{"id":35469,"date":"2020-12-22T00:00:00","date_gmt":"2020-12-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=35469"},"modified":"2020-12-22T00:00:00","modified_gmt":"2020-12-21T23:00:00","slug":"sciacallo-dorato-catturato-e-liberato-sul-carso-goriziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sciacallo-dorato-catturato-e-liberato-sul-carso-goriziano\/","title":{"rendered":"Sciacallo dorato catturato e liberato sul Carso Goriziano"},"content":{"rendered":"<p>Nella <strong>notte di domenica 20 dicembre<\/strong> nei pressi di <strong>Doberd\u00f2 del Lago<\/strong>, i ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Udine hanno <strong><u><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yJ0QYGRHn7Y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">catturato Pepe (guarda il video)<\/a><\/u>, uno sciacallo dorato (<em>Canis aureus<\/em>) maschio<\/strong> di circa due anni di et\u00e0 e del peso di 13,1 chili. Dopo averne verificato lo stato di salute e aver eseguito gli esami fisiologici, i rilievi biometrici e le analisi genetiche, si \u00e8 proceduto all\u2019apposizione del radiocollare e quindi alla liberazione. Pepe \u2013 diminutivo di Giuseppe nel dialetto sloveno dell\u2019altopiano carsico \u2013 \u00e8, dall\u2019aprile 2019, il <strong>quinto sciacallo monitorato<\/strong> attraverso collari satellitari e radio dai ricercatori e tecnici dell\u2019Ateneo friulano.<\/p>\n<p>\u00abI dati raccolti mediante telemetria satellitare \u2013 spiega <strong>Stefano Filacorda<\/strong>, del Dipartimento di Scienza agroalimentari, ambientali e animali e responsabile per l\u2019Universit\u00e0 di Udine dei progetti sulla fauna selvatica \u2013 saranno di grande utilit\u00e0 nell\u2019acquisizione di ulteriori <strong>informazioni in merito all\u2019ecologia spaziale e nutrizionale di questa specie<\/strong>, oltre a capire quali sono gli <strong>spostamenti<\/strong> compiuti dall\u2019animale in relazione all\u2019<strong>alta mortalit\u00e0 stradale<\/strong>, in particolare in un\u2019area antropizzata come quella del carso Goriziano. Questi studi si svolgono in un contesto di <strong>collaborazione internazionale<\/strong> con Paesi in cui la specie \u00e8 presente e studiata, ovvero Slovenia, Ungheria, Serbia e Austria\u00bb.<\/p>\n<p>Alla mezzanotte e 10 del 20 dicembre, Pepe, frequentando il sito, ha attivato la trappola e i dispositivi di allarme, facendo sopraggiungere tempestivamente il team di ricerca nell\u2019area. Una volta giunti sul posto il medico veterinario ha sedato e messo in sicurezza l\u2019animale per poi procedere al monitoraggio dei parametri vitali e dello stato di salute durante tutto l\u2019arco dell\u2019operazione.<\/p>\n<p>\u00c8 stato inoltre eseguito un prelievo di sangue per valutare lo stato di salute del soggetto e, per esteso, della popolazione, grazie alla collaborazione sinergica tra Universit\u00e0 e Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Successivamente, si \u00e8 proceduto all\u2019apposizione del radiocollare, al prelievo del pelo per le analisi genetiche e fisiologiche nonch\u00e9 ai rilievi biometrici. L\u2019animale, una volta ristabilitosi, \u00e8 stato liberato.<\/p>\n<p>\u00abLa <strong>trappola a cassa in legno a chiusura automatica<\/strong> \u2013 precisa Filacorda \u2013 si \u00e8 rivelata utile e funzionale alla cattura dello sciacallo. Si tratta della prima cattura realizzata avvalendosi di questo metodo su tutto il territorio nazionale e nei confronti di questa specie\u00bb.<\/p>\n<p>All\u2019operazione, coordinata da Stefano Filacorda, hanno partecipato <strong>Stefano Pesaro<\/strong> (medico veterinario), <strong>Andrea Madinelli<\/strong> (tecnico), <strong>Lorenzo Frangini<\/strong> (assegnista di ricerca) e <strong>Marcello Franchini<\/strong> (dottorando di ricerca), con il supporto di <strong>Saimon Ferfolja<\/strong> (tecnico faunista) e di <strong>Giacomo Bondi<\/strong>, tesista magistrale dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p><strong>Pepe \u00e8 il quinto sciacallo monitorato<\/strong> attraverso collari satellitari e radio dai ricercatori e tecnici dell\u2019Universit\u00e0 di Udine a partire da aprile 2019. <strong>Si tratta degli unici sciacalli che sono stati dotati di radiocollare in Italia<\/strong>. Nel 2019 il primo radiocollare \u00e8 stato apposto ad <strong>Alberto<\/strong>, un esemplare soccorso a seguito di un investimento stradale avvenuto nei pressi di Osoppo (provincia di Udine).<\/p>\n<p>Successivamente, ad agosto dello stesso anno, \u00e8 stato catturato il primo esemplare in natura, <strong>Yama<\/strong>, nel territorio della Riserva Naturale Regionale dei Laghi di Doberd\u00f2 e Pietrarossa (provincia di Gorizia), nell\u2019ambito del programma di monitoraggio appartenente al progetto transfrontaliero Interreg Italia-Slovenia \u201cNat2Care\u201d. A questa sono seguite le catture di altri tre esemplari: <strong>Maya<\/strong> e <strong>Isabella<\/strong> nel 2019, sempre nei pressi della Riserva Naturale Regionale dei Laghi di Doberd\u00f2 e Pietrarossa, e, appunto, Pepe nel 2020.<\/p>\n<p>Lo sciacallo dorato \u00e8 una specie gregaria che forma branchi composti in media da 5-6 individui. Presenta un comportamento alimentare detto \u201copportunistico\u201d il quale gli consente di sfruttare con un buon margine di successo anche ambienti modificati dalle attivit\u00e0 umane. I dati bibliografici suggeriscono che i primi avvistamenti <strong>nella Regione Friuli Venezia Giulia risalgono al 1984<\/strong> in seguito all\u2019arrivo di alcuni esemplari di presunta origine dalmata e della Slavonia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dopo un periodo di presenza\/assenza dovuto alla non colonizzazione stabile del territorio, la specie \u00e8 stata definitivamente inclusa <strong>all\u2019interno della lista della Fauna Italiana a partire dal 1992<\/strong>. I primi nuclei riproduttivi stabili risalgono alla met\u00e0 degli anni Novanta. Ad oggi si stima che <strong>in regione vi sia un numero variabile minimo, di 100-150 individui, prevalentemente distribuiti sul Carso Triestino e Goriziano<\/strong>, dove raggiunge <strong>densit\u00e0 tra le pi\u00f9 elevate in Europa<\/strong>, e <strong>lungo corsi d\u2019acqua quali in Tagliamento e il Torre<\/strong>. La specie ha mostrato, inoltre, buone tendenze all\u2019espansione anche nelle regioni limitrofe quali Veneto e Trentino Alto Adige. Inoltre, avvistamenti sporadici sono stati segnalati in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Utilizzata per la prima volta una trappola a cassa in legno<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":35470,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-35469","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",900,675,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37495-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Utilizzata per la prima volta una trappola a cassa in legno","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35469"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35469\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}