{"id":38277,"date":"2021-03-19T00:00:00","date_gmt":"2021-03-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=38277"},"modified":"2021-03-19T00:00:00","modified_gmt":"2021-03-18T23:00:00","slug":"il-fascino-dei-boschi-del-fvg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-fascino-dei-boschi-del-fvg\/","title":{"rendered":"Il fascino dei boschi del FVG"},"content":{"rendered":"<p> \tCinque sensi per ripartire,\u00a0<strong>alla scoperta dell\u2019incanto delle foreste e dei boschi, \u201cminiere verdi\u201d<\/strong>\u00a0che da centinaia d\u2019anni abitano il Friuli Venezia Giulia. Ammirare i giganti verdi, sfiorare con mano la magia della natura, ascoltarne i silenzi e annusarne i profumi, assaporando il gusto della libert\u00e0.<\/p>\n<p> \tIn occasione del\u00a0<strong>21 marzo<\/strong>,\u00a0<strong>Giornata internazionale delle Foreste<\/strong>\u00a0indetta dall\u2019Assemblea generale delle Nazioni unite, anche il Friuli Venezia Giulia celebra e omaggia questi grandi e piccoli polmoni verdi che devono essere costantemente preservati &#8211; la tempesta Vaia nell\u2019ottobre 2018 rase al suolo quasi 4 mila ettari di bosco &#8211; e poter offrire al turista, non appena le restrizioni sugli spostamenti si allenteranno,\u00a0<strong>camminate ed escursioni in mezzo alla natura<\/strong>.<br \/> \tIl Friuli Venezia Giulia possiede un\u00a0<strong>grande patrimonio di ambienti naturali<\/strong>\u00a0che si differenziano a seconda delle variet\u00e0, del suolo presente, del clima, dell\u2019altitudine. Uno scrigno di tesori tra flora, fauna, morfologie e biodiversit\u00e0 che occupa oltre il 35% del territorio regionale, in grado di regalare un\u00a0<strong>viaggio inaspettato<\/strong>\u00a0anche a pochi chilometri da casa e svelare alcuni dei suoi giganti, gli alberi monumentali che popolano la regione.<\/p>\n<p> \tNegli ultimi tempi il\u00a0<strong>forest bathing<\/strong>\u00a0e le\u00a0<strong>green walking<\/strong>\u00a0sono attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 ricercate, tra tuffi nelle foreste e immersioni nei boschi alla ricerca del benessere psicofisico e come vera e propria terapia dallo stress urbano.<br \/> \tDi seguito si propongono\u00a0<strong>alcuni dei diversi itinerari presenti sul territorio<\/strong>, da quelli pi\u00f9 conosciuti a quelli meno \u201ccalpestati\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>TARVISIO, UNA FORESTA DAI MILLE ANNI DI STORIA<\/strong><\/p>\n<p> \tLa prima festeggiata \u00e8 naturalmente la\u00a0<strong>Foresta millenaria di Tarvisio<\/strong>\u00a0che, con i suoi 24 mila ettari tra gli estremi delle Alpi Carniche e le Giulie, rappresenta la foresta demaniale pi\u00f9 estesa d\u2019Italia. Tra i suoi abeti rossi, i \u201cgiganti\u201d della musica conosciuti in tutto il mondo per il legno di risonanza che viene utilizzato nella realizzazione degli strumenti musicali a corda, ospita uno dei sentieri pi\u00f9 spettacolari, il \u201c<strong>The Forest sound track<\/strong>\u201d, nel cuore della Val Saisera, percorribile tutto l\u2019anno attraversando bellezze per oltre 10 chilometri, quali il torrente Carnizza o i prati Oitzinger, nella splendida scenografia dello J\u00f4f Fuart e del Montasio.<\/p>\n<p> \tLa\u00a0<strong>Val Saisera<\/strong>, luogo particolarmente caro al poeta delle Giulie, l\u2019alpinista <strong>Julius Kugy<\/strong>, racchiude uno degli esempi pi\u00f9 singolari di biodiversit\u00e0 e assieme al\u00a0<strong>Monte Lussari<\/strong>\u00a0rappresentano sicuramente uno degli angoli pi\u00f9 incantevoli della foresta in cui possono essere praticate escursioni di tutti i tipi, durata e difficolt\u00e0.<br \/> \tUn itinerario proposto ai piedi del monte Mangart, nel cuore delle Giulie, apre la strada a una camminata nella\u00a0<strong>conca di Fusine<\/strong>, tra i laghetti di origine glaciale che fanno da cornice a un ambiente naturale e montano conosciuto come uno dei luoghi di maggior pregio naturalistico dell\u2019intera catena alpina.<\/p>\n<p> \t<strong>CARNIA, NATURA ALLO STATO PURO<\/strong><\/p>\n<p> \tA Passo Pramollo, a nord di Pontebba sulle\u00a0Alpi Carniche orientali, tra\u00a0<strong>prati di wulfenie e incredibili giacimenti fossili\u00a0<\/strong>(9,5 km \u2013 4 ore), oppure nella\u00a0<strong>conca del passo del Cason di Lanza<\/strong>, lungo oltre nove chilometri sui vecchi tracciati usati dai contrabbandieri di anni passati, si offrono paesaggi incantati e fascinosi tra boschi d&#39;abete, ontaneti, pascoli e zone paludose. O ancora l&#39;itinerario tra\u00a0<strong>la Val Degano e la Val Pesarina<\/strong>, che nei suoi 8,4 chilometri taglia boschi e prati sfalciati, mughete, ontaneti, rocce a strapiombo, verdi colli e continui panorami mozzafiato a 360\u00b0. Sono tante le possibilit\u00e0 che offre la Carnia a chi desidera infilare gli scarponi ai piedi e avventurarsi nella natura. Lungo\u00a0<strong>l&#39;alta Valle del B\u00fbt\u00a0<\/strong>attraversando per 9,7 chilometri boschi, vecchi pascoli e casere, l&#39;itinerario ripercorre i tracciati lambendo il bosco bandito di Cleulis, mentre a Resia si pu\u00f2 andare alla scoperta degli\u00a0<strong>stavoli\u00a0<\/strong>fino ad arrivare al<strong>\u00a0bosco Plagna<\/strong>, con l\u2019omonimo monte che separa la Val Resia dal Canal del Ferro.<br \/> \tDal bosco degli urogalli al regno dell\u2019aquila: addentrarsi nella\u00a0<strong>foresta di Ampezzo<\/strong>\u00a0significa scoprire e immergersi in boschi misti di faggio, abeti rossi e abete bianco tra i pi\u00f9 belli della Carnia, cercando di avvistare il gallo cedrone e, sulle cime, l\u2019aquila, o\u00a0<strong>in Val Colvera<\/strong>\u00a0alla scoperta di frassini e aceri montani, con un\u2019escursione nella forra del torrente Colvera, nell\u2019habitat del gufo reale, il pi\u00f9 grande rapace notturno europeo. Alpi, Dolomiti e Prealpi, in quelle Orientali vallate strette si addentrano tra vette e torrioni dolomitici: dal rifugio Giaf (vicino a Forni di Sopra) si pu\u00f2 partire per\u00a0<strong>l\u2019anello Bianchi<\/strong>, un percorso naturalistico alla scoperta del bosco e dei fiori d\u2019alta quota, attraversando il lariceto e le praterie utilizzate per il pascolo transumante.<\/p>\n<p> \t<strong>I BOSCHI DELLA SERENISSIMA<\/strong><\/p>\n<p> \tLa Repubblica di Venezia, nel \u2018500, aveva dichiarato questi boschi di pertinenza dell\u2019Arsenale, come riserva di legname necessario alla realizzazione dei remi della flotta della Serenissima.\u00a0<strong>L\u2019altopiano carsico del Cansiglio<\/strong>, nel Pordenonese, rappresenta uno dei percorsi pi\u00f9 suggestivi e popolati dai faggi, tra funghi, fiori, cervi, scoiattoli e picchi (durata circa tre ore). Lo stesso in Val Alba, nel\u00a0<strong>bosco del Vu\u00e2lt<\/strong>\u00a0che oggi spiana la strada a un itinerario turistico ed escursionistico (6,4 km \u2013 3,5 ore)nelle Giulie, in una riserva naturalistica in cui si possono incontrare rarit\u00e0 di fiori e piante.<br \/> \t<strong>L&#39;anello del Landre Scur<\/strong>\u00a0nei boschi dell&#39;Alta Val Cellina (6,9 km \u2013 3 ore), \u00e8 invece un percorso che consente di arrivare attraverso i boschi al grande portale del Landre Scur incontrando grotte ricche di miti e leggende e sviluppandosi per oltre quattro chilometri nelle profondit\u00e0 del massiccio del Monte Resett\u00f9m, in comune di Claut.<\/p>\n<p> \t<strong>SUI PASSI DELLA TRADIZIONE NELLE VALLI DEL NATISONE E DEL TORRE<\/strong><\/p>\n<p> \tAnche le\u00a0<strong>Valli del Natisone e del Torre<\/strong>\u00a0fanno da sfondo a escursioni in mezzo al verde e alla natura. Si pu\u00f2 scegliere tra il tracciato alla scoperta dei\u00a0<strong>castagneti e i prati sfalciati dei paesi del Kries\u00a0<\/strong>(13,4 km, 4 ore) nelle Valli del Natisone, caratterizzate da un ambiente di dolci promontori sui quali domina il Monte Matajur e attraversate da antichi itinerari &#8211; e tradizioni ancora vive &#8211; che collegano l&#39;Adriatico e il centro Europa, o altri itinerari sempre sulle tracce dei castagni, importanti in questa zona per il legno e per i frutti.<\/p>\n<p> \tNelle Valli del Torre ci si pu\u00f2 avventurare invece alla scoperta delle cascate del Rio Gorgons. Il \u201c<strong>Sentiero naturalistico del \u201cGorgons<\/strong>\u201d si snoda per 7,8 chilometri nel territorio di Taipana, nella valle conosciuta come \u0160eroka Dolina: una lunga, profonda e boscosa incisione valliva, costellata da una serie di cascate splendide, tra cui Pod Malen, create dal torrente. Il ponte conduce sull&#39;altra sponda, in un punto particolarmente suggestivo della forra e si pu\u00f2 salire \u2013 ma \u00e8 consigliato solo per i pi\u00f9 esperti &#8211; al fianco del rio proseguendo, verso il Monte Zisilin.<\/p>\n<p> \t<strong>CARSO, MAGIA DELLA NATURA VISTA MARE<\/strong><\/p>\n<p> \tNatura e poesia si fondono a Duino, lungo il\u00a0<strong>sentiero Rilke<\/strong>\u00a0dove il Carso incontra l\u2019Adriatico circondato dallo spettacolo delle falesie. Un\u2019ambiente unico, in cui grazie alle particolari condizioni climatiche si pu\u00f2 apprezzare la flora di tipo mediterraneo anche a quote elevate e si pu\u00f2 anche proseguire verso il<strong>\u00a0bosco Cernizza<\/strong>, il bosco sul mare dei principi di Duino (8,5 km), o il\u00a0<strong>bosco Fornace<\/strong>\u00a0che si collega con il sentiero della salvia. \u00c8 la magia del Carso, altopiano calcareo alle spalle del capoluogo giuliano che offre un panorama mozzafiato.\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Igouza, il piccolo bosco di Basovizza<\/strong>, apre la strada a un itinerario (due ore e mezza circa) in questo altipiano senza confini, condiviso tra Italia e Slovenia, che rappresenta una delle unicit\u00e0 del Friuli Venezia Giulia. E ancora la\u00a0<strong>Val Rosandra<\/strong>, lungo i 6,3 chilometri alla scoperta delle ultime grandi querce fino alla vetta del Monte Carso; infine, nel Goriziano il Monte Sabotino e il Collio (4,5km), tra boschi di rovere e castagno e il\u00a0<strong>bosco Plessiva<\/strong>, che fino al termine della seconda guerra mondiale fu un deposito militare dell\u2019esercito italiano.<\/p>\n<p> \tA breve ripartir\u00e0 anche\u00a0<strong>Live Like a Local<\/strong>\u00a0\u2013 il progetto di PromoTurismoFVG che coinvolge gli ambassador come guide per raccontare il territorio attraverso\u00a0<strong>una voce autentica<\/strong>\u00a0\u2013 con alcune escursioni alla scoperta degli\u00a0<strong>alberi monumentali<\/strong>\u00a0in compagnia di Andrea Maro\u00e9 della Giant Trees Foundation.<\/p>\n<p> \tGli itinerari proposti sono consultabili anche <strong><u><a href=\"http:\/\/camminaboschi.regione.fvg.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\">sulla mappa online di \u201ccamminaboschi\u201d<\/span><\/a><\/u><\/strong>, progetto messo a punto dalla Regione e dal Corpo forestale regionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Tarvisiano alla Carnia, dal Cansiglio alle Valli del Natisone<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":38278,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-38277","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1-300x166.webp",300,166,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",640,353,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",300,166,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",500,276,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",474,262,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",391,216,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",300,166,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",1000,552,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1.webp",250,138,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38850-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Dal Tarvisiano alla Carnia, dal Cansiglio alle Valli del Natisone","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38277","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38277"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38277\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}