{"id":35323,"date":"2020-12-07T00:00:00","date_gmt":"2020-12-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=35323"},"modified":"2020-12-07T00:00:00","modified_gmt":"2020-12-06T23:00:00","slug":"losservatore-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/losservatore-della-natura\/","title":{"rendered":"L&#8217;osservatore della natura"},"content":{"rendered":"<p>Lucio Ulian racconta in esclusiva per <em>iMagazine<\/em> una sua giornata immerso nella natura che per lui \u00e8 il tutto dal quale ricevere e per il quale esercitare le sue competenze, osservando i cambiamenti lungo il cammino, le suggestioni che diventano riflessioni. Un viaggio da condividere con il lettore.<\/p>\n<p>\u00abAlcuni giorni fa \u2013 confida Ulian \u2013, camminando in un bosco sopra casa, iniziai inaspettatamente a percepire qualcosa di strano che aveva colpito i miei sensi, ma non riuscivo a individuare cosa fosse. Finch\u00e9 il mio sguardo si pos\u00f2 sul piccolo stagno alla mia destra e notai che la sua superficie era interamente coperta da foglie che galleggiavano sull\u2019acqua. Forme variopinte creavano una tavolozza che donava il fascino della finitezza a un luogo gi\u00e0 pieno di seduzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale era la sua emozione, che messaggi la natura le stava mandando? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAvevo la sensazione che qualcosa stesse accadendo, confermata dal rumore dei miei passi, infatti ogni passo era accompagnato dal fruscio delle foglie secche sotto i piedi. Immediatamente compresi che l\u2019autunno era finalmente arrivato. La troppo lunga estate mi aveva fatto perdere la percezione che la stagione era cambiata.\u00a0Le stagioni, appunto, che nonostante mantengano la proporzione, propria in ciascuna di esse, delle ore di luce con quelle di buio, non sono pi\u00f9 riconoscibili nell\u2019immediato. Il tempo metereologico, sempre pi\u00f9 diverso da come eravamo abituati. Le nostre certezze vengono messe in forse da fenomeni pi\u00f9 grandi di noi che in parte abbiamo contribuito a provocare. Riprendendo il cammino, ad un bivio, imboccai il sentiero che sale alla cima del monte. Prima di giungere al grande altopiano, che si estende a Sud Est dalla sommit\u00e0, mi fermai per fare una sosta e rimasi colpito dai colori, che andavano dall\u2019arancio al rosso fuoco, del fogliame di una macchia di scotano (<em>Cotinus coggygria<\/em>)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da cosa nasce la possibilit\u00e0 di potersi stupire nonostante questi siamo i luoghi della sua quotidianit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 uno spettacolo sempre emozionante, lo hai visto e rivisto, ma al suo ripetersi l\u2019emozione che si prova \u00e8 quella della prima volta. Mi chiesi se l\u2019occhio di un professionista possa cogliere la poesia nel suo lavoro. La risposta era in quello che provavo, la semplice conoscenza, pi\u00f9 o meno profonda, non mi aveva tolto lo stupore per il mistero della natura e della vita. Non sempre la scoperta dell\u2019identit\u00e0 di Babbo Natale fa scomparire la magia della notte del 25 dicembre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale era il panorama una volta arrivato in cima alla fine del suo cammino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDopo una breve e ripida rampa arrivai sull\u2019altopiano: un mosaico di praterie, boscaglia e pinete. Dall\u2019alto potevo godere della vista sulla citt\u00e0 di Trieste e notare come in questo territorio natura e insediamenti umani si intreccino sino a creare un ordito i cui componenti sono a tratti indistinguibili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La pandemia lascia un segno nel rapporto fra uomo e natura? Il professionista cosa coglie sia accaduto in questo anno horribilis? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn queste aree un occhio attento pu\u00f2 percepire la continua lotta fra due forze contrapposte, da una parte la specie umana che trasforma e adatta superfici sempre maggiori di terreno per le proprie esigenze, dall\u2019altra la natura che, con la sua forza, in maniera incessante, spinge per reimpossessarsi di quegli spazi. Durante il periodo nel quale eravamo chiusi in casa, in seguito alle disposizioni per fermare i contagi del coronavirus, si \u00e8 visto, seppure per un attimo, come, non appena viene a mancare la presenza dell\u2019uomo, la natura si riappropria di quanto le era stato sottratto. Sono aumentati gli avvistamenti degli animali selvatici in zone con notevoli insediamenti umani, la vegetazione spontanea ha iniziato ad attecchire nei posti dove il presidio della nostra specie \u00e8 venuto meno. Senza un continuo intervento la vegetazione si espande come un fiume che esonda dai suoi argini e allaga la pianura. Certo \u00e8 durato poco e solo occhi attenti sono riusciti a cogliere quanto avveniva\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink_euro.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/euromobili_banner_art.jpg\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che immagini lontane le vengono alla mente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA tratti la fantasia mi faceva apparire le immagini dei templi che in Cambogia vengono avvolti dagli alberi della foresta e la memoria mi riportava allo stupore provato vedendo un piccolo fungo spuntare all\u2019aria aperta, dopo aver sollevato un grosso strato di asfalto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tema della sostenibilit\u00e0 del rapporto fra uomo e natura come entra nelle sue riflessioni di professionista e uomo di cultura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRiflettendo su uomo e natura mi accorgo che la distinzione fra quanto \u00e8 umano e quanto \u00e8 naturale sia una classificazione, anche utile per comprendere e sottolineare di quanto l\u2019uomo determini gli equilibri sul nostro pianeta, ma frutto di una visione che ci pone al centro dell\u2019universo. In realt\u00e0 siamo un\u2019emanazione della natura e ne facciamo del tutto parte. Ogni alterazione degli equilibri che determinano le condizioni di vita sulla Terra hanno conseguenze su tutti gli esseri viventi che la popolano. Ma la natura non conosce i giudizi di valore, per essa non esiste il bene e il male, il bello e il brutto, questi sono concetti frutto della nostra razionalit\u00e0: la natura esiste e basta. Questo ha come conseguenza che, se altereremo gli equilibri che permettono la nostra vita, non ci sar\u00e0 un sentimento di piet\u00e0 nei nostri confronti, la vita continuer\u00e0 con equilibri mutati, e a noi non sar\u00e0 garantito nulla\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Torniamo al suo cammino, che emozioni le donava?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa vista del panorama era appagante, stentai a distaccare gli occhi da quello spettacolo per proseguire il cammino in direzione di una piccola valle che si affaccia su un altro versante del monte. In pochi di minuti giunsi in un ambiente inaspettatamente diverso. La vegetazione, man mano che mi avvicinavo alla valle, diventava sempre pi\u00f9 rigogliosa, la boscaglia carsica era scomparsa, come pure la prateria, il luogo era pi\u00f9 fresco e umido, il terreno ricco. Ben presto vidi dall\u2019alto le imponenti chiome di grandiosi alberi e scendendo verso il fondo venni sovrastato da maestosi cerri, testimoni di cose antiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Profumi, colori, luci e ombre che altro senso \u00e8 stato sollecitato a quel punto del cammino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019udito. La diversit\u00e0 di quanto avevo davanti agli occhi era notevole, ma c\u2019era qualcos\u2019altro che era mutato; fino a poco prima e durante l\u2019ascesa avevo come sottofondo il rumore della citt\u00e0, un ronzio continuo al quale siamo cos\u00ec abituati che neanche lo notiamo. L\u00ec dove mi trovavo si udivano solamente i rumori del bosco; il suono del vento fra i rami, i passi di qualche animale e il canto degli uccelli a sottolineare la magia del posto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo tanta bellezza, stimolo per riflessioni, stava arrivando il tempo del ritorno? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer il rientro scelsi un sentiero che, passando a fianco ad un antico castelliere portava ad una zona rocciosa, dove sgorga una sorgente particolare. Un rivolo d\u2019acqua scende lungo uno stato impermeabile di terreno sovrastato da un gran cumulo di pietre: la sorgente \u00e8 generata dalle gocce che si formano per condensazione dell\u2019umidit\u00e0 a contatto con la roccia fredda. Ed era l\u2019umidit\u00e0, quel giorno, presente nell\u2019aria, che rendeva l\u2019appuntamento immancabile. Scendendo ancora mi trovai di fronte ad uno spettacolo favoloso, l\u2019umidit\u00e0 nell\u2019aria faceva aumentare la rifrazione dei raggi del sole, donando al paesaggio un colore rosso acceso, ma quello che mi lasciava incantato era il colore del mare che rifletteva e amplificava la grandiosit\u00e0 spettacolo. I tramonti sono indimenticabili, emozionano sempre, anche quando fanno parte del tuo quotidiano. Del mare incanta il senso dell\u2019infinito e dell\u2019indefinito che riesce a trasmettere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Terra di confine significa un mix di ambienti di fauna, flora e microclimi<\/strong>?<\/p>\n<p>\u00abMi considero fortunato perch\u00e9 vivo e lavoro in una variet\u00e0 fantastica di ambienti, all\u2019incrocio di tre diverse regioni biogeografiche: quella illirico balcanica, quella alpino centro-orientale e quella mediterranea. In pochi chilometri, posso raggiungere aree con diversi climi e vegetazioni diverse e una biodiversit\u00e0 inimmaginabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il mare \u00e8 uno dei soggetti delle sue fotografie\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn questi anni l\u2019ho fotografato migliaia di volte, cercando di cogliere le emozioni che mi suscitava, la pace di quando la sua superficie \u00e8 liscia come l\u2019olio, la malinconia, nelle giornate ammantate dal grigiore, il senso di potenza, quando si scatena con tutte le sue forze, il fascino dei disegni delle creste delle onde. Capisco quando mi sento rapito dal rumore della risacca, che narra di storie e di profondit\u00e0 insondate, starei l\u00ec per delle ore ad ascoltare e perdermi in esso\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Lucio Ulian \u00e8 un uomo di passioni vissute con entusiasmo, onest\u00e0 e attenzione agli altri. Goriziano di nascita da circa 20 anni vive a San Dorligo della Valle. Il Carso e la costiera per lui non hanno segreti: dal 1986 infatti fa parte della Guardia forestale regionale e attualmente comanda la Stazione di Trieste. La politica prima, lo studio (laureato in Scienze politiche), la lettura sempre sono le sue passioni alle quali si \u00e8 aggiunta da alcuni anni la fotografia.<\/em><\/p>\n<p><em>I primi scatti pubblicati sui social network da subito gli hanno fatto raggiungere migliaia di contatti. Originali le diverse angolazioni dalle quali Lucio Ulian guarda e scatta, indifferente se trattasi di una visione macro o micro. Poesia, passione, attenzione al particolare i suoi tratti identificativi.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel tempo ha affinato la tecnica utilizzando mezzi pi\u00f9 sofisticati, strumentali rispetto al desiderio di comunicare all\u2019altro che probabilmente \u00e8 lui stesso, con altri occhi, altri valori e un\u2019altra storia. I suoi lavori, curatissimi nella fase di stampa, alcuni realizzati con la moglie Alessandra, anche lei esperta fotografa, sono stati esposti in diverse esposizioni. L\u2019ultima in ordine di tempo, dal titolo \u201cEpifanie\u201d a Trieste all\u2019DoubleTree by Hilton.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucio Ulian<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":35324,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-35323","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",2048,1382,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",2048,1382,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",2048,1382,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-300x202.webp",300,202,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-1024x691.webp",640,432,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",300,202,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",500,337,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",474,320,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",385,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",300,202,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-1536x1037.webp",1536,1037,true],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",2048,1382,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-1024x691.webp",1024,691,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1.webp",250,169,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/37267-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Lucio Ulian","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35323","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35323"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35323\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}