{"id":38114,"date":"2021-03-10T00:00:00","date_gmt":"2021-03-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=38114"},"modified":"2021-03-10T00:00:00","modified_gmt":"2021-03-09T23:00:00","slug":"il-detective-degli-abissi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-detective-degli-abissi\/","title":{"rendered":"Il detective degli abissi"},"content":{"rendered":"<p> \tIl mare era nel destino di <strong>Stefano Caressa<\/strong>, <strong>Nino <\/strong>per gli amici, ancor prima della sua nascita. I genitori infatti lo concepirono in via Melissa, in un appartamento in affitto affacciato sul <strong>porto di Grado<\/strong>, dove andarono a vivere terminata la guerra. Il 23 marzo del 1950, poi, i primi vagiti in una delle case del centro storico dell\u2019Isola d\u2019Oro.<\/p>\n<p> \tDa allora il mare \u00e8 stato la sua passione, il luogo di lavoro e di piacere. Padre pugliese di Trani, arrivato a Gorizia nei ranghi della Polizia di Stato, madre friulana di nobile lignaggio, discendente dalla famiglia degli Strassoldo di Villanova di Farra, e una nonna di Tolmino, oggi Slovenia, Nino ha sempre vissuto sull\u2019Isola, un gradese doc nonostante i suoi genitori fossero di fuori.<\/p>\n<p> \tCerto \u00e8 stimato quale eccellente professionista per tutto quanto attiene quello che sta sotto il mare, avvolto nel mistero delle profondit\u00e0, coperto dagli strati di alghe e molluschi, velato dal fango. Tesori che raccontano un passato di secoli e che attendono di essere individuati dagli strumenti della sua barca e dalle luci delle sue telecamere.<\/p>\n<p> \tDopo il diploma di liceo scientifico e un breve passaggio alla facolt\u00e0 di geologia dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, dagli anni Settanta Nino inizia a lavorare per una societ\u00e0 del capoluogo giuliano nel settore scientifico-marittimo. \u00abEravamo non facilmente inquadrabili \u2013 racconta \u2013 direi atipiche figure professionali fra i geometri e i manovali subacquei, necessari per la costruzione di impianti portuali e la progettazione di condotte sottomarine. Attivit\u00e0 che iniziavano all\u2019epoca\u00bb.<\/p>\n<p> \tNello stesso periodo consegue il brevetto sportivo di subacqueo. \u00abAllora \u2013 aggiunge \u2013 era una cosa molto seria, non come oggi che in una settimana tutto \u00e8 finito. Il corso durava sei mesi ed era molto selettivo, in \u00a0\u00a0pochi lo portavano a termine per l\u2019impegno di studio e di esercitazioni. Una volta ottenuto il brevetto potevi sentirti parte di una \u00e9lite. I miei compagni di corso erano incursori della Polizia o dei Vigili del fuoco e per questo l\u2019impostazione era di tipo militare\u00bb.<\/p>\n<p> \tOggi tutto \u00e8 pi\u00f9 semplice e alla portata di tutti, anche grazie all\u2019evolversi delle strumentazioni e della tecnologia e ai loro costi molto pi\u00f9 abbordabili.<\/p>\n<p> \t<strong>Nino, in che cosa consiste esattamente il suo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo sempre lavorato per ditte specializzate in interventi sottomarini sia industriali sia di ricerca scientifica. Avendo sviluppato le conoscenze di un geometra, sono in grado di effettuare rilievi altimetrici, sviluppare sistemi di rilievi ma anche di fare fotografie e riprese di infrastrutture come siti subacquei e relitti. Queste ultime attivit\u00e0 sono quelle che preferisco: mi piace andare in giro per mare alla ricerca di tesori sommersi da riportare in superficie. E qui entrano in gioco le istituzioni con le quali collaboro, come le Universit\u00e0 di Trieste e del Veneto, facolt\u00e0 non solo di Archeologia ma anche di Biologia e Geologia marina, il Ministro dei Beni culturali con le Soprintendenze e i centri di ricerca marina come l\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale sempre di Trieste\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Senza tralasciare la sua esperienza in Rai nella realizzazione di documentari a caccia di relitti nell\u2019alto\u00a0<\/strong><strong>Adriatico\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUna bella esperienza a bordo della mia barca <em>Castorino II<\/em>, in compagnia del giornalista Pietro Spirito e del regista Luigi Zannini, peraltro bravi sommozzatori. Sono stati realizzati vari documentari di due mini serie dal titolo \u201c<em>La frontiera sommersa<\/em>\u201d e \u201c<em>Storie e leggende del Golfo<\/em>\u201d. Seguendo le tracce che in passato avevo rilevato e mi ero annotato, gironzolando per mare, grazie a strumenti tecnologicamente avanzati come sonar in 3D di rilevazione di masse sui fondali installati a bordo, siamo andati a vedere di che si trattava\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Che metodo di ricerca avete adottato?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAbbiamo seguito la passione per la storia e le storie, andando a eseguire dei rilievi e delle mappature dei siti sommersi, dell\u2019ambiente geologico ma anche biologico, per capire la tipologia e l\u2019epoca dei sedimenti individuati. Sempre informando e in collaborazione con le autorit\u00e0 e gli enti competenti, preposti alla tutela dal patrimonio sommerso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>E che cosa avete trovato?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA sud-ovest di Grado siamo andati alla ricerca del porto scomparso. Una infrastruttura romana al servizio della citt\u00e0 di Aquileia di oltre due mila anni fa, chiamata <em>Porto Pilo<\/em>, da \u201c<em>pilum<\/em>\u201d, giavellotto utilizzato dall\u2019esercito romano nei combattimenti a breve distanza. Era un antico scalo di cui parlano documenti del Settecento riferendo citazioni precedenti di cui nei secoli si erano perse le tracce, sommerse dalla laguna che ne ha coperto la memoria. Il nostro lavoro ha riportato alla ribalta questo passato e fatto emergere anche delle novit\u00e0 su resti di strade a poco pi\u00f9 di due metri della superficie\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Che possibilit\u00e0 ci sono di valorizzare questa vostra scoperta?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPoche direi, visto che al momento scarseggiano persino i fondi per scavare e portare in luce quanto sepolto ad Aquileia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Sempre grazie al vostro lavoro, anche in questo caso documentato dalla Rai regionale, avete raccontato con le immagini la storia del relitto del brigantino <\/strong><strong><em>Mercurio<\/em><\/strong><strong>, colato a picco durante la battaglia di Grado.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUn fatto accaduto nel 1812, esattamente fra il 21 e il 22 febbraio durante le guerre napoleoniche. Il <em>Mercurio<\/em>, brigantino della Marina francese donato al neocostituito Regno italico, venne affondato dalla Marina inglese. Si trattava di un\u2019imbarcazione piccola, di circa 33 metri con a bordo 90 uomini fra equipaggio, fanti di mare e cannonieri, ufficiali e addetti alle vele. In questo \u00e8 stato realizzato uno scavo stratigrafico e sono stati trovati tanti oggetti interessanti: come elementi dell\u2019artiglieria, armi, munizioni, una petriera ed effetti personali dell\u2019equipaggio, e anche i resti di alcuni uomini imbarcati. Oggi il materiale rinvenuto \u00e8 esposto al <em>Museo archeologico del mare <\/em>di Caorle\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Questa sua lunga esperienza storico-scientifica che cosa le ha insegnato?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIo sono molto appassionato di storia, studio e approfondisco. Questa esperienza mi ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di partecipare al recupero e alla valorizzazione del nostro passato attraverso lo strumento televisivo. Ma soprattutto mi ha fatto capire che l\u2019Alto Adriatico non \u00e8 n\u00e9 povero n\u00e9 brutto, anzi. \u00c8 ricco di storia e di vita e di una bellezza, soprattutto lungo la costa verso Pirano e l\u2019Istria, che nulla ha da invidiare ai mari esotici\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come sta di salute?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSta migliorando. Fino agli anni \u201970 l\u2019inquinamento era pesante, non c\u2019erano depuratori per gli insediamenti industriali e abitativi e non c\u2019era la cultura della tutela. Si riteneva il mare una risorsa illimitata. Oggi tutto questo \u00e8 passato, anche se c\u2019\u00e8 ancora molto da fare\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quale mare vorrebbe solcare lei che tanto ha viaggiato nei suoi oltre 50 anni di attivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo navigato molto, ma sempre nel Mediterraneo. Con mia moglie Patrizia passavamo mesi alla scoperta delle coste di Grecia e Turchia, quando erano luoghi poco frequentati. Ci spostavamo con un fuoribordo di 10 cavalli in assoluta libert\u00e0. Nei miei sogni c\u2019\u00e8 un posto particolare dove vorrei andare: si tratta de l\u2019Isla del Coco o Isola degli squali, 350 miglia al largo della Costa Rica. Un luogo non facile da raggiungere, soprattutto oggi a causa della pandemia. Ma un sogno deve essere difficile da realizzare, altrimenti che sogno sarebbe?\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Caressa<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":38115,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-38114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1-300x169.webp",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",640,360,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",300,169,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",500,282,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",474,267,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",391,220,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",300,169,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",1000,563,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1.webp",250,141,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38616-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Stefano Caressa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38114\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}