{"id":37505,"date":"2021-01-07T00:00:00","date_gmt":"2021-01-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=37505"},"modified":"2021-01-07T00:00:00","modified_gmt":"2021-01-06T23:00:00","slug":"trieste-film-festival-radici-profonde-per-unedizione-rinnovata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/trieste-film-festival-radici-profonde-per-unedizione-rinnovata\/","title":{"rendered":"Trieste Film Festival, radici profonde per un&#8217;edizione rinnovata"},"content":{"rendered":"<p>Appuntamento <strong>dal 21 al 30 gennaio<\/strong> con il <strong>32\u00b0 Trieste Film Festival<\/strong>: diretto da <strong>Fabrizio Grosoli<\/strong> e <strong>Nicoletta Romeo<\/strong>, che pur in una nuova formula imposta dall\u2019emergenza sanitaria Covid-19 (gli oltre 50 titoli in programma si potranno vedere online su <strong>MYmovies<\/strong>) non rinuncia alla sua storica \u201cmissione\u201d: portare in Italia il meglio del cinema dell\u2019Europa centro orientale, ma anche tenere viva la memoria delle pagine pi\u00f9 importanti della storia di questa parte di (vecchio) continente.<\/p>\n<p>Non stupisce, dunque, che questa edizione avrebbe dovuto avere il proprio fulcro nel ricordo del trentennale delle guerre balcaniche (1991\/2021): \u00ab<em>Il focus sul trentennale delle guerre balcaniche (1991\/2021) \u00e8 un progetto a cui stavamo lavorando da anni<\/em> \u2013 spiegano i direttori artistici \u2013. <em>La pandemia ci ha costretti a posticiparlo, perch\u00e9 di molti dei film che avremmo voluto proporre esistono soltanto le copie in 35mm, impossibili da \u201cproiettare\u201d in un festival online. L\u2019appuntamento \u00e8 dunque rimandato (speriamo gi\u00e0 in primavera), ma ci sembrava doveroso che a un anniversario cos\u00ec importante fossero dedicati due momenti \u201csimbolici\u201d come l\u2019apertura e la chiusura<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin-left:.05pt;\">&#8220;Trentadue edizioni sono il segno di un progetto che ha radici profonde, sono la dimostrazione del valore e della capacit\u00e0 del Trieste Film Festival di rinnovarsi, di aggiungere nuove proposte e di ripensare alla propria formula&#8221;, afferma l\u2019assessore regionale alla cultura, <strong>Tiziana Gibelli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin-left:.05pt;\">Ad aprire la conferenza online \u00e8 stata la presidente del Festival, <strong>Monica Goti<\/strong>, che ha ringraziato le istituzioni che hanno sostenuto la kermesse fra cui la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste, presente oggi con <strong>Serena Tonel<\/strong>, assessore alle Attivit\u00e0 economiche e teatri, la direzione generale per il Cinema &#8211; ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali e per il Turismo, PromoTurismo FVG ed Europa Creativa &#8211; programma media.<\/p>\n<p>Se ad aprire il festival sar\u00e0 <strong><em>Underground<\/em><\/strong>, Palma d\u2019oro a Cannes nel 1995, la favola anarchica e surreale con cui <strong>Emir Kusturica<\/strong> \u201creinvent\u00f2\u201d col suo stile debordante la dissoluzione della Jugoslavia, a chiuderlo ci sar\u00e0 un altro grande film, <strong><em>Lo sguardo di Ulisse<\/em><\/strong> di <strong>Theo Angelopoulos<\/strong>, vincitore del Grand Prix in quella stessa edizione. Due film che non si potrebbero immaginare pi\u00f9 diversi, \u201c<em>come dire<\/em> \u2013 per usare un\u2019espressione coniata all\u2019epoca dal critico cinematografico Morando Morandini \u2013 <em>l\u2019Odissea e l\u2019Iliade di questa fine di secolo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Alla proiezione di <em>Underground<\/em> sar\u00e0 inoltre legato uno dei due tradizionali premi assegnati dal Trieste Film Festival, l\u2019<strong>Eastern Star Award<\/strong>: nato per segnalare le personalit\u00e0 del mondo del cinema che con la loro carriera hanno gettato un ponte tra l\u2019Est e l\u2019Ovest (nell\u2019albo d\u2019oro Ir\u00e8ne Jacob, Monica Bellucci, Milcho Manchevski, Rade \u0160erbed\u017eija, Kasia Smutniak), il premio va quest\u2019anno a <strong>Miki Manojlovi\u0107<\/strong>,\u00a0\u00a0 un grande interprete che si \u00e8 imposto grazie al sodalizio con Kusturica (oltre a <em>Underground<\/em> ricordiamo <em>Pap\u00e0\u2026 \u00e8 in viaggio di affari<\/em> e <em>Gatto nero, gatto bianco<\/em>) per poi superare i confini della Jugoslavia lavorando con registi come Fran\u00e7ois Ozon (<em>Amanti criminali<\/em>), Giuliano Montaldo (<em>I demoni di San Pietroburgo<\/em>), Sam Garbarski (<em>Irina Palm<\/em>, che gli vale la candidatura all\u2019European Film Award).<\/p>\n<p>Il <strong>Cinema Warrior Award<\/strong>, istituito per premiare l&#39;ostinazione, il sacrificio e la follia di chi \u201ccombatte\u201d per il cinema, va invece all\u2019<strong>Associazione U.N.I.T.A.<\/strong>, per il suo impegno nella promozione del mestiere dell\u2019attore nel panorama artistico, culturale e sociale italiano, con particolare attenzione alle questioni di genere e con un codice etico che ne garantisce seriet\u00e0, professionalit\u00e0 e una centralit\u00e0 di temi quali l\u2019etica del lavoro, la sostenibilit\u00e0, l\u2019accoglienza e l\u2019inclusivit\u00e0.<\/p>\n<p>Nucleo centrale del programma si confermano i <strong>tre concorsi internazionali<\/strong> dedicati a <strong>lungometraggi<\/strong>, <strong>cortometraggi<\/strong> e <strong>documentari<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tredici<\/strong> i titoli del <strong>Concorso lungometraggi<\/strong> (in giuria la regista Adina Pintilie, la produttrice Ewa Puszczy\u0144ska, il programmer e critico cinematografico Paolo Bertolin).<\/p>\n<p>Due storie di paternit\u00e0 messa a dura prova da un contesto che rende difficile (ma non impossibile) assolvere al proprio ruolo di genitore: se il protagonista di <strong><em>Father<\/em><\/strong> di <strong>Srdan Golubovi\u0107<\/strong> (Premio del pubblico nella sezione Panorama dell\u2019ultima Berlinale) si scontra con la corruzione dei servizi sociali nella Serbia di oggi, quello di <strong><em>Andromeda Galaxy<\/em><\/strong> di <strong>More Ra\u00e7a<\/strong> \u00e8 disposto a tutto pur di lasciare il Kosovo per garantire alla figlia un futuro migliore in Germania. Tra Kosovo e Germania si muove anche <strong><em>Exil<\/em><\/strong> di <strong>Visar Morina<\/strong>, visto al Sundance, che attraverso la storia di un ingegnere farmaceutico discriminato per ragioni etniche si interroga \u2013 per dirla con il regista \u2013 su \u201c<em>un occidente arrogante nei confronti di chi proviene da Paesi economicamente deboli<\/em>\u201d. Tra Polonia e Irlanda \u00e8 ambientato invece <strong><em>I Never Cry<\/em><\/strong> di <strong>Piotr Domalewski<\/strong>, sguardo realistico sulle difficolt\u00e0 che affrontano le famiglie separate dall\u2019emigrazione, e di immigrazione si parla anche nel bulgaro <strong><em>Fear<\/em><\/strong> di <strong>Ivaylo Hristov<\/strong>, dramma che vira in commedia (dell\u2019assurdo) su una donna pronta a mettersi contro l\u2019intero villaggio per ospitare un migrante. Dall\u2019Europa di oggi a quella dell\u2019immediato dopoguerra con <strong><em>A Frenchman<\/em><\/strong> di <strong>Andrej Smirnov<\/strong>, la Mosca del 1957 vista con gli occhi di un ragazzo francese, figlio di un ufficiale arrestato negli anni 30, e <strong><em>In the Dusk<\/em><\/strong> di <strong>\u0160ar\u016bnas Bartas<\/strong>, selezionato al Festival di Cannes e presentato in prima mondiale a San Sebastian: il romanzo di formazione di un diciannovenne sullo sfondo della Resistenza lituana contro l\u2019occupazione sovietica dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Dalla Grecia arriva <strong><em>Pari<\/em><\/strong> di <strong>Siamak Etemadi<\/strong>, una madre iraniana per le strade di Atene alla ricerca del figlio studente, di cui non ha pi\u00f9 notizie; tutt\u2019altro tono, dalla Romania, nella commedia satirica <strong><em>The Campaign<\/em><\/strong> di <strong>Marian Cri\u0219an<\/strong>, un politico in odor di corruzione a caccia di voti per un seggio a Strasburgo, e nel serbo <strong><em>My Morning Laughter<\/em><\/strong> di <strong>Marko \u0110or\u0111evi\u0107 <\/strong>prende le mosse da uno spunto autobiografico per raccontare il <em>coming of age<\/em> fuori tempo massimo di un trentenne. E ancora, due dei film pi\u00f9 sorprendenti della scorsa stagione: il polacco <strong><em>Sweat<\/em><\/strong> di<strong> Magnus von Horn<\/strong>, anche questo selezionato a Cannes, tre giorni nella vita di una \u201cfitness-influencer\u201d che da star di instagram diventa vittima di uno stalker, e il georgiano <strong><em>Beginning<\/em><\/strong> di <strong>Dea Kulumbegashvili<\/strong>, selezionato a Cannes e vincitore a San Sebastian, storia di una donna, Yana, moglie del leader di una comunit\u00e0 di Testimoni di Geova attaccata da un gruppo estremista. Per finire, <strong>Faruk Lon\u010darevi\u0107<\/strong>, che in <strong><em>So She Doesn\u2019t Live<\/em><\/strong> si ispira al pi\u00f9 efferato caso di omicidio della Bosnia post-bellica per raccontare un mondo ancora brutale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink_euro.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/euromobili_banner_art.jpg\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Evento speciale fuori concorso, dall\u2019Azerbaigian, <strong><em>In Between Dying<\/em><\/strong> di <strong>Hilal Baydarov<\/strong> (presente anche nel concorso documentari col suo <em>Nails in My Brain<\/em>), viaggio nella consapevolezza interiore che guarda al cinema di Bresson.<\/p>\n<p><strong>Dieci<\/strong> i titoli del <strong>Concorso documentari<\/strong> (in giuria la regista Eszter Hajd\u00fa, la direttrice del Biografilm Festival Leena Pasanen e la direttrice della scuola ZeLIG di Bolzano Heidi Gronauer).<\/p>\n<p><strong><em>Acas\u0103, My Home<\/em><\/strong> di <strong>Radu Ciorniciuc<\/strong>, premiato al Sundance, \u00e8 la storia di una famiglia che per decenni ha vissuto nell\u2019area disabitata e incolta del Delta di Bucarest, un bacino idrico abbandonato alla periferia della metropoli, finch\u00e9 la trasformazione della zona in parco nazionale pubblico non la costringe a trasferirsi in citt\u00e0. E i \u201cluoghi di famiglia\u201d sono al centro anche di <strong><em>Nails in My Brain<\/em><\/strong> dell\u2019azero <strong>Hilal Baydarov<\/strong>, viaggio tra le rovine di una casa d&#39;infanzia, dove ogni porta pericolante si apre sul passato, in una riflessione sulla memoria \u2013 e sul cinema \u2013 che \u00e8 eterno ritorno sulle stesse domande, gli stessi ricordi, gli stessi chiodi fissi; e di <strong><em>Blockade<\/em><\/strong> di <strong>Hakob Melkonyan<\/strong>, che attraverso la storia di una famiglia del suo villaggio natale racconta il conflitto del Nagorno-Karabakh. Due film dalla Croazia: <strong><em>Landscape Zero<\/em><\/strong> di <strong>Bruno Pavi\u0107<\/strong>, che ci porta su una striscia di costa devastata da un insediamento industriale per riflettere sulla relazione tra uomo, natura e cultura; e <strong><em>Once Upon a Youth<\/em><\/strong> di <strong>Ivan Ramljak<\/strong>, ritratto di una generazione perduta, quella giovent\u00f9 della fine degli anni Novanta in cerca di una (nuova) identit\u00e0 dopo la devastazione della guerra. Dalla Russia <strong><em>Town of Glory<\/em><\/strong> di <strong>Dmitrij Bogolyubov<\/strong>, girato nel corso di tre anni a El\u2019nja, citt\u00e0-simbolo della propaganda di ieri e di oggi, e la Russia \u00e8 al centro anche del tedesco <strong><em>Garage People<\/em><\/strong> di <strong>Natal\u2019ja Jefimkina<\/strong>, il garage come (ultimo) rifugio dell\u2019individualit\u00e0. Dall\u2019Austria, <strong><em>Please Hold the Line<\/em><\/strong> di <strong>Pavel Cuzuioc<\/strong> \u00e8 uno sguardo feroce e pieno di humour che, attraverso il lavoro di alcuni tecnici delle comunicazioni in Moldavia, Romania, Ucraina e Bulgaria, riflette sulle contraddizioni di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 \u201cconnessa\u201d in regioni lacerate dai nazionalismi. Il confronto tra un figlio che sta diventando padre \u2013 lo stesso regista <strong>Andrei D\u0103sc\u0103lescu<\/strong> \u2013 e un padre che si \u00e8 fatto monaco \u00e8 al centro del rumeno <strong><em>Holy Father<\/em><\/strong>. In ultimo, il lituano <strong><em>Gentle Warriors<\/em><\/strong> di <strong>Marija Stonyt\u0117<\/strong>, dove l\u2019indipendenza di tre giovani donne passa dal servizio di leva volontario e dall\u2019addestramento in una base militare tra 600 commilitoni.<\/p>\n<p><strong>Sedici<\/strong> i titoli del <strong>Concorso cortometraggi<\/strong> (in giuria la direttrice artistica della Cin\u00e9fondation del Festival di Cannes Dimitra Karya, la produttrice Andrijana Sofrani\u0107 \u0160u\u0107ur e la giornalista Alessandra De Luca): l\u2019Italia \u00e8 rappresentata da <strong><em>Illusione<\/em><\/strong> di <strong>Lorenzo Quagliozzi<\/strong> e\u00a0 <strong><em>La tecnica<\/em><\/strong> di <strong>Clemente De Muro<\/strong> e<strong> Davide Mardegan (CRIC)<\/strong>.<\/p>\n<p>Due nuove sezioni integrano l\u2019impianto tradizionale dei concorsi: <strong>Fuori dagli sche(r)mi<\/strong> e <strong>Wild Roses: Registe in Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Con <\/em>Fuori dagli sche(r)mi \u2013 spiegano i direttori artistici \u2013 <em>abbiamo voluto creare una vetrina dedicata alle nuove prospettive e alle nuove forme cinematografiche. Film che manifestano un grado di \u201clibert\u00e0\u201d tanto nella durata quanto nella struttura narrativa, aperti a ibridazioni di generi e linguaggi<\/em>\u00bb. Una sezione aperta tanto ad autori affermati quanto a giovani talenti. Tra i primi, due tra i pi\u00f9 importanti cineasti rumeni contemporanei: <strong>Cristi Puiu<\/strong> (anche protagonista di una masterclass online) con l\u2019anteprima italiana di <strong><em>Malmkrog<\/em><\/strong>, gi\u00e0 premiato alla scorsa Berlinale, che adattando \u201cI tre dialoghi\u201d di Vladimir Sergeevic Solov&#39;\u00ebv vince la sfida di un\u2019indagine filosofica su cinema e memoria; e <strong>Radu Jude<\/strong>, che in <strong><em>Tipografic Majuscul<\/em><\/strong> parte da un testo teatrale per raccontare le vicende parallele di Ceau\u0219escu e di Mugur C\u0103linescu, un \u201cPasquino\u201d adolescente nella Romania comunista che sfid\u00f2 il regime scrivendo sui muri i propri messaggi di protesta. Gli stessi anni, ma in Polonia, tornano in <strong><em>An Ordinary Country<\/em><\/strong> di <strong>Tomasz Wolski<\/strong>, sorta di <em>Le vite degli altri<\/em> pi\u00f9 vero del vero, un documentario di <em>found footage<\/em><a name=\"bookmark=id.gjdgxs\"><\/a> fatto \u201csolo\u201d di film e nastri registrati da ufficiali dei servizi di sicurezza comunisti, tra gli anni \u201960 e \u201980. E ancora, l\u2019ucraino <strong>Oleh Sencov<\/strong> con <strong><em>Numbers<\/em><\/strong>, fantascienza distopica girata a distanza, da un carcere di massima sicurezza in Siberia dove il regista stava scontando una pena di 20 anni, accusato di attivit\u00e0 terroristica. Per finire, due registe: la serba <strong>Jelena Maksimovi\u0107<\/strong>, che in <strong><em>Homelands<\/em><\/strong> riflette sulle patrie della famiglia scoprendo il villaggio da cui la nonna fugg\u00ec durante la guerra civile greca; e la russa <strong>Maria Ignatenko<\/strong> con <strong><em>In Deep Sleep<\/em><\/strong>, meditazione sul lutto e la perdita attraverso il sonno profondo in cui sembra sprofondare il mondo quando il protagonista Victor apprende la morte della moglie.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Wild Roses: Registe in Europa<\/em> \u2013 continuano Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo \u2013 <em>\u00e8 invece uno spazio che intendiamo dedicare alle donne registe dell\u2019Europa centro orientale (tra l\u2019altro sempre, e da sempre, molto presenti al festival), individuando ogni anno un Paese diverso cui dedicare il nostro focus. I dati dell\u2019audiovisivo sottolineano a livello globale le difficolt\u00e0 dei progetti firmati da donne ad accedere ai finanziamenti, a prescindere dal valore artistico, e dunque ci \u00e8 sembrato doveroso fare la nostra parte per valorizzare le registe europee attraverso una sezione ad hoc. Per cominciare, non potevamo che scegliere la Polonia, dove pi\u00f9 che in ogni altro luogo, negli scorsi mesi, le donne hanno fatto sentire la propria voce contro nuove leggi che vogliono limitarne le libert\u00e0 fondamentali<\/em>\u00bb. Cinque le registe \u201cpresenti\u201d, seppure in streaming, al festival (e che parteciperanno a un panel coordinato da Marina Fabbri), attraverso le cui opere riscopriremo nuove forme di rappresentazione femminile e sguardi maturi e disincantati sul proprio Paese: <strong>H<br \/>\nnna Polak<\/strong> con <strong><em>Something Better To Come<\/em><\/strong>, ritratto di Jula, che vive la propria adolescenza nella pi\u00f9 grande discarica d\u2019Europa, la Svalka, alle porte di Mosca; <strong>Agnieszka Smoczy\u0144ska<\/strong> con <strong><em>The Lure<\/em><\/strong>, l\u2019amore tra due sirene e un bassista nella Varsavia degli anni 80, tra horror e musical; <strong>Anna Zamecka<\/strong> con <strong><em>Communion<\/em><\/strong>, storia di bambini che devono crescere (troppo) in fretta; <strong>Anna Jadowska<\/strong> con <strong><em>Wild Roses<\/em><\/strong>, la vita di una citt\u00e0 nella Slesia meridionale, tra la chiesa e le coltivazioni di rose, uomini che lavorano all&#39;estero e giovani si ritrovano di sera alla fermata dell&#39;autobus; <strong>Jagoda Szelc<\/strong> con <strong><em>Tower. A Bright Day<\/em><\/strong>, una prima comunione come tante mentre la tv riporta notizie inquietanti.<\/p>\n<p>Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premier\u00e0 uno dei film della sezione attraverso l\u2019acquisizione e la diffusione sul canale, <strong>Art&#038;Sound <\/strong>propone quest\u2019anno cinque titoli in anteprima che esplorano i pi\u00f9 diversi ambiti artistici: <strong><em>Antigone &#8211; How Dare We!<\/em><\/strong>\u00a0 di <strong>Jani Sever<\/strong>, in cui l\u2019eroina classica rivive nell\u2019interpretazione che ne d\u00e0 il filosofo sloveno Slavoj \u017di\u017eek; <strong><em>Homecoming \u2013 Marina Abramovi\u0107 and Her Children<\/em><\/strong> di <strong>Boris Miljkovi\u0107<\/strong>, un autentico \u201critorno a casa\u201d \u2013 in questo caso Belgrado \u2013 che ripercorre la vita di una delle pi\u00f9 influenti protagoniste dell\u2019arte contemporanea; <strong><em>Paris Calligrammes<\/em><\/strong> di <strong>Ulrike Ottinger<\/strong>, immersione autobiografica nella Parigi letteraria e artistica degli anni 60; <strong><em>Le Regard de Charles<\/em><\/strong> di <strong>Marc Di Domenico<\/strong> e <strong>Charles Aznavour<\/strong>, quarant\u2019anni di vita, amori, viaggi del mitico chansonnier e attore attraverso le riprese della sua prima, inseparabile cinepresa, dono di Edith Piaf; <strong><em>Accidental Luxuriance of the Translucent Watery Rebus<\/em><\/strong> di <strong>Dalibor Bari\u0107<\/strong>, sperimentale (sin dal titolo) esempio di animazione dalle influenze surrealiste.<\/p>\n<p>Confermata anche quest\u2019anno la formula del <strong>Premio Corso Salani 2021<\/strong> (in giuria la produttrice Donatella Palermo, la critica cinematografica Grazia Paganelli e il filmmaker Carlo Michele Schirinzi), che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2020 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Immutato il profilo della selezione: opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Corso Salani. I titoli: <strong><em>Divinazioni<\/em><\/strong> di <strong>Leandro Picarella<\/strong>, <strong><em>Libro di Giona<\/em><\/strong> di <strong>Zlatolin Donchev<\/strong>, <strong><em>Samp<\/em><\/strong> di <strong>Flavia Mastrella<\/strong> e <strong>Antonio Rezza<\/strong>, <strong><em>I Tuffatori<\/em><\/strong> di <strong>Daniele Babbo<\/strong>, <strong><em>Ultimina<\/em><\/strong> di <strong>Jacopo Quadri<\/strong> e <strong><em>Vera de verdad<\/em><\/strong> di <strong>Beniamino Catena<\/strong><\/p>\n<p>Giunto all\u2019undicesima edizione, <strong>When East Meets West<\/strong> \u00e8 organizzato dal Fondo per l&#39;Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia insieme con il Trieste Film Festival, EAVE, Creative Europe Desk Italy, con il sostegno di Europa Creativa &#8211; Media Programme, della Direzione Cinema del MiBACT, del Film Center Serbia e della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia e il patrocinio di EURIMAGES. L\u2019edizione 2021 prevede quattro giorni dedicati a produttori, broadcaster, mercati, fondi regionali italiani, europei, e non solo. L&#39;idea, anche in questa edizione, \u00e8 quella di dare vita a un appuntamento capace di creare un forte legame tra le regioni e i paesi coinvolti. Attraverso tavole rotonde, masterclass e <em>case-study<\/em>, si incontrano professionisti di diversi paesi, rendendo cos\u00ec WEMW punto di riferimento per i produttori che vogliono avviare collaborazioni per realizzare i loro progetti. Saranno presenti broadcaster, distributori e rappresentanti di fondi e mercati, cos\u00ec da presentare l&#39;intero panorama di possibilit\u00e0 produttive e distributive, nonch\u00e9 le risorse finanziarie disponibili. Siamo sicuri che anche l\u2019edizione 2021 di WEMW confermer\u00e0 la grande partecipazione e l\u2019interesse degli addetti ai lavori, consolidando cos\u00ec un\u2019occasione d\u2019incontro indispensabile per lo sviluppo delle imprese audiovisive della Nuova Europa. Inoltre, WEMW prosegue il lavoro di ricerca e approfondimento su alcune specifiche realt\u00e0 dell\u2019Est e dell\u2019Ovest, portando a Trieste, per la prima volta, una selezione accurata di progetti provenienti dai due Paesi in focus: Italia e Israele. Il cuore dell\u2019evento continua a essere il forum di coproduzione dedicato a documentari e lungometraggi in sviluppo, mantenendo gli stessi ingredienti degli anni scorsi, ma arricchendosi di nuovi e importanti elementi. Giorno dopo giorno scoprirete le novit\u00e0 che faranno di WEMW 2021 un\u2019occasione di dialogo e confronto per ripensare il presente e trovare nuove ispirazioni per il futuro. Senza per\u00f2 perdere quell\u2019atmosfera informale e quegli aspetti ludici che hanno sempre caratterizzato l\u2019appuntamento di Trieste.<\/p>\n<p>Il Trieste Film Festival e When East Meets West presentano la settima edizione di <strong>Last Stop Trieste<\/strong>, una sezione work in progress dedicata ai documentari che seleziona progetti fine cut, precedentemente sviluppati\/presentati in una delle piattaforme partner del progetto: Ex-Oriente Film Workshop, BDC Discoveries, Docu Rough Cut Boutique, Baltic Sea Docs, ZagrebDox PRO, When East Meets West. In questa edizione speciale sia del festival che del mercato, i documentari in fase di fine cut avranno la possibilit\u00e0 di essere presentati davanti a una platea esclusiva di 40 sales agents internazionali, programmatori di festival e commissioning editors televisivi con l&#39;obiettivo di essere selezionati dai maggiori festival internazionali e aumentare le loro probabilit\u00e0 di venire distribuiti. Una giuria internazionale premier\u00e0 il miglior progetto della sezione. \u201cLast Stop Trieste\u201d \u00e8 organizzato da Alpe Adria Cinema &#8211; Trieste Film Festival e il Fondo regionale per l&#39;Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, col supporto di Europa Creativa, MIBACT &#8211; Direzione cinema e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L&#39;iniziativa \u00e8 coordinata da Rada \u0160e\u0161i\u0107, programmatrice del Sarajevo Film Festival.<\/p>\n<p>When East Meets West e Trieste Film Festival presentano la quarta edizione di <strong>This is IT<\/strong>, sezione dedicata esclusivamente a lungometraggi di finzione e opere ibride con un forte approccio visivo e creativo prodotti o co-prodotti sia in quota maggioritaria che minoritaria da societ\u00e0 di produzione italiane. I team selezionati avranno la possibilit\u00e0 di presentare il proprio progetto e mostrare dieci minuti del loro film virtualmente ad un esclusivo panel di sales agents, programmatori di festival e buyers internazionali.<\/p>\n<p>Grazie alla partnership con Milano Film Network (MFN), tutti i progetti presentati a \u201cThis is IT\u201d sono stati condivisi e presi in considerazione da entrambi i comitati di selezione. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di offrire una duplice opportunit\u00e0 ai produttori italiani, aumentando le possibilit\u00e0 di individuare partner distributivi sia a livello nazionale che internazionale. Una giuria internazionale premier\u00e0 il miglior progetto della sezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la presentazione ufficiale alla stampa<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":37506,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-37505","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",1000,667,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37733-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Oggi la presentazione ufficiale alla stampa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37505"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37505\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}