dell\u2019Iniziativa Centro Europea,\u00a0<strong>Manuela Rojec <\/strong>vicesindaco di Pirano\u00a0e\u00a0presidente della Comunit\u00e0 degli italiani &#8220;Giuseppe Tartini\u201d,\u00a0e<strong>\u00a0Sergio Durante,\u00a0<\/strong>musicologo e\u00a0promotore del progetto Tartini 2020 a Padova.<\/p>\n<p> \tIl Museo di Trieste \u00e8 infatti collegato in chiave di itinerario tartiniano transfrontaliero al polo di Pirano, con la casa natale del violinista, cos\u00ec come ai progetti tartiniani di Padova. Concepita nell\u2019ambito del\u00a0<strong>progetto tARTini\u00a0<\/strong>cofinanziato dal Programma INTERREG V-A Italia-Slovenia 2014-2020, <em>La stanza di Tartini<\/em> \u00e8\u00a0<strong>parte del Museo Diffuso Transfrontaliero<\/strong>\u00a0e consente dunque l\u2019accesso virtuale all\u2019intero percorso ideato per valorizzare l\u2019eredit\u00e0 tartiniana nelle citt\u00e0 chiave della vita e dell\u2019opera del geniale artista. La realizzazione tecnica della visita guidata digitale \u00e8 a cura di\u00a0<strong>Divulgando<\/strong>\u00a0ed \u00e8 stata illustrata dal\u00a0direttore creativo<strong> Rodolfo Riccamboni<\/strong>.<\/p>\n<p> \tPer accedere a\u00a0<em>La stanza di Tartini<\/em> e proiettarsi nel microcosmo del grande violinista, alla (ri)scoperta delle sue musiche e degli oggetti che lo hanno accompagnato nel corso della vita,\u00a0<strong>baster\u00e0 cliccare dall\u20198 aprile sul link\u00a0<u><a href=\"https:\/\/urlsand.esvalabs.com\/?u=https%3A%2F%2Fwww.discovertartini.eu%2Flastanzaditartini%2F&#038;e=19ac813c&#038;h=bc7a78b3&#038;f=y&#038;p=n\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\">https:\/\/www.discovertartini.eu\/lastanzaditartini\/<\/span><\/a><\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-left:.7pt;\"> \tI visitatori, attraverso immagini e panoramiche a 360 gradi, potranno individuare gli elementi interattivi della mostra che, di volta in volta cliccati, schiuderanno interventi video, letture, esecuzioni musicali. Saranno i curatori del progettoa guidare idealmente gli webnauti con le loro spiegazioni.<\/p>\n<p style=\"margin-left:.7pt;\"> \tParte significativa sar\u00e0 giocata dall\u2019<strong>Epistolario <\/strong>di Giuseppe Tartini, \u201c<em>Lettere e documenti<\/em>\u201d (EUT 2020),\u00a0che per la prima volta raccoglie oltre 200 lettere, per la maggior parte inedite, a cura del Conservatorio di Trieste. Affidate alla voce dell\u2019attore triestino <strong>Adriano Giraldi<\/strong>,\u00a0le letture di alcune lettere\u00a0getteranno un fascio di luce sulla personalit\u00e0 artistica di Giuseppe Tartini e sulla sua dimensione umana e quotidiana.<\/p>\n<p> \tLa stanza di Tartini<strong>\u00a0nasce grazie all\u2019eredit\u00e0 dei cimeli tartiniani <\/strong>in dotazione al Conservatorio Tartini di Trieste: un passaggio, di mano in mano, sino alla donazione del 1903 al Liceo Musicale \u201cTartini\u201d da parte dell\u2019ultimo proprietario, Ettore Rampini. Si tratta di oggetti, edizioni e manoscritti riguardanti il compositore piranese, alcuni noti come \u00abcimeli\u00bb non solo per la preziosit\u00e0 e per l\u2019antichit\u00e0, ma anche perch\u00e9 la loro propriet\u00e0 \u00e8 fatta risalire allo stesso Tartini, come alcuni elementi della montatura di un violino, i due archetti, la custodia di violino di stoffa riportante le iniziali G T, un quadretto che lo ritrae, una parrucca, un crocifisso. Ad essi \u00e8 unita la maschera mortuaria, racchiusa con la parrucca entro una scatola di cartone colorato, e alcuni fascicoli manoscritti e a stampa che non \u00e8 dato stabilire se siano appartenuti a Tartini o se acquisiti in seguito.\u00a0<\/p>\n<p> \tNel<strong> 2008 <\/strong>si \u00e8 costituito all\u2019interno del Conservatorio Tartini il <strong>\u201cCentro di documentazione e studi tartiniani Bruno e Mich\u00e8le Polli\u201d<\/strong>.\u00a0Il Centro\u00a0opera in ambito nazionale ed internazionale\u00a0per promuovere la\u00a0conoscenza, la valorizzazione e la diffusione della documentazione e delle fonti relative all\u2019opera di Giuseppe Tartini e al coevo repertorio musicale italiano ed europeo, con particolare riferimento alla letteratura violinistica. Si occupa inoltre della conservazione e valorizzazione dei cimeli tartiniani posseduti dal Conservatorio. Coordinatrice del Centro \u00e8 la musicologa Margherita Canale, coadiuvata dal Comitato di indirizzo composto dai colleghi Paolo Da Col e Agnese Pavanello e dal Comitato scientifico allargato in cui rientrano gli esperti Ugo Poli, Cristina Scuderi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guarda il video<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":38484,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-38483","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1-300x150.webp",300,150,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",640,320,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",300,150,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",500,250,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",474,237,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",391,196,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",300,150,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",1000,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1.webp",250,125,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/39138-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Guarda il video","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38483"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38483\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}