{"id":37739,"date":"2021-02-02T00:00:00","date_gmt":"2021-02-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=37739"},"modified":"2021-02-02T00:00:00","modified_gmt":"2021-02-01T23:00:00","slug":"il-carnevale-2021-si-festeggia-a-tavola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-carnevale-2021-si-festeggia-a-tavola\/","title":{"rendered":"Il Carnevale 2021 si festeggia a tavola"},"content":{"rendered":"<p>Il Friuli Venezia Giulia con la sua Strada del Vino e dei Sapori ha raccolto lo spunto della Federazione Italiana delle Strade del Vino e dell\u2019Olio per fare un\u00a0<strong>viaggio tra i dolci del Carnevale italiani<\/strong>, sostenere i piccoli produttori e gli artigiani, ricordare la bellezza e la forza del nostro Paese attraverso il racconto di cultura, storia, tradizioni, enogastronomia.<\/p>\n<p>La Federazione ha lanciato il\u00a0<strong>contest &#8220;A carnevale ogni frittella vale\u201d<\/strong>\u00a0a cui possono partecipare artigiani pasticceri, fornai, panificatori, ma anche semplici appassionati:\u00a0<strong>dal 9 al 16 febbraio<\/strong>\u00a0si pu\u00f2 inviare una o pi\u00f9 foto di una di queste tipicit\u00e0 accompagnate da un testo che descriva il nome del dolce rappresentato, gli ingredienti principali e un racconto che descriva il legame con il carnevale e il territorio di cui \u00e8 espressione. Tutte le informazioni sul contest, modulistica e modalit\u00e0 di partecipazione sono disponibili alla pagina\u00a0<em><a data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/link.promoturismo.fvg.it\/c\/6\/?T%3DMjAzNzY4NDk%253AcDEtYjIxMDMzLTM3ZjM3MzUwODI2MzQ4ZTA5NWVkMWQxM2RmOThhYzEw%253AaW5mb0BpbWFnYXppbmUuaXQ%253AYWNjb3VudC1jZWFjZjY1N2ZjNDBlYTExYTgxMzAwMGQzYWIzNjE3MC03YmIzN2RhMzhkNmY0YzBjYmUzY2QwZDQ2Nzg1YWFjNQ%253AZmFsc2U%253AMw%253AX0hsazQyNjE0NTM0%253AaHR0cHM6Ly93d3cuc3RyYWRldmlub2l0YWxpYS5pdC9jYXJuZXZhbGUyMDIxLz9fY2xkZWU9YVc1bWIwQnBiV0ZuWVhwcGJtVXVhWFElM2QmcmVjaXBpZW50aWQ9YWNjb3VudC1jZWFjZjY1N2ZjNDBlYTExYTgxMzAwMGQzYWIzNjE3MC03YmIzN2RhMzhkNmY0YzBjYmUzY2QwZDQ2Nzg1YWFjNSZlc2lkPWZhMjA0OWYyLTQ4NjUtZWIxMS1hODEyLTAwMGQzYWIxYjE1OQ%26K%3D7kQS-WRNkw1_yD0QPxzRRg&#038;source=gmail&#038;ust=1612353485118000&#038;usg=AFQjCNE6DupWQd6DISPG71V_Tyf2dthbbw\" href=\"http:\/\/link.promoturismo.fvg.it\/c\/6\/?T=MjAzNzY4NDk%3AcDEtYjIxMDMzLTM3ZjM3MzUwODI2MzQ4ZTA5NWVkMWQxM2RmOThhYzEw%3AaW5mb0BpbWFnYXppbmUuaXQ%3AYWNjb3VudC1jZWFjZjY1N2ZjNDBlYTExYTgxMzAwMGQzYWIzNjE3MC03YmIzN2RhMzhkNmY0YzBjYmUzY2QwZDQ2Nzg1YWFjNQ%3AZmFsc2U%3AMw%3AX0hsazQyNjE0NTM0%3AaHR0cHM6Ly93d3cuc3RyYWRldmlub2l0YWxpYS5pdC9jYXJuZXZhbGUyMDIxLz9fY2xkZWU9YVc1bWIwQnBiV0ZuWVhwcGJtVXVhWFElM2QmcmVjaXBpZW50aWQ9YWNjb3VudC1jZWFjZjY1N2ZjNDBlYTExYTgxMzAwMGQzYWIzNjE3MC03YmIzN2RhMzhkNmY0YzBjYmUzY2QwZDQ2Nzg1YWFjNSZlc2lkPWZhMjA0OWYyLTQ4NjUtZWIxMS1hODEyLTAwMGQzYWIxYjE1OQ&#038;K=7kQS-WRNkw1_yD0QPxzRRg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000ff;\"><strong>https:\/\/www.stradevinoitalia.<wbr \/>it\/carnevale2021\/<\/strong><\/span><\/a><\/em>. \u00a0<\/p>\n<p>Al termine del contest\u00a0<strong>una giuria\u00a0<\/strong>nominata dalla Federazione valuter\u00e0 i lavori pervenuti e decider\u00e0 di\u00a0<strong>premiare le foto e i racconti pi\u00f9 rappresentativi<\/strong>\u00a0per ogni categoria in gara, tenendo conto anche del gradimento che i materiali avranno sui canali sociali. I vincitori di ogni categoria<strong>\u00a0saranno annunciati il 19 marzo<\/strong>\u00a0e riceveranno\u00a0<strong>in premio esperienze, attivit\u00e0 o prodotti, offerti dalle Strade del Vino dell\u2019Olio e dei Sapori d\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n<p>In Friuli Venezia Giulia gli spunti non mancano: salendo\u00a0<strong>tra le montagne regionali di Alpi e Prealpi<\/strong>\u00a0e facendo un percorso a ritroso\u00a0<strong>fino alla costiera di Trieste<\/strong>\u00a0si incontrano isole culturali e linguistiche che presentano i\u00a0<strong>festeggiamenti e i dolci carnevaleschi pi\u00f9 originali del Friuli Venezia Giulia<\/strong>.<\/p>\n<p>Una delle tradizioni pi\u00f9 caratteristiche di\u00a0<strong>Sappada\/Plodn<\/strong>, isola linguistica di matrice tedesca, \u00e8 il\u00a0<strong>Carnevale\u00a0<\/strong>(<em>Vosen\u00f2cht<\/em>), momento in cui si intrecciano ritualit\u00e0 e folclore. Protagonisti assoluti sono le\u00a0<strong>maschere<\/strong>\u00a0<strong>in legno<\/strong>\u00a0intagliate da artigiani locali e tramandate di generazione in generazione. Durante il periodo di Carnevale si possono gustare a Sappada i\u00a0<strong><em>Mogn<\/em> <em>Kropfen<\/em>\u00a0<\/strong>e\u00a0le\u00a0<strong>Orecchiette di Coniglio.<\/strong>\u00a0Ci sono infine i<strong>\u00a0<em>Krischkilan<\/em><\/strong>\u00a0e i<strong>\u00a0<em>Muttn<\/em><\/strong>, varianti locali di crostoli e castagnole<strong>.\u00a0<\/strong>I<strong>\u00a0<em>Mogn<\/em> <em>Kropfen<\/em>\u00a0<\/strong>sono deliziosi\u00a0<strong>tortelli ripieni e fritti<\/strong>\u00a0che vengono distribuiti dai Rollate \u2013 protagonista indiscusso delle maschere sappadine &#8211; durante le sfilate. Queste particolari frittelle nascondono un\u00a0<strong>ripieno di semi di papavero e miele<\/strong>. Esiste anche una versione semplice di ravioli fritti senza ripieno che prende il nome di\u00a0<strong><em>Hosenearlan<\/em><\/strong>, poich\u00e8 la forma ricorda le orecchie (<em>Earlan<\/em>) di coniglio (<em>Hosen<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Sauris\/Zahre\u00a0<\/strong>ha una tradizione legata al Carnevale tra le pi\u00f9 antiche dell\u2019arco alpino: protagonisti della festa sono il R\u00f6lar (con il volto ricoperto dalla fuliggine) e il &#8220;Kheirar&#8221; (con mascherone in legno e scopa). Il\u00a0<strong><em>R\u00f6lar<\/em><\/strong>\u00a0\u00e8 una figura magica e demoniaca, il cui nome deriva dai Rolelan, i campanelli che porta intorno alla vita e che assieme alla scopa usa per avvertire gli abitanti dell&#39;inizio della mascherata, il\u00a0<strong><em>Kheirar<\/em><\/strong>\u00a0invece \u00e8 il re delle maschere ed \u00e8 colui che si occupa dello svolgimento dei festeggiamenti. Per Carnevale la tradizione prevede la preparazione dei\u00a0<strong><em>Vledlan<\/em><\/strong>\u00a0<strong>(frittelle con le erbe)<\/strong>, che nella frazione di Lateis assume la forma tronca di \u2018vl\u00e9\u2019 (che nella lingua germanica locale significa anche pulce). Per la preparazione dei <em>vledlan<\/em> si utilizzano farina, zucchero, uova arricchiti da grappa ed\u00a0<strong>erbe aromatiche, come la menta selvatica e la salvia<\/strong>, seccate e sminuzzate, che conferiscono alla frittella un aroma delicato e inconfondibile.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Resia<\/strong> ha una tradizione legata al Carnevale (<em>P\u00fcst<\/em>) molto importante, il cui elemento fondamentale \u00e8 rappresentato dalla danza eseguita con i tipici\u00a0<strong>strumenti musicali resiani<\/strong>, la <em>c\u00eftira<\/em> (violino) e la <em>b\u00fcnkula<\/em> (violoncello). Le\u00a0<strong>maschere tradizionali<\/strong>\u00a0del Carnevale resiano sono di due tipi: <em>te lipe bile ma\u0161kire<\/em>, le belle maschere bianche, con cappello alto adorno di fiori di carta colorata e piccoli sonagli e i\u00a0<em>babaci\/kukaci<\/em>,\u00a0le maschere brutte. Durante il <em>P\u00fcst<\/em> resiano i protagonisti diventano\u00a0<strong>due dolci molto particolari<\/strong>: la\u00a0<strong><em>sope<\/em>\u00a0<\/strong>e il<strong>\u00a0<em>bujarnik<\/em><\/strong>, quest\u2019ultimo annoverato tra i prodotti agroalimentari tipici del Friuli Venezia Giulia. La\u00a0<strong><em>sope<\/em>\u00a0<\/strong>\u00e8 una frittella che in passato, essendo un piatto sostanzioso, era preparata per le puerpere. Si prepara con fette di pane bianco a filone e una pastella con uova farina, liquore, zucchero e sale. Il\u00a0<strong><em>bujarnik<\/em><\/strong>\u00a0rappresenta una vera istituzione nella vallata ed \u00e8 proposto in due versioni: quella per il giorno dei morti (una pagnotta avvolta in foglie di verza e cotta al forno a legna) e la versione carnevalesca,\u00a0un impasto composto di farina di mais e frumento, uova, zucchero, panna, mele e\/o pere, fichi secchi, uva sultanina, frutta secca, lievito, semi di finocchio selvatico, cannella o carrube che viene semplicemente sparso sulla piastra del forno di cui assume la forma.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>l <em>Pust v Bene\u010diji<\/em> \u00e8 un carnevale antico e ricco di tradizioni, proprio come il paesaggio delle Valli del Natisone in cui si festeggia.\u00a0<strong><em>Pust<\/em><\/strong>, parola che nel dialetto sloveno locale significa \u201cscherzo\u201d, assume anche direttamente il significato di \u201cCarnevale\u201d inteso come festivit\u00e0 nella sua interezza. Inoltre la parola <em>Pust\u00a0<\/em>identifica la maschera principale del carnevale valligiano, protagonista di tutti i cortei. Si tratta di maschere ricoperte dalla testa ai piedi da svolazzanti frange multicolori sotto cui sono nascosti campanacci che creano un gioioso frastuono ad ogni salto.\u00a0<strong>Ogni paese delle Valli ha poi le sue peculiarit\u00e0 e le sue maschere simbolo<\/strong>: i <em>Pustje<\/em> di Rodda con i loro colori sgargianti e la loro scherzosa impertinenza, il gallo e la gallina di Mersino, i famosissimi <em>Blumarji<\/em> di Montefosca che correndo con i loro vestiti bianchi risvegliano la terra per la primavera. Ci sono inoltre le maschere facciali in latta di Stregna e da Montemaggiore non mancheranno <em>te liepe<\/em>, le belle, con i caratteristici cappelli fioriti, da Clodig infine le spettacolari maschere in vimini.\u00a0Gli\u00a0<strong>strucchi<\/strong>\u00a0assieme alla\u00a0<strong>gubana<\/strong>\u00a0sono i dolci tipici delle Valli del Natisone: morbidi bocconcini fritti di pastafrolla, contengono un goloso ripieno ricco di noci, nocciole, uvetta e pinoli. Nati come dolcetto del carnevale, in passato venivano anche serviti nelle occasioni pi\u00f9 importanti al posto dei confetti.<\/p>\n<p>Dalle Alpi e Prealpi si scende fino ad arrivare in Carso, alla costiera e\u00a0<strong>a Trieste, dove del resto fu inventato uno dei simboli indiscussi del Carnevale: i coriandoli<\/strong>. Ettore Fenderl, infatti, fu una celebrit\u00e0 nel campo della fisica nucleare, ma non furono solo i suoi studi ad essere innovativi: nel 1876 il quattordicenne Ettore durante la parata di Carnevale che passava sotto casa sua in piazza della Borsa a Trieste, non avendo a disposizione confetti o petali di rose da lanciare sul corteo, tagliuzz\u00f2 pezzettini di carta colorata e li lanci\u00f2 sulle maschere che passavano. Fu subito imitato da tantissimi presenti e l&#39;invenzione si propag\u00f2 velocissima a Vienna, Venezia e in tutto il mondo. Cos\u00ec furono inventati i coriandoli.<\/p>\n<p>Arrivando a\u00a0<strong>Muggia<\/strong>, scopriamo le origini antichissime del\u00a0<strong>Carnevale muggesano<\/strong>. La prima citazione ufficiale si ha negli statuti comunali del 1420 in cui si fa riferimento al rimborso di un ducato a quelle Compagnie, che si sarebbero poi impegnate a spenderne almeno il triplo per ingaggiare dei musicanti. <em>El Carneval de Muja<\/em> era caratterizzato da alcune usanze tra cui la\u00a0<strong>Caccia al Toro<\/strong>, d\u2019origine veneta, e il\u00a0<strong>Ballo della Verdura<\/strong>, che si svolgeva il marted\u00ec grasso in quella che oggi \u00e8 Piazza Marconi. Le donne e gli uomini danzano con il capo ornato da verdi ghirlande, reggendo in mano un arco d&#39;oro di fronde e di arance. Le\u00a0<strong>frittole triestine<\/strong>\u00a0sono per antonomasia il dolce tipico del Carnevale. Sono delle &#8220;polpettine &#8221; con uvetta e pinoli, fritte e in alcuni casi farcite con crema o cioccolato. Anche i\u00a0<strong>crostoli<\/strong>\u00a0hanno un&#39;alta posizione sui gradini dell&#39;eccellenza culinaria a Trieste: l\u2019impasto dolce che viene fritto ricorda molto le pi\u00f9 conosciute chiacchiere. Non mancano poi i\u00a0<strong><em>krapfen<\/em><\/strong>, dolce di origine austriaca, ma che a Trieste sono pi\u00f9 piccoli di dimensione.<\/p>\n<p>A\u00a0<strong>Opicina<\/strong>, sull\u2019altopiano carsico a pochi chilometri dal centro di Trieste, le<strong> frittole con l\u2019anima\u00a0<\/strong>(<em>Fancli z duso<\/em>) sono le protagoniste a tavola. La ricetta\u00a0\u00e8 originaria di Contovello, una frazione di Trieste: un tempo i \u201c<em>kontovelci<\/em>\u201d, gente di Contovello, erano eccellenti pescatori e le donne avevano il compito di vendere il pescato. Cos\u00ec nacquero le frittole con anima<strong>,\u00a0<\/strong>delle\u00a0<strong>frittelle ripiene di acciughe sotto sale<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al via il contest fotografico nazionale<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":37740,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-37739","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",1000,667,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/38091-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Al via il contest fotografico nazionale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37739"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37739\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}