{"id":37535,"date":"2021-01-12T00:00:00","date_gmt":"2021-01-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=37535"},"modified":"2021-01-12T00:00:00","modified_gmt":"2021-01-11T23:00:00","slug":"romans-un-libro-riunisce-i-fratelli-calligaris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/romans-un-libro-riunisce-i-fratelli-calligaris\/","title":{"rendered":"Romans, un libro riunisce i fratelli Calligaris"},"content":{"rendered":"<p>Conoscere la storia della propria comunit\u00e0, soprattutto negli anni difficili, \u00e8 forza. Le piccole storie inoltre sono spesso lo spunto per delineare e comprendere meglio il presente, ma anche per ripercorre i crocicchi e le strade della grande storia. \u00a0<\/p>\n<p><strong>Edo Calligaris<\/strong>, storico collaboratore de <em>Il Piccolo<\/em> e appassionato ricercatore e testimone di memorie della comunit\u00e0 di Romans d\u2019Isonzo in provincia di Gorizia, \u00e8 narratore attento. Il suo caparbio e preciso lavoro di ricerca \u00e8 diventato produzione e memoria letteraria attraverso le quali riemergono e rivivono fatti e personaggi della comunit\u00e0 altrimenti destinati all\u2019oblio.<\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Il suo ultimo lavoro, \u201c<em>Armando e suoi fratelli. Le loro storie raccolte in uno stadio<\/em>\u201d, ha il duplice valore di cronaca documentata della sofferta e gloriosa vita della societ\u00e0 calcistica <strong>Pro Romans<\/strong>, giunta al traguardo di un secolo di attivit\u00e0, e ricordo della vicenda umana di Armando Calligaris, promessa del calcio locale che la sventura cieca trasform\u00f2 nella sofferenza di una vita. Lo stadio cittadino nel 2002 venne intitolato ai tre fratelli Calligaris: Mario, Alessandro e Armando. Tre giovani appassionati di sport che la guerra e la sventura di un triste incidente, nel caso di Armando, fermarono nella strada di una carriera di successo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incidente fatale<\/strong><\/p>\n<p>Un fatto accidentale nell\u2019estate del 1930, quando Armando aveva solo 7 anni, fu il passo che segn\u00f2 la sua esistenza di sofferenza fisica e psichica, portandolo alla morte, recluso nell\u2019Ospedale psichiatrico di Gorizia, nell\u2019ottobre del 1966. Per difendere il bimbo dall\u2019assolto di un cane nell\u2019aia di una casa, un concittadino lo colp\u00ec con un badile, causandogli lo sfondamento della parte temporofrontale destra e marchiandolo con una vistosa cicatrice sopra l\u2019occhio destro. Conseguenza di questo trauma lesivo fu una iperepilessia con comportamenti violenti lesivi verso gli altri e se stesso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink_euro.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/euromobili_banner_art.jpg\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un uomo buono, attaccante di razza fino al manifestarsi del male<\/strong><\/p>\n<p>Calzolaio di mestiere, era di indole calma e buona, era il male che dal 1951 inizi\u00f2 a manifestarsi con comportamenti aggressivi che richiesero il primo, breve, internamento nell\u2019Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Prima la guerra si era presa i fratelli Roberto e Alessandro, quest\u2019ultimo mai tornato dalla Russia.<\/p>\n<p>Armando si avvicin\u00f2 al calcio grazie al suo lavoro di calzolaio, era infatti specializzato nella trasformazione di scarponi abbandonati dai soldati italiani in calzature civili.<\/p>\n<p>\u201cIn campo era un attaccante di razza &#8211; cos\u00ec lo descrive Edo Calligaris in uno dei passaggi del libro che \u00e8 arricchito da molte fotografie, la maggior parte delle quali inedite -, mancino puro, molto rapido, scattante, tenace e combattivo\u201d.<\/p>\n<p>Per proteggere il capo da eventuali colpi, soprattutto nei tiri di testa, portava un caschetto in cuoio cucito con le sue mani.<\/p>\n<p>Dal 1945 al 1948 gioc\u00f2 in varie squadre di serie C, fra le quali Saici Torviscosa, ma anche club di fuori regione si interessarono a lui, senza per\u00f2 concludere il contratto, per timore che la vistosa cicatrice avrebbe condizionato il suo rendimento nel futuro. Nell\u2019ultima stagione le sue presenze si diradarono a causa del manifestarsi delle prime crisi epilettiche che si immagina furono causate dell\u2019impossibilit\u00e0 della massa celebrale di espandersi causa la compressione alla fronte, conseguenza del forte trauma.<\/p>\n<p><strong>Franco Basaglia e la speranza della guarigione<\/strong><\/p>\n<p>Dopo il primo ricovero il padre Giovanni Battista, che non si dava pace, pensando a quel figlio senza colpa, costretto a passare i suoi giorni dentro l\u2019inferno del manicomio, chiese e ottenne, visto il miglioramento delle condizioni di Armando, di riportalo a casa, assumendosene la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni a seguire si alternarono periodi di vita calma e tranquilla in famiglia e altri ricoveri. Nel gennaio del 1964 Franco Basaglia, che nel frattempo era giunto a Gorizia per dirigere l\u2019ospedale e tracciare la via che avrebbe cambiato il corso della psichiatria in Italia e nel mondo, accese una speranza di guarigione. Convinse le autorit\u00e0 e la famiglia che si poteva tentare un intervento chirurgico. Armando venne trasferito nell\u2019Ospedale di Udine, dove nel reparto neurologico neurochirurgico venne operato. Rientrato a Gorizia il decorso postoperatorio fu positivo. L\u2019ottimismo nei primi dieci giorni crebbe, medici e famigliari erano ottimisti, credevano nel possibile miracolo.<\/p>\n<p><strong>La resa<\/strong><\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 beffarda e crudele si ripresent\u00f2 con un attacco epilettico. La resa di Armando arriv\u00f2 due anni dopo in un altalenarsi di periodi tranquilli e crisi all\u2019interno dell\u2019Ospedale di via Vittorio Veneto. Alle 3 del 12 ottobre 1966 raggiunse la cima del Calvario dove trov\u00f2 la pace.<\/p>\n<p><strong>Un libro per non dimenticare<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019intitolazione dello stadio ai fratelli Calligaris era presente anche Roberto, quarto fratello che da sempre si era speso come giocatore prima e come dirigente successivamente per la Pro Romans. I fratelli Calligaris, soprannome di famiglia <em>Vuardi\u00e0ns<\/em>, ora vivono nelle pagine del libro di Edo Calligaris, libro edito dal Gruppo di ricerca \u201cI Scussons\u201d, presieduto da <strong>Germano Pupin<\/strong>, e dal Circolo \u201cMario Fain\u201d guidato oggi da <strong>Claudia Panteni<\/strong> che ha ricevuto il testimone da <strong>Renato Valentinuz<\/strong>, per anni presidente generoso e creativo, con il contributo del Comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le loro storie raccolte in uno stadio<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":37536,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-37535","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",2335,1471,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",2335,1471,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",2335,1471,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-300x189.webp",300,189,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-1024x645.webp",640,403,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",300,189,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",500,315,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",474,299,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",391,246,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",300,189,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-1536x968.webp",1536,968,true],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-2048x1290.webp",2048,1290,true],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-1024x645.webp",1024,645,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1.webp",250,157,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37807-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Le loro storie raccolte in uno stadio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37535\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}