{"id":35361,"date":"2020-12-10T00:00:00","date_gmt":"2020-12-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=35361"},"modified":"2020-12-10T00:00:00","modified_gmt":"2020-12-09T23:00:00","slug":"larte-del-padovanino-illumina-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/larte-del-padovanino-illumina-trieste\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte del Padovanino illumina Trieste"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa pandemia da Covid-19 ancora in corso non ha cancellato la terza edizione di \u201cUn tesoro sconosciuto\u201d perch\u00e9 la cultura non si pu\u00f2 e non si deve fermare. Se pur quest\u2019anno non sar\u00e0 possibile visitare il palazzo della Regione, abbiamo\u00a0deciso comunque di non rinunciare a proporre uno dei tesori del nostro territorio proseguendo a portare avanti l\u2019iniziativa corale nata con la collaborazione fra Soprintendenza, Fondazioni bancarie e istituzioni\u201d.<\/p>\n<p>Lo ha affermato l\u2019assessore regionale alla Cultura, <strong>Tiziana Gibelli<\/strong>, in occasione della videopresentazione dell\u2019opera\u00a0\u201cla Madonna con bambino fra la Giustizia e San Marco\u201d, di Antonio Varotari, detto il Padovanino, che sar\u00e0 proiettata su uno schermo posto accanto all\u2019ingresso principale del palazzo della Regione, in <strong>piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia a Trieste<\/strong>, da oggi al 6 gennaio prossimo.<\/p>\n<p>Si tratta dell\u2019iniziativa \u201cUn tesoro sconosciuto\u201d giunta al terzo anno che vede esposta un\u2019opera importante sul tema della Nativit\u00e0 a Trieste, nel palazzo della Regione, durante le festivit\u00e0 natalizie.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa Madonna con bambino fra la Giustizia e San Marco\u201d \u00e8 stata messa a disposizione dal <strong>Museo Civico d\u2019Arte di Pordenone<\/strong> e selezionata, tra tutte le opere segnalate dai Comuni, dalle Gallerie e Musei pubblici e privati del territorio regionale, da una commissione di valutazione presieduta dalla Soprintendente per l\u2019Archeologia, le Belle arti e il Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e composta dai presidenti delle Fondazioni: CRTrieste,\u00a0 Cassa di Risparmio di Gorizia,\u00a0 Friuli di Udine.<\/p>\n<p>Gibelli ha evidenziato l\u2019importanza della collaborazione fra istituzioni che \u201cha permesso di concretizzare al meglio la realizzazione delle idee\u201d e ringraziato la Commissione che \u201ccon grande competenza e professionalit\u00e0, ha scelto l\u2019opera di quest\u2019anno, il Comune di Pordenone, proprietario del dipinto, il Comune di Trieste,\u00a0la Soprintendenza e il Fai Fvg\u00a0per la preziosa collaborazione, nonch\u00e9 tutti gli Uffici della Regione e di Erpac che hanno contribuito alla sua realizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Il sindaco di Trieste,\u00a0<strong>Roberto Dipiazza<\/strong>, intervenuto in videoconferenza si \u00e8 detto orgoglioso di ospitare l\u2019opera che arricchisce: \u201cuna piazza che\u00a0si presenta in un modo speciale e che sar\u00e0 resa ancora pi\u00f9 bella da quest\u2019opera d\u2019arte che susciter\u00e0 grande interesse\u201d\u00a0<\/p>\n<p><strong>Simonetta Bonomi<\/strong>, soprintendente per l\u2019Archeologia, le belle arti e il paesaggio del Fvg ha rimarcato il valore dell\u2019evento: \u201cL\u2019appuntamento contribuisce a far conoscere il patrimonio culturale della regione e deve continuare ad essere portato avanti cos\u00ec da documentare ancora altre opere artistiche; sebbene non sia ancora stata scelta quella per il prossimo anno, la provenienza sar\u00e0 dal Goriziano\u201d.<\/p>\n<p>Presenti anche l\u2019assessore comunale di Pordenone <strong>Pietro Tropeano<\/strong> e <strong>Tiziana Sandrinelli<\/strong> presidente Fai Fvg.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cAnche quest\u2019anno \u2013 ha sottolineato Gibelli \u2013 l\u2019iniziativa si avvarr\u00e0 della preziosa disponibilit\u00e0 dei giovani Ciceroni del Fai Friuli Venezia Giulia e del museo Civico di Pordenone, impegnati nella divulgazione dei valori artistici dell\u2019opera selezionata al pubblico\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>I video verranno pubblicati on line sui canali istituzionali e social a cura della Regione e di Erpac e potranno essere visibili tramite il <em>qrcode<\/em> posizionato sull\u2019installazione in piazza Unit\u00e0. In questo modo tutti gli interessati potranno fare delle \u201cvisite guidate\u201d virtuali dell\u2019esposizione e scoprire tutte le peculiarit\u00e0 del dipinto.<\/p>\n<p>Soddisfazione e ringraziamenti per aver mantenuto l\u2019appuntamento sono giunti anche\u00a0 da <strong>Roberta Demartin<\/strong> della Fondazione Carigo \u201cL\u2019attivit\u00e0 culturale ha scontato diverse sospensioni ed \u00e8 quindi particolarmente importante, per la coesione dei nostri territorio aver proseguito con l\u2019edizione anche quest\u2019anno\u201d,\u00a0 e da <strong>Giuseppe Morandini<\/strong> presidente della Fondazione Friuli \u201c\u00e8 un\u2019iniziativa a cui si si affeziona, caratterizzata da una semplicit\u00e0 straordinaria e coinvolgente che richiama al senso di intimit\u00e0 proprio perch\u00e9 stiamo esponendo un bene che fa parte del patrimonio culturale della nostra regione ed \u00e8 stato importante riproporla in un questo periodo difficile\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Gibelli ha ricordato infine lo strumento dell\u2019Art Bonus Fvg che per il 2021 sar\u00e0 esteso anche alle Fondazioni bancarie \u201ccos\u00ec che anche questi soggetti potranno continuare ad investire sulla cultura, mantenendo le posizioni degli anni scorsi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink_euro.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/euromobili_banner_art.jpg\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel dettaglio l\u2019opera esposta venne realizzata su committenza del consiglio comunale di Pordenone nel 1623, allo scopo di adornare la sala delle Adunanze della citt\u00e0. Ricordata per la prima volta dal conte Fabio di Maniago (1823) nel volume \u201cStoria delle Belle Arti Friulane\u201d, ed. Mattiuzzi 1823, la tela raffigura la Vergine con il Bambino in braccio: alla destra la Giustizia, riconoscibile dai tradizionali attributi della spada e della bilancia, mentre alla\u00a0sinistra \u00e8 visibile San Marco nella duplice veste di Santo patrono della citt\u00e0 ed emblema del Dominio Veneto.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La scelta di questa iconografia era in sintonia con la volont\u00e0 espressa nel 1623 dal Consiglio comunale di Pordenone di avere sopra la Loggia, dove era solito radunarsi, un\u2019immagine che proteggesse e suffragasse le decisioni prese a favore della citt\u00e0. Allo scopo, la scelta dell\u2019autore doveva cadere su di \u201cun pittore di grande stima\u201d, che venne individuato nella figura di Alessandro Varotari detto il Padovanino dal nome della citt\u00e0 natale. Quest\u2019ultimo, infatti, in quegli anni,\u00a0aveva avuto un notevole successo per la\u00a0realizzazione\u00a0della tela raffigurante Le nozze di Cana per il convento padovano\u00a0di San Giovanni in Verdara, ora a Venezia.\u00a0 Sull\u2019onda di questa fama,\u00a0l\u2019artista fu chiamato a\u00a0Pordenone a dipingere \u201cLa Madonna col Bambino tra la Giustizia e San Marco\u201d dove a detta della critica,\u00a0fonde la lezione di Tiziano con il classicismo di impronta romana di cui aveva fatto esperienza in occasione di un viaggio a Roma nel 1616.\u00a0<\/p>\n<p>La pala, ora conservata presso il Museo Civico d\u2019Arte di Pordenone, \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti della sua collezione, perch\u00e9 rappresenta, oltre che una pregevole testimonianza dal punto di vista storico-artistico, anche l\u2019attestazione della prima committenza civica di Pordenone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terza edizione di &#8220;Un tesoro sconosciuto&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":35362,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-35361","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1-300x210.webp",300,210,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",640,449,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",300,210,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",500,351,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",462,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",371,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",300,210,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",1000,701,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1.webp",250,175,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37317-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Terza edizione di \"Un tesoro sconosciuto\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35361"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35361\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35362"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}