{"id":38126,"date":"2021-03-11T00:00:00","date_gmt":"2021-03-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=38126"},"modified":"2021-03-11T00:00:00","modified_gmt":"2021-03-10T23:00:00","slug":"le-vite-di-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/le-vite-di-prima\/","title":{"rendered":"Le vite di prima"},"content":{"rendered":"<p> \tLa vita di \u201cGiovanna la Turca\u201d \u00e8 la storia vera di una bambina che a sei anni viene catturata sulla nave del padre, finendo nell\u2019harem del gran visir. Solo una tappa di una vita che la condurr\u00e0 a Istanbul, Cefalonia, Corf\u00f9, Zante, Venezia e Roma. E che le <strong>due scrittrici di Palmanova<\/strong>, <strong>Daniela Galeazzi <\/strong>e <strong>Giuseppina Minchella<\/strong>, hanno voluto narrare nel romanzo <em>Le vite di prima<\/em>, edito da Kappa Vu, come raccontano in questa intervista.<\/p>\n<p> \t<strong>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di scrivere un romanzo sulla vita di \u201cGiovanna la Turca\u201d?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLo spunto principale \u00e8 stato un processo dell\u2019Inquisizione conservato nell\u2019Archivio di Stato di Venezia e nell\u2019Archivio del Sant\u2019Ufficio di Roma, che rimanda a una vicenda incredibile accaduta a una donna nella seconda met\u00e0 del Seicento. Ci \u00e8 parsa subito una documentazione ricca di elementi originali che poteva dar vita a un singolare romanzo storico\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019avete intitolato <\/strong><em><strong>Le vite di prima<\/strong><\/em><strong>: perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa protagonista ha vissuto tante vite, \u00e8 stata una schiava e una donna libera, \u00e8 nata cristiana ed \u00e8 vissuta da turca, ha conosciuto la miseria e ha sfiorato la ricchezza, \u00e8 stata amata, abbandonata, umiliata, benaccolta, scacciata\u2026 Giovanna racconta tutte queste sue vite incredibili, in terre diverse, tra culture diverse, nel tentativo di mettere ordine nella sua memoria. Racconta le sue vite soprattutto a s\u00e9 stessa facendo un uso particolare dei suoi ricordi: attraverso un intreccio tra detto e pensato, i fatti si mescolano, si confondono, non seguono un ordine cronologico, vengono modificati o sottaciuti. \u201c<em>La mia vita reinventata per quel tanto che mi serve<\/em>\u201d, dice lei stessa\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quella narrata \u00e8 una storia vera. Com\u2019\u00e8 avvenuto il lavoro di documentazione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa storia narrata \u00e8 sostanzialmente vera, i personaggi sono in gran parte esistiti e le vicende realmente accadute. Al di l\u00e0 della consultazione di alcuni saggi per tratteggiare i diversi contesti storico-ambientali, il lavoro di documentazione si \u00e8 basato su fonti archivistiche, per la precisione su processi dell\u2019Inquisizione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Oltre alle vicissitudini della protagonista, nella vicenda si intrecciano anche le storie di altri personaggi. Come li avete ideati?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUna caratteristica di questo romanzo \u00e8 l\u2019uso del racconto nel racconto. Accanto al racconto della propria vita, la protagonista narra le vicende di tante donne incontrate nel suo tormentato percorso. Anche queste figure di donne traggono spunto da processi dell\u2019Inquisizione, persone umili che sarebbero scomparse per sempre se non avessero lasciato traccia di s\u00e9 nei verbali giudiziari e se non fossero state riportate in vita da chi ha consultato quei verbali. In questo senso il nostro romanzo vuole essere una memoria restituita, vuole ridare voce e dignit\u00e0 a figure altrimenti inesistenti per la grande Storia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quale messaggio desiderate trasmettere attraverso questo romanzo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl parlare della protagonista \u00e8 occasione di riflessione su temi universali, temi che da sempre accompagnano la storia umana: l\u2019amicizia, la malinconia, la solitudine, la speranza, l\u2019amore, il rimorso, la verit\u00e0, la morte&#8230; Un tema molto presente nel romanzo \u00e8 il ruolo giocato dalla sorte e dal caso nelle nostre vite. Giovanna \u00e8 cresciuta con la convinzione che sia la sorte a governare le vite degli uomini, gi\u00e0 scritta per ognuno dalla nascita per volere divino. Ma nel guardarsi indietro, nel riconsiderare la propria vita, si accorge che non basta la sorte a spiegare tutto quello che le \u00e8 successo e giunge alla conclusione che tutto \u00e8 frutto del caso, tutto succede senza un senso: \u201cMi sembra che la mia vita non sia stata altro che un gioco d\u2019azzardo, una grande lotteria dove i numeri sono usciti a caso\u201d\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Due scrittrici che narrano la vicenda di una protagonista donna: in qualche modo vi rivedete nella figura di \u201cGiovanna la Turca\u201d?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA differenza del nostro primo romanzo, che narrava le vicende di un soldato olandese, la protagonista questa volta \u00e8 una donna. Per tanti aspetti \u00e8 stato pi\u00f9 facile, come donne, entrare nella mente di un personaggio femminile e parlare con la sua voce. E l\u2019abbiamo fatto volentieri anche perch\u00e9 oggi come allora, in qualsiasi societ\u00e0, cristiana o islamica che sia, sono sempre le donne a pagare il prezzo pi\u00f9 alto e a essere dimenticate. Da un lato Giovanna la Turca \u00e8 molto lontana da noi, troppo diversi dal nostro i contesti in cui vive, ma dall\u2019altro riusciamo a riconoscerci \u2013 noi e speriamo i lettori \u2013 nei suoi sentimenti, nei suoi desideri, nella sua rabbia per la vita che l\u2019ha maltrattata, nella sua sofferenza per le scelte penosissime che \u00e8 costretta a compiere, nella sua ricerca della libert\u00e0. Comunque, i personaggi di ogni libro hanno sempre qualcosa \u00a0\u00a0dell\u2019autore, della sua vita interiore, che d\u2019altra parte \u00e8 l\u2019unica che ognuno di noi pu\u00f2 dire di conoscere bene\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019intera vicenda \u00e8 ambientata nei Seicento, esattamente come quella descritta nel <u><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/2374\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\">vostro precedente romanzo storico <\/span><\/a><\/u><\/strong><u><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/2374\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\"><em><strong>L\u2019abiura<\/strong><\/em><\/span><\/a><\/u><strong>. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPerch\u00e9 i nostri interessi storici vertono sul Seicento, un secolo cerniera di cui abbiamo imparato a conoscere la complessit\u00e0 e il fascino, un secolo che ha gi\u00e0 in s\u00e9 tutti gli elementi della modernit\u00e0 e prelude i grandi cambiamenti del Settecento illuminista\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un detto recita \u201c<\/strong><strong>non c\u2019\u00e8 due senza tre<\/strong><strong>\u201d: avete gi\u00e0 un nuovo romanzo in cantiere?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCerto, si pu\u00f2 dire che \u00e8 quasi ultimata la prima stesura. Ma questa volta non siamo pi\u00f9 nel Seicento, abbiamo voluto metterci alla prova e affrontare un periodo e un argomento per noi completamente nuovi: il primo dopoguerra del Novecento attraverso le vicende di un ebreo triestino tra guerra d\u2019Etiopia e leggi razziali. Per la prima volta non ci siamo basate su documenti d\u2019archivio, ma su molte e svariate letture e sulla nostra capacit\u00e0 creativa. Sempre nuove sfide per la nostra scrittura a quattro mani\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":38127,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-38126","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1-300x169.webp",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",640,360,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",300,169,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",500,282,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",474,267,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",391,220,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",300,169,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",1000,563,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1.webp",250,141,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38639-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38126","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38126"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38126\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}